• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer
Risorgimento Firenze

Risorgimento Firenze

Il sito del Comitato Fiorentino per il Risorgimento.

  • Home
  • Focus
  • Tribuna
  • I luoghi
  • Mostre
  • Rassegna stampa
  • Pubblicazioni
  • Editoriale

La locomotiva nello stemma di Palazzo Fenzi-Marucelli a Firenze

29/12/2025

Cosa ci fa una locomotiva a vapore in uno stemma gentilizio? È quello che si chiedono molti che, passando davanti al Palazzo Fenzi-Marucelli, in via San Gallo 10 a Firenze, oggi sede di un dipartimento dell’Università, notano uno stemma sorretto da due grifoni alati. All’interno una locomotiva tra le sagome della cupola del Duomo di Firenze e della torre del Fanale di Livorno. Un’immagine piuttosto insolita, inserita com’è in un bel palazzo secentesco progettato da Gherardo Silvani, bravissimo continuatore del manierismo toscano e delle fantasiose immagini di Bernardo Buontalenti.

La spiegazione è però semplice: il palazzo costruito per i Marucelli, nel 1829 era stato acquistato da Emanuele Fenzi, abilissimo uomo d’affari, imprenditore e banchiere. Nel 1838 assieme al livornese Pietro Senn, aveva proposto la realizzazione della strada ferrata Firenze-Livorno per cui il Granduca Leopoldo II di Lorena, aperto alle nuove idee liberali, alle novità della tecnica e soprattutto sostenitore dell’iniziativa privata, nel 1841 aveva firmato la apposita Convenzione. In realtà l’idea di una linea ferroviaria che congiungesse la capitale del Granducato con il suo porto più importante, Livorno, era già stata presentata nel 1826 dal marchese Carlo Ginori Lisci, ma senza un seguito.

Il progetto fu affidato a Robert Stephenson, ingegnere ferroviario figlio di George Stephenson, pioniere delle ferrovie inglesi, inventore della famosa locomotiva Rocket (razzo) e autore di molte innovazioni che caratterizzeranno le locomotive a vapore per decenni. La linea, che fu chiamata Leopolda in onore del Granduca, prevedeva l’uso di materiale inglese ed era suddivisa in quattro sezioni: Livorno-Pisa-Pontedera-Empoli-Firenze, per complessivi 97 km. Il primo tratto tra il porto di Livorno e Pisa fu inaugurato nel 1844 e il completamento quattro anni dopo. Sempre nel 1841 un diverso raggruppamento finanziario aveva ottenuto le concessioni per la linea Pisa-Lucca-Pistoia e PistoiaPrato-Firenze, che, per celebrare la Granduchessa consorte, fu chiamata Maria Antonia. Erano previste tre classi, con la terza che prevedeva carrozze scoperte e con prezzi che per l’intero percorso della Leopolda andavano da 72 a 112 crazie, la moneta introdotta da Cosimo I, ancora utilizzata al tempo dei Lorena. Gli utenti della ferrovia erano entusiasti e grande fu il successo commerciale dell’iniziativa.

Ci furono però anche notevoli resistenze, anche con azioni violente, da parte di chi si vedeva espropriati i terreni per il passaggio della ferrovia e chi, come i carrettieri o i barcaioli dell’Arno, vedeva minacciato il proprio lavoro. Contribuì anche una certa immagine di «diabolicità» che dalla popolazione più semplice e superstiziosa veniva associata a quello sbuffante mezzo di trasporto, cui venivano attribuiti i più vari effetti deleteri, dalle malattie che colpirono i vigneti, all’epidemia di colera che si propagò nel 1854. Insomma, ogni epoca ha le sue «scie chimiche»! Dopo azioni di protesta con lancio di sassi, spari e addirittura attentati che provocarono deragliamenti, la società di gestione fu costretta ad introdurre un servizio di vigilanza armata.

