• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer
Risorgimento Firenze

Risorgimento Firenze

Il sito del Comitato Fiorentino per il Risorgimento.

  • Home
  • Focus
  • Tribuna
  • I luoghi
  • Mostre
  • Rassegna stampa
  • Pubblicazioni
  • Editoriale

MUSEO BYRON E DEL RISORGIMENTO

16/12/2024

PALAZZO GUICCIOLI Via Camillo Benso Cavour 54 Ravenna

Il Risorgimento si fa epica narrazione

«Non che importi molto, supponendo che l’Italia possa esser liberata, chi o cosa sia sacrificato. È uno scopo altissimo, è la poesia stessa della politica. Basta il pensiero: un’Italia libera!!!»: parole vibranti, scritte non da un patriota italiano ma da un protagonista del Romanticismo inglese (e non solo) come George Byron, nel suo Diario ravennate, il 18 febbraio 1821.

Affiliato alla Carboneria, per i moti rivoluzionari del 1820-21 aveva fornito armi e denaro credendo nella causa italiana e confidando che i romagnoli si unissero a Napoli. Per questo il ponte tra il museo Byron e quello del Risorgimento, a Palazzo Guiccioli, è indovinato: i musei si parlano, i rimandi sono diversi (Byron, tra l’altro, soggiornò in cinque stanze dell’edificio al primo piano, dove ora è allestito lo spazio risorgimentale) così come gli intrecci tra i vari personaggi e il territorio. Si ha la possibilità di ripercorrere la storia dal triennio giacobino (1796-1799) – e la speranza che suscitò, con l’Albero della Libertà posto in città nell’attuale piazza del Popolo nel 1797 – all’Unità d’Italia, passando per i momenti fondamentali, tra afflati rivoluzionari e delusioni, nuovi moti e restaurazioni. Di sala in sala si seguono gli eventi di anni cruciali. C’è l’appello di Mazzini dalle pagine della «Giovine Italia» ai romagnoli nel 1832, perché accolgano le voci dei loro fratelli non lasciandosi sedurre dalle «divisioni fatali», ma siano compatti nel «grido di unione, indipendenza e libertà». Si rievoca l’illusione della Repubblica Romana che pure accese gli animi proclamando il Papato «decaduto di fatto e di diritto dal Governo temporale dello Stato Romano» e abolendo il Sant’Uffizio: un esperimento entusiasmante quanto effimero, meno di un anno di vita tra il 1849 e il 1849 con gli Austriaci – cui Pio IX aveva chiesto aiuto – che già alla fine di maggio ’49 entravano a Ravenna (parte dello Stato pontificio). Si segue il drammatico passaggio di Garibaldi in fuga verso il Veneto nel luglio di quell’anno, con i romagnoli che partecipano al salvataggio dell’eroe ma nulla possono per Anita: incinta, piegata dalla fatica e dalla febbre malarica, morirà a 28 anni nella fattoria Guiccioli, alle porte di Ravenna. E poi lo Statuto Albertino (ne è esposto un esemplare in legno intagliato), le successive guerre d’indipendenza, l’azione di Cavour, la spedizione dei Mille sino al momento atteso dell’Italia unita.

Tutto questo viene mostrato in una modalità che privilegia la parola, il racconto attraverso dispositivi – messi a punto dal gruppo di ricerca multimediale Studio Azzurro – che ricreano le scene del tempo, con gli effetti sonori (il vento, le pallottole, lo scalpiccio dei cavalli, i rumori di fondo), propongono cartine che si animano facendo vedere i luoghi, prestano voce agli scritti dei protagonisti. Questo non vuol dire che il museo non offra oggetti, cimeli, volumi, dipinti, in altre parole quanto si vede in analoghi spazi, più tradizionali. Sul fronte Garibaldi, ad esempio, sono in mostra reliquie preziose come il cappello e il bastone donati a chi lo aveva aiutato, il mantello nero regalato a Ercole Saldini, che gli aveva fatto da guida durante la fuga. E poi compaiono divise, fiaschette per polvere da sparo, gavette, né mancano ritratti, proclami, monete. Importanti sono anche le singole personalità cui viene riconosciuta importanza, come accade per il patriota Luigi Carlo Farini e la sala a lui dedicata.

