• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer
Risorgimento Firenze

Risorgimento Firenze

Il sito del Comitato Fiorentino per il Risorgimento.

  • Home
  • Focus
  • Tribuna
  • I luoghi
  • Mostre
  • Rassegna stampa
  • Pubblicazioni
  • Editoriale

CRISTINA, ARISTOCRATICA IRREGOLARE. La principessa di Belgiojoso

12/01/2026

«Ce qui m’inspire de l’horreur c’est l’oubli» scriveva Cristina di Belgiojoso nei Souvenirs dans l’exil. Pubblicati nel 1850, si trattava d’una raccolta di lettere in cui la donna raccontava il suo abbandono dell’Europa, dopo la drammatica vicenda della Repubblica Romana, e la decisione di trasferirsi in Oriente.

Nel ventennio precedente, la principessa lombarda s’era impegnata a fondo per la causa italiana: aveva frequentato cospiratori, era finita sulla lista nera dei principali ricercati della polizia austriaca, per tutti gli anni Trenta era vissuta in esilio in Francia. Qui aveva continuato gli studi ed avviato una ricca attività di giornalista e scrittrice. Nel 1839 aveva avuto il permesso di rientrare a Milano e qui aveva cercato di metter in pratica le proprie teorie sociali nella tenuta di Locate. Nel 1846 aveva fondato una rivista – l’«Ausonio» – cui aveva partecipato il meglio della cultura italiana dell’epoca, da Manzoni a d’Azeglio. Repubblicana per sentimenti, s’era schierata a sostegno di Casa Savoia per realismo politico. Nel 1849, però, era corsa a Roma per aiutare la Repubblica mazziniana. La sua gestione dell’ospedale militare posto al Quirinale aveva fatto molto rumore: padre Bresciani l’aveva chiamata «la papessa Belgiojoso». Insomma, quando, poco più che quarantenne, iniziava il suo esilio in Turchia, s’era già assicurata un posto di tutto rispetto nella storia del Risorgimento italiano.

La capacità di scegliere e, insieme, di gestire la sua vita con coraggio e determinazione è al centro dell’ultimo libro a lei dedicato: Le scelte di Cristina Trivulzio. Storia di un’emancipazione di Silvana Bartoli, fortunata autrice di diversi studi di storia delle donne. L’opera – che sarebbe riduttivo considerare una semplice biografia – s’inserisce in un momento di grande fortuna critica per la Belgiojoso. La principessa, in effetti, non è mai caduta nell’oblio, che tanto paventava. Dal 2010 ad oggi quasi ogni anno è apparso almeno un libro a lei dedicato: biografie, raccolte di saggi, edizioni di testi. Nessuno dei “padri della patria” ha avuto una simile messe di studi.

Una tale fioritura di opere ha proiettato la Belgioioso fuori dal solo mondo accademico. Nel 2021 Milano ha voluto onorarla con un monumento (presentato come il primo in città dedicato a una donna). Il 25 ottobre 2022, poi, nel proprio discorso d’insediamento, l’attuale presidente del Consiglio ha voluto ricordare sedici donne che avevano contribuito alla storia dell’Italia unita: la prima a essere evocata è stata proprio la Belgiojoso. Il monumento – va detto – ha suscitato qualche perplessità. Una posizione fatta propria anche dalla Bartoli, che non condivide l’efficacia d’un opera che «presenta Cristina seduta: esattamente quello che non è mai stata».

In tutto il libro, infatti, l’autrice descrive la Belgioioso intenta a sovvertire il ruolo che la società aveva preordinato per lei. Che fosse nei salotti, sulle barricate, in ospedale ad assistere i feriti, in viaggio in Oriente o nel suo studio a scrivere per i giornali americani o francesi, essa visse in costante movimento di corpo e di spirito. Donna scomoda (come lei stessa si definiva) e non particolarmente dotata di diplomazia, fu un’«aristocratica irregolare», come la definisce Bartoli. Una donna che non poteva sopportare il comportamento conservatore di ampia parte del suo ceto, e che rivendicava il proprio diritto a intervenire nella società per riformarla secondo i principi che riteneva più avanzati. Nella gestione delle tenute di Locate e di Cakmakoglu (il suo «piccolo regno» in Turchia, dove visse fra 1850 e 1855) non si comportò troppo diversamente da un aristocratico illuminista del secolo precedente. Ma altro era il fine: tanto che riuscì ad inquietare lo stesso Manzoni, preoccupato di cosa avrebbero mai fatto quei contadini, una volta che fossero stati istruiti.

Dopo il 1849, e le disillusioni che questo aveva portato, la patria per lei era divenuta un concetto lontano, quasi astratto. Esule dall’Italia per obbligo e dalla Francia per scelta, la scrittura divenne il suo principale terreno d’azione. E vi raggiunse risultati egregi. Fu infatti dopo la lettura del suo Asie Mineure et Syrie (Parigi, 1858) che Cattaneo, nel 1860, la definì «la prima donna d’Italia». Chissà che prima o poi anche il mondo del cinema non si accorga di lei e non le dedichi una fiction.

Più di molte altre figure (femminili e non) sarebbe certamente adatta a incarnare lo spirito patriottico e ribelle che percorse il nostro Risorgimento.

