• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer
Risorgimento Firenze

Risorgimento Firenze

Il sito del Comitato Fiorentino per il Risorgimento.

  • Home
  • Focus
  • Tribuna
  • I luoghi
  • Mostre
  • Rassegna stampa
  • Pubblicazioni
  • Editoriale

L’italiano dimenticato

19/07/2015

danteParole sbagliate, verbi usati male. La lingua si disimpara a partire dalle medie e la tendenza verso il basso prosegue fino all’università. Tutti gli errori (anche) degli adulti

Paolo Di Stefano   Corriere della Sera 6 luglio

Qualche settimana fa il dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Pisa ha annunciato di voler avviare, per l’anno prossimo, una serie di corsi di grammatica italiana per i propri studenti. Come mai? Perché la competenza della lingua, indispensabile alle professioni forensi, va calando in modo vertiginoso. È noto, secondo i famosi (o famigerati) rilevamenti Invalsi, che la gran parte degli studenti che escono dalle scuole superiori non sa scrivere, manca dei fondamenti testuali, grammaticali, lessicali, sintattici: dopo le scuole medie, si disimpara l’italiano, e la tendenza verso il basso continua negli anni dell’università e poi in età adulta. Un fenomeno di regressione, il cui primato europeo spetta all’Italia, come ha dimostrato un anno fa anche la ricerca internazionale Piaac ( Programme for the International Assessment of Adult Competencies ). Dunque, c’è poco da meravigliarsi se l’editoria si attrezza per rimediare all’analfabetismo di ritorno che concerne il leggere e lo scrivere, oltre al far di conto.

In questa linea si inserisce l’esigenza di riproporre un vecchio manuale voluto nel 1954 da Adriano Olivetti per le dattilografe, Piccola guida di ortografia (pubblicato ora da Apice libri), a cura di due grandi studiosi come Bruno Migliorini e Gianfranco Folena. E, dopo l’uscita del pamphlet semiserio di Andrea De Benedetti La situazione è grammatica (Einaudi), il nuovo saggio del linguista Vittorio Coletti, Grammatica dell’italiano adulto (Il Mulino). Non un vero e proprio prontuario, ma un libro più articolato che segnala e affronta, analizzandone le ragioni anche storiche, i dubbi e le tante eccezioni che mettono in difficoltà parlanti e scriventi. Non solo l’eterna questione del congiuntivo, che sembra in via di estinzione da quando è nato, ma ben altro. La pronuncia e la grafia: perché scuola e non squola , le doppie z , la d eufonica («ed ecco»), gli accenti e gli apostrofi ( perché e qual è ), la punteggiatura, vera piaga scolastica… I plurali dei nomi composti (lo sapete il plurale di girocollo e di pescespada ?) e dei tanti forestierismi; il mistero dei doppi plurali ( braccia , bracci ) e quello dei plurali dei nomi in -io ( principio ); le sottigliezze che fanno litigare su ciliegie o ciliege (una regoletta malefica vuole la i per i sostantivi che al singolare terminano in -cia e -gia ).

Poi ancora il genere dei pronomi personali: gli / le la cui distinzione va rispettata almeno nello scritto; la spinosa diatriba sul femminile nelle professioni, per esempio presidente e vigile , che dovrebbero ormai valere per i due generi, e delle forme non ancora accettate da tutti, come sindaca e ministra . Le sfumature di significato che riguardano la posizione di certi aggettivi (non è la stessa cosa dire «un pover’uomo» e «un uomo povero», ma forse neanche «un amico caro» e «un caro amico»); il codesto in disarmo, sostituito da quello ; le ambiguità da evitarsi («il fratello dell’amico di Carlo che è arrivato ieri»); l’invasività del pronome ci ; il piuttosto che usato a sproposito in luogo di oppure ; così come assolutamente , diventato un avverbio passe-partout (positivo o negativo). Il grande capitolo dei verbi, compresi i dubbi sugli ausiliari con il verbo servile («è dovuto partire» e non «ha dovuto partire»). E il lessico, con l’eccesso di usi stranieri: delle 305 parole nuove entrate nell’uso tra il 2000 e il 2013, ben 124 sono puri anglismi, spesso sostituibili da forme italiane perfettamente omologhe ( Jobs Act , spending review …).

Ma quel che conta più delle regole e delle eccezioni, si sa, è la sensibilità verso i registri da utilizzare in rapporto alla situazione testuale: in certe condizioni l’uso del congiuntivo è d’obbligo, in altre si può soprassedere. Evviva dunque le grammatiche come quella di Coletti (leggibile da tutti e non prescrittiva), anche se la responsabilità maggiore per rimediare alle lacune linguistiche, che sono poi lacune cognitive e sociali, dovrebbe spettare alla scuola e all’università. Le riforme finora hanno voluto guardare altrove, inglese e internet su tutto, raramente affrontando le carenze del parlato e della scritto nella lingua madre. Ma il paradosso è che la vera emergenza è la lingua italiana: sarebbe utile affiancare la storia della letteratura nei licei con lo studio continuo della lingua; sarebbe indispensabile una formazione ad hoc per gli insegnanti, eccetera. Perché la situazione è davvero grammatica, e c’è poco da ridere.

