• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer
Risorgimento Firenze

Risorgimento Firenze

Il sito del Comitato Fiorentino per il Risorgimento.

  • Home
  • Focus
  • Tribuna
  • I luoghi
  • Mostre
  • Rassegna stampa
  • Pubblicazioni
  • Editoriale

C’erano una volta in Italia le scuole di Arti e Mestieri …

01/09/2016

… Ecco perché mi sono battuto pubblicamente, e senza firmare manifesti ma con scritti miei e firmati sul Corriere, contro l’ignoranza. Per una scuola che selezioni, altro che scuola per tutti, per una scuola di falegnami e fabbri e contadini e operai e idraulici e panettieri. Tutti vogliono essere medici, oggi, e magari con il trenta e lode garantito… Goffredo Parise 14 febbraio 1978

A settembre in Italia riaprono le scuole di ogni ordine e grado, dalle elementari alle superiori e come ogni anno ricominceranno le polemiche e le proteste, dalla questione delle cattedre non ancora occupate, al numero insufficiente degli insegnanti di sostegno e soprattutto sui contenuti e sulle finalità della scuola pubblica italiana.
Sicuramente terrà banco il dibattito sulla Buona Scuola, l’ultima riforma scolastica varata dal parlamento l’anno scorso, ma pochi si interrogheranno sulle ragioni della progressiva scomparsa delle scuole di Arti e Mestieri, nelle quali era confluita la tradizione delle botteghe artigianali che a partire dal medioevo avevano forgiato l’identità culturale ed artistica del nostro Paese.
Nella seconda metà dell’Ottocento quando si formava il giovane stato italiano era invece forte il dibattito sulla formazione professionale ed il tipo d’istruzione da impartire per rivedere ed aggiornare la figura sociale dell’artigiano, le sue competenze ed il suo prestigio. A conferma dell’urgenza di queste riforme, tra i tanti interventi di politici ed uomini di cultura italiani di quegli anni, merita di essere citato quello dell’imprenditore e deputato toscano Ginori Conti in una discussione alla Camera sul bilancio dell’istruzione, come risulta dagli atti parlamentari del 12 dicembre 1900: …l’Italia ha bisogno di aumentare il numero degli artieri e degli artisti e di diminuire il numero stragrande e minaccioso dei concorrenti agli impieghi….Mentre i figli delle nostre classi lavoratrici abbandonano il mestiere dei loro padri, dimenticando le nobili tradizioni di arti e mestieri…nelle scuole tecniche oggi si formano degli scrivanelli spostati…io vorrei che la scuola tecnica divenisse più professionale e fine se stesso per lo sviluppo ed il progresso dell’Italia.

In un contesto storico e sociale diverso (siamo nel 1978) Parise ripropone grosso modo gli stessi concetti!
E Parise parla appunto di panettieri, falegnami e fabbri, di mestieri meno nobili rispetto alle Belle Arti, per affermare che le capacità culturali si trovano in tutti coloro che sono impegnati in attività manuali , una cultura artigianale pari alla sapienza di un laureato e di un’intellettuale.
Negli ultimi anni invece le scuole professionali hanno perso la loro identità e la loro anima al momento che le discipline teoriche ed astratte hanno uno spazio preponderante rispetto a quelle materie ( laboratori e progettazioni) fondamentali per acquisire la pratica di un mestiere. come una volta avveniva nella bottega artigianale, con il rischio oggi che l’apprendista diventi, eterogenesi dei fini, uno scrivanello spostato.
La visione astratta di una formazione scolastica uguale per tutti e quindi l’idea della scuola come ascensore sociale per favorire l’integrazione tra i diversi strati della società sono le ragioni principali che accampano sociologi e pedagogisti per avvalorare la trasformazione delle scuole professionali in tanti piccoli licei, tra l’altro senza il prestigio culturale e la qualità dei licei tradizionali.
E poi in tempi di globalizzazione, con le nuove generazioni di nativi digitali per quale motivo recuperare una tradizione, quella delle scuole di Arti e di Mestieri, ormai per tutti questi Maîtres à penser un modello superato e premoderno di formazione professionale ed artigianale?
In verità i processi di modernizzazione in Europa si sono affermati con la crescita economica e politica di ogni nazione, compresa l’Italia negli anni del Risorgimento, senza negare però le rispettive tradizioni culturali e produttive.
Con il Made in Italy, per esempio i prodotti italiani da tempo hanno guadagnato prestigio nel mondo,in quanto sono stati storicamente associati a qualità, alta specializzazione, differenziazione ed eleganza, tutte caratteristiche di una produzione manifatturiera di tipo artigianale.
Una produzione che non avrebbe mai avuto luogo se non ci fossero state prima le botteghe medievali e rinascimentali e successivamente le scuole di Arti e di Mestieri!

