• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer
Risorgimento Firenze

Risorgimento Firenze

Il sito del Comitato Fiorentino per il Risorgimento.

  • Home
  • Focus
  • Tribuna
  • I luoghi
  • Mostre
  • Rassegna stampa
  • Pubblicazioni
  • Editoriale

Nel rifugio dei Neoplatonici

30/12/2024

Giuseppe Zocchi La Villa Medicea di Careggi 1744

A Careggi, la dimora che Cosimo affidò all’architetto Michelozzo e che fu molto amata da Lorenzo: il Magnifico qui vi morì e qui animò il circolo degli umanisti

«Venne una scurità di tempo d’acqua, e cascò sei saette insieme; le quali dettono in sulla lanterna della Cupola di Santa Maria del Fiore, che feciono rovinare in chiesa e fuori di chiesa di molti marmi». Era il 5 aprile del 1492 e tre giorni dopo Lorenzo il Magnifico spirò, nel suo letto, nell’amata villa di Careggi. I fulmini furono interpretati come un cattivo presagio, divenuto certezza dopo la morte del Medici nella villa in cui era nato, e a lungo il palazzo fu associato a una maledizione, la stessa che travolse il medico personale del Magnifico suicidatosi, oppure assassinato secondo altre voci, in un pozzo il giorno stesso della morte del suo signore.

La Villa di Careggi è la terza della famiglia Medici, la prima vicina a Firenze a differenza del Trebbio e di Cafaggiolo, e vi lavorò il loro fidato architetto, Michelozzo. Careggi, grazie anche alle sue colline e all’aria salubre, era già nel Trecento un borgo ambito dalle nobili famiglie, e nel 1417 Giovanni di Bicci, capostipite della fortuna dei Medici, acquistò dei terreni da Tommaso Lippi. La tenuta di Careggi era composta da un palazzo dotato di corte, loggia, pozzo, cantina, stalla, torre, orto e due case e fu suo figlio Cosimo, il futuro Pater Patriae, che iniziò gli interventi con Michelozzo, per trasformarla in una dimora un po’ fortezza e un po’ villa rinascimentale per l’otium. I lavori sembrano conclusi nel 1427, secondo una lettera di Contessina de’ Bardi, moglie del Medici. Cosimo amava la villa campestre, e presto vi trasferì la sua biblioteca e parte della collezione di oggetti e opere d’arte; nel 1459 vi fondò l’Accademia Neoplatonica, scuola filosofica dell’umanesimo italiano animata da Cristoforo Landino, Marsilio Ficino, fondatore dell’Accademia, e Pico della Mirandola. I neoplatonici passeggiavano nel giardino, mentre una parte del parco era riservata al selvatico, cioè al bosco e ad arbusti e orti, e Cosimo donò a Ficino un’abitazione nei pressi della villa, la Villa le Fontanelle, per averlo vicino.

La villa era articolata attorno alla parte più antica e al cortile trapezoidale, con al centro un pozzo, e al piano terra si trovavano la cappella e alcune sale di rappresentanza, con lo scalone principale che portava al piano superiore, quello dove si trova il salone del Camino, dominato dal caminetto ornato da bassorilievi e datato 1465, e lo studiolo di Lorenzo il Magnifico, con la volta a botte, decorato nel Seicento con affreschi a grottesche sul soffitto. Dal salone si giunge a una stanza che porta alla loggetta, attribuita secondo alcuni a Giuliano da Sangallo, e citata da Giorgio Vasari per i dipinti del Pontormo all’epoca già deterioratisi perché realizzati a secco in un ambiente esposto all’aperto, ma i cui affreschi risalgono al periodo del cardinale Carlo de’ Medici (il cui stemma è raffigurato al centro della loggia). La villa aveva una torretta merlata, raffigurata in disegni e stampe fino al Seicento e poi scomparsa, e a Michelozzo sono anche attribuite le due ali laterali verso il giardino, con, al piano terra, due logge con tre arcate e capitelli.

Nella villa morì Cosimo il primo agosto del 1464, alla presenza di Marsilio Ficino e degli altri membri dell’Accademia, e anche Lorenzo il Magnifico, che l’aveva ereditata proprio dal nonno Cosimo. Anche il Magnifico amò la villa, la scelse come sua dimora prediletta, vi fece riunire l’Accademia Neoplatonica, decorando il giardino con statue, dal significato esoterico e iniziatico, e giochi di acqua e Careggi divenne uno dei centri propulsivi dell’Umanesimo e della conoscenza dei sapienti dell’antica Grecia.

