• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer
Risorgimento Firenze

Risorgimento Firenze

Il sito del Comitato Fiorentino per il Risorgimento.

  • Home
  • Focus
  • Tribuna
  • I luoghi
  • Mostre
  • Rassegna stampa
  • Pubblicazioni
  • Editoriale

Alle radici del disagio occidentale davanti a ciò che rappresenta Israele

04/11/2024

In tempi di guerra, quando la storia mostra il suo volto più sanguinario, emerge regolarmente e prepotentemente il tema della teologia politica. Per alcuni si tratta di trovare una giustificazione nobile a un’ignominia che non ha giustificazione: è il caso, ad esempio, del terrorismo islamico e del patriarca Kirill che cerca di giustificare in nome di Dio l’invasione dell’ucraina da parte della Russia. Per altri si tratta di una sorta di ripiego consolatorio, un modo di fronteggiare la paura della morte, trovando riparo in un Dio ormai depotenziato di ogni altra sua funzione. Per altri infine si tratta semplicemente di continuare una riflessione importante e imprescindibile per comprendere il significato eminentemente teologico delle vicende umane che la guerra rende soltanto più urgente: l’unico modo sensato, almeno secondo me, di parlare di teologia politica, e sensato soprattutto se e nella misura in cui esso riesce a connettere i due ambiti, quello della teologia e quello della politica, senza confonderli, anzi mantenendo sempre viva la tensione che tra di loro è bene che ci sia.

A dire il vero l’occidente secolarizzato, nonostante le debba molto, sembra non sappia più che farsene di questa tensione. La storia è quella che fanno gli uomini e Dio è soltanto una superstizione. Nel frattempo, la santa Russia invade l’Ucraina, il fondamentalismo islamico continua a seminare terrore, una parte considerevole del mondo Arabo ritiene che lo stato di Israele non abbia alcun diritto di esistere e nel nostro occidente, anziché scandalizzarci del massacro perpetrato il 7 ottobre dello scorso anno da Hamas contro Israele, ci scandalizziamo della reazione militare di quest’ultimo, dando luogo a una ventata di antisemitismo mai vista dai tempi della Shoah. Pensiamo davvero che si possa minimamente comprendere questi fenomeni senza fare riferimento a Dio e in particolare al Dio di Abramo? Io credo di no e per chi fosse interessato a comprenderne il perché consiglio vivamente la lettura di un volume collettaneo curato da Massimo De Angelis da qualche giorno in libreria: Il nuovo rifiuto di Israele. Riflessioni su Ebraismo, Cristianesimo, Islam e l’odio di sé dell’occidente (Belforte Editore).

Come dice il curatore nella presentazione, si tratta di un libro “concepito un attimo dopo il pogrom del 7 ottobre” con la “volontà di vedere chiaro oltre la fitta coltre di orrore, di comprendere in tutta la sua portata il significato di quanto avvenuto e di giungere a un punto di vista il più possibile saldo, argomentato e condiviso”, sulla base di una certezza: “Che innanzitutto e dopotutto è sempre ancora il diritto di Israele all’esistenza a esser messo in questione, il diritto degli ebrei ad esistere in quanto popolo”. Una certezza resa più inquietante ancora dal nesso che lega “la volontà di annientamento genocida insita nell’atto di Hamas e l’ostilità antisionista e antiebraica che si è venuta esprimendo da subito e in modo via via più massiccio in innumerevoli manifestazioni e prese di posizione istituzionali in occidente”.

Il libro si compone di venticinque contributi raccolti in tre sezioni. La prima è intitolata “L’occidente non capisce più gli ebrei”, la seconda “Ebraismo e sionismo”, la terza “Dialogo nel nome di Dio”: temi a dir poco urgenti, sui quali si confrontano diversi esponenti di spicco della cultura cristiana, ebraica e islamica: da Massimo De Angelis a Paolo Sorbi, dal Rav Michael Ascoli al Rav Alon Goshen-gottstein, da Fiamma Nirenstein a Sergio della Pergola, da Vannino Chiti a David Elber, da Padre Adolfo Lippi all’imam Yahaya Pallavicini e molti altri.

