• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer
Risorgimento Firenze

Risorgimento Firenze

Il sito del Comitato Fiorentino per il Risorgimento.

  • Home
  • Focus
  • Tribuna
  • I luoghi
  • Mostre
  • Rassegna stampa
  • Pubblicazioni
  • Editoriale

Reichlin comunista tricolore

09/02/2020

 La vocazione nazionale del Pci

Antonio Polito Corriere della Sera 5 febbraio 2020

Il 20 marzo del 1956 nacque Pietro, il secondo figlio di Luciana Castellina, dirigente della Federazione giovanile comunista, e di Alfredo Reichlin, vice direttore dell’«Unità». La puerpera si era lasciata convincere da un compagno, Lello Misiti, che era stato in Francia a studiare la tecnica e doveva dimostrare che funzionava, di praticare il parto indolore. «In Unione Sovietica avevano inventato il parto indolore, sulla base degli studi sui riflessi condizionati, e questa cosa aveva fatto molto scalpore, tanto che il Papa aveva scomunicato tutti coloro che non solo lo avessero praticato ma anche solo ne avessero parlato. Questo fece sì che la Sezione femminile del Pci e l’udi si impegnassero a sostenere la novità».

Così chiedono a lei di «fare da cavia». Quando le vengono le doglie va al Policlinico, dove uno scettico primario di ginecologia, suo vecchio amico, la mette «in un anfiteatro chiamando tutti gli assistenti, gli infermieri, dicendo: adesso ci divertiamo a vedere il parto indolore». «In quel momento — racconta Luciana Castellina — ho capito qual è il meccanismo di difesa dalla tortura, perché quando uno ha una grande carica ideologica riesce anche a controllare il dolore. Io non so se sono stata male o non sono stata male, fatto sta che sapevo che non potevo gridare perché ne sarebbe andato di mezzo il prestigio dell’unione Sovietica, del Partito comunista, dell’Udi, e la carriera di Lello Misiti».

Ecco, per capire che cosa sia stato il Pci, che incredibile impasto di vita privata e militanza politica, di dedizione cieca e primato della ragione, bisogna leggere l’intervista di Luciana Castellina pubblicata nel volume edito dalla Treccani Alfredo Reichlin. Una vita. Dal giorno di quel parto, che tra l’altro coincide con la pubblicazione del rapporto segreto di Nikita Krusciov su Stalin, ne è passato di tempo. Ma nonostante le vicissitudini, le separazioni, gli scontri, le sconfitte e le innumerevoli svolte che hanno travolto quel mondo, Alfredo Reichlin è rimasto per tanti, anche esterni alla storia del Pci, una figura di riferimento, stimato per la sua acutezza, e per una tormentata intelligenza sempre alla ricerca di vie nuove.

Alfredo Reichlin è stato infatti innanzitutto un intellettuale. Apparteneva a quella generazione di giovanissimi, «che erano stati quasi tutti fascisti» e che il segretario del Pci Palmiro Togliatti, dopo la svolta di Salerno, promosse in incarichi di rilievo per costruire il suo «partito nuovo». Il modello era la figura di Giaime Pintor, di sei anni più vecchio di Alfredo, il quale era stato compagno di banco del fratello Luigi Pintor al liceo Tasso (come ricorda nel suo saggio Mariuccia Salvati, curatrice del volume).

E questo imprinting accompagnò poi Reichlin per tutta la sua lunga vita. «Era un togliattiano lui, e restò tale fino alla fine», sostiene Emanuele Macaluso, che condivise questa origine ma ha poi seguito altre strade. Nel Partito democratico, per esempio, Reichlin pensava di «poter introdurre l’idea del partito che aveva Togliatti, cioè il partito della nazione; ma non con l’interpretazione che ne è stata data, di partito pigliatutto: per lui era il partito per la nazione, cioè con un ruolo nazionale».

Nonostante le molte battaglie di Alfredo (quella meridionalista da dirigente del Pci in Puglia, quella contro il partito armato, quelle giornalistiche da direttore di «Rinascita» e dell’«Unità»), questa idea del «partito della nazione», una costante del suo pensiero nel mezzo delle mille trasformazioni succedute allo scioglimento del Pci, è quella che è rimasta di più nel dibattito politico, ancora oggi. Roberto Gualtieri ricorda che comparve per la prima volta in una nota che Reichlin spedì a Massimo D’alema dopo la sconfitta del 2001, e in cui sosteneva «la formazione di un soggetto politico nuovo capace di fare coalizione e di esercitare egemonia, di governare non solo dall’alto, un partito più nazionale, più country party, per fare quello che fece la Dc nel dopoguerra, elaborare una cultura e una visione delle riforme da realizzare insieme con le forze nuove dell’Italia».

Da questo punto di vista Reichlin fu certamente un precursore del Pd, anche se molte delle sue speranze sono andate deluse. Ma la sua inquietudine intellettuale, la sua ricerca continua, sono «i tratti caratterizzanti di un comunista segnato più dalla missione etica e nazionale (risorgimentale) di cui il suo partito doveva farsi carico che non dalle dottrine e dalle pratiche proprie del movimento cui apparteneva», come scrive nell’introduzione del volume Giuliano Amato. Un vecchio comunista, certo, ma che non parve mai davvero vecchio. Forse perché era legato — come ricorda nel volume Amartya Sen — «più al Marx umanista che al determinismo divenuto dottrina del comunismo praticato».