La bellezza e magnificenza del giardino del Magnifico è cantata nel 1480 da Alessandro Braccesi, che ne elenca i tanti alberi: l’olivo, sacro a Minerva, il mirto, sacro a Venere, la quercia, sacra a Giove, e pioppi, platani, pini, salici, frassini, ciliegi, sorbi, fichi e specie rare all’epoca come l’abete, l’ebano, il larice. Non mancavano gli agrumi, amatissimi dai Medici e secondo alcuni i giardini di Careggi furono presi a modello Botticelli per dipingere la sua Primavera.

Nella primavera del 1492 Lorenzo si fece portare in lettiga alla villa di Careggi: stava molto male a causa della gotta, e sperava che l’aria di campagna migliorasse le sue condizioni. Ignorava che sarebbe stata la sua ultima dimora. La primavera 1942 fu fredda, tempestosa, come dimostra la pioggia di fulmini sulla cattedrale pochi giorni prima della sua morte, e al capezzale del Magnifico arrivò anche Girolamo Savonarola, il frate domenicano fustigatore dei costumi e della Chiesa che proprio Lorenzo aveva chiamato a Fiorenza. Qui leggenda e storia si contraddicono: il Poliziano narra di una morte pia e serena di Lorenzo, dopo la benedizione di Savonarola; la voce del popolo e della tradizione, ripresa in epoca risorgimentale da Pasquale Villari, narra di uno sdegnato frate domenicano che gli nega l’assoluzione perché il Medici aveva privato Firenze delle libertà. E non è finita qui. La stessa notte, tra vento e lampi, il suo medico curante, Pier Leoni da Spoleto, si toglieva la vita dentro il pozzo del cortile, o vi veniva gettato, colpevole di aver «curato al contrario» Lorenzo, come affermò il medico personale di Ludovico Sforza il Moro. Chiusa l’era del Magnifico la villa tornò al suo splendore quando entrò in possesso del principe cardinale Carlo de’ Medici che nel 1615 intraprese lavori imponenti di ristrutturazione utilizzando anche una parte delle cantine che fu decorata con affreschi, e del giardino, per risistemare il quale chiamò gli architetti di Boboli, Giulio Parigi e suo figlio Alfonso.

La Limonaia realizzata da Francis Joseph Sloane

Estinta la dinastia Medici la Villa di Careggi — raffigurata in una delle lunette di Utens perduta, poi liberamente rifatta nel Novecento — passò ai Lorena che la vendettero e nel 1848 fu acquistata da Sir Francis Joseph Sloane che modificò il giardino, realizzò la limonaia e intervenne sulla facciata della villa, dondole l’aspetto attuale. Di passaggio in passaggio, la villa e la tenuta, che contava numerosi poderi attorno, giunse all’arcispedale di Santa Maria Nuova nel 1936 e su gran parte dei suoi terreni, fu costruito l’ospedale di Careggi, il più grande di Firenze e Toscana. La villa, dal 2013 di proprietà della Regione Toscana è al centro di un intervento di restauro, che comprende anche il giardino, e nel 2026 dovrebbe essere restituita ai visitatori.

Mauro Bonciani Corriere Fiorentino 29 dicembre 2024

La Villa medicea a Careggi in una foto del 1888

Pubblicato in: I luoghi
Post precedente:COSI’ SI UNIRONO SETTANTAMILA ANTIFASCISTE
Post successivo:L’anno che verrà

Sidebar

il Comitato Fiorentino per il Risorgimento
è associato al Coordinamento nazionale Associazioni Risorgimentali FERRUCCIO

Sostieni

Sostieni liberamente le nostre attività con un bonifico bancario sul seguente conto corrente
Chianti Banca-Credito Cooperativo S.C.
IBAN IT81R0867302802000000909083

L’editoriale del direttore

Il mito dell’Intelligenza Artificiale

Video

Il video della presentazione nella sala Firenze Capitale del libro CENNI DAL LONTANO PASSATO

Prossimi appuntamenti

Storia versus Barbarie

19/11/2025

1865 – 1870 FIRENZE CAPITALE. La Certosa e l’eversione dell’asse ecclesiastico

29/09/2025

Società e cultura in Toscana dal Congresso di Vienna alla prima Guerra d’Indipendenza (1815/1848) 

20/09/2025

Lettere al Direttore

L’11 AGOSTO 1944, la Liberazione di Firenze, va sempre  celebrata per ricordare il sacrificio dei tanti partigiani che morirono  per la liberazione dell’Italia dal regime nazifascista.