Pubblicato in: EditorialeTag: mondo
Post precedente:Il Museo del Forte per la Satira e la Caricatura
Post successivo:Lo stato in ritirata dal Meridione

Sidebar

il Comitato Fiorentino per il Risorgimento
è associato al Coordinamento nazionale Associazioni Risorgimentali FERRUCCIO

Sostieni

Sostieni liberamente le nostre attività con un bonifico bancario sul seguente conto corrente
Chianti Banca-Credito Cooperativo S.C.
IBAN IT81R0867302802000000909083

L’editoriale del direttore

Il mito dell’Intelligenza Artificiale

Video

Il video della presentazione nella sala Firenze Capitale del libro CENNI DAL LONTANO PASSATO

Prossimi appuntamenti

Storia versus Barbarie

19/11/2025

1865 – 1870 FIRENZE CAPITALE. La Certosa e l’eversione dell’asse ecclesiastico

29/09/2025

Società e cultura in Toscana dal Congresso di Vienna alla prima Guerra d’Indipendenza (1815/1848) 

20/09/2025

Lettere al Direttore

L’11 AGOSTO 1944, la Liberazione di Firenze, va sempre  celebrata per ricordare il sacrificio dei tanti partigiani che morirono  per la liberazione dell’Italia dal regime nazifascista.

12/08/2025

Focus

MARIA MADDALENA ROSSI. Donna d’azione per la democrazia e il bene comune

18/01/2026

Tribuna

La foto simbolo della nuova Italia nel discorso di fine anno del presidente Mattarella

02/01/2026

Luoghi

La locomotiva nello stemma di Palazzo Fenzi-Marucelli a Firenze

29/12/2025

Mostre

L’ITALIA DEI PRIMI ITALIANI.  Ritratto di una Nazione appena nata

06/01/2026

Rassegna stampa

LA LAPIDE DI MODENA E L’ITALIA CHE NON ESISTE PIÙ

04/12/2025

Pubblicazioni

La scoperta delle radici ebraiche: una memoria familiare, e di tutti

26/01/2026

AUGURI PER UN SERENO NATALE E UN FELICE 2O26

17/12/2025

AUGURI PER UN SERENO NATALE E UN FELICE 2O26 Comitato Fiorentino per il Risorgimento …

Premio Letterario Nazionale

14/12/2025

Angiolo Tricca Caricatura di Carlo Lorenzini 1875 CARLO LORENZINI detto COLLODIDA VIA TADDEA A VIA DE’ RONDINELLI Edizione 2026 Promosso da Comitato Fiorentino per il RisorgimentoSbandieratori della …

Natale in Ucraina

01/12/2025

Natale a Kyev il 25 dicembre 2023 Sono tornata in Ucraina dopo dieci anni di assenza. Certo, non è il momento migliore. Ma non riuscivo più a guardare e ascoltare il dolore del mio Paese da lontano. Dovevo essere …

“L’anima buona di Cenno Cenni” negli anni del Risorgimento nella Romagna Toscana

24/11/2025

Intervento di Fabio Bertini mercoledì pomeriggio 19 novembre 2025 nella Sala di Firenze Capitale a Palazzo Vecchio in occasione della presentazione del libro di Caterina Minardi CENNI DAL LONTANO …

PERCHÉ NON CI SONO MANIFESTAZIONI IN DIFESA DEI CIVILI UCRAINI UCCISI?

17/11/2025

LETTERE AL DIRETTORE Corriere della Sera 17 novembre 2025 Caro direttore, purtroppo in questi giorni l’Ucraina è in grave difficoltà. L’assedio russo si sta facendo sempre più stringente verso Pokrovsk e …

ALLA SCOPERTA DI PIETRO LEPOLDO. Le compagnie religiose soppresse, documenti e storia ritrovati

11/11/2025

Intervento di Alessandra Campagnano del Comitato Fiorentino per il Risorgimento all’inaugurazione della Mostra documentaria sabato 8 novembre alla Pieve di S.Maria, Dicomano Alla scoperta di Pietro Leopoldo Le …

Giovanni Spadolini. L’ultimo politico risorgimentale.

09/11/2025

FEDERICO BINI E GIANCARLO MAZZUCA: Giovanni Spadolini. L’ultimo politico risorgimentale. Prefazione di Lamberto Dini, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli, 2025, pp. 198, € 16 Recensione di Massimo Ragazzini, …

Il caso Renan. La prima guerra culturale dell’Italia unita

03/11/2025

Sul «caso Renan» tutti ebbero da sindacare Una storia delle idee innervata di fatti. Potrebbe essere questa la formula che descrive la storiografia di Roberto Pertici. Nei suoi ultimi volumi (La cultura storica …

LE TROPPE “EDUCAZIONI” RICHIESTE ALLA SCUOLA ITALIANA

01/11/2025

La mente non ha bisogno come un vaso di essere riempita, ma piuttosto come legna di una scintilla che l'accenda e vi infonda l'impulso della ricerca e un amore ardente per la verità. Plutarco, Moralia Mercoledì …

Il segno delle donne di fine Ottocento

26/10/2025

ERSILIA BRONZINI Tra storia e romanzo. Lucia Tancredi racconta le vicende di Ersilia Bronzini e delle altre protagoniste che a Milano cambiarono volto alla società con la mensa dei poveri, la guardia ostetrica, …

  • Il Comitato Fiorentino per il Risorgimento
  • STATUTO
  • Redazione
  • Contatti
  • Link
  • Privacy Policy

Direttore Sergio Casprini | Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi | Webmaster Claudio Tirinnanzi