• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer
Risorgimento Firenze

Risorgimento Firenze

Il sito del Comitato Fiorentino per il Risorgimento.

  • Home
  • Focus
  • Tribuna
  • I luoghi
  • Mostre
  • Rassegna stampa
  • Pubblicazioni
  • Editoriale

Noi, l’Islam e il rispetto dalla legge

03/04/2016

I seguaci di Allah che vogliono vivere in Italia non devono contrastare i valori della nostra Costituzione che difende il ruolo delle donne e la libertà di culto e conversione

Ernesto Galli della Loggia     Corriere della Sera 25 marzo

 

Prima di pensare a fare la guerra contro la minaccia islamista fuori dai propri confini i Paesi europei farebbero bene a garantirsi innanzi tutto la sicurezza delle proprie retrovie. La sicurezza di non essere colpiti alle spalle da persone nate o cresciute sul proprio territorio. Che cosa vuol dire? A me pare che oggi, e in questo particolarissimo tipo di scontro, la sicurezza del territorio significhi due cose: innanzi tutto essere ragionevolmente sicuri della lealtà costituzionale delle comunità musulmane residenti qui in Italia — in genere in Europa. Al tempo stesso essere ragionevolmente sicuri della loro disponibilità all’integrazione (dove è evidente il legame sostanziale tra i due aspetti). Si tratta di due condizioni importantissime che hanno a loro volta una conseguenza di grande portata ideale e pratica: e cioé che se ci sono aspetti della religione islamica o del costume da essa influenzati che sono in contrasto con i valori della nostra Costituzione, tali aspetti devono essere inevitabilmente abbandonati o cambiati. Pena, in caso contrario, l’essere combattuti anche con la durezza della legge.

Non si tratterebbe in alcun modo di un trattamento discriminatorio verso l’Islam in quanto adottato unicamente nei suoi confronti. È il medesimo trattamento, infatti, che il Piemonte liberale adottò a partire dal 1850, lasciandolo poi in eredità al Regno d’Italia, in armonia con quanto stava facendo tutto il liberalismo europeo in quel secolo. Il governo di Torino, allora, con apposite leggi — arrivando a rispondere con la prigione alle proteste del clero — cancellò il foro ecclesiastico, la validità civile del matrimonio religioso, la «mano morta», e altri aspetti che la Chiesa cattolica e molti suoi fedeli (per fortuna non tutti) consideravano essenziali alla vita del Cattolicesimo. Ma che in un modo o nell’altro costituivano invece dei privilegi o violavano l’eguaglianza dei cittadini.

Ebbene, oggi nelle comunità islamiche di più o meno recente immigrazione che si trovano in Italia (e in Europa) vigono sicuramente consuetudini di vita e rapporti sociali che i fedeli considerano ispirate a precetti religiosi (che forse le stesse autorità religiose considerano tali) ma che sono evidentemente contrari ai valori della Costituzione della Repubblica (oltre che in un buon numero di casi a delle leggi vere e proprie). Le più importanti di queste consuetudini mi sembrano quelle legate al ruolo delle donne: molto spesso tenute segregate in casa, impedite nella libertà di uscire e di muoversi a loro piacere, impossibilitate quindi ad apprendere l’italiano, oggetto di molteplici angherie. Ancora più oppressiva, come si sa, è in molti casi la condizione delle giovani, alle quali troppo spesso s’impedisce di proseguire gli studi, di frequentare i coetanei e viene imposto un rimpatrio forzato preludio a matrimoni combinati contro la loro volontà, quando non addirittura alla pratica delle mutilazioni genitali.

