
Un convegno e una mostra: il progetto del Gabinetto Vieusseux e del Consiglio Regionale della Toscana
Era il 1960 quando Oriana Fallaci si fece un selfie, per così dire, alla maniera novecentesca. Allo specchio, con una Rolleiflex in mano, immortalò sé stessa a trentuno anni. C’è tutta lei in questa fotografia: sguardo consapevole, sigaretta in mano, macchina fotografica, aspetto curato, qualche gioiello, ma pochi.
L’autoscatto è l’immagine guida del convegno, al quale sarà affiancata una mostra, con cui il 15 settembre il Consiglio Regionale della Toscana e il Gabinetto Vieusseux ricorderanno la scrittrice e giornalista a 20 anni dalla sua morte, avvenuta qui a Firenze nella casa di cura Santa Chiara. Il titolo allude già alla complessità della persona: Oriana, l’eretica, nel ventennale della scomparsa della scrittrice e suggerisce, come conferma la presidente del Consiglio Regionale della Toscana, Stefania Saccardi sua lettrice appassionata, «lo spirito di una donna che fu libera, sempre, di dire quanto pensava anche ai grandi personaggi che intervistava, la sua sofferenza verso ogni forma di appartenenza, il suo essere fedele a se stessa anche se, per esempio nell’ultimo periodo, affermava idee scomode». L’obiettivo della giornata di studi, che si svolgerà al Consiglio Regionale, è però anche di raccontare l’aspetto più privato di Oriana che rimbalzerà anche in mostra. È per questo che i relatori, coordinati da Elena Pianea, dirigente del Consiglio Regionale, oltre ad alcuni rappresentanti delle istituzioni, saranno solo persone che l’hanno conosciuta personalmente. Ci sarà il nipote Edoardo Perazzi, l’assistente di Oriana, Daniela Di Pace, il suo editor Gianluca Bavagnoli, colui che era dirigente di Santa Chiara quando lei è morta, Riccardo Baronti. La prolusione è affidata a Ricardo Nencini; Eugenio Giani, Sara Funaro e Stefania Saccardi parleranno a nome di Regione e Comune. Infine, interverranno anche Michele Rossi, direttore del Gabinetto Vieusseux, Giulia Bassi e Monica Valentini, rispettivamente ricercatrice e responsabile dell’Archivio Storico del Consiglio Regionale.
Accanto a parole e ricordi, a Palazzo del Pegaso, fino al 10 ottobre, a parlare saranno foto, documenti, autografi, oggetti, anche la sua macchina da scrivere, scelti dal fondo Fallaci della Regione, dai materiali del Vieusseux e dal fondo di Milano e di New York da Giovanni Aprea, Katia Ferri, Elena Michelagnoli e Monica Valentini per un percorso espositivo articolato in quattro sezioni e racchiuso sotto il titolo Oriana. Donna, giornalista, scrittrice. Il tema della donna, l’incipit della mostra, proporrà, oltre a oggetti personali, le carte preparatorie de Il sesso inutile — lo stesso libro di cui alcune pagine saranno lette al Teatro della Pergola, il 26 settembre da Valeria Solarino — e Penelope alla guerra, primo romanzo di Fallaci uscito per Rizzoli nel 1962.
La seconda parte, incentrata sulle sue qualità da giornalista, verte su Intervista con la storia, volume del 1974, ancora di Rizzoli, che contiene i testi raccolti durante i suoi incontri con grandi personaggi da Kissinger a Golda Meir e Indira Gandhi, da Arafat a Hussein di Giordania, da Nenni ad Amendola, fino a Giulio Andreotti. Un volume che le fece scrivere in premessa: «Non riesco a escludere che la nostra esistenza sia decisa da pochi dai bei sogni o dai capricci di pochi, dall’iniziativa o dall’arbitrio di pochi… Certo è un’ipotesi atroce. Ancor più sconsolato ti chiedi come siano quei pochi: più intelligenti di noi, più forti di noi, più illuminati di noi, più intraprendenti di noi? Oppure individui come noi, né meglio né peggio di noi, creature qualsiasi che non meritano la nostra collera, la nostra ammirazione, la nostra invidia?».
L’approfondimento successivo riguarda la sua storia d’amore con Alekos Panagulis morto 50 anni fa. Dunque bozze, pagine dattiloscritte e manoscritte e la prima edizione, del 1979, di Un uomo. La mostra si conclude con vari documenti, articoli, appunti e libri, che fanno luce sul rapporto di amicizia tra Oriana, Pasolini, Panagulis.
Il ventennale della morte offrirà anche la possibilità di partecipare a visite guidate al Fondo Fallaci della Regione nel corso di sei giornate, tra settembre e dicembre. Bisognerà prenotare scegliendo tra uno slot di date (15 e 24 settembre, 1 e 8 ottobre, 12 novembre e 10 dicembre. Ultima ma non secondaria iniziativa: la Biblioteca Pietro Leopoldo della Regione le dedica quest’anno uno speciale percorso bibliografico — Oriana Fallaci. 20 anni dalla scomparsa — pensato secondo una logica binaria: di qua consigli di lettura su suoi libri con schede che riassumono i contenuti e i suoi scritti e il loro senso, e ci sono tutti, dal primo all’ultimo, di là, invece i testi di chi l’ha studiata e raccontata; ne citiamo solo alcuni: Mai stanca di vivere: passioni e tumulti di Oriana Fallaci, di Riccardo Nencini, Una straordinaria antipatica: Oriana Fallaci giornalista e scrittrice di Anna Gorini, Oriana Fallaci in parole e immagini a cura di Edoardo Perazzi, Oriana, una donna, di Cristina Di Stefano. Infine, per chi ama il digitale è stato predisposto un contributo
Toscani illustri: Oriana Fallaci che è uno speciale digitale con e-book, articoli, video e podcast ad accesso gratuito e raggiungibili dal catalogo on line della Biblioteca: ecco il link https://cobire.sebina.it/opac/list/toscani-illustri-oriana/421221391092.
Questo omaggio, a 20 anni dalla morte, sarà il primo programma dedicato alla riscoperta di questa donna fiorentinissima. La collaborazione tra Consiglio Regionale e Gabinetto Vieusseux è infatti regolata da un protocollo d’intesa che guarda anche a collaborazioni future. Non ultima quella che nel 2029, a 100 anni dalla nascita di Oriana, si articolerà in un nuovo progetto speciale.
CHIARA DINO Corriere Fiorentino 29 agosto 2026



DORA, LA PRINCIPESSA RIBELLE