• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer
Risorgimento Firenze

Risorgimento Firenze

Il sito del Comitato Fiorentino per il Risorgimento.

  • Home
  • Focus
  • Tribuna
  • I luoghi
  • Mostre
  • Rassegna stampa
  • Pubblicazioni
  • Editoriale

Il declino del Paese non è ineluttabile

26/12/2018

Michele Salvati Corriere della Sera 20 dicembre

 

Da alcuni amici della mia età e delle mie condizioni sociali (ottant’anni, elevato livello di istruzione, professione e reddito medio-alti) sento fare talora queste considerazioni: Nonostante le sue risorse potenziali e il suo grande passato l’Italia è inesorabilmente avviata al declino.

Noi siamo vecchi e, se rimarremo in buona salute, non vivremo male i pochi anni che ci restano. Ai nostri figli abbiamo assicurato un livello di istruzione simile al nostro, una professione esercitabile in molti altri Paesi e la padronanza dell’attuale lingua franca, l’inglese. Salvo incidenti, essi li trasmetteranno ai nostri nipoti. Per loro, una vita all’estero non sarebbe un dramma».

Queste considerazioni mi mettono addosso una certa tristezza. Anche gli anarchici erano e volevano che i loro figli fossero cosmopoliti e li addestravano in mestieri esercitabili ovunque nel mondo di allora (idraulico, tipografo, fabbro, falegname…), ma non lo facevano per assicurare loro il successo individuale, bensì per un ideale di società migliore di quella in cui vivevano. Sbagliato, pericoloso e irrealizzabile, ma un ideale. Quale ideale trasmettiamo ai nostri figli e nipoti se la pensiamo così? Non esistono forse possibilità di migliorare, e di molto, le società in cui viviamo? E perché non cercare di attuarle nel Paese dove stanno i nostri affetti e le nostre radici? L’Italia è mal messa, è vero: ma nessun declino è ineluttabile. Quali sono allora i motivi che inducono al pessimismo e all’abbandono di ogni speranza di riforma?

Il motivo principale mi sembra un acuto senso di impotenza, che si sta estendendo anche tra i ceti più elevati della società, quelli che hanno maggiori risorse sociali e culturali. È vero, ci sono riforme e scelte politiche che consentirebbero al nostro Paese di tornare a crescere e insieme di migliorare le condizioni di vita dei suoi ceti più svantaggiati. Ma queste richiedono un’analisi rigorosa e realistica delle cause da cui prende avvio il declino, assai prima degli anni ai quali lo si fa solitamente risalire. Se si devono rispettare inevitabili vincoli esterni dovuti alla globalizzazione liberale in cui siamo immersi e al grado limitato di solidarietà interstatale dovuto all’attuale assetto politico dell’Ue, essi richiedono riforme interne che turberebbero interessi consolidati e limiterebbero comprensibili aspirazioni di maggior benessere immediato: in sostanza, non ci si può indebitare ulteriormente ed è necessario diventare più competitivi e crescere di più. Richiedono dunque la messa in opera delle maggiori competenze di cui il Paese dispone. E soprattutto richiedono tempi lunghi per dare i primi frutti. Se così stanno le cose, il senso di impotenza si trasforma in pessimismo di fronte alla difficoltà di dare una risposta positiva a questa domanda: è mai possibile che possano affermarsi nel nostro Paese un movimento politico e una coalizione di forze sociali che siano in grado di rendere prevalente nell’elettorato, e quindi nel governo, la narrazione rigorosa e realistica di cui dicevo, e di conseguenza rendere accettabile la prospettiva di lungo periodo che è necessaria per affrontare le cause del declino italiano?

È la stessa natura della democrazia —  e la sottovalutazione dei limiti che il nostro sistema produttivo e istituzionale incontra nell’immediato per rispondervi — a costituire il maggior problema. Lo vediamo ora con chiarezza se osserviamo le contorsioni delle attuali forze di governo, allo scopo di non perdere la faccia di fronte alla retromarcia che le condizioni del Paese — non l’Europa! — impongono al loro insostenibile programma elettorale. Ma hanno contribuito alla diseducazione degli elettori anche molte delle forze politiche dei governi precedenti, a partire dalla Prima Repubblica, che hanno dato un’immagine falsamente ottimistica dello stato dell’economia e delle istituzioni italiane. E che, soprattutto, portano in diversa misura la responsabilità per aver aggravato il declino del Paese, di conseguenza alimentando la «ribellione delle masse». I 5 Stelle e la Lega hanno solo rincarato la dose di populismo, attribuendo gran parte delle colpe alla «casta» e all’Europa e accentuando il grado di incompetenza e di improvvisazione nell’azione di governo. Come non essere scoraggiati se è la stessa democrazia, la competizione delle élite politiche per ottenere un facile consenso popolare, a produrre questi esiti?

Ma l’antidoto a questi esiti della democrazia non può essere che la democrazia stessa e la possibilità che essa offre ad ognuno di combattere per le proprie idee. In democrazia non occorre essere eroi: impegnarsi è privo di rischi e compatibile con scelte individuali e famigliari avvedute. Ed è utile, perché un ragionevole disegno di uscita dal declino esiste, anche se lento nei suoi effetti e al momento sopraffatto dal populismo.

Ma il futuro è aperto: mentre ci sforziamo di dare un’ottima educazione a figli e nipoti, cerchiamo allora di non dare l’idea che questo serva per scappare da un Paese consegnato al declino. Serve per essere cittadini del mondo. Serve per essere cittadini europei. Serve per essere cittadini italiani e giustificare un orgoglio nazionale beninteso.

