• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer
Risorgimento Firenze

Risorgimento Firenze

Il sito del Comitato Fiorentino per il Risorgimento.

  • Home
  • Focus
  • Tribuna
  • I luoghi
  • Mostre
  • Rassegna stampa
  • Pubblicazioni
  • Editoriale

Il Tricolore simbolo d’Italia

23/04/2020

La sfida vinta da Ciampi

Aldo Cazzullo Corriere della Sera 23 Aprile 2020

Carlo Azeglio Ciampi divenne capo dello Stato senza mai avere tessere di partito, se non — per un anno — quella del Partito d’azione, destinato a scomparire quasi subito. Salito al Quirinale, si ripropose di risvegliare l’orgoglio nazionale e il senso di appartenenza. Non di crearlo; era convinto che esistesse già, nel profondo delle coscienze; e che occorresse solo riportarlo alla luce.

All’inizio andò al Vittoriano. La «macchina per scrivere», la «torta nuziale» secondo gli esteti (come sappiamo denigrarci noi italiani, nessuno). Ciampi lo visitò da solo, all’alba. Rimase colpito dalle due scritte sui frontoni: «Patriae unitati» e «Civium libertati», all’unità della patria e alla libertà dei cittadini. Segno che il Risorgimento — oggi dimenticato o denigrato — coincide non soltanto con l’unificazione, ma anche con l’inizio delle libertà civili: fine delle forche, della tortura, dei ghetti, del potere temporale del clero e del potere assoluto del sovrano; scuola pubblica, non confessionale, gratuita, obbligatoria.

Poi il presidente viaggiò a ritroso nella nostra storia. È stato a El Alamein, nel deserto egiziano, a rendere omaggio al valore sfortunato dei fanti. Ha ricordato i caduti in Russia e in Albania, dove aveva combattuto lui stesso. Ovviamente l’antifascista Ciampi condannava l’alleanza con Hitler e deprecava l’intervento in guerra; ma distingueva l’errore e l’orrore del regime dal sacrificio dei soldati.

Quindi andò a Cefalonia, l’isola dove la Resistenza iniziò, all’indomani dell’8 settembre, e fu pagata con il sangue della divisione Acqui. In quell’occasione espose la sua idea della Resistenza plurale, fatta non solo dai partigiani — di ogni fede politica — ma anche dai militari, dai carabinieri, dai religiosi, dagli ebrei, e dalle donne: moltissime donne. Il Tricolore divenne il segno di quel lavoro culturale, insieme con l’Inno: il modo più sicuro per far arrabbiare Ciampi era chiedergli se si dovesse cambiare l’inno di Mameli, che considerava davvero il Canto degli Italiani.

Ovviamente dietro la rivendicazione della storia comune c’era una visione politica. Erano gli anni in cui la Lega si chiamava ancora Lega Nord e predicava la secessione. Ed erano gli anni in cui si diffondeva il movimento neoborbonico. Due fenomeni speculari. Per i nordisti, il Sud è una palla al piede, senza la quale il Nord sarebbe ricco e felice come la Baviera. Per i sudisti, il Nord conquistò il Sud e lo condannò all’arretratezza. In realtà, entrambi stavano dicendo la stessa cosa, consolatoria ma controproducente: la colpa dei nostri mali non è nostra, ma di altri italiani; quindi non ci possiamo fare nulla.

Ciampi non condannava l’idea della piccola patria. Era anzi convinto che il bello di essere italiani fosse essere diversi gli uni dagli altri. Pensava che il legame con il campanile, il territorio, il dialetto, le memorie familiari e locali fosse una ricchezza da difendere; anche perché non è incompatibile, anzi può rafforzare il legame che ci unisce alla patria comune. Di sé diceva: «Mi sento profondamente livornese, toscano, italiano ed europeo». Era un’Europa più lungimirante, in cui l’Italia contava di più.