Andrea Merlotti Il Sole 24 Ore domenica 11 gennaio 2026

Silvana Bartoli

Le scelte di Cristina Trivulzio. Storia di un’emancipazione

Olschki, pagg. 322, € 29

Pubblicato in: Pubblicazioni
Post precedente:L’ITALIA DEI PRIMI ITALIANI.  Ritratto di una Nazione appena nata
Post successivo:MARIA MADDALENA ROSSI. Donna d’azione per la democrazia e il bene comune

Sidebar

il Comitato Fiorentino per il Risorgimento
è associato al Coordinamento nazionale Associazioni Risorgimentali FERRUCCIO

Sostieni

Sostieni liberamente le nostre attività con un bonifico bancario sul seguente conto corrente
Chianti Banca-Credito Cooperativo S.C.
IBAN IT81R0867302802000000909083

L’editoriale del direttore

ORIANA FALLACI, una fiorentina, un’italiana

Video

VIDEO del convegno “La Repubblica una e indivisibile”

Prossimi appuntamenti

Società e cultura in Toscana dal Congresso di Vienna alla prima Guerra d’Indipendenza (1815/1848) 

20/09/2025

XX SETTEMBRE 2025

16/09/2025

1875: inaugurazione del monumento a Michelangelo al Piazzale Michelangelo

03/06/2025

Lettere al Direttore

Il sindacato oggi dovrebbe uscire dagli uffici e cercare e unire invece i dispersi del mondo attuale del lavoro.

03/05/2026

Focus

ORIANA LA DONNA MULTIFORME

30/08/2026

Tribuna

La foto simbolo della nuova Italia nel discorso di fine anno del presidente Mattarella

02/01/2026

Luoghi

La locomotiva nello stemma di Palazzo Fenzi-Marucelli a Firenze

29/12/2025

Mostre

La memoria viva della città in trent’anni di Foto Locchi

07/05/2026

Rassegna stampa

L’eterna ossessione per l’odissea

09/08/2026

Pubblicazioni

MAI STANCA DI VIVERE

08/07/2026

NOSTOS. Ritorno alla terra dei padri

01/08/2026

FRANCESCO HAYEZ I profughi di Parga 1931 Né più mai toccherò le sacre sponde ove il mio corpo fanciulletto giacque,  Zacinto mia, che te specchi nell’onde  del greco mar da cui vergine nacque …

QUANDO CAVOUR DOPO VILLAFRANCA LITIGO’ CON IL RE IN PIEMONTESE

14/07/2026

LETTERE Corriere della Sera 14 luglio 2026 CARO ALDO, l’11 luglio è la data del famoso armistizio di Villafranca nel 1859, tra Napoleone III e Francesco Giuseppe, senza che i piemontesi ne fossero informati, di …

La nascita dell’istituzione regionale tra continuità politica e specificità territoriale: il caso della TOSCANA

12/07/2026

L’insediamento dei Consigli regionali nel luglio del 1970 ha rappresentato uno dei passaggi più significativi della storia istituzionale della Repubblica italiana. Con l’avvio delle Regioni a statuto ordinario …

La Storia agli esami di Maturità

01/07/2026

Il discorso d'insediamento di GIUSEPPE SARAGAT come presidente dell’Assemblea costituente. 26 giugno 1946 La storia del mondo non è altro che il progresso della …

IL VOTO DI IERI E LE SPINE DI OGGI

09/06/2026

80 ANNI DELLA REPUBBLICA. Tre saggi raccontano la conquista del voto delle donne, sin dalle radici precedenti al ’46, e il cammino che porta ai giorni nostri: il bilancio è dolce amaro e risente delle mancate …

LA COSTITUZIONE E’ DI TUTTI

05/06/2026

Ieri la Repubblica italiana ha compiuto ottant’anni. E come ogni anno, puntuale come il caldo e ugualmente prevedibile, risuona nell’aria il lamento rituale: teniamocela stretta questa Repubblica, perché c’è chi …

CORRADO OCONE: Politica e cultura. Percorsi di pensiero nell’Italia del Novecento

04/06/2026

Recensione di MASSIMO RAGAZZINI Rivista Libro Aperto volume 125 giugno 2026 CORRADO OCONE: Politica e cultura. Percorsi di pensiero nell’Italia del Novecento, …

RICORDIAMO LE «MADRI» DELLA PATRIA

01/06/2026

IL 2 GIUGNO NON FESTEGGIAMO SOLO L’OTTANTESIMO ANNIVERSARIO DELLA REPUBBLICA. Nata da un Paese stremato dagli errori del ventennio fascista e dai suoi orrori sfociati in una guerra devastante che causò oltre 400 …

Il 2 giugno 2026 la Repubblica italiana compie 80 anni. Auguri Italia!

01/06/2026

PAOLA CORTELLESI nel film “C’è ancora domani” La sequenza clou del film del 2023 C'è ancora domani, di cui Paola Cortellesi è co-sceneggiatrice, regista e interprete, è quella finale, in cui una folla di donne si …

Gino Capponi. Patriota, pedagogista e uomo di cultura nella Toscana dell’Ottocento

27/05/2026

Antonio Bortone GINO CAPPONI 1876 Sala Firenze Capitale Palazzo Vecchio 29 MAGGIO 2026 26 Maggio 2026. RICORRENZA DI CURTATONE E MONTANARA Nel Cinquantenario della morte di Gino Capponi Venerdì 29 …

Comitato Fiorentino per il Risorgimento

Direttore Sergio Casprini
Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi Webmaster Claudio Tirinnanzi

STATUTO
REDAZIONE
CONTATTI
LINK
PRIVACY

Newsletter

Rimani sempre aggiornato sulle nostre attività iscrivendoti alla nostra mailing list

Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione

  • Facebook

Direttore Sergio Casprini | Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi | Webmaster Claudio Tirinnanzi