Nel 1846 con la realizzazione della tratta Lucca-Pisa da parte del Ducato di Lucca, che sarebbe stato assorbito dal Granducato solo l’anno dopo, si ebbe la prima ferrovia italiana che congiungeva due stati. A Firenze vennero realizzate due stazioni, attestate all’inizio delle linee Leopolda e Maria Antonia, che presero appunto il nome dalla corrispondente linea. La Maria Antonia fu costruita proprio a ridosso della Chiesa di Santa Maria Novella, prima di essere sostituita nel 1935 dall’attuale elegantissima stazione progettata da Giovanni Michelucci, arretrata rispetto alla chiesa. La Leopolda, costruita nelle vicinanze di Porta al Prato, dal 1860 servì solo da scalo merci, con il traffico passeggeri concentrato alla Maria Antonia, cui con un raccordo si attestò anche il termine della linea verso Livorno. In pochi anni la Toscana aveva visto la realizzazione di 164 km di ferrovia che portarono il Granducato all’avanguardia nello sviluppo di questo sistema di trasporto, parte essenziale dell’economia e del paesaggio. Ciò prima dei grossi sviluppi realizzati al Nord dal governo piemontese su iniziativa del Conte di Cavour e prima che con l’Unità d’Italia si affermasse l’idea di costruire una rete nazionale.

La prima metà dell’800 aveva visto la nascita e diffusione delle prime ferrovie. Nel Regno Unito la Stockton – Darlington Railway, la prima ferrovia pubblica a usare locomotive a vapore, fu realizzata nel 1825 su progetto di George Stephenson. Analoghe iniziative si erano succedute in vari Paesi, Francia, Germania e Austria, sino a quando anche in Italia, nell’allora Regno delle Due Sicilie, per volere di Ferdinando II di Borbone, fu inaugurata la prima ferrovia italiana. Su progetto del francese Bayard, il 3 ottobre 1839 un convoglio di sette carrozze con una locomotiva, con poca fantasia chiamata Vesuvio, in 9 minuti e mezzo percorse i 7,6 km della Portici Napoli, primo tratto della futura linea Napoli Salerno, realizzata solo molti anni dopo. L’anno successivo a cura del governo austriaco venne inaugurata la seconda ferrovia italiana: la Imperial Regia Privilegiata Strada di Ferro da Milano a Monza, seguita poi dalle linee toscane.

La ferrovia ispirò anche un’opera letteraria a Carlo Lorenzini, più noto come Collodi, che nel 1856 scrisse Un romanzo in vapore, guida curiosa e divertente per i viaggiatori della ferrovia Leopolda, con consigli e aneddoti pieni di humor e osservazioni nella cornice di un viaggio in treno.

Emanuele Lenzi dovette essere molto fiero del successo della sua iniziativa e del determinante contributo che aveva dato alla realizzazione della rete ferroviaria toscana; aveva quindi tutte le ragioni per porre sulla facciata del suo bel palazzo quello strano e fantasioso stemma, così inusuale nell’araldica classica.

Silvano Brandi Corriere Fiorentino 28 dicembre 2025

Carlo Lorenzini Un romanzo in vapore 1856

Pubblicato in: I luoghi
Post precedente:Il pittore del Re. Luigi Norfini nell’Italia del Risorgimento
Post successivo:Il mito dell’Intelligenza Artificiale

Sidebar

il Comitato Fiorentino per il Risorgimento
è associato al Coordinamento nazionale Associazioni Risorgimentali FERRUCCIO

Sostieni

Sostieni liberamente le nostre attività con un bonifico bancario sul seguente conto corrente
Chianti Banca-Credito Cooperativo S.C.
IBAN IT81R0867302802000000909083

L’editoriale del direttore

Libertà è partecipazione

Video

Il video della presentazione nella sala Firenze Capitale del libro CENNI DAL LONTANO PASSATO

Prossimi appuntamenti

Storia versus Barbarie

19/11/2025

1865 – 1870 FIRENZE CAPITALE. La Certosa e l’eversione dell’asse ecclesiastico

29/09/2025

Società e cultura in Toscana dal Congresso di Vienna alla prima Guerra d’Indipendenza (1815/1848) 

20/09/2025

Lettere al Direttore

L’11 AGOSTO 1944, la Liberazione di Firenze, va sempre  celebrata per ricordare il sacrificio dei tanti partigiani che morirono  per la liberazione dell’Italia dal regime nazifascista.

