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Museo Stibbert

05/05/2014

copertina(1)via Stibbert 26 Firenze

Nato dalle collezioni di Frederick Stibbert (1838–1906), un inglese di madre toscana che qui alla fine dell’Ottocento aveva restaurato e ingrandito la piccola Villa Montughi appartenuta alla famiglia Davanzati creando la sontuosa villa di famiglia, è uno dei più interessanti esempi di eclettismo ottocentesco nonché una celebre dimostrazione di amore verso la città della nutrita comunità inglese che alla fine dell’Ottocento rappresentava una larga fetta della popolazione cittadina.

La villa è un importante esempio del fantasioso stile ottocentesco, e vi lavorarono alcuni fra i migliori artisti fiorentini dell’epoca, come l’architetto Giuseppe Poggi, i pittori Gaetano Bianchi e Annibale Gatti che eseguirono numerosi affreschi, e lo scultore Augusto Passaglia. In un tripudio di sale neo-gotiche, neo-rinascimentali, eccetera, è disposta la collezione di più di 50 mila pezzi, forse il più importante esempio di museografia ottocentesca in città, con i più svariati oggetti d’arte dai dipinti alle armature, dalle porcellane agli arredi antichi, dai ventagli ai bottoni.La sezione più impressionante delle collezioni è sicuramente quella delle armature, unica per ricchezza, internazionalità e scenograficità dell’esposizione. In numerose sale decorate appositamente sfilano come in un ipotetico corteo cavalieri italiani e tedeschi con il completo corredo di armamenti, risalenti per lo più al Cinque e Seicento. I cavalieri turchi ottomani, sistemati in una magnifica sala decorata con incrostazioni moresche, risalgono al XVI secolo, mentre i pezzi della collezione indiana risalgono al periodo fra il XVI e XVII secolo. Custodisce anche una collezione giapponese, la più grande al mondo fuori dal Giappone, con katana e scenografiche armature appartenute agli ultimi samurai e acquistate sul finire dell’Ottocento. Nel 2006 i giornali hanno riportato la notizia che una parte delle lame giapponesi più antiche e preziose sarebbe stata trafugata, forse negli anni ’70, e sostituita con copie ben più recenti. Fonti stesse del museo affermano che il fatto è stato notevolmente gonfiato dai giornali, ma che durante un accurato riscontro inventariale e delle opere sono emerse alcune gravi irregolarità.Fra le opere di pittura presenti nel museo si segnalano dipinti di Sandro Botticelli, Carlo Crivelli (Due santi dal Polittico del Duomo di Camerino, 1490 circa), Domenico Beccafumi, Luca Giordano, Alessandro Allori, Pieter Brueghel il Giovane, Neri di Bicci e Pietro Lorenzetti.Fra le altre collezioni di grande pregio merita una menzione il mobilio antico, con numerosi cassoni risalenti al Quattrocento, vetrine e tavoli del Settecento e un pregevole tavolo in malachite. Fastose sono le tappezzerie in cuoio, uno degli aspetti tipici della villa.Una sala ospitava la più antica collezione di bandiere del Palio di Siena risalenti alla metà del XIX secolo, drappeggiate al soffitto. Oggi le bandiere, oggetto di un restauro durato tre anni, sono esposte al Museo di Santa Maria della Scala a Siena. Al loro posto sono state collocate delle copie.

ImmagineIl grande parco all’inglese, similarmente al coevo Parco delle Cascine ospita alcuni curiosi monumenti, fontane e sculture. Si presenta come una intricata serie di vialetti che salgono e scendono nella boscaglia, con arredi e angoli di riposo e di visuale. La vegetazione ad alto fusto è rappresentata da piante come pini, lecci, ippocastani, tigli, su cui svettano splendidi cipressi alcuni dei quali probabilmente risalgono a prima del restauro dello Stibbert.Di gusto romantico è l’inserimento del laghetto, sulle cui rive si specchia un piccolo tempio in stile neo-egizio, mentre il vialetto decorato da una fila di sculture e di busti classici è un elemento tipico del preesistente giardino all’italiana.Un tocco tardo romantico è dato dalle rovine di un cortile veneziano gotico, in marmo bianco, con una bellissima vera da pozzo al centro. Tipicamente fiorentine sono poi le numerose statue in terracotta sparse all’interno del parco.

Frederick Stibbert

La famiglia Stibbert, originaria del Norfolk, si trasferì in Italia col padre di Frederick, Thomas Stibbert che, giuntovi dopo le campagne antinapoleoniche, decise in seguito di stabilirsi prima a Roma e poi a Firenze, sposando una giovane toscana, Giulia Cafaggi.
La nascita di Frederick, nel 1838 a Firenze, costituì il nodo delle tre tradizioni familiare britannica, anglo-indiana e italiana che influenzeranno la formazione di Stibbert e le sue scelte culturali.

 Cittadino inglese educato a Cambridge ma insofferente alle rigidità dei college, rimase sempre legato alla sua residenza fiorentina e alla casa di Montughi, acquistata dalla madre e sede della famiglia.
Partecipe delle vicende italiane si arruolò nelle Guide di Garibaldi per la campagna del Trentino del ’66, ottenendo una medaglia d’argento al valore; fu questo l’unico contributo diretto alla tradizione militare della famiglia.
Col raggiungimento della maggiore età, nel 1859, Frederick entrò in possesso di un enorme patrimonio del quale continuò sempre ad occuparsi con estremo impegno e grande intuito, incrementandolo con abili operazioni finanziarie, favorite dalle contingenze storiche legate all’unificazione italiana e ai conseguenti nuovi fermenti economici nati dalla richiesta di capitali da investire in un paese che si andava formando.
Approfittò della sua molteplice natura di finanziere internazionale, viaggiatore abituale e collezionista appassionato per controllare le offerte del mercato antiquario di tutta Europa per quasi cinquanta anni, e realizzare il grande progetto della sua vita: trasformare la villa di Montughi nel “suo Museo”. Per salvaguardarne poi l’integrità decise che alla sua morte, avvenuta nel 1906, esso venisse costituito in museo pubblico affidato alla città di Firenze.

 

Orari e Tariffe

Orario di apertura al pubblico:
Lun-Mar-Mer 10-14 (Chiusura biglietteria ore 13)
Ven-Sab-Dom 10-18 (Chiusura biglietteria ore 17)
Giovedì chiuso

Giorni fissi di chiusura: 1 gennaio, Domenica di Pasqua, 1 maggio, 15 agosto, 25 dicembre.

 Sezione giapponese aperta su prenotazione solo con visita guidata specialistica (vedi più sotto).
Per prenotare chiamare il numero 055.475520 oppure scrivere a biglietteria@museostibbert.it

Biglietto d’ingresso:

Intero: 8,00 EUR

Ridotto: 6,00 EUR
(invalidi civili, ragazzi di età inferiore ai 12 anni, ultrasessantacinquenni
residenti in Italia, guide turistiche con esibizione del patentino in visita
di aggiornamento, classi di studenti universitari, classi di scuole di restauro)

Ridotto: 2,00 EUR
(portatori di handicap, classi di alunni della scuola dell’obbligo, centri estivi)

 

 

Sito del Museo Stibbert            http://museostibbert.it/

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