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MOSES LEVY. LUCE MARINA.
Una vicenda dell’arte italiana 1915-1935.

21/07/2014

MOSES_LEVY_Spiaggia_e_figure_a_Viareggio_1921Fondazione Matteucci per l’Arte Moderna Viareggio, Via D’annunzio, 28

5 luglio /19 ottobre 2014

Progetto di Giuliano Matteucci, introduzione critica di Susanna Ragionieri, contributi di Marcello Ciccuto e Isabella Tobino, con uno scritto di Giovanni Mariotti, il catalogo è corredato da schede critiche di Claudia Fulgheri.

La Fondazione Matteucci per l’Arte Moderna, in collaborazione con la Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, presenta negli spazi espositivi di Viareggio, dal 5 luglio al 19 ottobre 2014, la mostra MOSES LEVY. LUCE MARINA. Una vicenda dell’arte italiana 1915-1935.

Un’eccezionale quanto ragionata selezione di opere degli anni 1915-‘35 punta a rievocare la Viareggio cosmopolita, magica e gaia di quel ventennio, eletta a luogo d’ispirazione, di passatempi e svaghi dall’elite culturale. Ed è in questo scenario, dove tutto è armonia, bellezza e “joie de vivre”, definito da D’Annunzio “il più bello dell’universo”, che la fervida fantasia di Moses Levy si alimenta, facendo rivivere sulla tela le sfumature del mare, il bianco candente degli ombrelloni, e i costumi variopinti delle bagnanti. Analogamente a un Picasso e a un Matisse in Costa Azzurra, egli fissa così la luce di quel mondo, cogliendone con rara percezione gli effetti nel cielo, nelle vele ondeggianti, negli aquiloni attraverso una straordinaria fantasmagoria di riverberi che finisce col farsi stile.

Dall’intimo dialogo con Viareggio, città prediletta che più di ogni altra ne ha influenzato la sensibilità visiva, la Fondazione Matteucci ha maturato l’idea della mostra dedicata a quella lungae felice stagione, durante la quale nessun altro meglio di Moses Levyè riuscito a tradurre l’immagine scintillante e ruggente di una società vacanziera e mondana, al passo con i tempi.

Sono gli anni che vanno dal primo conflitto mondiale alla grande depressione, ma ad un quadro tanto drammatico la sua vena creativa reagisce decisamente controtendenza con opere fondamentali, destinate a definirnela fisionomia europea.

Nato a Tunisi nel 1885, Moses Levy si trasferisce in Italia con la famiglia all’età di dieci anni, mantenendo uno stretto legame con quella città dove trascorrerà frequenti soggiorni. Si forma nel clima fortemente creativo di una Versilia nella quale spiccano personalità di grande rilievo come Lorenzo Viani, Enrico Pea, Giacomo Puccini e Mario Tobino. Ed è in quel lembo di terra già conosciuto da Rainer Maria Rilke come luogo ideale di meditazione e ispirazione, che egli si afferma come raffinato interpretedi una “poetica dell’intimismo” e della “vita vissuta”, per riprendere due felici definizioni di Carlo Ludovico Ragghianti.

Mentre s’intensificano i contatti con alcune delle personalità più ricettive dell’ambiente toscano – Plinio Nomellini, Felice Carena, Alfredo Müller, Elisabetta Chaplin – Levy partecipa alle rassegne della Secessione Romana del 1913-‘14, e la sua presenza a Viareggio diviene sempre più assidua. Qui è tra i sostenitori, con Carrà, de Chirico, Primo Conti, Depero e l’inseparabile Viani, delle prime esposizioni di “Arte d’Avanguardia” organizzate in estate all’interno del Casinò. Proprio in occasione di tali manifestazioni e di altre allestite nelle sale del Kursaal, presenta le radiose marine, caratterizzate da quell’inconfondibile luce e atmosfera d’iridescente fulgore destinata a segnarne la grande fortuna.

 La mostra, secondo un disegno monotematico, si concentra in una mirata selezione di circa quaranta dipinti filologicamente affini sia per cronologia, sia per tratto interpretativo. L’obiettivo è collegarli in un intimo dialogo teso ad evidenziare l’eccentrico e ricercato linguaggio formale, prima di quella svolta cruciale che, dalla limpida poetica tra le due guerre, si apre all’inquieto sentimento visivo della metà del Novecento.

Nelle sedi di Viareggio e Firenze potranno essere ammirate alcune tra le opere più celebri: Donna in blu (1917), L’ombrellone bianco (1919), Spiaggia (1918), Madre e figlia sulla spiaggia (1919), Anna e l’amica (1920), Spiaggia e figure a Viareggio (1921), Il Bagno Cirillo (1933), Ritratto di Enrico Pea (1935), Ritratto di Leonida Repaci (1935), nonché testimonianze inedite di collezioni internazionali. Un cospicuo nucleo verrà concesso dagli eredi.

La mostra è aperta al pubblico nei seguenti orari

5 luglio – 7 settembre
da martedì a venerdì 17.00 – 23.00

sabato e domenica 10.00-13.00 /17.00-23.00

chiusura della biglietteria anticipata di 30 minuti

8 settembre -19 ottobre

da martedì a venerdì 15.30-19.30 chiuso il lunedì

sabato e domenica 10.00-13.00 /15.30-19.30

chiusura della biglietteria anticipata di 30 minuti

 biglietto d’ingresso: 

intero euro 8 / ridotto euro 5
biglietto Family euro 5

visite guidate:
su prenotazione per gruppi non superiori a 15 persone euro 80

Pubblicato in: MostreTag: bellezza, mondo
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