Da questo confronto emergono almeno tre aspetti che reputo fondamentali: in primo luogo, il disagio dell’odierno occidente rispetto a un mondo, quello ebraico, che rappresenta una sua radice innegabile, ma anche una sorta di pietra dello scandalo per via della sua pervicacia a rimanere ancorato a un’identità fondamentalmente religiosa, teologica. Diversi contributi di questo libro ci dicono che è questa la causa principale del nuovo antisemitismo occidentale: non più l’ostilità penosa dei secoli passati contro coloro che hanno ucciso Dio, bensì un odio di sé dell’occidente, ben simboleggiato dall’ideologia woke, che si scarica violentemente contro un popolo, quello ebraico, reo di non aver assecondato per nulla le derive postmoderne della cultura occidentale dominante.

Un secondo aspetto che mi sembra particolarmente importante riguarda il giudizio sulla nascita dello stato d’Israele. Come mostra David Elber, a dispetto di un pregiudizio oggi largamente diffuso un po’ a tutte le latitudini, Israele non è nato come risarcimento per la Shoah a discapito di un altro popolo, quello palestinese. Ben prima, infatti, la comunità internazionale aveva riconosciuto il diritto del popolo ebraico a una nazione, allorché, dopo la fine dell’impero ottomano, nella Conferenza di pace di San Remo (1920) le grandi potenze diedero vita ufficialmente al cosiddetto Mandato per la Palestina, destinato a diventare nel 1948 lo Stato d’Israele. Quanto ai palestinesi, essi diventano un popolo riconosciuto a livello internazionale soltanto nel 1970. Pur con tutta la complessità del caso, dunque, dal contributo di Elber si evince in modo abbastanza chiaro che, in primo luogo, è contrario al diritto internazionale accusare Israele di occupare un territorio che non gli appartiene e che, in secondo luogo, il sionismo, ossia il sogno degli ebrei di tornare a Gerusalemme, non ha nulla a che fare col colonialismo europeo.

Da ultimo un terzo aspetto di questo libro che merita senz’altro di essere sottolineato riguarda la speranza che i tre grandi monoteismi nati dalla stirpe di Abramo diventino finalmente operatori di dialogo e di pace. Senza edulcorazioni né presunzioni di sorta, anzi cercando ciascuno di chiarire soprattutto a se stessi in che cosa si è sbagliato. Una riflessione teologico-politica, e ritorno così al punto da cui sono partito, grazie alla quale uno possa sentirsi tranquillamente ebreo, cattolico, musulmano o ateo, senza timore che questo possa essergli imputato soltanto perché il suo Dio non è quello dell’altro o perché contrasta con le smanie universaliste e cosmopolite di chicchessia.

Sergio Belardinelli Il Foglio Quotidiano 2 novembre 2024

Pubblicato in: Tribuna
Post precedente:15 marzo 1860. In Toscana un plebiscito per l’unità nazionale.
Post successivo:ll fuoco della rivoluzione

Sidebar

il Comitato Fiorentino per il Risorgimento
è associato al Coordinamento nazionale Associazioni Risorgimentali FERRUCCIO

Sostieni

Sostieni liberamente le nostre attività con un bonifico bancario sul seguente conto corrente
Chianti Banca-Credito Cooperativo S.C.
IBAN IT81R0867302802000000909083

L’editoriale del direttore

ORIANA FALLACI, una fiorentina, un’italiana

Video

VIDEO del convegno “La Repubblica una e indivisibile”

Prossimi appuntamenti

Società e cultura in Toscana dal Congresso di Vienna alla prima Guerra d’Indipendenza (1815/1848) 

20/09/2025

XX SETTEMBRE 2025

16/09/2025

1875: inaugurazione del monumento a Michelangelo al Piazzale Michelangelo

03/06/2025

Lettere al Direttore

Il sindacato oggi dovrebbe uscire dagli uffici e cercare e unire invece i dispersi del mondo attuale del lavoro.

