• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer
Risorgimento Firenze

Risorgimento Firenze

Il sito del Comitato Fiorentino per il Risorgimento.

  • Home
  • Focus
  • Tribuna
  • I luoghi
  • Mostre
  • Rassegna stampa
  • Pubblicazioni
  • Editoriale

La chanson de geste di Botescià

06/09/2017

Alfredo Sessa Corriere della Sera 22 agosto

Ottavio Bottecchia fu un campione imperfetto, come tutti i veri campioni.

Amava pedalare tra il silenzio delle montagne, che sembravano rimandare l’eco del suo mutismo di corridore veneto, povero, semplice e solido. Senza immaginare di ritrovarsi, un giorno, avvolto dal frastuono di una improvvisa fama sportiva. Aveva, per carattere, la solitudine come compagna. Invece attraversò un’epoca in cui il gioco di squadra iniziava a contare nelle grandi classiche del ciclismo, tra fragili alleanze e frequenti pugnalate alle spalle. Non fu facile, per lui, adattarsi vittoriosamente agli intrighi e alle astuzie della Grande Boucle, il Tour de France.

Bottecchia fu un campione imperfetto, e quindi autentico, perché incarnò fino in fondo il mistero dello sport, che assomiglia stranamente al mistero della vita. E uscì di scena dalla vita in maniera arcana, come accade spesso agli eroi. È stato il primo italiano a trionfare al Tour de France nel 1924, il primo corridore a vestire la maglia gialla dalla prima all’ultima tappa. Nel 1925 ha concesso un travolgente bis. Ma non ha mai vinto una grande classica in linea, e non ha mai vinto un Giro d’Italia. La parabola sportiva, già nel 1927, apparve in declino, il motore era andato fuori giri. La sua vera patria ciclistica fu la Francia, dove il pubblico gridava «Botescià!». La sua chanson de geste furono le dure tappe dei Pirenei, dove Ottavio frullava pedalate come Orlando mulinava la Durlindana.

Bottecchia, raccontano i cronisti dell’epoca, era un corridore fluido e potente, autore di scatti in grado di sgranare il gruppo come un rosario, e di sfidare le montagne mangia-ciclisti con progressioni perentorie. Come Merckx, fu autore di un assolo di 140 chilometri in maglia gialla sui Pirenei. Ma il suo fascino, a novanta anni dalla morte avvenuta il 15 giugno 1927, non è più una questione di traguardi e di distacchi. Il fascino di Bottecchia è nell’insondabile alchimia che si crea tra la vita reale e lo sport.

Quest’uomo dal naso lungo e affilato, arrivato a 27 anni al ciclismo professionista, è stato il primo vero motivo di orgoglio internazionale dello sport italiano. Eppure fu una festa solo a metà, perché Bottecchia non era fascista, e fu inviso al fascismo. E fu una festa breve perché Bottecchia morì a soli 33 anni sulle strade del Friuli, sua regione di adozione, durante un allenamento solitario. La versione ufficiale parlò di caduta in seguito a un malore. Ma il caso Bottecchia, 90 anni dopo, rimane un cold case, che non esclude del tutto l’aggressione di una squadraccia fascista, il racket delle scommesse, o un movente economico o sentimentale.

Ottavio è muratore, carrettiere, ciclista-bersagliere che si guadagna la medaglia di bronzo al valore nella Grande Guerra, cavallino indomito che si scrolla di dosso le redini del fascismo, infine campione ciclista di fama internazionale,improvvisamente ricco dopo una gioventù duramente spartana. Sulla vita-mistero di Bottecchia ha indagato Claudio Gregori, giornalista, colto ed elegante specialista di storia dello sport. Quello che ne esce fuori è un libro sorprendente, Il corno di Orlando, vita, morte e misteri di Ottavio Bottecchia.

Attraverso un lavoro di ricerca molto accurato, Gregori offre una ricostruzione dettagliata del ciclismo di inizio Novecento. Il libro è raccolta di figurine, nitido ritratto di atleti, dirigenti, politici e giornalisti che gravitavano intorno al mondo delle corse. È viaggio, scoperta e contemplazione di paesi e città di inizio ’900. È precisa e introvabile cronaca sportiva dell’epoca, sconfinata dichiarazione di amore per il ciclismo.

La corsa è ancora avventura nella giungla, viaggio nell’ignoto. Si parte in piena notte per affrontare tappe disumane, qualche spettatore è alla finestra in pigiama o camicia da notte. In occasione della frazione più lunga del Tour del 1925, la Metz-Dunkerque di 433 km, l’inviato di Le Petit Parisien spia il rifornimento di Bottecchia e annota una mezza dozzina di uova, otto banane, sandwich con marmellata, torte di riso, tavolette di cioccolato, datteri in quantità e zucchero senza risparmio. Lo sforzo è sovrumano, le condizioni delle strade spesso infernali.

Ottusi regolamenti di granito tormentano corridori soli e disperati, che forano a ripetizione, cambiano la gomma al chiaro di luna, riparano alla meglio, si fermano in osteria per rifocillarsi, contrattano con il pubblico per avere una mantellina e proteggersi da freddo e pioggia. Da guerra senza quartiere, la corsa si trasforma spesso in comica: i ciclisti schivano mucche, oche, cani e persone, si fermano per “girare la ruota” e mettere il rapporto più agile prima di aggrapparsi a una grande salita. A ogni gomma bucata, gli avversari scattano come avvoltoi per avvantaggiarsi.

Sarà il Tour del 1925, il secondo vinto da Bottecchia, a vedere nascere regolamenti più moderni e più rispettosi della fatica dei corridori. Viene finalmente autorizzato il gioco di squadra. Ma anche allora, Botescià pedalerà, fiero, in compagnia della solitudine.

