• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer
Risorgimento Firenze

Risorgimento Firenze

Il sito del Comitato Fiorentino per il Risorgimento.

  • Home
  • Focus
  • Tribuna
  • I luoghi
  • Mostre
  • Rassegna stampa
  • Pubblicazioni
  • Editoriale

L'orgoglio di essere italiani. Nella crisi torna la coesione

03/05/2011

Nonostante la propaganda della Lega  il Paese dei mille campanili riscopre il valore dell’unità in un articolo di Diamanti e Ceccarini sulla Repubblica del 1maggio la sintesi della ricerca Demos sugli italiani,pubblicata dalla rivista Limes.

L’orgoglio di essere italiani. Nella crisi torna la coesione

Delusi dalla politica, pronti a riunirsi nelle emergenze. Metà dei cittadini afferma di avere un legame forte con la propria nazione, oltre i localismi. La famiglia e il patrimonio artistico sono i punti di riferimento più saldi

di LUIGI CECCARINI e ILVO DIAMANTI

 

ROMA – Solo la crisi e gli attacchi portano l’Italia, paese dai mille campanili, a riscoprire l’orgoglio dell’unità nazionale.  È quanto emerge da una ricerca condotta da Demos per Intesa San Paolo.  Sul futuro del Paese permane un profondo pessimismo anche se  aver conquistato 150 anni fa l’unità della nazione viene considerato:”Un fatto estremamente positivo”. Patrimonio artistico e famiglia sono i due valori principali che attraversano l’intera società italiana.

Uniti e divisi al tempo stesso. Sembra essere il paradosso che vivono gli italiani. Una condizione non nuova per la verità, ma in forte accentuazione nell’ultima fase. Nonostante tutto ciò, l’unità nazionale non appare in discussione. Anzi, proprio nei momenti di tensione più intensi, quando le fratture si allargano, gli italiani sembrano rivalutare l’importanza di essere uniti. Riscoprono il valore e i valori della coesione. Insomma, si sentono italiani. Italiani nonostante e contro chi ne mette in discussione l’unità. Ma anche disattenti e poco appassionati, in tempi normali. Normalmente divisi per storia e tradizione, geografia e politica. Uniti per istinto, abitudini e pratiche sociali.

GUARDA LE TABELLE

Mai come in questo momento il nesso tra unità e divisione è apparso visibile. Forse perché il 150enario ha costretto tutti ad interrogarsi sulla questione, senza eluderla. La società

e la politica si sono trovate di fronte ad un evento che ha offerto uno spazio inedito sia alle polemiche sia alle espressioni di solidarietà e di sostegno intorno ad un tema tradizionalmente messo fra parentesi.
Lo stesso, acceso, dibattito sulla riforma federalista ha contribuito inevitabilmente a richiamare il nesso fra coesione e divisione. Fra appartenenza nazionale e sentimento localista. L’in-decisione che ha accompagnato la decisione di proclamare il 17 marzo scorso giorno di festa (nazionale) è la testimonianza di questo clima incerto sul riconoscimento dei valori connessi alla questione nazionale.
In questo scenario il territorio è diventato un fattore sempre più forte nelle dinamiche rivendicative. Ed è utilizzato ormai non solo dalla Lega Nord, ma anche da altre formazioni politiche che ne hanno fatto una bandiera per dare spessore a identità, interessi e istanze particolari. È come se unità e divisioni si tenessero insieme, nel “carattere nazionale”. Tutto ciò è possibile osservarlo anche attraverso i sondaggi di opinione, che rilevano gli orientamenti dei cittadini, quindi i loro giudizi e pregiudizi. In questa numero di LiMes facciamo riferimento alla ricerca “Gli italiani e l’Italia” svolta recentemente da Demos per Intesa Sanpaolo.

Italiani e…
Quando si chiede agli italiani a quale area territoriale si sentano emotivamente più vicini gli orientamenti appaiono piuttosto sfrangiati. Il contesto sub-nazionale raccoglie quasi la metà delle indicazioni (47%) che si dividono tra la città dove vivono (17%), la regione (12%) o la macroarea (Nord, Centro, Sud: 18%). Il legame con il contesto nazionale, l’Italia, viene segnalato dal 28% degli intervistati. Un’identità sovranazionale e di tipo cosmopolita segna invece un cittadino su quattro. Ma se consideriamo il totale delle due risposte che gli intervistati potevano indicare, emerge in modo piuttosto chiaro che il riferimento nazionale, l’Italia, è quello più segnalato in assoluto. Metà dei cittadini (49%) afferma di provare un legame forte, al punto che se non lo indica come primo lo esplicita come secondo.
Il localismo non costituisce dunque un’identità oppositiva alla dimensione nazionale. Anzi, negli orientamenti dei cittadini è largamente diffusa la tendenza a riassumere l’identità locale nella cornice di quella nazionale. L’Italia diventa così il principale dei contenitori di significato.
Per cui in Italia non ci si dice romani, vicentini, urbinati, torinesi, veneti, siciliani, napoletani, lombardi, milanesi, toscani, fiorentini, pugliesi… o italiani. Ma e italiani. Milanesi e italiani. Napoletani e italiani. Bolognesi e italiani. Marchigiani e italiani. Oppure, viceversa, italiani e romani, … e catanesi, … e milanesi. Al tempo stesso. Senza contraddizione. Locale e nazionale, in un’unica composizione. Un popolo di … e italiani oppure di italiani e…

