• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer
Risorgimento Firenze

Risorgimento Firenze

Il sito del Comitato Fiorentino per il Risorgimento.

  • Home
  • Focus
  • Tribuna
  • I luoghi
  • Mostre
  • Rassegna stampa
  • Pubblicazioni
  • Editoriale

Il Risorgimento non è stata una rivoluzione incompiuta

01/02/2025

“…l’Italia non è regredita, non si è impoverita, non è emarginata, non è in declino; tutto ciò è avvenuto grazie al lavoro, allo sforzo, al comportamento degli italiani nel loro complesso. Ecco perché bisogna rovesciare il motto attribuito a Massimo D’azeglio: “Abbiamo fatto l’Italia, ora dobbiamo fare gli italiani”, diventato un altro luogo comune che racconta il Risorgimento come rivoluzione incompiuta e rappresenta nella sua semplicità la difficoltà di trasformare manzonianamente “un volgo disperso che nome non ha” in una nazione moderna…”. Così scrive il giornalista Stefano Cingolani in articolo pubblicato sul “Foglio” di lunedì 27 gennaio, richiamando tra l’altro il noto giudizio di Gramsci sul Risorgimento come rivoluzione incompiuta. Infatti, l’analisi gramsciana della storia d’Italia a partire dai Comuni medievali si concentra soprattutto sul rapporto cultura/ceti popolari (subalterni) o, meglio, sulla frattura alta/bassa cultura (esemplare in questo senso il Rinascimento). È su questa traccia che il Gramsci dei Quaderni sviluppa il concetto di “rivoluzione passiva” o rivoluzione incompiuta riferita al nostro Risorgimento. Una rivoluzione, cioè, calata dall’alto, senza la partecipazione attiva dei ceti subalterni, riducendo così la storia d’Italia nel suo insieme a una lotta tra progressisti e conservatori, applicando al contesto italiano l’interpretazione marxista della lotta di classe. Senza però capire che le masse rurali non rappresentavano l’elemento rivoluzionario, perché arretrate e non permeate né dalle idee né dallo spirito della Rivoluzione francese, né tantomeno dagli ideali democratici del nascente movimento operaio.

Il Risorgimento invece non fu solo l’affermazione dell’unità e dell’indipendenza italiana, ma anche una progressiva crescita dei diritti politici e civili, nonché un processo di modernizzazione, dalla rete infrastrutturale al proliferare accanto alle grandi industrie della piccola e media impresa, con lo sviluppo concomitante della produzione agricola, grazie alla scomparsa dei grandi latifondi e all’introduzione di nuove tecnologie agricole. È stato un processo di crescita economica iniziato all’inizio dell’Ottocento, affermatosi dopo la conquista dell’Unità italiana per arrivare fino ai giorni nostri.

Sempre dall’articolo precedentemente citato di Stefano Cingolani sul Foglio: “…L’Italia aveva cominciato a fare i conti con le proprie debolezze economiche e industriali già negli anni Novanta, però dopo la doppia recessione 2008 – 2013, quando il paese stava per fallire sulle orme della Grecia, i progressi sono stati considerevoli.  La manifattura ha più imprese di quella tedesca grazie a una intensa ristrutturazione, così che la quota di aziende esportatrici, caratterizzate da più elevata produttività, è passata dal 20 al 23 per cento del totale. Le esportazioni sono passate dal 36 a quasi il 50 per cento del fatturato, diventando il motore che ha consentito all’Italia di navigare in mezzo alle tempeste. Oggi ci sono multinazionali italiane in 175 paesi con 24 milioni di controllate, un milione e 700 mila addetti, 500 miliardi di fatturato, pur in presenza del diffuso tessuto delle piccole e medie imprese (quasi cinque milioni con 18 milioni di addetti. La dipendenza dal gas russo, pari al 40 per cento nel 2021, è stata pressoché azzerata senza nessun crollo dei consumi. La rivoluzione digitale trasforma anche i servizi. Le banche sono più solide e profittevoli. Lo Human development Index(un indice utilizzato per misurare lo sviluppo di un paese) che, compreso tra 0 e 1, riassume reddito, salute, istruzione è salito da 0,19 nel 1870 a 0,94 superando il Regno Unito…”

È stato un processo storico di trasformazione politica, sociale ed economica che, come in tutte le vicende umane, presenta anche dei risvolti negativi a partire dal persistere di diseguaglianze sociali,  di discriminazione di genere, di aree di sottosviluppo, senza che siano state risolte alcune questioni cruciali per un paese moderno come il nostro, quali la questione meridionale, il decentramento amministrativo, l’elefantiaco  funzionamento  della macchina statale, come già denunciava nel 1866, dopo la sconfitta di  Custoza, lo storico Pasquale Villari.

La presenza della criminalità organizzata, tuttora forte in alcune realtà del nostro territorio, l’emergere periodico di episodi di malaffare e di corruzione nelle istituzioni e nella società, nonostante i successi innegabili delle forze dell’ordine e della magistratura, avallano per una parte dell’opinione pubblica e delle forze politico-sindacali una visione distopica del nostro Paese. Spesso ci si rifiuta di considerare gli esiti positivi della rivoluzione risorgimentale dall’Unità alla Resistenza e alla Costituzione repubblicana nel 1945/46 fino ai giorni nostri: un processo sostanzialmente virtuoso di crescita democratica ed economica.