Quest’anno, il 9 dicembre, Carlo Azeglio Ciampi avrebbe compiuto cent’anni. Era nato dieci giorni prima di sua moglie Franca, che ancora oggi — lucidissima — ne custodisce la memoria. Il presidente commise anche errori, come tutti. Ma aveva capito una cosa importante: la storia italiana non è fatta di grandi vittorie militari, di eserciti in grado di incutere timore, di politici capaci di disegni strategici globali (con due eccezioni: Camillo Cavour, al fianco di Vittorio Emanuele II, e Alcide De Gasperi, con Luigi Einaudi al Quirinale). La storia italiana era ed è fatta dalla genialità e dall’umanità della nostra gente. Una genialità che si è espressa in un patrimonio artistico più grande di quello di tutte le altre nazioni messe assieme, e un’umanità che si è tradotta in capacità di sacrificio e di lungimiranza.

Quasi tutte le famiglie italiane conservano un frammento della memoria nazionale, confermato da lettere, fotografie, onorificenze, medaglie, cartoline, divise. Bandiere. Molto spesso custodite dalle donne. L’amor di patria, diceva un Papa straniero che ha amato l’Italia, san Giovanni Paolo II, è un’estensione del Quarto Comandamento: onora il padre e la madre.

Se ne volete una prova, digitate su Google il nome di Cleonice Tomassetti. Vedrete la fotografia in bianco e nero di un corteo di quarantadue uomini. Stanno andando a morire in riva al Lago Maggiore. Due sono costretti a reggere un cartello: «Sono questi i liberatori d’Italia oppure sono i banditi?». In testa c’è una donna. È molto elegante, ma i vestiti non sono suoi; lei indossava stracci sporchi di sangue; sono gli abiti che le mogli degli altri condannati le hanno regalato, per consentirle di morire con dignità. Sarà Cleonice Tomassetti a fare coraggio ai compagni, sino all’ultimo. Poco prima, sotto le torture — che hanno fatto fremere di rabbia anche alcuni militi di Salò —, ha detto ai nazisti: «Se percuotendomi volete mortificare il mio corpo, è superfluo farlo; esso è già annientato. Se invece volete uccidere il mio spirito, vi avverto che è inutile; quello non lo domerete mai».

 

Pubblicato in: Rassegna stampa
Post precedente:Lottare nel nome del Tricolore
Post successivo:La Ballata del 25 APRILE

Sidebar

il Comitato Fiorentino per il Risorgimento
è associato al Coordinamento nazionale Associazioni Risorgimentali FERRUCCIO

Sostieni

Sostieni liberamente le nostre attività con un bonifico bancario sul seguente conto corrente
Chianti Banca-Credito Cooperativo S.C.
IBAN IT81R0867302802000000909083

L’editoriale del direttore

Libertà è partecipazione

Video

Il video della presentazione nella sala Firenze Capitale del libro CENNI DAL LONTANO PASSATO

Prossimi appuntamenti

Storia versus Barbarie

19/11/2025

1865 – 1870 FIRENZE CAPITALE. La Certosa e l’eversione dell’asse ecclesiastico

29/09/2025

Società e cultura in Toscana dal Congresso di Vienna alla prima Guerra d’Indipendenza (1815/1848) 

20/09/2025

Lettere al Direttore

L’11 AGOSTO 1944, la Liberazione di Firenze, va sempre  celebrata per ricordare il sacrificio dei tanti partigiani che morirono  per la liberazione dell’Italia dal regime nazifascista.