I fondamenti della appartenenza.
Ma il sentimento di appartenenza è qualcosa di ben più complesso di una semplice identificazione di tipo territoriale. Il territorio assume significato perché è il luogo delle relazioni, delle tradizioni, della cultura. È l’ambito in cui operano le istituzioni dello Stato. Ma la dimensione politico-istituzionale continua, nel suo insieme, ad essere un riferimento debole per l’identità nazionale. Offre, cioè, solo agganci marginali all’idea del “noi”.
Se osserviamo la graduatoria dei caratteri che secondo gli intervistati distinguono meglio gli italiani rispetto agli altri popoli emerge un profilo ormai noto. La famiglia (43%), il patrimonio artistico (35%), l’arte di arrangiarsi (28%), la tradizione cattolica (23%) e la creatività nel campo dell’arte e dell’economia (20%). Scivolano verso il basso della classifica quei riferimenti che costituiscono le basi di una comunità politica, come l’adesione ai principi della democrazia (10%), il civismo e la fiducia nello Stato (6%).
L’orgoglio nazionale si indirizza, oggi ancor più che in passato, su aspetti che riguardano le tradizioni sociali e locali. La cultura e l’arte. Infatti, gli italiani si sentono “molto” orgogliosi del patrimonio artistico (75%), delle bellezze del territorio o della cucina (71%). Anche dell’Inno e del Tricolore (67%). Molto meno – anzi, quasi per nulla – della politica e dei politici (3%).
Insomma, gli italiani si sentono uniti dalla loro capacità di “fare” e inventare, di reagire alle difficoltà. Ma da soli. Insieme ai loro familiari, al loro piccolo mondo locale. Una nazione fatta di città, di paesi e di famiglie. Lontana dallo Stato e senza le istituzioni. Di cui si apprezza la storia, non il presente. Il Risorgimento, ad esempio, per l’86% degli italiani ha lasciato un segno positivo nella storia del Paese. E poi, soprattutto, il grande valore assegnato alla Ricostruzione degli anni ’50 e ’60 (85%). Un periodo emblematico, quasi una bandiera. L’epoca in cui il Paese riuscì a risollevarsi dal baratro in cui l’aveva gettato la guerra. A “ricostruire”, o meglio, a “costruire” un’economia che prima non esisteva. A conquistare lo sviluppo, prima, il benessere, poi. In altri termini: a inventare un futuro nuovo e diverso rispetto al passato.

Italiani, nonostante tutto.
L’indagine rileva come nove cittadini su dieci ritengono che l’unità d’Italia, avvenuta 150 anni fa, sia stata un avvenimento positivo. Così un popolo che ha sicuramente motivi di divisione ha però trovato anche gli spunti per alimentare il sentimento unitario. La ragione di un orientamento così positivo, nonostante le polemiche, probabilmente, sta proprio nelle polemiche. Nel dibattito acceso – e continuo – suscitato negli ultimi mesi intorno all’unità e ai suoi simboli. Ma è anche il risultato di un lavoro lungo, di riscoperta della memoria nazionale, dei suoi miti, dei suoi riti, dei suoi protagonisti, che normalmente non esiste. Detto altrimenti: gli italiani “diventano” più italiani quando si profila una minaccia all’orizzonte. Anche perché in tale situazione, per una volta, ricordano e valorizzano queste radici. E se si sentono frustrati dal presente e dal passato recente. Se il futuro è fuggito. Allora si rifugiano nel privato, nella famiglia. Nella memoria e nei miti della storia. Questo Paese disincantato e disilluso. E, nonostante tutto, unito. Questo Paese di “italiani nonostante”. Malgrado tutto, italiani.

 

Pubblicato in: Rassegna stampaTag: mondo
Post precedente:5 maggio, ore 17: 1860 – Regia di Alessandro Blasetti
Post successivo:L’Italia senza la bussola

Sidebar

il Comitato Fiorentino per il Risorgimento
è associato al Coordinamento nazionale Associazioni Risorgimentali FERRUCCIO

Sostieni

Sostieni liberamente le nostre attività con un bonifico bancario sul seguente conto corrente
Chianti Banca-Credito Cooperativo S.C.
IBAN IT81R0867302802000000909083

L’editoriale del direttore

La Storia agli esami di Maturità

Video

VIDEO del convegno “La Repubblica una e indivisibile”

Prossimi appuntamenti

LA REPUBBLICA UNA E INDIVISIBILE (art. 5 della Costituzione). L’eredità del Risorgimento nella Repubblica italiana. 

