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Villa La Petraia

14/09/2014

copertinaLa Villa Medicea La Petraia si trova nella zona collinare di Castello, in via Petraia 40 a Firenze

La Petraia è una delle più affascinanti ville medicee, per la felice collocazione nel paesaggio, per l’eccellenza delle decorazioni pittoriche, per la rigogliosa natura del parco.
Distante pochi chilometri da Firenze è la tipica residenza suburbana, rifugio per i granduchi della famiglia Medici dalle fatiche della città.

… ContinuaUn antico edificio fortificato, di cui resta ancora la grande torre, fu ingrandito verso la fine del Cinquecento per realizzare l’attuale villa e il terreno circostante fu sbancato per inquadrarla nel bellissimo giardino a terrazze.
Il cortile della villa, coperto nell’Ottocento, è decorato con affreschi del Volterrano e di Cosimo Daddi. La famosa scultura bronzea del Giambologna raffigurante Venere-Fiorenza, che completava l’omonima fontana posta anticamente nel giardino della villa di Castello, è ora collocata all’interno per garantirne la conservazione.

Nel 1364 il “palagio” della Petraia apparteneva alla famiglia Brunelleschi fino a quando nel 1422 Palla Strozzi l’acquistò e ingrandì il possesso comprando i terreni circostanti.

Nella prima metà del XVI secolo la villa passò di proprietà ai Salutati, i quali vendettero la villa a Cosimo I de’ Medici verso il 1544, che la donò al figlio, il cardinale Ferdinando nel 1568. Alcune opere di ampliamento erano già iniziate dal 1566, ma fu con Ferdinando, dopo che divenne Granduca nel 1587, che iniziò la trasformazione vera e propria dell’edificio “da signore” simile a un fortilizio in una residenza degna di un Principe.

untitledDal 1588 quindi, si ebbe un decennio di lavori che con poderosi sbancamenti di terra trasformarono la natura “pietrosa” del luogo (da cui in nome Petraia, cioè piena di pietre) in una scenografica sequenza di terrazzamenti dominata dalla solida mole dell’edificio principale.

L’attribuzione tradizionale è per Bernardo Buontalenti, anche se l’unica certezza documentata è la presenza sul cantiere di Raffaello Pagni. La villa venne riorganizzata e ampliata attorno alla trecentesca torre centrale, che venne trasformata in belvedere (dall’Ottocento vi è anche un orologio), ma i maggiori cambiamenti riguardarono il giardino, che venne trasformato nelle tre grandi terrazze sovrapposte antistanti la villa, che per impostazione e stile derivano da quelli realizzati pochi anni prima per la Villa Medici al Pincio (Roma), dove Ferdinando aveva trascorso gran parte della sua vita da (ex-) cardinale. Abbiamo una fedele ricostruzione dell’aspetto dei giardini dell’epoca nella lunetta di Giusto Utens risalente al 1599-1602: la prima terrazza era occupata da un frutteto di piante nane, una vera rarità che incuriosiva le altre corti europee; la seconda terrazza, il Piano del Vivaio, era dominata da una larga vasca centrale, con due rampe di scale ai fianchi, ospitava aiuole con piante “semplici” (cioè officinali, dal nome del Giardino dei Semplici) piantate secondo disegni geometrici, con due edifici loggiati ai lati; la terza terrazza, la più grande, era occupata da due grandi zone ellittiche, con alberi e passaggi coperti; in tutto il giardino inoltre erano disposti gli agrumi in vaso e spalliere di aranci lungo i muri perimetrali, all’esterno dei quali si estendeva il salvatico, il bosco.

La villa ebbe subito una funzione prevalentemente di residenza, rispetto alla funzione di rappresentanza della Villa di Castello o quella venatoria delle numerose ville alle pendici del Monte Albano. Questo spiega anche la presenza di piante di utilità, piuttosto che ornamentali, e la mancanza di statue e fontane.

Negli anni di Firenze capitale la villa divenne residenza di Vittorio Emanuele II e di Rosa Vercellana, sua moglie morganatica che amò molto La Petraia. La villa venne di nuovo arredata, questa volta con una serie di mobili di pregio che i Savoia avevano “ereditato” dalle case regnanti degli Antichi Stati italiani dopo l’Unità d’Italia. Arrivarono così pezzi di arredamento, tappeti, quadri e altri parati dalle ville e i palazzi reali di Lucca, Modena, Piacenza e dalle altre ville medicee. Nel 1911 venne redatto un inventario degli arredi, che è stata la principale fonte per ricostruire la disposizione degli arredi per l’allestimento museale contemporaneo; vennero inoltre ridecorati molti soffitti con stucchi bianchi e dorati e con pitture a grisaille; fu rifatto lo scalone e venne installato un impianto di riscaldamento ad aria calda, tutto ad opera degli architetti della Real Casa, i torinesi Fabio Nuti e Giuseppe Giardi.

L’intervento più visibile di quel periodo resta comunque la copertura del cortile centrale con un’ariosa struttura in acciaio e vetro, creato nel 1872 in occasione delle nozze del figlio del Re e Rosina, Emanuele di Mirafiori, che divenne un vero e proprio salone centrale delle feste. Questa soluzione si è rivelata ottimale anche per la preservazione degli affreschi del cortile e senza diminuire la luminosità dell’ambiente e aggiungendo una struttura di pregio architettonico. Questa soluzione è stata in seguito “copiata” usata anche per altri ambienti, come il Chiostro dei Voti nella Basilica della Santissima Annunziata.

Contemporaneamente nel Piano della Figurina venivano montate due voliere su progetto di Ferdinando Lasinio, andate perdute, ma delle quali ci restano alcune fotografie d’epoca.

 

 

 

ORARI

Da lunedì a domenica
Ore 8,15 – 16.30 nei mesi di gennaio, febbraio, novembre, dicembre
Ore 8,15 – 17.30 nel mese di marzo (con ora legale 18.30)
Ore 8,15 – 18.30 nei mesi di aprile, maggio, settembre
Ore 8.15 – 19.30 nei mesi di giugno, luglio,agosto
Ore 8,15 – 18.30 nel mese di ottobre (con ora solare 17.30)

L’ultima entrata è consentita un’ora prima dell’orario della chiusura
Gli ambienti della Villa sono accessibili con visite accompagnate ogni ora a partire dalle 8.30
Per ragioni tecniche l’ultima visita è fissata alle ore 15,40 – 16,40 – 17,40 – 18,40.
Chiusura: secondo e terzo lunedì del mese, Capodanno, 1° maggio, Natale

 BIGLIETTI

Ingresso libero

PRENOTAZIONI PER LA VISITA

La prenotazione per la visita non è richiesta. Tuttavia, soprattutto in caso di gruppi numerosi, si consiglia di telefonare preventivamente al n. 055

Pubblicato in: I luoghiTag: Firenze capitale
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