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Il 4 novembre, le caldarroste  e la parola «patria»

06/11/2019

LETTERE al Corriere della Sera 4 novembre 2019

Caro Aldo, prepariamoci alla celebrazione del 4 novembre. Un momento che mescola il culto della vittoria militare, col ricordo delle vicende storiche legate al completamento dell’unificazione territoriale e politica cominciata col Risorgimento. Una giornata di riflessione su tutte le vittime di guerra che, ispirate dall’ideale di patria, sono giunte al massimo sacrificio. A proposito, ma nella lingua italiana esiste ancora la parola patria? I giovani ne conoscono il significato? L’hanno mai pronunciata? A scuola se ne spiega il contenuto? Ormai la cultura dell’intellighenzia dominante, continua a giudicare tale parola desueta se non addirittura provocatoria. In altri Paesi è pronunciata con orgoglio.
Michele Massa

Caro Michele, La sua lettera mi ha fatto ripensare alla mia infanzia di provincia. Questi giorni segnavano di fatto l’inizio dell’inverno. Faceva più freddo e c’era ancora la nebbia. Non si festeggiava Halloween; si pregavano i santi, si piangevano i morti, e si arrostivano le castagne. Poi c’era il 4 novembre. I ricordi della Grande Guerra erano ancora vivi, come i nostri nonni che l’avevano combattuta, e andavano in chiesa in giacca, cravatta e cappello (tenuto in mano sotto il banco) a pregare per i commilitoni caduti.
Ora del 4 novembre non sembra interessare più a nessuno. Addirittura nella rete, questo gigantesco moltiplicatore di falsità e di volgarità, gira la leggenda che non ci sarebbe stata nessuna battaglia in questi giorni, durante i quali nella realtà caddero migliaia di soldati italiani, per infliggere l’ultimo colpo alle armate austroungariche, che dopo un’ultima resistenza collassarono; e «i resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo» risalivano «in disordine e senza speranza le valli che avevano disceso con orgogliosa sicurezza».

Caporetto era stata vendicata. Ma noi preferiamo parlare di Caporetto che del Piave.
Eppure, mezzo secolo fa, la parola patria era quasi impronunciabile. Era considerata una «cosa di destra», come il tricolore. Oggi la patria, il tricolore sono parole e simboli in cui la maggioranza degli italiani si riconosce. Patria del resto significa terra dei padri; e l’amor di patria, diceva Papa Wojtyla, è un’estensione del quarto comandamento, onora il padre e la madre. Certo, per il senso dello Stato – e dell’erario – occorrerà attendere almeno un altro secolo.

Aldo Cazzullo

 

Pubblicato in: Focus
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