• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer
Risorgimento Firenze

Risorgimento Firenze

Il sito del Comitato Fiorentino per il Risorgimento.

  • Home
  • Focus
  • Tribuna
  • I luoghi
  • Mostre
  • Rassegna stampa
  • Pubblicazioni
  • Editoriale

Verdi fu un conservatore risorgimentale?

24/01/2013

verdiNella rubrica delle lettere che Sergio Romano tiene quotidianamente sul Corriere della Sera l’opinionista recentemente risponde ad una lettrice definendo Giuseppe Verdi “conservatore risorgimentale”. Domenica 20 gennaio, Lucio Villari, noto storico del Risorgimento, in una lettera al Corriere nega questa definizione data al musicista, perché ne sminuisce il valore della personalità; a Villari  risponde Sergio Romano, confermando di fatto il giudizio.

Al fine di far conoscere una memoria non apologetica, ma ricca di chiaroscuri dei protagonisti e delle vicende del nostro Risorgimento pubblichiamo volentieri questo contraddittorio      Sergio Casprini

LE TRE PATRIE DI VERDI: L’ITALIA, LA MUSICA, IL TEATRO

Lucio Villari

Il ricordo del bicentenario di Verdi richiama certamente momenti importanti della nostra storia nazionale della quale egli fu testimone e partecipe. Semplificare questa testimonianza e partecipazione—che furono artistiche e politiche— a una quasi sua involontaria presenza nelle vicende del Risorgimento penso che non risponda alla verità storica. Verdi fu attratto dal mazzinianesimo (aveva 18 anni quando Mazzini fondò la Giovine Italia) e anche dalle barricate delle Cinque giornate di Milano. Fu tenace difensore della sovranità nazionale italiana, ammirò la strategia politica e la persona di Cavour (dal quale fu convinto a candidarsi nel primo parlamento dell’Italia unita), riconobbe in Manzoni non solo il grande scrittore ma l’intellettuale politicamente «impegnato» che credette nell’unità d’Italia. E così via. So che storici della musica e musicologi hanno sempre minimizzato la consapevolezza politica di Verdi, ma la conoscenza dei documenti e dei fatti dimostra il contrario e molte sue opere furono pensate e scritte con librettisti patrioti e combattenti. Egli sapeva benissimo cosa era l’entusiasmo patriottico che suscitavano le sue musiche sia nella Roma repubblicana del 1849 sia alla Scala o alla Fenice. Il «W Verdi», scritto sui muri non era un acrostico, ma un omaggio popolare a un grande musicista che seppe leggere, certo con lo stile e il carattere riservato che ben conosciamo, il tempo storico e gli ideali politici degli italiani migliori: dai moderati ai repubblicani, dai mazziniani ai garibaldini. Forse definirlo «conservatore risorgimentale» riduce molto la sua complessa personalità.

Lucio Villari 

Caro Villari,

Sergio Romano

In un libro recente, scritto in occasione del 150˚ anniversario dell’Unità (Bella e perduta. L’Italia del Risorgimento ed. Laterza) lei ha scritto che Verdi appartiene alla generazione di Leopardi, Manzoni, Hayez, Cavour, Mazzini, Garibaldi, De Sanctis, d’Azeglio, Nievo, Pisacane. Furono poeti, romanzieri, pittori, storici della letteratura, uomini politici, teorici dello Stato, soldati e agitatori. Ma tutti reagirono al clima retrivo della Restaurazione ed ebbero una stessa angoscia: «che l’Italia rischiasse di perdersi per sempre». Lei pensa quindi che il grande coro del Nabucco («Oh mia patria si bella e perduta! Oh membranza si cara e fatal!») appartenga a questo clima morale e ci dica, sia pure indirettamente, quali fossero i sentimenti politici dell’autore. È certamente vero, ma io credo che il sentimento nazionale di Verdi sia legato alla storia del teatro europeo nel secondo e nel terzo decennio dell’Ottocento. Nel 1828, in una prefazione al suo primo grande dramma storico («Cromwell»), Victor Hugo lanciò il manifesto del romanticismo teatrale e auspicò drammi storici, dominati da grandi passioni umane, liberi dai vincoli delle regole aristoteliche. Durante la prima del suo «Hernani» alla Comédie Française il 25 febbraio 1830, l’azione si spostò in platea dove scoppiò una tumultuosa battaglia fra romantici e neoclassici. Pochi mesi dopo, il 25 agosto, la rappresentazione della «Muta di Portici» al Théatre de la Monnaie di Bruxelles fu la miccia che fece esplodere la rivoluzione belga. In ciascuno di questi drammi e nell’Ernani di Verdi che andò in scena alla Fenice il 9 marzo 1844, vi sono re, tiranni, congiurati e fremiti di libertà, ma vi sono soprattutto grandi amori, perfidi tradimenti e divoranti passioni. Nella prima metà dell’Ottocento il teatro smette di essere il salotto musicale delle aristocrazie e delle corti per diventare un luogo «borghese » in cui una nuova classe sociale desidera assistere alla rappresentazione dei propri sentimenti. Verdi capì che la distanza fra la scena e la piazza si era fortemente accorciata e seppe interpretare meglio di altri gli umori di questa nuova società. Ma credo che la sua vera patria fosse la musica e che nel suo patriottismo vi fosse anche il compiaciuto orgoglio di un uomo che sapeva di essere divenuto un simbolo risorgimentale. Quanto alle sue posizioni politiche, gli otto giorni passati nella Villa imperiale di Napoleone III a Compiègne nell’autunno del 1856 e i due incontri con il generale Bava Beccaris dopo i moti milanesi del 1898 dimostrano che era anche uomo d’ordine.