15/03/2026

Storia versus Barbarie

19/11/2025

1865 – 1870 FIRENZE CAPITALE. La Certosa e l’eversione dell’asse ecclesiastico

29/09/2025

Lettere al Direttore

Il sindacato oggi dovrebbe uscire dagli uffici e cercare e unire invece i dispersi del mondo attuale del lavoro.

03/05/2026

Focus

La nascita dell’istituzione regionale tra continuità politica e specificità territoriale: il caso della TOSCANA

12/07/2026

Tribuna

La foto simbolo della nuova Italia nel discorso di fine anno del presidente Mattarella

02/01/2026

Luoghi

La locomotiva nello stemma di Palazzo Fenzi-Marucelli a Firenze

29/12/2025

Mostre

La memoria viva della città in trent’anni di Foto Locchi

07/05/2026

Rassegna stampa

QUANDO CAVOUR DOPO VILLAFRANCA LITIGO’ CON IL RE IN PIEMONTESE

14/07/2026

Pubblicazioni

MAI STANCA DI VIVERE

08/07/2026

CORRADO OCONE: Politica e cultura. Percorsi di pensiero nell’Italia del Novecento

04/06/2026

Recensione di MASSIMO RAGAZZINI Rivista Libro Aperto volume 125 giugno 2026 CORRADO OCONE: Politica e cultura. Percorsi di pensiero nell’Italia del Novecento, …

RICORDIAMO LE «MADRI» DELLA PATRIA

01/06/2026

IL 2 GIUGNO NON FESTEGGIAMO SOLO L’OTTANTESIMO ANNIVERSARIO DELLA REPUBBLICA. Nata da un Paese stremato dagli errori del ventennio fascista e dai suoi orrori sfociati in una guerra devastante che causò oltre 400 …

Il 2 giugno 2026 la Repubblica italiana compie 80 anni. Auguri Italia!

01/06/2026

PAOLA CORTELLESI nel film “C’è ancora domani” La sequenza clou del film del 2023 C'è ancora domani, di cui Paola Cortellesi è co-sceneggiatrice, regista e interprete, è quella finale, in cui una folla di donne si …

Gino Capponi. Patriota, pedagogista e uomo di cultura nella Toscana dell’Ottocento

27/05/2026

Antonio Bortone GINO CAPPONI 1876 Sala Firenze Capitale Palazzo Vecchio 29 MAGGIO 2026 26 Maggio 2026. RICORRENZA DI CURTATONE E MONTANARA Nel Cinquantenario della morte di Gino Capponi Venerdì 29 …

Zanardelli, il nemico del trasformismo

20/05/2026

Patriota, uomo di governo, autore di svolte decisive. Cadde nell’oblio perché avverso ai compromessi C’è un patriota risorgimentale bresciano che ancor oggi non è considerato come meriterebbe. A dispetto dei …

Il mito del generale che difese Firenze

05/05/2026

Sebastiano De Albertis La morte di Francesco Ferrucci a Gavinana 1852 «Vile, tu uccidi un uomo morto» disse (secondo la leggenda) Francesco Ferrucci a Fabrizio Maramaldo il 3 agosto del 1530 mentre stava per …

La Festa del Primo Maggio

01/05/2026

Il lavoro non come condanna, ma come realizzazione personale. “Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l'amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) …

FESTA DELL’INDIPENDENZA TOSCANA

24/04/2026

Il 27 APRILE rappresenta una data simbolica nella storia della Toscana: in quel giorno del 1859 il Granduca Leopoldo II di Lorena lasciò Firenze, aprendo la strada alla costituzione di un Governo provvisorio che …

La crisi delle democrazie tra crisi interne e pressioni globali

22/04/2026

CERBERO, il cane mitologico con tre teste, Parco di Bomarzo Viterbo AUTORITARISMO, POPULISMO, NAZIONALISMO Viviamo una fase di trasformazioni profonde che investono società, istituzioni e politica. Le …

Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti

12/04/2026

2 aprile – 25 agosto 2026 Firenze Palazzo Medici Riccardi  Gioielli, arredi, ceramiche, abiti, tessuti, manifesti pubblicitari: sono solo alcuni dei manufatti che compongono la mostra Firenze Déco. …

Comitato Fiorentino per il Risorgimento

Direttore Sergio Casprini
Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi Webmaster Claudio Tirinnanzi

STATUTO
REDAZIONE
CONTATTI
LINK
PRIVACY

Newsletter

Rimani sempre aggiornato sulle nostre attività iscrivendoti alla nostra mailing list

Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione

  • Facebook

Direttore Sergio Casprini | Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi | Webmaster Claudio Tirinnanzi