Mi chiedo: è ammissibile che lo Stato italiano come del resto ogni altro Stato europeo tolleri virtualmente queste vere e proprie isole di extra legalità? Che nessuno abbia finora fatto nulla per cancellarle? Sta di fatto che finora non si è mai saputo che una qualsiasi autorità di governo abbia sollecitato ai carabinieri e alla polizia, ai servizi sociali sul territorio, alle procure della Repubblica, un intervento in tal senso, organico, continuo, incalzante. Così come non risulta che alcuna autorità abbia mai pensato finora a possibili interventi legislativi specificamente mirati ai problemi di cui sopra. Con la necessaria, eventuale, adozione di pene adeguate. Eppure un intervento del genere varrebbe più di tanti discorsi a trasmettere in modo incisivo almeno tre messaggi importantissimi: 1) in Italia si può essere di qualunque religione (o di nessuna) ma a condizione che i precetti di tale religione o i costumi da essa suggeriti non violino i principi di base della comunità politica nazionale; 2) la violazione di tali principi comporta sempre sanzioni severe; 3) ogni dimensione comunitaria è lecita purché rispetti però la libertà individuale degli uomini e delle donne. Ogni vincolo religioso è subordinato a tale libertà, e quindi è lecita la conversione religiosa come l’apostasia.

Non mi sembrano messaggi di poco conto. Essi aiuterebbero a far emergere o rafforzare dentro l’Islam una visione dell’Islam stesso liberale e conciliabile con la modernità. Varrebbero poi soprattutto a rompere l’isolamento sociale e il discorso culturale totalmente autoreferenziale in cui troppo spesso sono rinchiuse non solo quelle comunità ma specialmente quelle unità familiari. Si tratta di un elemento decisivo anche ad un altro fine: se non si verifica la rottura anzidetta, che razza d’integrazione potrà mai esserci? Una cosa va fatta capire comunque con la necessaria chiarezza e senza falsi pudori pseudodemocratici a chi arriva nel nostro Paese dalle terre dell’Islam: in Italia non si può essere musulmani nel modo come lo si è in Iraq, in Senegal, o in Eritrea. Lo si può essere solo in modo diverso: pena, per l’appunto, saggiare la durezza della legge.

I messaggi di cui sto dicendo servono infine a un altro scopo ancora, forse ancora più importante. Servono a evitare che di fronte alla grande migrazione in corso e a quella ancor più grande che si annuncia, di fronte al terrorismo islamista, di fronte all’arrivo di popolazioni così diverse avvertite come totalmente e minacciosamente estranee rispetto alla storia, alla cultura e alle tradizioni europee, le masse autoctone del continente si sentano totalmente indifese e abbandonate dalle classi dirigenti democratiche attuali. E reagiscano trovandosene altre, violente e intolleranti, ma decise in qualche modo a prendere le loro parti, ad assumerne il punto di vista. La partita che oggi si è iniziata a giocare ruota intorno a questa alternativa, non illudiamoci: se da qui a qualche decennio l’Europa assomiglierà ancora a quella che noi conosciamo, o se invece comincerà ad avere i contorni di quella che più o meno accarezzava nei suoi sogni un certo Adolf Hitler.

Pubblicato in: Tribuna
Post precedente:Una Passeggiata nel verde a Firenze
Post successivo:Scritti politici e d’attualità

Sidebar

il Comitato Fiorentino per il Risorgimento
è associato al Coordinamento nazionale Associazioni Risorgimentali FERRUCCIO

Sostieni

Sostieni liberamente le nostre attività con un bonifico bancario sul seguente conto corrente
Chianti Banca-Credito Cooperativo S.C.
IBAN IT81R0867302802000000909083

L’editoriale del direttore

Libertà è partecipazione

Video

Il video della presentazione nella sala Firenze Capitale del libro CENNI DAL LONTANO PASSATO

Prossimi appuntamenti

Storia versus Barbarie

19/11/2025

1865 – 1870 FIRENZE CAPITALE. La Certosa e l’eversione dell’asse ecclesiastico

29/09/2025

Società e cultura in Toscana dal Congresso di Vienna alla prima Guerra d’Indipendenza (1815/1848) 

20/09/2025

Lettere al Direttore

L’11 AGOSTO 1944, la Liberazione di Firenze, va sempre  celebrata per ricordare il sacrificio dei tanti partigiani che morirono  per la liberazione dell’Italia dal regime nazifascista.

