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Sul Piave vittoria italiana. La Rai dovrebbe raccontarla.

20/04/2018

Aldo Cazzullo Corriere della Sera 18 aprile

Caro Aldo,  su Rai Storia è andata in onda una puntata di «Apocalypse, la Prima guerra mondiale» e, descrivendo la battaglia di Caporetto e del Piave, il documentario affermava che solo l’invio di 100.000 uomini dalla Francia e dal Regno Unito aveva permesso all’Italia di non perdere la guerra e riconquistare i territori persi. La produzione del documentario era francoinglese ma non è un’affermazione di parte se non falsa? Francesco Vigotti

Caro Francesco,  non è vero che siamo stati salvati dai francesi e dagli inglesi. Furono i reduci del Carso i primi a resistere sul Piave. E furono i ragazzi del ’99, gettati nella mischia appena scesi dai treni, a tamponare la falla che si era aperta al Molino della Sega, dove gli austriaci avevano passato il fiume e vennero fermati con un assalto risorgimentale all’arma bianca. Nessuno nega ovviamente l’importanza dell’intervento alleato. Però francesi e inglesi non entrarono subito in linea. Si schierarono nelle immediate retrovie e attesero, anche per misurare le nostre capacità di resistenza. Questo ovviamente consentì di spostare le nostre riserve in prima linea. Il nemico aveva valicato il Piave nella notte tra l’11 e il 12 novembre, entrando nel paese di Zenson. La prima brigata a fronteggiarli fu la Pinerolo, che si scontrò corpo a corpo con le avanguardie nemiche, le fermò con i lanciafiamme e le baionette, mentre la 47° batteria di artiglieria da montagna batteva la riva, massacrando amici e nemici. All’alba del 16 novembre il paese di Fagaré fu attaccato dal 92° reggimento boemo, che sbucò dalla nebbia e investì il reggimento Novara, sostenuto dai bersaglieri del 18°. Il capitano Francesco Rolando, ferito da una mitragliatrice, tornò alla testa dei suoi uomini, fu colpito ancora, cadde: è medaglia d’oro al valor militare. Fu allora che il maggiore Guido Caporali, comandante di due battaglioni composti da ragazzi del ‘99, ricevette l’ordine di portarsi in prima linea. Alcuni soldati non avevano ancora compiuto diciotto anni. Erano arrivati in treno il giorno prima, terrorizzati dall’eco sorda del cannone e dall’odore di morte. Eppure ressero l’urto. La prima battaglia sul Piave — e sul Grappa — era vinta; lo scontro decisivo sarebbe avvenuto a fine giugno, in quella che D’Annunzio definì la battaglia del solstizio. Meno male che Rai Storia c’è. Va detto però che per il centenario della Grande Guerra — e della vittoria — la tv pubblica dovrebbe fare di più, anche sulle reti generaliste.  Aldo Cazzullo

 

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Lettere al Corriere della Sera del  19 aprile

Il 4 novembre:Sia nuovamente proclamata la festa nazionale

Caro Aldo, condivido la sua risposta sul «Piave vittoria italiana». Sarebbe opportuna una maggiore azione popolare per riportare la festività del 4 Novembre, come auspicato anche da lei. Forse si potrebbe fondare un comitato per una raccolta di firme. Franco Griffini

Sui fatti bellici post Caporetto esistono prove storiche, tra l’altro citate anche da lei. Basta ricordare cosa disse Foch: «Gli italiani debbono farcela da soli, ci saranno grati in futuro». Ma all’estero credono che i fatti importanti abbiano riguardato il fronte occidentale (Francia/ Inghilterra-Germania) e quello orientale (Germania-Russia) e considerano il nostro un fronte secondario. E poi che il supporto franco/inglese veramente sia stato importante. Luciano Gioia

Dopo Caporetto, francesi e inglesi trasferirono in Italia 11 divisioni per 266.000 uomini (a fine inverno 1918 ne tornarono in Francia 6, accompagnate da 2 italiane), ma si schierarono in pianura, a distanza dal fronte. Le prime truppe alleate furono schierate sul Tomba-Montello il 5 dicembre 1917, non furono mai attaccate e non dovettero combattere. La vittoria difensiva stupì e fu riconosciuta pienamente da tutti: dai comandanti avversari (Conrad, von Dellmensingen, ecc.), dai comandanti alleati in Italia, dall’ambasciatore americano e dalla storiografia seria del mondo.Mariano Gabriele

 

Pubblicato in: Rassegna stampaTag: mondo
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