• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer
Risorgimento Firenze

Risorgimento Firenze

Il sito del Comitato Fiorentino per il Risorgimento.

  • Home
  • Focus
  • Tribuna
  • I luoghi
  • Mostre
  • Rassegna stampa
  • Pubblicazioni
  • Editoriale

Il Museo della Moda ad arte

18/07/2024

 Palazzina della Meridiana Palazzo Pitti Firenze

Con le nuove otto sale completato l’allestimento dal Settecento ai primi anni Duemila della preziosa collezione di abiti e accessori nel Museo della moda, fondato nel 1983

L’intuizione (efficace) del direttore del complesso degli Uffizi, Simone Verde, è quella di contestualizzare gli abiti scelti per le nuove otto sale del Museo della Moda di Palazzo Pitti all’interno di una riflessione aperta anche all’arte figurativa, accostando look femminili a quadri che in essi si rispecchiano.

Riaperto ieri, dopo quattro anni di stop — e un parziale allestimento firmato da Eike Schmidt a pochi giorni dalla data di scadenza dalla carica di direttore, con abiti novecenteschi e contemporanei — presenta una carrellata di vestiti e di accessori che coprono un arco temporale di storia del costume ricompreso tra il XVIII e il XX secolo. E, accorgimento non previsto da Schmidt, propone al visitatore non solo abiti, scarpe, borse, corsetti, cappelli, ventagli e soprabiti ma anche tele e tavole con cornici coeve scelte per dialogare con il mondo della moda. Verde sottolinea la scelta spiegando di aver voluto mostrare «la risonanza tra mondo dell’arte e della moda, per dare una visione più complessa di quella strettamente settoriale» precedentemente proposta.

In effetti il ping-pong tra i due linguaggi creativi, i rimandi, le consonanze stilistiche abbattono barriere, fanno vedere come in ogni epoca tutto si tiene, e quanto una disciplina, l’arte e la moda in questo caso — ma ci starebbero bene anche citazioni libresche, musiche e quant’altro nasca dall’intelletto umano — rispondano a esigenze che hanno a che fare con la storia e col suo dipanarsi nel tempo. Il modello preso in prestito sembra essere più quello del Victoria and Albert Museum di Londra che quello del Galleria di Parigi che aveva tanto sollecitato il precedente direttore da averlo indotto alla prima inaugurazione dello spazio espositivo, a chiamare come curatore dell’allestimento dell’allora «Museo effimero della Moda» Oliver Saillard, allora alla guida del tempio della moda parigino.

Ma andiamo ai contenuti di queste 8 nuove sale forti di una ventina di abiti di alta sartoria più altrettanti accessori alcuni disposti in teche antiriflesso. L’incipit ci porta in pieno Settecento: sembra di partecipare a un gran ballo di corte a Versailles in questa prima sala che accosta abiti per lo più di manifattura italiana al bel Ritratto di Maria Luisa di Borbone, futura Regina di Spagna di Laurent Pecheux (1765). Pochi passi e siamo in pieno stile napoleonico: il punto vita si alza, appare un vaso in preziosa manifattura viennese e su tutto veglia Madame Rouillard con una sorella e un’amica ritratta da Jean-Sébastien Rouillard. Siamo nel primo Ottocento. A seguire ci si trova catapultati in una sorta di cammino all’indietro. A metà Ottocento, quando l’Italia si prepara all’Unità, le dame ricorrono di nuovo ad abiti ampi sostenuti da importanti strutture che, con poche varianti, tornano anche nella sala successiva, dedicata allo stile post-unitario dove spicca un vestito da sposa in raso e gros di seta avorio di Charles Frederick Worth in dialogo con il Ritratto di Signora con vestito in Plumetis di Tito Conti (1878-80). La Belle Époque, benedetta da una Signora in bianco di Giovanni Boldini del 1902, affina le figure e ridimensiona le linee: splendido è il vestito di manifattura italiana in tela di seta nera con effetto fiammato, con intarsi a medaglioni e applicazioni di velluto bluette esposto in teca accanto a un altrettanto notevole ventaglio. Nella sesta sala, a parte l’abito verde e giallo in chiffon di seta del 1913, colpiscono i due grandi ventagli in tela di struzzo e le bellissime borsette da sera in argento di manifattura francese: una chicca. Nel primo ventennio del Novecento trionfa il Charleston: le gonne si accorciano, le donne hanno chiome alla garçonne, piume e frange impazzano. Una sala a sé stante, sempre dedicata al primo Novecento, presenta due omaggi a due grandi donne del secolo scorso: di qua c’è un largo abito blu disegnato da Mariano Fortuny per Eleonora Duse accostato al busto che alla grande artista dedicò il ferrarese Arrigo Minerbi, di là un vestito a kimono disegnato da di Jacques Doucet per donna Franca Florio accostato a un busto dello stesso Minerbi.

L’accostamento di pezzi d’arte si impone anche nelle sale già di Schmidt: c’è una Scalinata di Massimo Campigli a sovrastare quella con abiti ancora novecenteschi di Madeleine Vionnet, un Turcato in quella dedicata agli anni Sessanta, un Cagli in quella degli anni Settanta, un Burri a dialogare con i look di Federico Forquet e Valentino.