Sergio Romano

Pubblicato in: TribunaTag: letteratura
Post precedente:Gabriele D’Autilia – Storia della fotografia in Italia dal 1839 a oggi
Post successivo:Cesare De Michelis : «Io nacqui veneziano… e morrò per grazia di Dio italiano». Ritratto di Ippolito Nievo

Sidebar

il Comitato Fiorentino per il Risorgimento
è associato al Coordinamento nazionale Associazioni Risorgimentali FERRUCCIO

Sostieni

Sostieni liberamente le nostre attività con un bonifico bancario sul seguente conto corrente
Chianti Banca-Credito Cooperativo S.C.
IBAN IT81R0867302802000000909083

L’editoriale del direttore

Il 2 giugno 2026 la Repubblica italiana compie 80 anni. Auguri Italia!

Video

VIDEO del convegno “La Repubblica una e indivisibile”

Prossimi appuntamenti

LA REPUBBLICA UNA E INDIVISIBILE (art. 5 della Costituzione). L’eredità del Risorgimento nella Repubblica italiana. 

15/03/2026

Storia versus Barbarie

19/11/2025

1865 – 1870 FIRENZE CAPITALE. La Certosa e l’eversione dell’asse ecclesiastico

29/09/2025

Lettere al Direttore

Il sindacato oggi dovrebbe uscire dagli uffici e cercare e unire invece i dispersi del mondo attuale del lavoro.

03/05/2026

Focus

IL VOTO DI IERI E LE SPINE DI OGGI

09/06/2026

Tribuna

La foto simbolo della nuova Italia nel discorso di fine anno del presidente Mattarella

02/01/2026

Luoghi

La locomotiva nello stemma di Palazzo Fenzi-Marucelli a Firenze

29/12/2025

Mostre

La memoria viva della città in trent’anni di Foto Locchi

07/05/2026

Rassegna stampa

RICORDIAMO LE «MADRI» DELLA PATRIA

01/06/2026

Pubblicazioni

LA COSTITUZIONE E’ DI TUTTI

05/06/2026

Zanardelli, il nemico del trasformismo

20/05/2026

Patriota, uomo di governo, autore di svolte decisive. Cadde nell’oblio perché avverso ai compromessi C’è un patriota risorgimentale bresciano che ancor oggi non è considerato come meriterebbe. A dispetto dei …

Il mito del generale che difese Firenze

05/05/2026

Sebastiano De Albertis La morte di Francesco Ferrucci a Gavinana 1852 «Vile, tu uccidi un uomo morto» disse (secondo la leggenda) Francesco Ferrucci a Fabrizio Maramaldo il 3 agosto del 1530 mentre stava per …

La Festa del Primo Maggio

01/05/2026

Il lavoro non come condanna, ma come realizzazione personale. “Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l'amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) …

FESTA DELL’INDIPENDENZA TOSCANA

24/04/2026

Il 27 APRILE rappresenta una data simbolica nella storia della Toscana: in quel giorno del 1859 il Granduca Leopoldo II di Lorena lasciò Firenze, aprendo la strada alla costituzione di un Governo provvisorio che …

La crisi delle democrazie tra crisi interne e pressioni globali

22/04/2026

CERBERO, il cane mitologico con tre teste, Parco di Bomarzo Viterbo AUTORITARISMO, POPULISMO, NAZIONALISMO Viviamo una fase di trasformazioni profonde che investono società, istituzioni e politica. Le …

Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti

12/04/2026

2 aprile – 25 agosto 2026 Firenze Palazzo Medici Riccardi  Gioielli, arredi, ceramiche, abiti, tessuti, manifesti pubblicitari: sono solo alcuni dei manufatti che compongono la mostra Firenze Déco. …

LA POLITICA DI ISRAELE IN MANO AGLI ESTREMISTI

09/04/2026

Fondazione Bereshit Lashalom – Un inizio per la pace. LETTERE AL CORRIERE DELLA SERA 7 aprile 2026 Caro Aldo, scrive un amico israeliano: «Siamo in guerra e qui le leggi le rispettano tutti. Venisse anche il …

BUONA PASQUA

02/04/2026

BUONA PASQUA Comitato Fiorentino per il Risorgimento …

IL 27 APRILE, FESTA DELL’INDIPENDENZA TOSCANA

01/04/2026

Enrico Fanfani Il 27 aprile 1859 1860 Nel pomeriggio del 27 aprile 1859 il Granduca Leopoldo II di Lorena lasciò Firenze e si insediò il Governo provvisorio della Toscana con Ubaldino Peruzzi, Vincenzo Malenchini …

GARIBALDI, AGRONOMO ALL’AVANGUARDIA

15/03/2026

L'isola di Caprera Agricoltori rivoluzionari. I diari indagati da Virman Cusenza riportano un eroe che, passati i fremiti bellici (ma senza dimenticarne le istanze) si ferma a Caprera, rivaluta il lavoro agricolo …

Comitato Fiorentino per il Risorgimento

Direttore Sergio Casprini
Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi Webmaster Claudio Tirinnanzi

STATUTO
REDAZIONE
CONTATTI
LINK
PRIVACY

Newsletter

Rimani sempre aggiornato sulle nostre attività iscrivendoti alla nostra mailing list

Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione

  • Facebook

Direttore Sergio Casprini | Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi | Webmaster Claudio Tirinnanzi