• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer
Risorgimento Firenze

Risorgimento Firenze

Il sito del Comitato Fiorentino per il Risorgimento.

  • Home
  • Focus
  • Tribuna
  • I luoghi
  • Mostre
  • Rassegna stampa
  • Pubblicazioni
  • Editoriale

Il Risorgimento italiano  si è realizzato grazie al concorso sia dell’esercito regio che dell’esercito di popolo

01/06/2020

Caro Direttore, come accenni nel tuo editoriale, la parata del 2 giugno ha avuto alterne fortune nel dopoguerra che coincide con la nostra generazione. Io non l’ho mai vissuta a Roma, ma ho perfetta memoria del fatto che mio padre, uomo di sinistra e figlio di antifascista perseguitato, richiamato per una guerra che non condivideva fino al ferimento che lo rimandò a casa, mi portava a vedere la sfilata di Livorno, ben più ridotta, e canticchiava, insegnandomi canzoni come l’Inno del Piave che io ancora tengo tra le cose buone della mia cultura.

C’è stata forte difficoltà, attraverso i decenni, a separare l’esercito dell’Italia repubblicana da una certa idea e ciò per colpa sia di chi ha insistito a vedervi un baluardo contro la sinistra  la giustizia sociale, sia di chi ha proseguito a vedervi un potenziale di destra. Non c’è dubbio che, quanto agli individui, vi fossero posizioni di quel tipo e non mancano neppure in queste ore esempi di personaggi dalla mentalità autoritaria e, nello stesso tempo, populista e antitetica allo Stato. Ma mi pare si possa dire che l’esercito ha mostrato di essere nella sua generalità un’istituzione della Repubblica democratica. La storia che fai per sommi capi comprende tanti capitoli. Tra questi, certamente, la vicenda del 1898 non ha esaltato l’immagine popolare dell’esercito. Chi comandò di cannoneggiare il convento milanese interpretava in modo zelante e feroce un disegno autoritario che stava al di sopra di lui; chi eseguì gli ordini obbediva ad un apparato molto rigoroso e qualche volta cattivo, provvisto di mezzi che giungevano alla pena di morte, tanto più essendo in vigore il codice militare anche per i civili. Meno di venti anni prima, il caporale Pietro Barsanti, accusato di non aver contrastato l’assalto repubblicano a una caserma, forse di averlo agevolato, aveva subito la fucilazione.

Erano anche quelle le regole dell’esercito professionale, rispetto al quale l’esercito di popolo costituì per molti l’alternativa ideale e qualche volta concreta come nel caso dell’esercito garibaldino. Il Risorgimento è debitore di entrambi i modelli, attivi, del resto entrambi a Curtatone e Montanara, come nella seconda guerra di indipendenza. Egualmente la Resistenza ha fatto leva su entrambi i modelli, l’uno rappresentato dai primi combattenti insieme ai cittadini – carabinieri e carristi – a Porta San Paolo, l’8 settembre, dai militari passati a comandare diverse bande partigiane, indipendentemente dall’afferenza partitica, dai prigionieri in Germania che si rifiutarono di arruolarsi tra i nazi-fascisti; l’altro dai volontari repubblicani in Spagna, poi dai resistenti civili e da coloro che contribuirono alla formazione dei Comitati di liberazione nazionale e di loro corpi combattenti.

Quella data, il 2 giugno, concatenata al 25 aprile dalla storia del nostro paese rinato dopo l’8 settembre perché tornato a sperare nella libertà, significa tutto questo e, al netto di qualche sciocco sguardo irresponsabilmente volto all’indietro, significa il grande passaggio dalla Monarchia, altro fenomeno complesso, non privo di meriti risorgimentali, ma affondato dagli errori degli ultimi decenni, alla Repubblica, espressione di un work in progress, di un lavoro da compiere nella libertà, fuori dai lugubri e deprimenti colori della dittatura. Per questo è bello festeggiarlo, sia osservando il bel volo delle frecce, sia ripensando al faticoso cammino compiuto e a quello da compiere. Grazie per avercelo ricordato nel momento in cui solo la stoltezza potrebbe guastare il clima di compattezza che il comune pericolo ha in qualche modo rafforzato.

Fabio Bertini

 

 

Pubblicato in: Lettere al Direttore
Post precedente:L’esercito italiano in tempo di guerra e in tempo di pace
Post successivo:Tentativi ottocenteschi disperati, velleitari, generosi, sconsiderati o romantici di dare l’esempio e di muovere le coscienze degli italiani

Sidebar

il Comitato Fiorentino per il Risorgimento
è associato al Coordinamento nazionale Associazioni Risorgimentali FERRUCCIO

Sostieni

Sostieni liberamente le nostre attività con un bonifico bancario sul seguente conto corrente
Chianti Banca-Credito Cooperativo S.C.
IBAN IT81R0867302802000000909083

L’editoriale del direttore

Il 2 giugno 2026 la Repubblica italiana compie 80 anni. Auguri Italia!