La peculiarità del museo, però, è proprio quella del risalto dato ai testi, «a significare – sottolinea la direttrice Alberta Fabbri – che le parole e le idee possono cambiare il mondo», quindi presentando il Risorgimento non come «un adempimento scolastico da soddisfare ma come la premessa della libertà e dei diritti di cui godiamo oggi». La chiave è anche nel coinvolgimento del pubblico, che ha a disposizione i pannelli esplicativi in ciascuna sala (tutti in italiano e in inglese) e le pillole di testo contenute in piccoli riquadri che precisano un soggetto, delineano i contorni di un personaggio o aggiungono dettagli sulla situazione economico-sociale.

Ma visitatrici e visitatori sono chiamati a fare di più: a interagire, attivando i dispositivi. Il che significa, di fronte a una scacchiera dove sono disposti pedoni equivalenti ai protagonisti, prendere il “pedone” Mazzini e posizionarlo in un certo riquadro che fa partire un video e una voce. O significa aprire uno scrigno innescando un filmato, o ancora estrarre una penna dal calamaio e leggere uno scritto che si visualizza (i contenuti sono stati selezionati e forniti dal comitato scientifico). Chi guarda e gira di sala in sala è stimolato a sapere e ascoltare, a osservare e riflettere sulle radici della nostra democrazia. È colto, poi, dallo stupore se per caso alza lo sguardo verso il soffitto: Palazzo Guiccioli, già pregevole di per sé nella sua maestosità, in alcuni ambienti si rivela sorprendente per la ricchezza e finezza di affreschi e decorazioni.

Chiudono l’esposizione due collezioni su Garibaldi provenienti dalla Fondazione Bettino Craxi e dalla Fondazione Spadolini Nuova Antologia, con dipinti, memorabilia e gli oggetti più svariati sull’amatissimo eroe. Del resto, non è un caso se la produzione editoriale che lo riguarda continua a essere feconda e, in qualche caso, suggestiva. Come è accaduto nell’estate del 2019 quando lo scrittore inglese Tim Parks e sua moglie Eleonora decisero di rifare a piedi il percorso dal Lazio alla Romagna proprio come lo fece lui nell’estate 1849: ne venne fuori un diario, Il cammino dell’eroe. A piedi con Garibaldi da Roma a Ravenna (Rizzoli), che vale la pena leggere

Eliana di Caro Sole 24 ore 15 dicembre 2024

Pietro Bouvier Giuseppe Garibaldi ed il maggiore Leggero in fuga trasportano Anita morente 1864

Pubblicato in: Focus
Post precedente:Michelangelo e il Potere
Post successivo:La villa di Artimino, detta la Ferdinanda.

Sidebar

il Comitato Fiorentino per il Risorgimento
è associato al Coordinamento nazionale Associazioni Risorgimentali FERRUCCIO

Sostieni

Sostieni liberamente le nostre attività con un bonifico bancario sul seguente conto corrente
Chianti Banca-Credito Cooperativo S.C.
IBAN IT81R0867302802000000909083

L’editoriale del direttore

Il 2 giugno 2026 la Repubblica italiana compie 80 anni. Auguri Italia!

Video

VIDEO del convegno “La Repubblica una e indivisibile”

Prossimi appuntamenti

LA REPUBBLICA UNA E INDIVISIBILE (art. 5 della Costituzione). L’eredità del Risorgimento nella Repubblica italiana. 

15/03/2026

Storia versus Barbarie

19/11/2025

1865 – 1870 FIRENZE CAPITALE. La Certosa e l’eversione dell’asse ecclesiastico

29/09/2025

Lettere al Direttore

Il sindacato oggi dovrebbe uscire dagli uffici e cercare e unire invece i dispersi del mondo attuale del lavoro.

