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Ebrei in Toscana XX e XXI secolo

19/12/2016

Ebrei in Toscana XX e XXI secolo è realizzata in prima nazionale a Firenze nei locali della Sala delle Carrozze, Palazzo Medici-Riccardi. La Mostra racconta 100 anni di vita delle comunità ebraiche toscane e i loro intrecci con il resto della comunità ebraica italiana, i suoi collegamenti con quella europea, mediterranea e internazionale.

L’importanza delle comunità ebraiche nella storia della regione è legata alla presenza di una rete diffusa e diversificata di gruppi, da quello di Livorno sicuramente il più numeroso, alla comunità di Firenze e accanto a queste, per rilievo economico e culturale, quella di Pisa, Siena e il piccolo nucleo di Pitigliano, non escludendo quei nuclei familiari arrivati in altre città, come i Nunes a Piombino, o i Bemporad a Rosignano, o i Finzi ad Anghiari. Ogni comunità, tramite i suoi componenti, ha legami ha con il resto del mondo. Alcune famiglie provengono dall’antica emigrazione iberica, altre dall’America latina, altre dal bacino del Mediterraneo. Ogni comunità poi ha relazioni con la tradizione sionista nazionale ed europea ed extraeuropea, con i fermenti culturali che attraversano il paese, con le ideologie più significative che lo agitano.

Tutto questo permette  di cogliere attraverso questa peculiare storia i rinvii ad una cornice che è non solo locale ma nazionale ed europea.

Per cogliere tutta la specificità di quanto sopra una Mostra, allestita secondo i criteri più aggiornati di coinvolgimento multimediale, capace di parlare a tutte le generazioni interessate, senza scadere in una narrazione generica e imprecisa, ricca sola di “effetti speciali”, è una proposta utile per tutti, capace di rafforzare i fili di una memoria democratica, costituire un antidoto per tutte le pulsioni razziste e discriminatorie che attraversano la nostra realtà.

Da lungo tempo si è consolidata una tradizione secondo la quale ogni qualvolta che si parla di Comunità Ebraica l’attenzione si concentra sul tema della Shoah. Tema imprescindibile da qualsiasi punto di vista, tema che anche nel nostro allestimento viene sviluppato in modo analitico e approfondito ma che non diventa esclusivo dello sguardo che viene proposto su tutta questa vicenda.

Occorre guardare alla storia della minoranza ebraica nell’intero arco della storia contemporanea come parte integrante della medesima, poiché dal periodo risorgimentale si è sviluppata una vicenda complessa, articolata su diverse tracce con caratteristiche differenziate e a volte anche contrastanti. Infatti sarà a partire dall’Unità d’Italia che questa comunità diventa una componente portatrice di eguali diritti e possibilità come tutti gli altri gruppi presenti sulla penisola. Il momento culminante e decisivo per il riconoscimento universale e palese di questa raggiunta uguaglianza di diritti fu la Iª Guerra Mondiale, guerra alla quale gli ebrei parteciparono numerosi combattendo molto spesso nelle file degli ufficiali. Da qui si snoda una storia che avrebbe dovuto portare alla completa integrazione di questa minoranza nella storia nazionale, se non ci fosse stato lo scandalo delle Leggi razziali e della persecuzione antiebraica. E su questa parte si concentrerà tutta la prima parte della Mostra.

La Mostra poi racconta come gli ebrei abbiano avuto comportamenti simili a tutti gli altri cittadini italiani, da una parte schierati a sostegno del fascismo e dall’altra avversari del regime, come molti rimasero nell’anonimato, nascosti in quella zona occupata dalla grande maggioranza che non applaudì, né si oppose, o come invece altri si organizzarono nelle file dell’antifascismo. Pochi di loro  partirono in tempo, prima del manifesto della razza e delle leggi razziali, prima della tragedia della guerra. Pochi perché pochi, in ogni parte della popolazione, furono quelli che interpretarono con lucidità ciò che si stava preparando all’orizzonte.

Dopo questa tematica la Mostra sviluppa il tema della persecuzione prima dei beni e poi delle vite; cercherà di cogliere il comportamento di coloro che vivevano al loro fianco, sul loro stesso pianerottolo, vicini di casa e compagni di banco nelle scuole, colleghi di lavoro e amici. Illustra quelle scelte che aumentarono il loro isolamento e facilitarono la loro individuazione, le scelte di quelli che solidarizzarono e prestarono aiuto.
A questo punto c’e il grande capitolo della persecuzione, delle fughe, degli arresti, delle privazioni, della morte. Attraverso alcune vicende individuali seguite nel loro intero percorso, vicende differenziate per censo e per legami familiari e culturali, la Mostra cerca di raccontare la materialità e la diversità di questi percorsi il cui lieto fine spesso è legato solo al caso.

La Mostra racconta poi il secondo dopoguerra, come dalle macerie delle sinagoghe distrutte, dall’intreccio di partenze per Israele e arrivi dal Medio Oriente durante i diversi conflitti che hanno insanguinato quei territori, tutta la realtà delle comunità ebraiche italiane, e anche di quelle toscane, si sia ristrutturata.

Racconta come a partire dal processo ad Eichamnn si siano sviluppate alcune risposte strategiche nel quadro delle politiche della Memoria come l’istituzione del Treno della Memoria della regione Toscana che ogni due anni porta centinaia di studenti e decine di docenti a Auschwitz-Birkenau e come tutto questo non sia solo una operazione di memoria ma sia anche immediatamente un tassello per la costruzione di una coscienza democratica responsabile.

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Organizzazione:

L’istituto storico per la Resistenza e la Società Contemporanea nella provincia di Livorno.

LA Regione Toscana

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Inaugurazione martedì  20 dicembre ore 13  Atrio delle Carrozze   Palazzo Medici Riccardi

21 Dicembre 2016 – 20 Febbraio 2017

Orario: ore 10-18
Sede: Galleria delle Carrozze, via Cavour 5, Firenze
Ingresso libero  
Pubblicato in: MostreTag: mondo
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