• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer
Risorgimento Firenze

Risorgimento Firenze

Il sito del Comitato Fiorentino per il Risorgimento.

  • Home
  • Focus
  • Tribuna
  • I luoghi
  • Mostre
  • Rassegna stampa
  • Pubblicazioni
  • Editoriale

Il contributo dimenticato dell’Italia

27/01/2015

copertinaPaolo Peluffo
Il Sole 24 ore domenica 18 gennaio 2015

Leggere le pagine, fresche e nitide, del diario* scritto sul fronte italiano dal 1915 al 1918 da George Macaulay Trevelyan è un esercizio che desta meraviglia e stupore negli italiani di oggi. La prima causa di meraviglia è l’ammirazione di Trevelyan per gli italiani. 

Un’ammirazione senza limiti, frutto non di fascinazione momentanea ma di uno studio di anni su un popolo che viene descritto come guidato da una classe dirigente colta, educata, moderna, intrisa di ideali rivoluzionari e progressisti. A quarant’anni, il grande storico inglese nato a Stratford-upon-Evon, figlio di un baronetto di tradizione “Whig”, aveva già scritto la sua trilogia su Garibaldi e avrebbe potuto rimanersene comodamente a insegnare nella aule riscaldate di Cambridge, essendo stato giudicato inabile al servizio militare per problemi alla vista. E invece, desiderava talmente partecipare all’ultimo atto del Risorgimento italiano, da convincere il ministero della Guerra britannico a inviarlo in Italia con una unità di ambulanze motorizzate che furono impiegate attivamente dal primo all’ultimo giorno di guerra, in prima linea.

La meraviglia cresce, perché Trevelyan trova conferme concrete pagina dopo pagina per il proprio giudizio positivo .

La prima caratteristica degli italiani al fronte del 1915-1918 appare la loro organizzazione ingegneristica, quasi da antichi romani. Le capacità dell’arma del Genio appaiono superiori agli altri eserciti. Trevelyan assiste alla costruzione di strade che portano automobili fino alle vette alpine, come la strada delle trentadue gallerie sul Pasubio; vede ogni vetta riempirsi in poche ore di migliaia di fili delle teleferiche, e poi pompe idrauliche, uomini che scavano una rete di strade, in pochi giorni. Appena conquistato il Sabotino, in pochi giorni viene traforato e riempito di cannoni in alta quota. La gigantesca e sanguinosa battaglia che porta alla conquista del massiccio della Bainsizza viene fermata proprio dalla scarsità di strade costruite dagli austriaci sul loro fronte. L’offensiva di Caporetto viene favorita dalle strade e dalle magnifiche ferrovie

La seconda caratteristica alla quale Trevelyan allude è la scarsa capacità di comunicazione. Con i suoi uomini lui, lo storico cresciuto al Trinity College di Cambridge, è testimone oculare delle sanguinose battaglie per la conquista del monte Sabotino, di Gorizia, dei boschi di Oslavia, dell’offensiva della Bainsizza, della battaglia del Solstizio sul Piave, combattute con coraggio da leoni da soldati-contadini. Ma a Londra e Parigi si pensò che quello italiano fosse un fronte tranquillo, in fondo secondario. E così si continua a pensare anche oggi, cento anno dopo. Trevelyan, cerca di spiegare ai suoi compatrioti che senza l’enorme sforzo italiano, l’ostinazione, la pianificazione italiana, il fronte occidentale avrebbe ceduto; la Russia sarebbe caduta un anno prima. Ma gli italiani, con la comunicazione non ci seppero fare, e dovettero attendere la Croce Rossa Americana nel 1917 per sviluppare campagne di propaganda interna per motivare e dare fiducia alla popolazione dopo Caporetto.

Desta stupore nel lettore di oggi, vedere uno storico di primo piano come Trevelyan, certo non facile strumento per la propaganda, avvalorare in pieno la tesi del generale Cadorna sullo sciopero dei soldati a Caporetto: soldati reclutati tra gli operai delle fabbriche di proiettili torinesi che avevano partecipato ai moti pacifisti dell’agosto 1917. Ma in ciò, opera la tenace volontà di non rinunciare a idealizzare l’Italia del Risorgimento. In fondo, Trevelyan vede all’opera quegli ideali nel popolo che nel maggio del 1915 impediva, scendendo in piazza, il tentativo giolittiano di tenere l’Italia fuori dalla guerra.

Idealismo contro materialismo, scrive il nostro narratore che in ciò tradisce non solo la sua partigianeria italofila, ma anche la consapevolezza, oggi perduta, che senza l’Italia gli alleati avrebbero perduto la guerra già nel 1916! In quei giorni, torbidi e oscuri, che precedono il 24 maggio, al Teatro Costanzi a Roma, riconoscendo Ricciotti Garibaldi, gli spettatori si alzarono in piedi cantando l’Inno di Garibaldi. Evidentemente, lo conoscevano ancora.