Chiara Dino Corriere Fiorentino 17 luglio 2024

Palazzina della Meridiana. Palazzo Pitti Firenze

Pubblicato in: I luoghi
Post precedente:Il vuoto alle spalle
Post successivo:LETTERA APERTA AL MINISTRO VALDITARA:

Sidebar

il Comitato Fiorentino per il Risorgimento
è associato al Coordinamento nazionale Associazioni Risorgimentali FERRUCCIO

Sostieni

Sostieni liberamente le nostre attività con un bonifico bancario sul seguente conto corrente
Chianti Banca-Credito Cooperativo S.C.
IBAN IT81R0867302802000000909083

L’editoriale del direttore

IL 27 APRILE, FESTA DELL’INDIPENDENZA TOSCANA

Video

VIDEO del convegno “La Repubblica una e indivisibile”

Prossimi appuntamenti

LA REPUBBLICA UNA E INDIVISIBILE (art. 5 della Costituzione). L’eredità del Risorgimento nella Repubblica italiana. 

15/03/2026

Storia versus Barbarie

19/11/2025

1865 – 1870 FIRENZE CAPITALE. La Certosa e l’eversione dell’asse ecclesiastico

29/09/2025

Lettere al Direttore

L’11 AGOSTO 1944, la Liberazione di Firenze, va sempre  celebrata per ricordare il sacrificio dei tanti partigiani che morirono  per la liberazione dell’Italia dal regime nazifascista.

12/08/2025

Focus

GARIBALDI, AGRONOMO ALL’AVANGUARDIA

15/03/2026

Tribuna

La foto simbolo della nuova Italia nel discorso di fine anno del presidente Mattarella

02/01/2026

Luoghi

La locomotiva nello stemma di Palazzo Fenzi-Marucelli a Firenze

29/12/2025

Mostre

GLI IDEALI DELLA SOCIETA’ SI DANNO ALLA MACCHIA

02/02/2026

Rassegna stampa

LA POLITICA DI ISRAELE IN MANO AGLI ESTREMISTI

09/04/2026

Pubblicazioni

La crisi delle democrazie tra crisi interne e pressioni globali

22/04/2026

BUONA PASQUA

02/04/2026

BUONA PASQUA Comitato Fiorentino per il Risorgimento …

Libertà è partecipazione

01/03/2026

Ambrogio Lorenzetti La giustizia nella Allegoria del buon governo, Palazzo pubblico, Siena, 1338-39 In "Libertà è partecipazione”, nota canzone di Giorgio Gaber, la libertà viene definita non come un isolato …

Politica e dignità. L’esempio di Amendola

25/02/2026

Ho letto L’uomo che sfidò Mussolini. Giovanni Amendola, antifascista liberale di Antonio Carioti (Laterza): testo di storia contemporanea sobrio, formicolante di dati che determinano il racconto come tessere in un …

GAETANO SALVEMINI.  L’impegno intellettuale e la lotta politica

22/02/2026

Se dovessimo scegliere un personaggio italiano del Novecento a cui applicare l’ormai frusta definizione di intellettuale, diremmo Gaetano Salvemini (1873-1957). È questa la prima considerazione che ci suggerisce la …

A CENTO ANNI DALLA MORTE. Salvate Gobetti da gobettiani e anti-gobettiani

15/02/2026

Piero Gobetti (Torino, 19 giugno 1901- Parigi, 15 febbraio 1926) è stato un giornalista, filosofo, editore, traduttore e antifascista italiano  "Il pensiero di Piero Gobetti è contraddittorio, non poche sono …

QUEI SETTANTA PROFUGHI DALLA VENEZIA GIULIA ACCOLTI AI VANCHETONI

08/02/2026

Tra il 1947 e il 1948 l’Oratorio fiorentino fu il rifugio di 70 esuli della Venezia Giulia che sfuggirono alla pulizia etnica del regime di Tito. Per l’appassionato di arte barocca, come per il turista desideroso …

COSI’ L’IDEA LIBERALE DIVENNE ANTIFASCISTA

03/02/2026

Antonio Carioti con il libro L’uomo che sfidò Mussolini. Giovanni Amendola antifascista liberale (Laterza) dedica una biografia al deputato vittima delle aggressioni squadriste di cui ricorre quest’anno il …

SORVEGLIARE E PUNIRE. La cruenta repressione del dissenso in Iran

01/02/2026

"Saluterò di nuovo il sole, e il torrente che mi scorreva nel petto, e saluterò le nuvole dei miei lunghi pensieri e la crescita dolorosa dei pioppi in giardino che con me hanno percorso le secche …

La scoperta delle radici ebraiche: una memoria familiare, e di tutti

26/01/2026

Mimmo Paladino Dormienti   Görlitz - Stalag VIII  Memoriale della Shoah Milano L’incipit è da romanzo, diciamo da fiction. Invece è l’inizio di una reale riscrittura della propria autobiografia e di una intera …

MARIA MADDALENA ROSSI. Donna d’azione per la democrazia e il bene comune

18/01/2026

Ci avviamo a celebrare l’ottantesimo anniversario della Repubblica e dell’Assemblea costituente con una maggiore conoscenza, rispetto a pochissimi anni fa, sulle Madri della Costituzione. Le 21 donne elette il 2 …

Comitato Fiorentino per il Risorgimento

Direttore Sergio Casprini
Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi Webmaster Claudio Tirinnanzi

STATUTO
REDAZIONE
CONTATTI
LINK
PRIVACY

Newsletter

Rimani sempre aggiornato sulle nostre attività iscrivendoti alla nostra mailing list

Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione

  • Facebook

Direttore Sergio Casprini | Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi | Webmaster Claudio Tirinnanzi