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Risorgimento e … monumenti

06/04/2011

…questa prematura ed immatura smania dei monumenti è oggimai come quella degli indirizzi una delle piaghe d’Italia…i promotori si ritengono sdebitati d’ogni altro e più urgente dovere… non interverrò ad inaugurazioni di statue o altro, mi sembrano inutili e dannosi…

Mazzini 1871

Dopo l’Unità d’Italia i protagonisti del Risorgimento vengono celebrati con monumenti nelle piazze più importanti delle città , dai capoluoghi di regione  fino a piccoli centri urbani,  nel tentativo pedagogico da parte della classe dirigente di rafforzare la coscienza nazionale degli italiani.

In un quarto di secolo a partire dal’78 tutta l’Italia si ricopre di figure in bronzo o in pietra  in particolare di Garibaldi e di Vittorio Emanuele II  , mentre invece continua  l’ostracismo alla memoria di  Giuseppe Mazzini.

Tra le grandi città soltanto quella natale, Genova, avrà fin dal 1882 una statua degna dell’apostolo repubblicano, e Roma – dopo la decisione assunta da Crispi nel 1890- dovrà attendere addirittura  il 1949 per vedere sull’Aventino il monumento a lui dedicato ( a Firenze solo nel 1987 !).

Ma Mazzini certamente nel suo scritto del 1871 quando critica la politica dei monumenti non pensa affatto alla mancanza di statue in sua memoria, esprime invece una forte protesta  nei confronti dei Savoia che   secondo lui celebrano sostanzialmente  se stessi, dimenticando il sacrificio di tanti democratici e repubblicani per la libertà e l’unità italiane.

Quando però scrive che  le …statue sembrano inutili e dannose …prefigura il  destino che  avrebbe riservato loro il  futuro a partire proprio dalla sua statua a Firenze in viale Mazzini, che ,solenne e seriosa,  assiste impotente all’intenso e rumoroso traffico urbano che la circonda.

E lo stesso possiamo dire per tutte le altre che si trovano a Firenze : il monumento equestre di Vittorio Emanuele II sta isolato alle Cascine, Bettino Ricasoli è dirimpettaio di Ubaldino Peruzzi in Piazza Indipendenza,  ignorati entrambi da passanti frettolosi, Manfredo Fanti ,tutto impettito, fa da rifugio per i piccioni di  piazza S.Marco, Garibaldi  sembra sorvegliato dai poliziotti che vigilano sul consolato americano , tanto  per fare alcuni esempi.

Testimonianze di un passato eroico, oggi  queste statue hanno perso il significato politico- storico per cui erano state realizzate, ormai esistono solo come segni urbani, sia di arredo sia di riconoscimento del luogo dove sono poste,

La memoria del Risorgimento probabilmente deve quindi trovare nuovi canali di comunicazione : cinema, televisione e sicuramente la valorizzazione della storia a scuola.

Altrimenti proprio alla scuola , quella primaria soprattutto, radicata nei quartieri della città, potrebbe essere affidato il compito di adottare questi monumenti  in uno studio attivo della storia del proprio territorio,  per tornare ad essere testimonianze vive del nostro Risorgimento

 

Pubblicato in: Focus
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