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Le radiose giornate di maggio

01/05/2012

… Tutti gli anni, nel mese di maggio, quando fiorisce la rosa e l’usignolo innamorato canta sulle rive del Mincio, la madre mantovana sparge di fiori la terra di Curtatone e Montanara e dice al figlio:”Qui i giovani toscani morirono gridando Viva l’Italia.

dalle Memorie di Giuseppe Montanelli

La Battaglia di Curtatone e Montanara contrappose combattenti toscani e napoletani alle truppe austriache il 29 maggio 1848 nei luoghi situati tra i due paesi, nei pressi di Mantova, e rappresenta una fra le più simboliche battaglie della prima guerra di indipendenza italiana.

Giovani volontari (toscani e napoletani), male equipaggiati ed armati, non addestrati, e truppe di linea in gravissima inferiorità numerica, avevano tenuto testa per un intero giorno ad uno dei più potenti e addestrati eserciti europei, dimostrando tutto il valore della gioventù della nascente nazione italiana e la forza delle idee che li sorreggevano.

Il significato simbolico di quella giornata venne confermata negli anni successivi con le commemorazione dei caduti di Curtatone e Montanara nella basilica di Santa Croce a Firenze con partecipazione non solo delle istituzioni civili e politiche ma anche del popolo e solo a metà del Novecento vennero a terminare.

Sempre a Maggio, la sera del 23 maggio 1915, l’Italia dichiarò guerra all’Austria-Ungheria ,nonostante le incertezze mostrate dal governo italiano nei mesi precedenti , sull’onda invece delle manifestazioni di giovani,donne ed uomini a favore dell’intervento.

In questo caso le radiose  giornate di maggio, come vennero battezzate da d’Annunzio, per l’uso strumentale della retorica nazionalista fascista negli anni della dittatura, vennero rimosse dalla Repubblica italiana come  momento importante della storia patria, in cui  molti giovani con entusiasmo portarono in piazza i loro ideali e la loro volontà di veder unita l’Italia.

Ed oggi? In tempi di crisi di valori nel mondo globale e consumistico che viviamo non è facile per un giovane vivere il sentimento dell’amor di patria, quando la patria non è in pericolo e non bisogna lottare con le armi per l’indipendenza del proprio Paese.

Eppure anche in tempo di pace questi sentimenti ed ideali possono appartenere alle nuove generazioni se viene conservata la memoria storica a partire da uno studio serio nelle scuole e se le date di Curtatone e Montanara e del radioso maggio del 1915 ritornano ad essere celebrate, non in maniera rituale e retorica, ma come lascito fecondo e ricco di insegnamenti per il presente ed il futuro.

Pubblicato in: EditorialeTag: mondo
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