12/08/2025

Focus

MARIA MADDALENA ROSSI. Donna d’azione per la democrazia e il bene comune

18/01/2026

Tribuna

La foto simbolo della nuova Italia nel discorso di fine anno del presidente Mattarella

02/01/2026

Luoghi

La locomotiva nello stemma di Palazzo Fenzi-Marucelli a Firenze

29/12/2025

Mostre

L’ITALIA DEI PRIMI ITALIANI.  Ritratto di una Nazione appena nata

06/01/2026

Rassegna stampa

LA LAPIDE DI MODENA E L’ITALIA CHE NON ESISTE PIÙ

04/12/2025

Pubblicazioni

La scoperta delle radici ebraiche: una memoria familiare, e di tutti

26/01/2026

AUGURI PER UN SERENO NATALE E UN FELICE 2O26

17/12/2025

AUGURI PER UN SERENO NATALE E UN FELICE 2O26 Comitato Fiorentino per il Risorgimento …

Premio Letterario Nazionale

14/12/2025

Angiolo Tricca Caricatura di Carlo Lorenzini 1875 CARLO LORENZINI detto COLLODIDA VIA TADDEA A VIA DE’ RONDINELLI Edizione 2026 Promosso da Comitato Fiorentino per il RisorgimentoSbandieratori della …

Natale in Ucraina

01/12/2025

Natale a Kyev il 25 dicembre 2023 Sono tornata in Ucraina dopo dieci anni di assenza. Certo, non è il momento migliore. Ma non riuscivo più a guardare e ascoltare il dolore del mio Paese da lontano. Dovevo essere …

“L’anima buona di Cenno Cenni” negli anni del Risorgimento nella Romagna Toscana

24/11/2025

Intervento di Fabio Bertini mercoledì pomeriggio 19 novembre 2025 nella Sala di Firenze Capitale a Palazzo Vecchio in occasione della presentazione del libro di Caterina Minardi CENNI DAL LONTANO …

PERCHÉ NON CI SONO MANIFESTAZIONI IN DIFESA DEI CIVILI UCRAINI UCCISI?

17/11/2025

LETTERE AL DIRETTORE Corriere della Sera 17 novembre 2025 Caro direttore, purtroppo in questi giorni l’Ucraina è in grave difficoltà. L’assedio russo si sta facendo sempre più stringente verso Pokrovsk e …

ALLA SCOPERTA DI PIETRO LEPOLDO. Le compagnie religiose soppresse, documenti e storia ritrovati

11/11/2025

Intervento di Alessandra Campagnano del Comitato Fiorentino per il Risorgimento all’inaugurazione della Mostra documentaria sabato 8 novembre alla Pieve di S.Maria, Dicomano Alla scoperta di Pietro Leopoldo Le …

Giovanni Spadolini. L’ultimo politico risorgimentale.

09/11/2025

FEDERICO BINI E GIANCARLO MAZZUCA: Giovanni Spadolini. L’ultimo politico risorgimentale. Prefazione di Lamberto Dini, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli, 2025, pp. 198, € 16 Recensione di Massimo Ragazzini, …

Il caso Renan. La prima guerra culturale dell’Italia unita

03/11/2025

Sul «caso Renan» tutti ebbero da sindacare Una storia delle idee innervata di fatti. Potrebbe essere questa la formula che descrive la storiografia di Roberto Pertici. Nei suoi ultimi volumi (La cultura storica …

LE TROPPE “EDUCAZIONI” RICHIESTE ALLA SCUOLA ITALIANA

01/11/2025

La mente non ha bisogno come un vaso di essere riempita, ma piuttosto come legna di una scintilla che l'accenda e vi infonda l'impulso della ricerca e un amore ardente per la verità. Plutarco, Moralia Mercoledì …

Il segno delle donne di fine Ottocento

26/10/2025

ERSILIA BRONZINI Tra storia e romanzo. Lucia Tancredi racconta le vicende di Ersilia Bronzini e delle altre protagoniste che a Milano cambiarono volto alla società con la mensa dei poveri, la guardia ostetrica, …

  • Il Comitato Fiorentino per il Risorgimento
  • STATUTO
  • Redazione
  • Contatti
  • Link
  • Privacy Policy

Direttore Sergio Casprini | Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi | Webmaster Claudio Tirinnanzi