12/08/2025

Focus

Politica e dignità. L’esempio di Amendola

25/02/2026

Tribuna

La foto simbolo della nuova Italia nel discorso di fine anno del presidente Mattarella

02/01/2026

Luoghi

La locomotiva nello stemma di Palazzo Fenzi-Marucelli a Firenze

29/12/2025

Mostre

GLI IDEALI DELLA SOCIETA’ SI DANNO ALLA MACCHIA

02/02/2026

Rassegna stampa

A CENTO ANNI DALLA MORTE. Salvate Gobetti da gobettiani e anti-gobettiani

15/02/2026

Pubblicazioni

GAETANO SALVEMINI.  L’impegno intellettuale e la lotta politica

22/02/2026

SORVEGLIARE E PUNIRE. La cruenta repressione del dissenso in Iran

01/02/2026

"Saluterò di nuovo il sole, e il torrente che mi scorreva nel petto, e saluterò le nuvole dei miei lunghi pensieri e la crescita dolorosa dei pioppi in giardino che con me hanno percorso le secche …

La scoperta delle radici ebraiche: una memoria familiare, e di tutti

26/01/2026

Mimmo Paladino Dormienti   Görlitz - Stalag VIII  Memoriale della Shoah Milano L’incipit è da romanzo, diciamo da fiction. Invece è l’inizio di una reale riscrittura della propria autobiografia e di una intera …

MARIA MADDALENA ROSSI. Donna d’azione per la democrazia e il bene comune

18/01/2026

Ci avviamo a celebrare l’ottantesimo anniversario della Repubblica e dell’Assemblea costituente con una maggiore conoscenza, rispetto a pochissimi anni fa, sulle Madri della Costituzione. Le 21 donne elette il 2 …

CRISTINA, ARISTOCRATICA IRREGOLARE. La principessa di Belgiojoso

12/01/2026

«Ce qui m’inspire de l’horreur c’est l’oubli» scriveva Cristina di Belgiojoso nei Souvenirs dans l’exil. Pubblicati nel 1850, si trattava d’una raccolta di lettere in cui la donna raccontava il suo abbandono …

L’ITALIA DEI PRIMI ITALIANI.  Ritratto di una Nazione appena nata

06/01/2026

Castello Visconteo Piazza Martiri della Libertà 3 Novara 1/11/2025 - 6/04/2026 Demetrio Cosola Il dettato 1891 Nel coinvolgente percorso di questa nuova rassegna sull’Ottocento prodotta da Mets Percorsi …

Il mito dell’Intelligenza Artificiale

01/01/2026

Prometeo porta il fuoco all'umanità Heinrich Fueger 1817 «Giove irritato, tuonò: “Il temerario che ha donato agli uomini il fuoco deve essere punito.” E ordinò a Vulcano di apprestare egli stesso catene enormi ed …

Il pittore del Re. Luigi Norfini nell’Italia del Risorgimento

21/12/2025

Luigi Norfini Battaglia di Palestro: gli zuavi francesi con Vittorio Emanuele II battono gli austriaci 1863 Tra Lucca e Pescia i quadri del pittore che decorò i palazzi di casa Savoia e rappresentò le grandi …

AUGURI PER UN SERENO NATALE E UN FELICE 2O26

17/12/2025

AUGURI PER UN SERENO NATALE E UN FELICE 2O26 Comitato Fiorentino per il Risorgimento …

Premio Letterario Nazionale

14/12/2025

Angiolo Tricca Caricatura di Carlo Lorenzini 1875 CARLO LORENZINI detto COLLODIDA VIA TADDEA A VIA DE’ RONDINELLI Edizione 2026 Promosso da Comitato Fiorentino per il RisorgimentoSbandieratori della …

LA LAPIDE DI MODENA E L’ITALIA CHE NON ESISTE PIÙ

04/12/2025

LETTERE Corriere della Sera 4 dicembre2025 Caro Aldo, come spesso lei ci ha ricordato, il Risorgimento sembra ormai un ricordo lontano, e a volte perfino detestabile, sia per la cultura popolare degli italiani, …

Comitato Fiorentino per il Risorgimento

Direttore Sergio Casprini
Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi Webmaster Claudio Tirinnanzi

STATUTO
REDAZIONE
CONTATTI
LINK
PRIVACY

Newsletter

Rimani sempre aggiornato sulle nostre attività iscrivendoti alla nostra mailing list

Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione

  • Facebook

Direttore Sergio Casprini | Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi | Webmaster Claudio Tirinnanzi