Pubblicato in: Rassegna stampaTag: mondo
Post precedente:LIewlyn Lloyd Paesaggi toscani del Novecento
Post successivo:No all’educazione civica come materia scolastica!

Sidebar

il Comitato Fiorentino per il Risorgimento
è associato al Coordinamento nazionale Associazioni Risorgimentali FERRUCCIO

Sostieni

Sostieni liberamente le nostre attività con un bonifico bancario sul seguente conto corrente
Chianti Banca-Credito Cooperativo S.C.
IBAN IT81R0867302802000000909083

L’editoriale del direttore

Il mito dell’Intelligenza Artificiale

Video

Il video della presentazione nella sala Firenze Capitale del libro CENNI DAL LONTANO PASSATO

Prossimi appuntamenti

Storia versus Barbarie

19/11/2025

1865 – 1870 FIRENZE CAPITALE. La Certosa e l’eversione dell’asse ecclesiastico

29/09/2025

Società e cultura in Toscana dal Congresso di Vienna alla prima Guerra d’Indipendenza (1815/1848) 

20/09/2025

Lettere al Direttore

L’11 AGOSTO 1944, la Liberazione di Firenze, va sempre  celebrata per ricordare il sacrificio dei tanti partigiani che morirono  per la liberazione dell’Italia dal regime nazifascista.

12/08/2025

Focus

MARIA MADDALENA ROSSI. Donna d’azione per la democrazia e il bene comune

18/01/2026

Tribuna

La foto simbolo della nuova Italia nel discorso di fine anno del presidente Mattarella

02/01/2026

Luoghi

La locomotiva nello stemma di Palazzo Fenzi-Marucelli a Firenze

29/12/2025

Mostre

L’ITALIA DEI PRIMI ITALIANI.  Ritratto di una Nazione appena nata

06/01/2026

Rassegna stampa

LA LAPIDE DI MODENA E L’ITALIA CHE NON ESISTE PIÙ

04/12/2025

Pubblicazioni

La scoperta delle radici ebraiche: una memoria familiare, e di tutti

26/01/2026

AUGURI PER UN SERENO NATALE E UN FELICE 2O26

17/12/2025

AUGURI PER UN SERENO NATALE E UN FELICE 2O26 Comitato Fiorentino per il Risorgimento …

Premio Letterario Nazionale

14/12/2025

Angiolo Tricca Caricatura di Carlo Lorenzini 1875 CARLO LORENZINI detto COLLODIDA VIA TADDEA A VIA DE’ RONDINELLI Edizione 2026 Promosso da Comitato Fiorentino per il RisorgimentoSbandieratori della …

Natale in Ucraina

01/12/2025

Natale a Kyev il 25 dicembre 2023 Sono tornata in Ucraina dopo dieci anni di assenza. Certo, non è il momento migliore. Ma non riuscivo più a guardare e ascoltare il dolore del mio Paese da lontano. Dovevo essere …

“L’anima buona di Cenno Cenni” negli anni del Risorgimento nella Romagna Toscana

24/11/2025

Intervento di Fabio Bertini mercoledì pomeriggio 19 novembre 2025 nella Sala di Firenze Capitale a Palazzo Vecchio in occasione della presentazione del libro di Caterina Minardi CENNI DAL LONTANO …

PERCHÉ NON CI SONO MANIFESTAZIONI IN DIFESA DEI CIVILI UCRAINI UCCISI?

17/11/2025

LETTERE AL DIRETTORE Corriere della Sera 17 novembre 2025 Caro direttore, purtroppo in questi giorni l’Ucraina è in grave difficoltà. L’assedio russo si sta facendo sempre più stringente verso Pokrovsk e …

ALLA SCOPERTA DI PIETRO LEPOLDO. Le compagnie religiose soppresse, documenti e storia ritrovati

11/11/2025

Intervento di Alessandra Campagnano del Comitato Fiorentino per il Risorgimento all’inaugurazione della Mostra documentaria sabato 8 novembre alla Pieve di S.Maria, Dicomano Alla scoperta di Pietro Leopoldo Le …

Giovanni Spadolini. L’ultimo politico risorgimentale.

09/11/2025

FEDERICO BINI E GIANCARLO MAZZUCA: Giovanni Spadolini. L’ultimo politico risorgimentale. Prefazione di Lamberto Dini, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli, 2025, pp. 198, € 16 Recensione di Massimo Ragazzini, …

Il caso Renan. La prima guerra culturale dell’Italia unita

03/11/2025

Sul «caso Renan» tutti ebbero da sindacare Una storia delle idee innervata di fatti. Potrebbe essere questa la formula che descrive la storiografia di Roberto Pertici. Nei suoi ultimi volumi (La cultura storica …

LE TROPPE “EDUCAZIONI” RICHIESTE ALLA SCUOLA ITALIANA

01/11/2025

La mente non ha bisogno come un vaso di essere riempita, ma piuttosto come legna di una scintilla che l'accenda e vi infonda l'impulso della ricerca e un amore ardente per la verità. Plutarco, Moralia Mercoledì …

Il segno delle donne di fine Ottocento

26/10/2025

ERSILIA BRONZINI Tra storia e romanzo. Lucia Tancredi racconta le vicende di Ersilia Bronzini e delle altre protagoniste che a Milano cambiarono volto alla società con la mensa dei poveri, la guardia ostetrica, …

  • Il Comitato Fiorentino per il Risorgimento
  • STATUTO
  • Redazione
  • Contatti
  • Link
  • Privacy Policy

Direttore Sergio Casprini | Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi | Webmaster Claudio Tirinnanzi