
FIRENZE 50, 60, 70, IMMAGINI DALL’ARCHIVIO FOTO LOCCHI A VILLA BARDINI
7 maggio/18 ottobre 2026
Un gruppo di operai in canotta e con in testa il cappello di paglia guarda verso la cupola del Brunelleschi. Una folla si è riunita su un immacolato Ponte Santa Trinita ricostruito nel giorno della sua inaugurazione nel marzo del 1958. Modelle di Pucci, Gucci e Ferragamo posano come in un set cinematografico nelle vie del centro storico di Firenze. E ancora politici e manifestanti, studenti e divi del cinema. Anna Magnani e Monica Vitti si abbracciano nei camerini della Pergola al termine dello spettacolo La lupa di Verga prodotto dal Maggio Musicale diretto da Franco Zeffirelli, mentre una scintillante (anche nel microfono tempestato di strass) Josephine Baker nel novembre del 1960 si esibisce nella sua unica tournée Europea nel night club Chez Moi accanto a Palazzo Davanzati.
Ancora la città con le sue piazze e le sue feste, la Rificolona sull’Arno, il Teatro Puccini e Palazzo Strozzi, e una Piazza Beccaria avvolta nel silenzio della storica nevicata del 1956 dove tutto sembra immobile, anche la vettura del tram sullo sfondo che passa sui viali. E poi gli atleti divenuti simbolo di un’epoca come Gino Bartali sorpreso nel fango della pioggia mentre affronta una salita di campagna e la Fiorentina con la rovesciata di Ardico Magnini contro la Juventus del 17 ottobre 1954.
Solo alcuni dei 150 scatti che da oggi al 18 ottobre restituiscono uno spaccato di come era Firenze nel trentennio che seguì la fine della Seconda guerra mondiale agli anni Settanta, nella Mostra 50, 60, 70, immagini dall’Archivio Foto Locchi a Villa Bardini promossa da Fondazione CR Firenze e Archivio Foto Locchi. «Un lavoro di ricerca e selezione — ha detto Bernabò Bocca, Presidente di Fondazione — che restituisce un racconto potente e stratificato della città. In queste immagini troviamo la memoria collettiva che appartiene a tutta la comunità».
L’impresa non facile da realizzare è stata portata avanti dalla curatrice Francesca Uzzani che assieme a Erika Ghilardi, quarta generazione della storica agenzia fotografica nata nel 1924 grazie a Tullio Locchi a Firenze, ha selezionato dal tesoretto di 5 mila scatti custoditi dall’Archivio Foto Locchi una rosa di 150 immagini. «Un lavoro appassionato che si snoda in dieci tappe tematiche che raccolgono ognuna le foto realizzate dalla squadra di fotografi che dal 1926 (quando Locchi morì ndr) sotto la direzione di mio nonno Silvano Corcos fecero grande l’immagine di Firenze nel mondo con quello che è stato definito lo “stile Locchi”» racconta Erika Ghilardi.
Scatti tra gli altri di Orlando Orlandini, Roberto Giambastiani e Giuliano Pacinotti a cui si devono le immagini dell’alluvione del ’66 esposti in un intero corridoio, e quelli di Mario Semprini dedicato al settore della mondanità che sapeva intercettare oltre la convenzione come racconta la silhouette di una giovanissima Sylva Koscina immortalata in una mattina invernale del 1956 intenta a dare da mangiare a un gruppo di gatti a Piazzale Michelangelo. Il risultato «non è una mostra amarcord, né una mostra nostalgica, ma una mostra engagée — conclude la curatrice Francesca Uzzani — questa è una mostra impegnata. Vuole ricordarci che siamo un presidio da difendere agli occhi del mondo. Io credo che Firenze si sia resa conto di essere un patrimonio dell’umanità durante l’alluvione di Firenze. Ecco, secondo me ora occorre recuperare questa coscienza, questa consapevolezza».
Ed ecco gli anni Cinquanta emergere come periodo mondano e ottimista, quando la città diventa passerella internazionale, tra glamour e utopia lapiriana. Gli anni Sessanta, più intensi e drammatici, segnati dall’alluvione e le foto delle prime contestazioni giovanili. Infine, i Settanta mettono al centro una Firenze più riflessiva dove la fiaba fiorentina sfuma in una nuova complessità urbana e culturale.
LAURA ANTONINI Corriere Fiorentino 7 maggio 2026

Bambina che legge un fumetto in via Pietrapiana 1951


Il mito del generale che difese Firenze