03/05/2026

Focus

ORIANA LA DONNA MULTIFORME

30/08/2026

Tribuna

La foto simbolo della nuova Italia nel discorso di fine anno del presidente Mattarella

02/01/2026

Luoghi

La locomotiva nello stemma di Palazzo Fenzi-Marucelli a Firenze

29/12/2025

Mostre

La memoria viva della città in trent’anni di Foto Locchi

07/05/2026

Rassegna stampa

L’eterna ossessione per l’odissea

09/08/2026

Pubblicazioni

MAI STANCA DI VIVERE

08/07/2026

DORA, LA PRINCIPESSA RIBELLE

23/08/2026

Anticonformista, femminista e viaggiatrice, Dora d’Istria scelse Firenze come città dove vivere e morire nel 1888. Solo una targa ricorda la scrittrice che fece della sua villa un orto botanico DORA D’ISTRIA, …

GIORGIO SOREL. Il teorico della violenza

02/08/2026

GIAN BIAGIO FURIOZZI: Giorgio Sorel. Il teorico della violenza, Morlacchi Editore, Perugia, 2026, pp. 218, € 16 GIAN BIAGIO FURIOZZI, professore ordinario di Storia contemporanea presso l’Università di Perugia, è …

NOSTOS. Ritorno alla terra dei padri

01/08/2026

FRANCESCO HAYEZ I profughi di Parga 1931 Né più mai toccherò le sacre sponde ove il mio corpo fanciulletto giacque,  Zacinto mia, che te specchi nell’onde  del greco mar da cui vergine nacque …

QUANDO CAVOUR DOPO VILLAFRANCA LITIGO’ CON IL RE IN PIEMONTESE

14/07/2026

LETTERE Corriere della Sera 14 luglio 2026 CARO ALDO, l’11 luglio è la data del famoso armistizio di Villafranca nel 1859, tra Napoleone III e Francesco Giuseppe, senza che i piemontesi ne fossero informati, di …

La nascita dell’istituzione regionale tra continuità politica e specificità territoriale: il caso della TOSCANA

12/07/2026

L’insediamento dei Consigli regionali nel luglio del 1970 ha rappresentato uno dei passaggi più significativi della storia istituzionale della Repubblica italiana. Con l’avvio delle Regioni a statuto ordinario …

La Storia agli esami di Maturità

01/07/2026

Il discorso d'insediamento di GIUSEPPE SARAGAT come presidente dell’Assemblea costituente. 26 giugno 1946 La storia del mondo non è altro che il progresso della …

IL VOTO DI IERI E LE SPINE DI OGGI

09/06/2026

80 ANNI DELLA REPUBBLICA. Tre saggi raccontano la conquista del voto delle donne, sin dalle radici precedenti al ’46, e il cammino che porta ai giorni nostri: il bilancio è dolce amaro e risente delle mancate …

LA COSTITUZIONE E’ DI TUTTI

05/06/2026

Ieri la Repubblica italiana ha compiuto ottant’anni. E come ogni anno, puntuale come il caldo e ugualmente prevedibile, risuona nell’aria il lamento rituale: teniamocela stretta questa Repubblica, perché c’è chi …

CORRADO OCONE: Politica e cultura. Percorsi di pensiero nell’Italia del Novecento

04/06/2026

Recensione di MASSIMO RAGAZZINI Rivista Libro Aperto volume 125 giugno 2026 CORRADO OCONE: Politica e cultura. Percorsi di pensiero nell’Italia del Novecento, …

RICORDIAMO LE «MADRI» DELLA PATRIA

01/06/2026

IL 2 GIUGNO NON FESTEGGIAMO SOLO L’OTTANTESIMO ANNIVERSARIO DELLA REPUBBLICA. Nata da un Paese stremato dagli errori del ventennio fascista e dai suoi orrori sfociati in una guerra devastante che causò oltre 400 …

Comitato Fiorentino per il Risorgimento

Direttore Sergio Casprini
Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi Webmaster Claudio Tirinnanzi

STATUTO
REDAZIONE
CONTATTI
LINK
PRIVACY

Newsletter

Rimani sempre aggiornato sulle nostre attività iscrivendoti alla nostra mailing list

Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione

  • Facebook

Direttore Sergio Casprini | Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi | Webmaster Claudio Tirinnanzi