12/08/2025

Focus

Politica e dignità. L’esempio di Amendola

25/02/2026

Tribuna

La foto simbolo della nuova Italia nel discorso di fine anno del presidente Mattarella

02/01/2026

Luoghi

La locomotiva nello stemma di Palazzo Fenzi-Marucelli a Firenze

29/12/2025

Mostre

GLI IDEALI DELLA SOCIETA’ SI DANNO ALLA MACCHIA

02/02/2026

Rassegna stampa

A CENTO ANNI DALLA MORTE. Salvate Gobetti da gobettiani e anti-gobettiani

15/02/2026

Pubblicazioni

GAETANO SALVEMINI.  L’impegno intellettuale e la lotta politica

22/02/2026

SORVEGLIARE E PUNIRE. La cruenta repressione del dissenso in Iran

01/02/2026

"Saluterò di nuovo il sole, e il torrente che mi scorreva nel petto, e saluterò le nuvole dei miei lunghi pensieri e la crescita dolorosa dei pioppi in giardino che con me hanno percorso le secche …

La scoperta delle radici ebraiche: una memoria familiare, e di tutti

26/01/2026

Mimmo Paladino Dormienti   Görlitz - Stalag VIII  Memoriale della Shoah Milano L’incipit è da romanzo, diciamo da fiction. Invece è l’inizio di una reale riscrittura della propria autobiografia e di una intera …

MARIA MADDALENA ROSSI. Donna d’azione per la democrazia e il bene comune

18/01/2026

Ci avviamo a celebrare l’ottantesimo anniversario della Repubblica e dell’Assemblea costituente con una maggiore conoscenza, rispetto a pochissimi anni fa, sulle Madri della Costituzione. Le 21 donne elette il 2 …

CRISTINA, ARISTOCRATICA IRREGOLARE. La principessa di Belgiojoso

12/01/2026

«Ce qui m’inspire de l’horreur c’est l’oubli» scriveva Cristina di Belgiojoso nei Souvenirs dans l’exil. Pubblicati nel 1850, si trattava d’una raccolta di lettere in cui la donna raccontava il suo abbandono …

L’ITALIA DEI PRIMI ITALIANI.  Ritratto di una Nazione appena nata

06/01/2026

Castello Visconteo Piazza Martiri della Libertà 3 Novara 1/11/2025 - 6/04/2026 Demetrio Cosola Il dettato 1891 Nel coinvolgente percorso di questa nuova rassegna sull’Ottocento prodotta da Mets Percorsi …

Il mito dell’Intelligenza Artificiale

01/01/2026

Prometeo porta il fuoco all'umanità Heinrich Fueger 1817 «Giove irritato, tuonò: “Il temerario che ha donato agli uomini il fuoco deve essere punito.” E ordinò a Vulcano di apprestare egli stesso catene enormi ed …

Il pittore del Re. Luigi Norfini nell’Italia del Risorgimento

21/12/2025

Luigi Norfini Battaglia di Palestro: gli zuavi francesi con Vittorio Emanuele II battono gli austriaci 1863 Tra Lucca e Pescia i quadri del pittore che decorò i palazzi di casa Savoia e rappresentò le grandi …

AUGURI PER UN SERENO NATALE E UN FELICE 2O26

17/12/2025

AUGURI PER UN SERENO NATALE E UN FELICE 2O26 Comitato Fiorentino per il Risorgimento …

Premio Letterario Nazionale

14/12/2025

Angiolo Tricca Caricatura di Carlo Lorenzini 1875 CARLO LORENZINI detto COLLODIDA VIA TADDEA A VIA DE’ RONDINELLI Edizione 2026 Promosso da Comitato Fiorentino per il RisorgimentoSbandieratori della …

LA LAPIDE DI MODENA E L’ITALIA CHE NON ESISTE PIÙ

04/12/2025

LETTERE Corriere della Sera 4 dicembre2025 Caro Aldo, come spesso lei ci ha ricordato, il Risorgimento sembra ormai un ricordo lontano, e a volte perfino detestabile, sia per la cultura popolare degli italiani, …

Comitato Fiorentino per il Risorgimento

Direttore Sergio Casprini
Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi Webmaster Claudio Tirinnanzi

STATUTO
REDAZIONE
CONTATTI
LINK
PRIVACY

Newsletter

Rimani sempre aggiornato sulle nostre attività iscrivendoti alla nostra mailing list

Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione

  • Facebook

Direttore Sergio Casprini | Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi | Webmaster Claudio Tirinnanzi