12/08/2025

Focus

Politica e dignità. L’esempio di Amendola

25/02/2026

Tribuna

La foto simbolo della nuova Italia nel discorso di fine anno del presidente Mattarella

02/01/2026

Luoghi

La locomotiva nello stemma di Palazzo Fenzi-Marucelli a Firenze

29/12/2025

Mostre

GLI IDEALI DELLA SOCIETA’ SI DANNO ALLA MACCHIA

02/02/2026

Rassegna stampa

A CENTO ANNI DALLA MORTE. Salvate Gobetti da gobettiani e anti-gobettiani

15/02/2026

Pubblicazioni

GAETANO SALVEMINI.  L’impegno intellettuale e la lotta politica

22/02/2026

SORVEGLIARE E PUNIRE. La cruenta repressione del dissenso in Iran

01/02/2026

"Saluterò di nuovo il sole, e il torrente che mi scorreva nel petto, e saluterò le nuvole dei miei lunghi pensieri e la crescita dolorosa dei pioppi in giardino che con me hanno percorso le secche …

La scoperta delle radici ebraiche: una memoria familiare, e di tutti

26/01/2026

Mimmo Paladino Dormienti   Görlitz - Stalag VIII  Memoriale della Shoah Milano L’incipit è da romanzo, diciamo da fiction. Invece è l’inizio di una reale riscrittura della propria autobiografia e di una intera …

MARIA MADDALENA ROSSI. Donna d’azione per la democrazia e il bene comune

18/01/2026

Ci avviamo a celebrare l’ottantesimo anniversario della Repubblica e dell’Assemblea costituente con una maggiore conoscenza, rispetto a pochissimi anni fa, sulle Madri della Costituzione. Le 21 donne elette il 2 …

CRISTINA, ARISTOCRATICA IRREGOLARE. La principessa di Belgiojoso

12/01/2026

«Ce qui m’inspire de l’horreur c’est l’oubli» scriveva Cristina di Belgiojoso nei Souvenirs dans l’exil. Pubblicati nel 1850, si trattava d’una raccolta di lettere in cui la donna raccontava il suo abbandono …

L’ITALIA DEI PRIMI ITALIANI.  Ritratto di una Nazione appena nata

06/01/2026

Castello Visconteo Piazza Martiri della Libertà 3 Novara 1/11/2025 - 6/04/2026 Demetrio Cosola Il dettato 1891 Nel coinvolgente percorso di questa nuova rassegna sull’Ottocento prodotta da Mets Percorsi …

Il mito dell’Intelligenza Artificiale

01/01/2026

Prometeo porta il fuoco all'umanità Heinrich Fueger 1817 «Giove irritato, tuonò: “Il temerario che ha donato agli uomini il fuoco deve essere punito.” E ordinò a Vulcano di apprestare egli stesso catene enormi ed …

Il pittore del Re. Luigi Norfini nell’Italia del Risorgimento

21/12/2025

Luigi Norfini Battaglia di Palestro: gli zuavi francesi con Vittorio Emanuele II battono gli austriaci 1863 Tra Lucca e Pescia i quadri del pittore che decorò i palazzi di casa Savoia e rappresentò le grandi …

AUGURI PER UN SERENO NATALE E UN FELICE 2O26

17/12/2025

AUGURI PER UN SERENO NATALE E UN FELICE 2O26 Comitato Fiorentino per il Risorgimento …

Premio Letterario Nazionale

14/12/2025

Angiolo Tricca Caricatura di Carlo Lorenzini 1875 CARLO LORENZINI detto COLLODIDA VIA TADDEA A VIA DE’ RONDINELLI Edizione 2026 Promosso da Comitato Fiorentino per il RisorgimentoSbandieratori della …

LA LAPIDE DI MODENA E L’ITALIA CHE NON ESISTE PIÙ

04/12/2025

LETTERE Corriere della Sera 4 dicembre2025 Caro Aldo, come spesso lei ci ha ricordato, il Risorgimento sembra ormai un ricordo lontano, e a volte perfino detestabile, sia per la cultura popolare degli italiani, …

Comitato Fiorentino per il Risorgimento

Direttore Sergio Casprini
Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi Webmaster Claudio Tirinnanzi

STATUTO
REDAZIONE
CONTATTI
LINK
PRIVACY

Newsletter

Rimani sempre aggiornato sulle nostre attività iscrivendoti alla nostra mailing list

Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione

  • Facebook

Direttore Sergio Casprini | Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi | Webmaster Claudio Tirinnanzi