03/05/2026

Focus

IL VOTO DI IERI E LE SPINE DI OGGI

09/06/2026

Tribuna

La foto simbolo della nuova Italia nel discorso di fine anno del presidente Mattarella

02/01/2026

Luoghi

La locomotiva nello stemma di Palazzo Fenzi-Marucelli a Firenze

29/12/2025

Mostre

La memoria viva della città in trent’anni di Foto Locchi

07/05/2026

Rassegna stampa

RICORDIAMO LE «MADRI» DELLA PATRIA

01/06/2026

Pubblicazioni

LA COSTITUZIONE E’ DI TUTTI

05/06/2026

Zanardelli, il nemico del trasformismo

20/05/2026

Patriota, uomo di governo, autore di svolte decisive. Cadde nell’oblio perché avverso ai compromessi C’è un patriota risorgimentale bresciano che ancor oggi non è considerato come meriterebbe. A dispetto dei …

Il mito del generale che difese Firenze

05/05/2026

Sebastiano De Albertis La morte di Francesco Ferrucci a Gavinana 1852 «Vile, tu uccidi un uomo morto» disse (secondo la leggenda) Francesco Ferrucci a Fabrizio Maramaldo il 3 agosto del 1530 mentre stava per …

La Festa del Primo Maggio

01/05/2026

Il lavoro non come condanna, ma come realizzazione personale. “Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l'amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) …

FESTA DELL’INDIPENDENZA TOSCANA

24/04/2026

Il 27 APRILE rappresenta una data simbolica nella storia della Toscana: in quel giorno del 1859 il Granduca Leopoldo II di Lorena lasciò Firenze, aprendo la strada alla costituzione di un Governo provvisorio che …

La crisi delle democrazie tra crisi interne e pressioni globali

22/04/2026

CERBERO, il cane mitologico con tre teste, Parco di Bomarzo Viterbo AUTORITARISMO, POPULISMO, NAZIONALISMO Viviamo una fase di trasformazioni profonde che investono società, istituzioni e politica. Le …

Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti

12/04/2026

2 aprile – 25 agosto 2026 Firenze Palazzo Medici Riccardi  Gioielli, arredi, ceramiche, abiti, tessuti, manifesti pubblicitari: sono solo alcuni dei manufatti che compongono la mostra Firenze Déco. …

LA POLITICA DI ISRAELE IN MANO AGLI ESTREMISTI

09/04/2026

Fondazione Bereshit Lashalom – Un inizio per la pace. LETTERE AL CORRIERE DELLA SERA 7 aprile 2026 Caro Aldo, scrive un amico israeliano: «Siamo in guerra e qui le leggi le rispettano tutti. Venisse anche il …

BUONA PASQUA

02/04/2026

BUONA PASQUA Comitato Fiorentino per il Risorgimento …

IL 27 APRILE, FESTA DELL’INDIPENDENZA TOSCANA

01/04/2026

Enrico Fanfani Il 27 aprile 1859 1860 Nel pomeriggio del 27 aprile 1859 il Granduca Leopoldo II di Lorena lasciò Firenze e si insediò il Governo provvisorio della Toscana con Ubaldino Peruzzi, Vincenzo Malenchini …

GARIBALDI, AGRONOMO ALL’AVANGUARDIA

15/03/2026

L'isola di Caprera Agricoltori rivoluzionari. I diari indagati da Virman Cusenza riportano un eroe che, passati i fremiti bellici (ma senza dimenticarne le istanze) si ferma a Caprera, rivaluta il lavoro agricolo …

Comitato Fiorentino per il Risorgimento

Direttore Sergio Casprini
Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi Webmaster Claudio Tirinnanzi

STATUTO
REDAZIONE
CONTATTI
LINK
PRIVACY

Newsletter

Rimani sempre aggiornato sulle nostre attività iscrivendoti alla nostra mailing list

Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione

  • Facebook

Direttore Sergio Casprini | Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi | Webmaster Claudio Tirinnanzi