• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer
Risorgimento Firenze

Risorgimento Firenze

Il sito del Comitato Fiorentino per il Risorgimento.

  • Home
  • Focus
  • Tribuna
  • I luoghi
  • Mostre
  • Rassegna stampa
  • Pubblicazioni
  • Editoriale

Quei fascisti tutti d’un pezzo innamorati del sovversivo Giuseppe Mazzini

05/09/2022

Giovanni Belardelli

Il Foglio Quotidiano 3 settembre 2022

Nelle bancarelle che qua e là per l’Italia vendono vecchi giornali e riviste, francobolli e cartoline d’epoca, non è difficile acquistare per pochi spiccioli uno almeno dei tre francobolli (da 25 cent., 1 lira e 2 lire e mezza) raffiguranti i volti di Attilio ed Emilio Bandiera, i giovani mazziniani protagonisti nel giugno 1844 di una disperata spedizione in Calabria che valse, a loro e ai loro compagni, la fucilazione.

I fratelli Bandiera

A ricordare con un’emissione filatelica questi due personaggi ormai quasi dimenticati (ma gli dedica ora un bellissimo capitolo del suo Otto vite italiane, Marsilio, Ernesto Galli della Loggia) fu nel 1944, per la prima e ultima volta nella storia nazionale, la Repubblica sociale italiana. Potrebbe sembrare strano, ma non lo è affatto. Al di là dell’occasione rappresentata allora dal centenario della morte dei Bandiera, il piccolo episodio testimonia di quel ritorno di fiamma mazziniano che caratterizzò il fascismo di Salò, che – pur asservito all’occupante tedesco e in una situazione di guerra civile – credette o finse di credere in un ritorno al repubblicanesimo delle origini come reazione al “tradimento” del re.

Ma in realtà un po’ tutto il fascismo fu percorso fin dall’inizio da simpatie mazziniane, ed è questo un capitolo poco noto della fortuna di Mazzini nella storia italiana che – a centocinquant’anni esatti dalla morte – merita d’essere ricordato. Furono continui i riferimenti al fondatore della Giovine Italia fatti per tutto il Ventennio da Giovanni Gentile che ad esempio, nel manifesto degli intellettuali fascisti da lui redatto nel 1925, scrisse che il nuovo regime ritornava alle “idee politiche, morali e religiose” di Mazzini. Dal mazzinianesimo venivano anche figure importanti del fascismo: Italo Balbo, per fare solo un nome, aveva fatto la sua tesi di laurea sui Doveri dell’uomo di Mazzini. Ma anche Mussolini non era rimasto impermeabile a qualche influsso mazziniano visto l’ambiente che aveva frequentato nella sua iniziale carriera politica da socialista rivoluzionario: quel sovversivismo romagnolo caratterizzato appunto da marcate simpatie, spesso da un vero e proprio culto, per Mazzini.

 Uno dei maggiori storici italiani del secondo Dopoguerra, Delio Cantimori, ricorderà di avere lui stesso aderito da ragazzo al fascismo sognando che questo avrebbe fatto la rivoluzione repubblicana, insieme sociale e nazionale, di Mazzini. Dopo di lui molti storici hanno fatto (e a volte continuano a fare) fatica a riconoscere la presenza di queste simpatie mazziniane nel regime, ma sbagliano per almeno due motivi.

Il primo, ovvio, è che il passato – se non vogliamo scivolare anche noi nella cancel culture– è passato e non è nella disponibilità degli storici o di chicchessia cambiarlo per renderlo compatibile con le proprie idee. Può non piacere il fatto che in nessun periodo come durante il Ventennio si sia tanto scritto – e con toni generalmente molto elogiativi – di Mazzini, ma così è stato. Il secondo motivo per cui la reticenza di cui dicevo è un errore sta in questo: proprio il fatto che si siano richiamati a Mazzini intellettuali e politici di diverse e spesso opposte tendenze dimostra l’influenza forse unica che questi ha avuto nella nostra storia.