Pubblicato in: TribunaTag: letteratura
Post precedente:L’invenzione della Frontiera
Storia dei confini materiali, politici, simbolici
Post successivo:E se brucia anche il cielo

Sidebar

il Comitato Fiorentino per il Risorgimento
è associato al Coordinamento nazionale Associazioni Risorgimentali FERRUCCIO

Sostieni

Sostieni liberamente le nostre attività con un bonifico bancario sul seguente conto corrente
Chianti Banca-Credito Cooperativo S.C.
IBAN IT81R0867302802000000909083

L’editoriale del direttore

NOSTOS. Ritorno alla terra dei padri

Video

VIDEO del convegno “La Repubblica una e indivisibile”

Prossimi appuntamenti

Società e cultura in Toscana dal Congresso di Vienna alla prima Guerra d’Indipendenza (1815/1848) 

20/09/2025

XX SETTEMBRE 2025

16/09/2025

1875: inaugurazione del monumento a Michelangelo al Piazzale Michelangelo

03/06/2025

Lettere al Direttore

Il sindacato oggi dovrebbe uscire dagli uffici e cercare e unire invece i dispersi del mondo attuale del lavoro.

03/05/2026

Focus

La nascita dell’istituzione regionale tra continuità politica e specificità territoriale: il caso della TOSCANA

12/07/2026

Tribuna

La foto simbolo della nuova Italia nel discorso di fine anno del presidente Mattarella

02/01/2026

Luoghi

La locomotiva nello stemma di Palazzo Fenzi-Marucelli a Firenze

29/12/2025

Mostre

La memoria viva della città in trent’anni di Foto Locchi

07/05/2026

Rassegna stampa

QUANDO CAVOUR DOPO VILLAFRANCA LITIGO’ CON IL RE IN PIEMONTESE

14/07/2026

Pubblicazioni

MAI STANCA DI VIVERE

08/07/2026

LA COSTITUZIONE E’ DI TUTTI

05/06/2026

Ieri la Repubblica italiana ha compiuto ottant’anni. E come ogni anno, puntuale come il caldo e ugualmente prevedibile, risuona nell’aria il lamento rituale: teniamocela stretta questa Repubblica, perché c’è chi …

CORRADO OCONE: Politica e cultura. Percorsi di pensiero nell’Italia del Novecento

04/06/2026

Recensione di MASSIMO RAGAZZINI Rivista Libro Aperto volume 125 giugno 2026 CORRADO OCONE: Politica e cultura. Percorsi di pensiero nell’Italia del Novecento, …

RICORDIAMO LE «MADRI» DELLA PATRIA

01/06/2026

IL 2 GIUGNO NON FESTEGGIAMO SOLO L’OTTANTESIMO ANNIVERSARIO DELLA REPUBBLICA. Nata da un Paese stremato dagli errori del ventennio fascista e dai suoi orrori sfociati in una guerra devastante che causò oltre 400 …

Il 2 giugno 2026 la Repubblica italiana compie 80 anni. Auguri Italia!

01/06/2026

PAOLA CORTELLESI nel film “C’è ancora domani” La sequenza clou del film del 2023 C'è ancora domani, di cui Paola Cortellesi è co-sceneggiatrice, regista e interprete, è quella finale, in cui una folla di donne si …

Gino Capponi. Patriota, pedagogista e uomo di cultura nella Toscana dell’Ottocento

27/05/2026

Antonio Bortone GINO CAPPONI 1876 Sala Firenze Capitale Palazzo Vecchio 29 MAGGIO 2026 26 Maggio 2026. RICORRENZA DI CURTATONE E MONTANARA Nel Cinquantenario della morte di Gino Capponi Venerdì 29 …

Zanardelli, il nemico del trasformismo

20/05/2026

Patriota, uomo di governo, autore di svolte decisive. Cadde nell’oblio perché avverso ai compromessi C’è un patriota risorgimentale bresciano che ancor oggi non è considerato come meriterebbe. A dispetto dei …

Il mito del generale che difese Firenze

05/05/2026

Sebastiano De Albertis La morte di Francesco Ferrucci a Gavinana 1852 «Vile, tu uccidi un uomo morto» disse (secondo la leggenda) Francesco Ferrucci a Fabrizio Maramaldo il 3 agosto del 1530 mentre stava per …

La Festa del Primo Maggio

01/05/2026

Il lavoro non come condanna, ma come realizzazione personale. “Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l'amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) …

FESTA DELL’INDIPENDENZA TOSCANA

24/04/2026

Il 27 APRILE rappresenta una data simbolica nella storia della Toscana: in quel giorno del 1859 il Granduca Leopoldo II di Lorena lasciò Firenze, aprendo la strada alla costituzione di un Governo provvisorio che …

La crisi delle democrazie tra crisi interne e pressioni globali

22/04/2026

CERBERO, il cane mitologico con tre teste, Parco di Bomarzo Viterbo AUTORITARISMO, POPULISMO, NAZIONALISMO Viviamo una fase di trasformazioni profonde che investono società, istituzioni e politica. Le …

Comitato Fiorentino per il Risorgimento

Direttore Sergio Casprini
Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi Webmaster Claudio Tirinnanzi

STATUTO
REDAZIONE
CONTATTI
LINK
PRIVACY

Newsletter

Rimani sempre aggiornato sulle nostre attività iscrivendoti alla nostra mailing list

Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione

  • Facebook

Direttore Sergio Casprini | Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi | Webmaster Claudio Tirinnanzi