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La Galleria del Costume di Firenze

05/02/2014

La Galleria del costume, unico museo nazionale di storia della moda e del costume in Italia, è uno dei musei ospitati dentro palazzo Pitti a Firenze, in particolare nella palazzina della Meridiana, un padiglione a sud del palazzo al quale si accede anche dal giardino di Boboli. L’ala conosciuta come palazzina della Meridiana fu costruita su incarico di Pietro Leopoldo di Lorena dal 1776 sul lato meridionale del palazzo. L’opera fu iniziata dall’architetto Gaspare Paoletti, che vi lavorò fino al 1813 coadiuvato da Giuseppe Cacialli. Un decennio più tardi fu completata da Pasquale Pocciantiche realizzò la facciata meridionale, dotò l’edificio di nuovi locali e curò il programma delle decorazioni.

Senza titolo1La galleria del costume è stata fondata nel 1983 e contiene una collezione che, compresi gli oggetti in deposito, arriva a più di 6000 manufatti, fra abiti antichi (i più vecchi risalgono al XVI secolo), accessori, costumi teatrali e cinematografici di grande rilevanza documentaria, rendendolo uno dei più importanti musei della moda del mondo[1. È anche l’unico museo italiano a tracciare una storia dettagliata delle mode che si sono susseguite, grazie anche alla presenza di numerosi esemplari prestigiosi di celeberrimi stilisti italiani e stranieri come Valentino, Giorgio Armani, Gianni Versace, Emilio Pucci, Ottavio Missoni, Yves Saint Laurent, eccetera.

La maggior parte degli esemplari proviene da donazioni pubbliche e private, a volte con la cessione di interi guardaroba di personaggi celebri, di grandissima rilevanza storica oltre che estetica. Sono pervenuti così gli abiti della nobildonna siciliana Franca Fiorio, o quello di Eleonora Duse. Notevole è anche la collezione di costumi teatrali raccolta da Umberto Tirelli, fondatore di un’importante sartoria specializzata in questo settore.

Fra le eccezionali rarità del museo i vestiti funebri del granduca Cosimo I de’ Medici, di sua moglie Eleonora di Toledo e del loro figlio Garzia, deceduto a quindici anni a causa della malaria. Il restauro è avvenuto nei laboratori dello stesso museo.

Per la fragilità degli oggetti esposti le collezioni ruotano periodicamente almeno ogni due anni, all’interno di un percorso che si snoda cronologicamente e tematicamente, senza contare le esposizione monografiche periodiche che si tengono in alcune sale particolari della Galleria.

È esposta anche una collezione di bigiotteria di scena del XX secolo.

L’accesso alla galleria è generalmente permesso ad orari stabiliti, con lo stesso biglietto per il giardino di Boboli.

 

Pubblicato in: I luoghiTag: mondo, Palazzo Pitti
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