Non diversamente del resto da quel che è accaduto per Marx, visto che si proclamavano marxisti sia Lenin sia il Kautsky da lui violentemente attaccato come “rinnegato”; e che marxisti furono sia Rosa Luxemburg sia il ministro della Difesa della Spd Gustav Noske, tra i responsabili del suo assassinio.

Naturalmente, va detto che se il fascismo trovava in Mazzini elementi di pensiero che sentiva come congeniali – il richiamo quasi religioso alla nazione, la critica del Risorgimento come rivoluzione interrotta che il fascismo intendeva completare facendo entrare le masse nello stato, la critica della lotta di classe e altro ancora – c’erano pure elementi fondamentali del pensiero mazziniano che i fascisti ignoravano completamente, a cominciare dall’idea di un’umanità formata da nazioni indipendenti e libere. Fatto sta che perfino la partecipazione alla seconda guerra mondiale – qualcosa dunque che sintetizzava perfettamente il carattere militaristico e aggressivo del regime mussoliniano – poté essere giustificata come l’occasione per unificare l’Europa come vaticinato più di un secolo prima da Mazzini. Idea ovviamente inverosimile, questa di una nuova Giovane Europa costruita grazie alle armate hitleriane, ma qualcuno lo sostenne; la storia è fatta anche di questi paradossi e di queste illusioni.

Il quasi dimenticato “mazzinianesimo fascista” ci dice allora anche un’ultima cosa, cioè che la storia – e la storia delle idee in modo particolare – non è mai in bianco e nero ma è fatta di chiaroscuri, di influenze molteplici e contraddittorie. Tra esse cito un piccolo episodio che riguarda il giovane Luciano Della Mea – futuro partigiano ed intellettuale di spicco, negli anni 60, della sinistra extraparlamentare – il quale nel 1941 si arruolava in guerra da fascista convinto, com’era diventato – ricorderà molti anni dopo – anche grazie a Mazzini e Garibaldi. E proprio sull’eroe dei due mondi si potrebbero fare considerazioni analoghe a quelle fatte per Mazzini, a partire dalle grandi celebrazioni fasciste del 1932, nel cinquantenario della morte, quando il Duce dichiarò che le camicie nere erano figlie delle camicie rosse. Era vero, era falso? Anche in questo caso, un po’ entrambe le cose.

 

Pubblicato in: Focus
Post precedente:L’Italia è alla canna del gas?
Post successivo:Saranno in grado le nuove generazioni, educate al consumismo, a fare risparmio energetico?

Sidebar

il Comitato Fiorentino per il Risorgimento
è associato al Coordinamento nazionale Associazioni Risorgimentali FERRUCCIO

Sostieni

Sostieni liberamente le nostre attività con un bonifico bancario sul seguente conto corrente
Chianti Banca-Credito Cooperativo S.C.
IBAN IT81R0867302802000000909083

L’editoriale del direttore

La Storia agli esami di Maturità

Video

VIDEO del convegno “La Repubblica una e indivisibile”

Prossimi appuntamenti

Società e cultura in Toscana dal Congresso di Vienna alla prima Guerra d’Indipendenza (1815/1848) 

20/09/2025

XX SETTEMBRE 2025

16/09/2025

1875: inaugurazione del monumento a Michelangelo al Piazzale Michelangelo

03/06/2025

Lettere al Direttore

Il sindacato oggi dovrebbe uscire dagli uffici e cercare e unire invece i dispersi del mondo attuale del lavoro.