 

Pubblicato in: Rassegna stampa
Post precedente:Un leone alla catena corta.
Post successivo:Italiani due volte

Sidebar

il Comitato Fiorentino per il Risorgimento
è associato al Coordinamento nazionale Associazioni Risorgimentali FERRUCCIO

Sostieni

Sostieni liberamente le nostre attività con un bonifico bancario sul seguente conto corrente
Chianti Banca-Credito Cooperativo S.C.
IBAN IT81R0867302802000000909083

L’editoriale del direttore

IL 27 APRILE, FESTA DELL’INDIPENDENZA TOSCANA

Video

VIDEO del convegno “La Repubblica una e indivisibile”

Prossimi appuntamenti

LA REPUBBLICA UNA E INDIVISIBILE (art. 5 della Costituzione). L’eredità del Risorgimento nella Repubblica italiana. 

15/03/2026

Storia versus Barbarie

19/11/2025

1865 – 1870 FIRENZE CAPITALE. La Certosa e l’eversione dell’asse ecclesiastico

29/09/2025

Lettere al Direttore

L’11 AGOSTO 1944, la Liberazione di Firenze, va sempre  celebrata per ricordare il sacrificio dei tanti partigiani che morirono  per la liberazione dell’Italia dal regime nazifascista.

12/08/2025

Focus

GARIBALDI, AGRONOMO ALL’AVANGUARDIA

15/03/2026

Tribuna

La foto simbolo della nuova Italia nel discorso di fine anno del presidente Mattarella

02/01/2026

Luoghi

La locomotiva nello stemma di Palazzo Fenzi-Marucelli a Firenze

29/12/2025

Mostre

GLI IDEALI DELLA SOCIETA’ SI DANNO ALLA MACCHIA

02/02/2026

Rassegna stampa

LA POLITICA DI ISRAELE IN MANO AGLI ESTREMISTI

09/04/2026

Pubblicazioni

La crisi delle democrazie tra crisi interne e pressioni globali

22/04/2026

BUONA PASQUA

02/04/2026

BUONA PASQUA Comitato Fiorentino per il Risorgimento …

Libertà è partecipazione

01/03/2026

Ambrogio Lorenzetti La giustizia nella Allegoria del buon governo, Palazzo pubblico, Siena, 1338-39 In "Libertà è partecipazione”, nota canzone di Giorgio Gaber, la libertà viene definita non come un isolato …

Politica e dignità. L’esempio di Amendola

25/02/2026

Ho letto L’uomo che sfidò Mussolini. Giovanni Amendola, antifascista liberale di Antonio Carioti (Laterza): testo di storia contemporanea sobrio, formicolante di dati che determinano il racconto come tessere in un …

GAETANO SALVEMINI.  L’impegno intellettuale e la lotta politica

22/02/2026

Se dovessimo scegliere un personaggio italiano del Novecento a cui applicare l’ormai frusta definizione di intellettuale, diremmo Gaetano Salvemini (1873-1957). È questa la prima considerazione che ci suggerisce la …

A CENTO ANNI DALLA MORTE. Salvate Gobetti da gobettiani e anti-gobettiani

15/02/2026

Piero Gobetti (Torino, 19 giugno 1901- Parigi, 15 febbraio 1926) è stato un giornalista, filosofo, editore, traduttore e antifascista italiano  "Il pensiero di Piero Gobetti è contraddittorio, non poche sono …

QUEI SETTANTA PROFUGHI DALLA VENEZIA GIULIA ACCOLTI AI VANCHETONI

08/02/2026

Tra il 1947 e il 1948 l’Oratorio fiorentino fu il rifugio di 70 esuli della Venezia Giulia che sfuggirono alla pulizia etnica del regime di Tito. Per l’appassionato di arte barocca, come per il turista desideroso …

COSI’ L’IDEA LIBERALE DIVENNE ANTIFASCISTA

03/02/2026

Antonio Carioti con il libro L’uomo che sfidò Mussolini. Giovanni Amendola antifascista liberale (Laterza) dedica una biografia al deputato vittima delle aggressioni squadriste di cui ricorre quest’anno il …

SORVEGLIARE E PUNIRE. La cruenta repressione del dissenso in Iran

01/02/2026

"Saluterò di nuovo il sole, e il torrente che mi scorreva nel petto, e saluterò le nuvole dei miei lunghi pensieri e la crescita dolorosa dei pioppi in giardino che con me hanno percorso le secche …

La scoperta delle radici ebraiche: una memoria familiare, e di tutti

26/01/2026

Mimmo Paladino Dormienti   Görlitz - Stalag VIII  Memoriale della Shoah Milano L’incipit è da romanzo, diciamo da fiction. Invece è l’inizio di una reale riscrittura della propria autobiografia e di una intera …

MARIA MADDALENA ROSSI. Donna d’azione per la democrazia e il bene comune

18/01/2026

Ci avviamo a celebrare l’ottantesimo anniversario della Repubblica e dell’Assemblea costituente con una maggiore conoscenza, rispetto a pochissimi anni fa, sulle Madri della Costituzione. Le 21 donne elette il 2 …

Comitato Fiorentino per il Risorgimento

Direttore Sergio Casprini
Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi Webmaster Claudio Tirinnanzi

STATUTO
REDAZIONE
CONTATTI
LINK
PRIVACY

Newsletter

Rimani sempre aggiornato sulle nostre attività iscrivendoti alla nostra mailing list

Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione

  • Facebook

Direttore Sergio Casprini | Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi | Webmaster Claudio Tirinnanzi