Video

VIDEO del convegno “La Repubblica una e indivisibile”

Prossimi appuntamenti

LA REPUBBLICA UNA E INDIVISIBILE (art. 5 della Costituzione). L’eredità del Risorgimento nella Repubblica italiana. 

15/03/2026

Storia versus Barbarie

19/11/2025

1865 – 1870 FIRENZE CAPITALE. La Certosa e l’eversione dell’asse ecclesiastico

29/09/2025

Lettere al Direttore

Il sindacato oggi dovrebbe uscire dagli uffici e cercare e unire invece i dispersi del mondo attuale del lavoro.

03/05/2026

Focus

IL VOTO DI IERI E LE SPINE DI OGGI

09/06/2026

Tribuna

La foto simbolo della nuova Italia nel discorso di fine anno del presidente Mattarella

02/01/2026

Luoghi

La locomotiva nello stemma di Palazzo Fenzi-Marucelli a Firenze

29/12/2025

Mostre

La memoria viva della città in trent’anni di Foto Locchi

07/05/2026

Rassegna stampa

RICORDIAMO LE «MADRI» DELLA PATRIA

01/06/2026

Pubblicazioni

LA COSTITUZIONE E’ DI TUTTI

05/06/2026

Zanardelli, il nemico del trasformismo

20/05/2026

Patriota, uomo di governo, autore di svolte decisive. Cadde nell’oblio perché avverso ai compromessi C’è un patriota risorgimentale bresciano che ancor oggi non è considerato come meriterebbe. A dispetto dei …

Il mito del generale che difese Firenze

05/05/2026

Sebastiano De Albertis La morte di Francesco Ferrucci a Gavinana 1852 «Vile, tu uccidi un uomo morto» disse (secondo la leggenda) Francesco Ferrucci a Fabrizio Maramaldo il 3 agosto del 1530 mentre stava per …

La Festa del Primo Maggio

01/05/2026

Il lavoro non come condanna, ma come realizzazione personale. “Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l'amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) …

FESTA DELL’INDIPENDENZA TOSCANA

24/04/2026

Il 27 APRILE rappresenta una data simbolica nella storia della Toscana: in quel giorno del 1859 il Granduca Leopoldo II di Lorena lasciò Firenze, aprendo la strada alla costituzione di un Governo provvisorio che …

La crisi delle democrazie tra crisi interne e pressioni globali

22/04/2026

CERBERO, il cane mitologico con tre teste, Parco di Bomarzo Viterbo AUTORITARISMO, POPULISMO, NAZIONALISMO Viviamo una fase di trasformazioni profonde che investono società, istituzioni e politica. Le …

Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti

12/04/2026

2 aprile – 25 agosto 2026 Firenze Palazzo Medici Riccardi  Gioielli, arredi, ceramiche, abiti, tessuti, manifesti pubblicitari: sono solo alcuni dei manufatti che compongono la mostra Firenze Déco. …

LA POLITICA DI ISRAELE IN MANO AGLI ESTREMISTI

09/04/2026

Fondazione Bereshit Lashalom – Un inizio per la pace. LETTERE AL CORRIERE DELLA SERA 7 aprile 2026 Caro Aldo, scrive un amico israeliano: «Siamo in guerra e qui le leggi le rispettano tutti. Venisse anche il …

BUONA PASQUA

02/04/2026

BUONA PASQUA Comitato Fiorentino per il Risorgimento …

IL 27 APRILE, FESTA DELL’INDIPENDENZA TOSCANA

01/04/2026

Enrico Fanfani Il 27 aprile 1859 1860 Nel pomeriggio del 27 aprile 1859 il Granduca Leopoldo II di Lorena lasciò Firenze e si insediò il Governo provvisorio della Toscana con Ubaldino Peruzzi, Vincenzo Malenchini …

GARIBALDI, AGRONOMO ALL’AVANGUARDIA

15/03/2026

L'isola di Caprera Agricoltori rivoluzionari. I diari indagati da Virman Cusenza riportano un eroe che, passati i fremiti bellici (ma senza dimenticarne le istanze) si ferma a Caprera, rivaluta il lavoro agricolo …

Comitato Fiorentino per il Risorgimento

Direttore Sergio Casprini
Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi Webmaster Claudio Tirinnanzi

STATUTO
REDAZIONE
CONTATTI
LINK
PRIVACY

Newsletter

Rimani sempre aggiornato sulle nostre attività iscrivendoti alla nostra mailing list

Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione

  • Facebook

Direttore Sergio Casprini | Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi | Webmaster Claudio Tirinnanzi