Sergio Casprini

Pubblicato in: Editoriale
Post precedente:GIORNATA DELLA MEMORIA. La vittima del fascismo, Enrica Calabresi, raccontata in musica, al Funaro di Pistoia
Post successivo:Anche il liberale Gobetti condivideva il giudizio di Gramsci sul Risorgimento come “rivoluzione mancata”

Sidebar

il Comitato Fiorentino per il Risorgimento
è associato al Coordinamento nazionale Associazioni Risorgimentali FERRUCCIO

Sostieni

Sostieni liberamente le nostre attività con un bonifico bancario sul seguente conto corrente
Chianti Banca-Credito Cooperativo S.C.
IBAN IT81R0867302802000000909083

L’editoriale del direttore

IL 27 APRILE, FESTA DELL’INDIPENDENZA TOSCANA

Video

VIDEO del convegno “La Repubblica una e indivisibile”

Prossimi appuntamenti

LA REPUBBLICA UNA E INDIVISIBILE (art. 5 della Costituzione). L’eredità del Risorgimento nella Repubblica italiana. 

15/03/2026

Storia versus Barbarie

19/11/2025

1865 – 1870 FIRENZE CAPITALE. La Certosa e l’eversione dell’asse ecclesiastico

29/09/2025

Lettere al Direttore

L’11 AGOSTO 1944, la Liberazione di Firenze, va sempre  celebrata per ricordare il sacrificio dei tanti partigiani che morirono  per la liberazione dell’Italia dal regime nazifascista.

12/08/2025

Focus

GARIBALDI, AGRONOMO ALL’AVANGUARDIA

15/03/2026

Tribuna

La foto simbolo della nuova Italia nel discorso di fine anno del presidente Mattarella

02/01/2026

Luoghi

La locomotiva nello stemma di Palazzo Fenzi-Marucelli a Firenze

29/12/2025

Mostre

GLI IDEALI DELLA SOCIETA’ SI DANNO ALLA MACCHIA

02/02/2026

Rassegna stampa

LA POLITICA DI ISRAELE IN MANO AGLI ESTREMISTI

09/04/2026

Pubblicazioni

La crisi delle democrazie tra crisi interne e pressioni globali

22/04/2026

BUONA PASQUA

02/04/2026

BUONA PASQUA Comitato Fiorentino per il Risorgimento …

Libertà è partecipazione

01/03/2026

Ambrogio Lorenzetti La giustizia nella Allegoria del buon governo, Palazzo pubblico, Siena, 1338-39 In "Libertà è partecipazione”, nota canzone di Giorgio Gaber, la libertà viene definita non come un isolato …

Politica e dignità. L’esempio di Amendola

25/02/2026

Ho letto L’uomo che sfidò Mussolini. Giovanni Amendola, antifascista liberale di Antonio Carioti (Laterza): testo di storia contemporanea sobrio, formicolante di dati che determinano il racconto come tessere in un …

GAETANO SALVEMINI.  L’impegno intellettuale e la lotta politica

22/02/2026

Se dovessimo scegliere un personaggio italiano del Novecento a cui applicare l’ormai frusta definizione di intellettuale, diremmo Gaetano Salvemini (1873-1957). È questa la prima considerazione che ci suggerisce la …

A CENTO ANNI DALLA MORTE. Salvate Gobetti da gobettiani e anti-gobettiani

15/02/2026

Piero Gobetti (Torino, 19 giugno 1901- Parigi, 15 febbraio 1926) è stato un giornalista, filosofo, editore, traduttore e antifascista italiano  "Il pensiero di Piero Gobetti è contraddittorio, non poche sono …

QUEI SETTANTA PROFUGHI DALLA VENEZIA GIULIA ACCOLTI AI VANCHETONI

08/02/2026

Tra il 1947 e il 1948 l’Oratorio fiorentino fu il rifugio di 70 esuli della Venezia Giulia che sfuggirono alla pulizia etnica del regime di Tito. Per l’appassionato di arte barocca, come per il turista desideroso …

COSI’ L’IDEA LIBERALE DIVENNE ANTIFASCISTA

03/02/2026

Antonio Carioti con il libro L’uomo che sfidò Mussolini. Giovanni Amendola antifascista liberale (Laterza) dedica una biografia al deputato vittima delle aggressioni squadriste di cui ricorre quest’anno il …

SORVEGLIARE E PUNIRE. La cruenta repressione del dissenso in Iran

01/02/2026

"Saluterò di nuovo il sole, e il torrente che mi scorreva nel petto, e saluterò le nuvole dei miei lunghi pensieri e la crescita dolorosa dei pioppi in giardino che con me hanno percorso le secche …

La scoperta delle radici ebraiche: una memoria familiare, e di tutti

26/01/2026

Mimmo Paladino Dormienti   Görlitz - Stalag VIII  Memoriale della Shoah Milano L’incipit è da romanzo, diciamo da fiction. Invece è l’inizio di una reale riscrittura della propria autobiografia e di una intera …

MARIA MADDALENA ROSSI. Donna d’azione per la democrazia e il bene comune

18/01/2026

Ci avviamo a celebrare l’ottantesimo anniversario della Repubblica e dell’Assemblea costituente con una maggiore conoscenza, rispetto a pochissimi anni fa, sulle Madri della Costituzione. Le 21 donne elette il 2 …

Comitato Fiorentino per il Risorgimento

Direttore Sergio Casprini
Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi Webmaster Claudio Tirinnanzi

STATUTO
REDAZIONE
CONTATTI
LINK
PRIVACY

Newsletter

Rimani sempre aggiornato sulle nostre attività iscrivendoti alla nostra mailing list

Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione

  • Facebook

Direttore Sergio Casprini | Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi | Webmaster Claudio Tirinnanzi