 

Pubblicato in: TribunaTag: mondo
Post precedente:Il Presepe di Greccio nella Basilica di San Francesco di Assisi
Post successivo:Firenze ferita e il ponte Santa Trinita

Sidebar

il Comitato Fiorentino per il Risorgimento
è associato al Coordinamento nazionale Associazioni Risorgimentali FERRUCCIO

Sostieni

Sostieni liberamente le nostre attività con un bonifico bancario sul seguente conto corrente
Chianti Banca-Credito Cooperativo S.C.
IBAN IT81R0867302802000000909083

L’editoriale del direttore

Il mito dell’Intelligenza Artificiale

Video

Il video della presentazione nella sala Firenze Capitale del libro CENNI DAL LONTANO PASSATO

Prossimi appuntamenti

Storia versus Barbarie

19/11/2025

1865 – 1870 FIRENZE CAPITALE. La Certosa e l’eversione dell’asse ecclesiastico

29/09/2025

Società e cultura in Toscana dal Congresso di Vienna alla prima Guerra d’Indipendenza (1815/1848) 

20/09/2025

Lettere al Direttore

L’11 AGOSTO 1944, la Liberazione di Firenze, va sempre  celebrata per ricordare il sacrificio dei tanti partigiani che morirono  per la liberazione dell’Italia dal regime nazifascista.

12/08/2025

Focus

MARIA MADDALENA ROSSI. Donna d’azione per la democrazia e il bene comune

18/01/2026

Tribuna

La foto simbolo della nuova Italia nel discorso di fine anno del presidente Mattarella

02/01/2026

Luoghi

La locomotiva nello stemma di Palazzo Fenzi-Marucelli a Firenze

29/12/2025

Mostre

L’ITALIA DEI PRIMI ITALIANI.  Ritratto di una Nazione appena nata

06/01/2026

Rassegna stampa

LA LAPIDE DI MODENA E L’ITALIA CHE NON ESISTE PIÙ

04/12/2025

Pubblicazioni

La scoperta delle radici ebraiche: una memoria familiare, e di tutti

26/01/2026

AUGURI PER UN SERENO NATALE E UN FELICE 2O26

17/12/2025

AUGURI PER UN SERENO NATALE E UN FELICE 2O26 Comitato Fiorentino per il Risorgimento …

Premio Letterario Nazionale

14/12/2025

Angiolo Tricca Caricatura di Carlo Lorenzini 1875 CARLO LORENZINI detto COLLODIDA VIA TADDEA A VIA DE’ RONDINELLI Edizione 2026 Promosso da Comitato Fiorentino per il RisorgimentoSbandieratori della …

Natale in Ucraina

01/12/2025

Natale a Kyev il 25 dicembre 2023 Sono tornata in Ucraina dopo dieci anni di assenza. Certo, non è il momento migliore. Ma non riuscivo più a guardare e ascoltare il dolore del mio Paese da lontano. Dovevo essere …

“L’anima buona di Cenno Cenni” negli anni del Risorgimento nella Romagna Toscana

24/11/2025

Intervento di Fabio Bertini mercoledì pomeriggio 19 novembre 2025 nella Sala di Firenze Capitale a Palazzo Vecchio in occasione della presentazione del libro di Caterina Minardi CENNI DAL LONTANO …

PERCHÉ NON CI SONO MANIFESTAZIONI IN DIFESA DEI CIVILI UCRAINI UCCISI?

17/11/2025

LETTERE AL DIRETTORE Corriere della Sera 17 novembre 2025 Caro direttore, purtroppo in questi giorni l’Ucraina è in grave difficoltà. L’assedio russo si sta facendo sempre più stringente verso Pokrovsk e …

ALLA SCOPERTA DI PIETRO LEPOLDO. Le compagnie religiose soppresse, documenti e storia ritrovati

11/11/2025

Intervento di Alessandra Campagnano del Comitato Fiorentino per il Risorgimento all’inaugurazione della Mostra documentaria sabato 8 novembre alla Pieve di S.Maria, Dicomano Alla scoperta di Pietro Leopoldo Le …

Giovanni Spadolini. L’ultimo politico risorgimentale.

09/11/2025

FEDERICO BINI E GIANCARLO MAZZUCA: Giovanni Spadolini. L’ultimo politico risorgimentale. Prefazione di Lamberto Dini, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli, 2025, pp. 198, € 16 Recensione di Massimo Ragazzini, …

Il caso Renan. La prima guerra culturale dell’Italia unita

03/11/2025

Sul «caso Renan» tutti ebbero da sindacare Una storia delle idee innervata di fatti. Potrebbe essere questa la formula che descrive la storiografia di Roberto Pertici. Nei suoi ultimi volumi (La cultura storica …

LE TROPPE “EDUCAZIONI” RICHIESTE ALLA SCUOLA ITALIANA

01/11/2025

La mente non ha bisogno come un vaso di essere riempita, ma piuttosto come legna di una scintilla che l'accenda e vi infonda l'impulso della ricerca e un amore ardente per la verità. Plutarco, Moralia Mercoledì …

Il segno delle donne di fine Ottocento

26/10/2025

ERSILIA BRONZINI Tra storia e romanzo. Lucia Tancredi racconta le vicende di Ersilia Bronzini e delle altre protagoniste che a Milano cambiarono volto alla società con la mensa dei poveri, la guardia ostetrica, …

  • Il Comitato Fiorentino per il Risorgimento
  • STATUTO
  • Redazione
  • Contatti
  • Link
  • Privacy Policy

Direttore Sergio Casprini | Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi | Webmaster Claudio Tirinnanzi