03/05/2026

Focus

La nascita dell’istituzione regionale tra continuità politica e specificità territoriale: il caso della TOSCANA

12/07/2026

Tribuna

La foto simbolo della nuova Italia nel discorso di fine anno del presidente Mattarella

02/01/2026

Luoghi

La locomotiva nello stemma di Palazzo Fenzi-Marucelli a Firenze

29/12/2025

Mostre

La memoria viva della città in trent’anni di Foto Locchi

07/05/2026

Rassegna stampa

QUANDO CAVOUR DOPO VILLAFRANCA LITIGO’ CON IL RE IN PIEMONTESE

14/07/2026

Pubblicazioni

MAI STANCA DI VIVERE

08/07/2026

CORRADO OCONE: Politica e cultura. Percorsi di pensiero nell’Italia del Novecento

04/06/2026

Recensione di MASSIMO RAGAZZINI Rivista Libro Aperto volume 125 giugno 2026 CORRADO OCONE: Politica e cultura. Percorsi di pensiero nell’Italia del Novecento, …

RICORDIAMO LE «MADRI» DELLA PATRIA

01/06/2026

IL 2 GIUGNO NON FESTEGGIAMO SOLO L’OTTANTESIMO ANNIVERSARIO DELLA REPUBBLICA. Nata da un Paese stremato dagli errori del ventennio fascista e dai suoi orrori sfociati in una guerra devastante che causò oltre 400 …

Il 2 giugno 2026 la Repubblica italiana compie 80 anni. Auguri Italia!

01/06/2026

PAOLA CORTELLESI nel film “C’è ancora domani” La sequenza clou del film del 2023 C'è ancora domani, di cui Paola Cortellesi è co-sceneggiatrice, regista e interprete, è quella finale, in cui una folla di donne si …

Gino Capponi. Patriota, pedagogista e uomo di cultura nella Toscana dell’Ottocento

27/05/2026

Antonio Bortone GINO CAPPONI 1876 Sala Firenze Capitale Palazzo Vecchio 29 MAGGIO 2026 26 Maggio 2026. RICORRENZA DI CURTATONE E MONTANARA Nel Cinquantenario della morte di Gino Capponi Venerdì 29 …

Zanardelli, il nemico del trasformismo

20/05/2026

Patriota, uomo di governo, autore di svolte decisive. Cadde nell’oblio perché avverso ai compromessi C’è un patriota risorgimentale bresciano che ancor oggi non è considerato come meriterebbe. A dispetto dei …

Il mito del generale che difese Firenze

05/05/2026

Sebastiano De Albertis La morte di Francesco Ferrucci a Gavinana 1852 «Vile, tu uccidi un uomo morto» disse (secondo la leggenda) Francesco Ferrucci a Fabrizio Maramaldo il 3 agosto del 1530 mentre stava per …

La Festa del Primo Maggio

01/05/2026

Il lavoro non come condanna, ma come realizzazione personale. “Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l'amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) …

FESTA DELL’INDIPENDENZA TOSCANA

24/04/2026

Il 27 APRILE rappresenta una data simbolica nella storia della Toscana: in quel giorno del 1859 il Granduca Leopoldo II di Lorena lasciò Firenze, aprendo la strada alla costituzione di un Governo provvisorio che …

La crisi delle democrazie tra crisi interne e pressioni globali

22/04/2026

CERBERO, il cane mitologico con tre teste, Parco di Bomarzo Viterbo AUTORITARISMO, POPULISMO, NAZIONALISMO Viviamo una fase di trasformazioni profonde che investono società, istituzioni e politica. Le …

Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti

12/04/2026

2 aprile – 25 agosto 2026 Firenze Palazzo Medici Riccardi  Gioielli, arredi, ceramiche, abiti, tessuti, manifesti pubblicitari: sono solo alcuni dei manufatti che compongono la mostra Firenze Déco. …

Comitato Fiorentino per il Risorgimento

Direttore Sergio Casprini
Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi Webmaster Claudio Tirinnanzi

STATUTO
REDAZIONE
CONTATTI
LINK
PRIVACY

Newsletter

Rimani sempre aggiornato sulle nostre attività iscrivendoti alla nostra mailing list

Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione

  • Facebook

Direttore Sergio Casprini | Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi | Webmaster Claudio Tirinnanzi