*

George Macaulay Trevelyan, SCENE DELLA GUERRA D’ITALIA, Edizioni di storia e letteratura, Roma, pag.192, Euro 24,00

Pubblicato in: Rassegna stampaTag: letteratura
Post precedente:Pinocchio di Leo Mattioli: una modernità senza tempo
Post successivo:La Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze

Sidebar

il Comitato Fiorentino per il Risorgimento
è associato al Coordinamento nazionale Associazioni Risorgimentali FERRUCCIO

Sostieni

Sostieni liberamente le nostre attività con un bonifico bancario sul seguente conto corrente
Chianti Banca-Credito Cooperativo S.C.
IBAN IT81R0867302802000000909083

L’editoriale del direttore

IL 27 APRILE, FESTA DELL’INDIPENDENZA TOSCANA

Video

VIDEO del convegno “La Repubblica una e indivisibile”

Prossimi appuntamenti

LA REPUBBLICA UNA E INDIVISIBILE (art. 5 della Costituzione). L’eredità del Risorgimento nella Repubblica italiana. 

15/03/2026

Storia versus Barbarie

19/11/2025

1865 – 1870 FIRENZE CAPITALE. La Certosa e l’eversione dell’asse ecclesiastico

29/09/2025

Lettere al Direttore

L’11 AGOSTO 1944, la Liberazione di Firenze, va sempre  celebrata per ricordare il sacrificio dei tanti partigiani che morirono  per la liberazione dell’Italia dal regime nazifascista.

12/08/2025

Focus

GARIBALDI, AGRONOMO ALL’AVANGUARDIA

15/03/2026

Tribuna

La foto simbolo della nuova Italia nel discorso di fine anno del presidente Mattarella

02/01/2026

Luoghi

La locomotiva nello stemma di Palazzo Fenzi-Marucelli a Firenze

29/12/2025

Mostre

GLI IDEALI DELLA SOCIETA’ SI DANNO ALLA MACCHIA

02/02/2026

Rassegna stampa

LA POLITICA DI ISRAELE IN MANO AGLI ESTREMISTI

09/04/2026

Pubblicazioni

La crisi delle democrazie tra crisi interne e pressioni globali

22/04/2026

BUONA PASQUA

02/04/2026

BUONA PASQUA Comitato Fiorentino per il Risorgimento …

Libertà è partecipazione

01/03/2026

Ambrogio Lorenzetti La giustizia nella Allegoria del buon governo, Palazzo pubblico, Siena, 1338-39 In "Libertà è partecipazione”, nota canzone di Giorgio Gaber, la libertà viene definita non come un isolato …

Politica e dignità. L’esempio di Amendola

25/02/2026

Ho letto L’uomo che sfidò Mussolini. Giovanni Amendola, antifascista liberale di Antonio Carioti (Laterza): testo di storia contemporanea sobrio, formicolante di dati che determinano il racconto come tessere in un …

GAETANO SALVEMINI.  L’impegno intellettuale e la lotta politica

22/02/2026

Se dovessimo scegliere un personaggio italiano del Novecento a cui applicare l’ormai frusta definizione di intellettuale, diremmo Gaetano Salvemini (1873-1957). È questa la prima considerazione che ci suggerisce la …

A CENTO ANNI DALLA MORTE. Salvate Gobetti da gobettiani e anti-gobettiani

15/02/2026

Piero Gobetti (Torino, 19 giugno 1901- Parigi, 15 febbraio 1926) è stato un giornalista, filosofo, editore, traduttore e antifascista italiano  "Il pensiero di Piero Gobetti è contraddittorio, non poche sono …

QUEI SETTANTA PROFUGHI DALLA VENEZIA GIULIA ACCOLTI AI VANCHETONI

08/02/2026

Tra il 1947 e il 1948 l’Oratorio fiorentino fu il rifugio di 70 esuli della Venezia Giulia che sfuggirono alla pulizia etnica del regime di Tito. Per l’appassionato di arte barocca, come per il turista desideroso …

COSI’ L’IDEA LIBERALE DIVENNE ANTIFASCISTA

03/02/2026

Antonio Carioti con il libro L’uomo che sfidò Mussolini. Giovanni Amendola antifascista liberale (Laterza) dedica una biografia al deputato vittima delle aggressioni squadriste di cui ricorre quest’anno il …

SORVEGLIARE E PUNIRE. La cruenta repressione del dissenso in Iran

01/02/2026

"Saluterò di nuovo il sole, e il torrente che mi scorreva nel petto, e saluterò le nuvole dei miei lunghi pensieri e la crescita dolorosa dei pioppi in giardino che con me hanno percorso le secche …

La scoperta delle radici ebraiche: una memoria familiare, e di tutti

26/01/2026

Mimmo Paladino Dormienti   Görlitz - Stalag VIII  Memoriale della Shoah Milano L’incipit è da romanzo, diciamo da fiction. Invece è l’inizio di una reale riscrittura della propria autobiografia e di una intera …

MARIA MADDALENA ROSSI. Donna d’azione per la democrazia e il bene comune

18/01/2026

Ci avviamo a celebrare l’ottantesimo anniversario della Repubblica e dell’Assemblea costituente con una maggiore conoscenza, rispetto a pochissimi anni fa, sulle Madri della Costituzione. Le 21 donne elette il 2 …

Comitato Fiorentino per il Risorgimento

Direttore Sergio Casprini
Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi Webmaster Claudio Tirinnanzi

STATUTO
REDAZIONE
CONTATTI
LINK
PRIVACY

Newsletter

Rimani sempre aggiornato sulle nostre attività iscrivendoti alla nostra mailing list

Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione

  • Facebook

Direttore Sergio Casprini | Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi | Webmaster Claudio Tirinnanzi