• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer
Risorgimento Firenze

Risorgimento Firenze

Il sito del Comitato Fiorentino per il Risorgimento.

  • Home
  • Focus
  • Tribuna
  • I luoghi
  • Mostre
  • Rassegna stampa
  • Pubblicazioni
  • Editoriale

I Beni culturali- artistici in Italia sono solo una merce, il nostro petrolio?

01/08/2014

uffiziTradizione non è adorazione della cenere, ma custodia del fuoco

Gustav Mahler

La riforma del ministero dei Beni Culturali voluta dal ministro Dario Franceschini ed in attesa di diventare legge comporta cambiamenti strutturali dentro l’anima del ministero. In sintesi la struttura centrale viene ammodernata e quella periferica semplificata; si integrano cultura e turismo; si valorizzano i musei (venti di interesse nazionale, dotati di piena autonomia gestionale e finanziaria con direttori altamente specializzati e selezionati con procedure pubbliche); si rilanciano le politiche di innovazione e formazione; si valorizzano le arti contemporanee; si revisionano le linee di comando tra centro e periferia e si tagliano le figure dirigenziali.

Apriti cielo! Gli storici dell’arte in primis sono scesi in campo in difesa delle sovrintendenze, così come si sono costituite negli anni, con appelli e denunce sui media ed hanno accusato il governo di voler mercificare il patrimonio culturale ed artistico dell’Italia, fregandosene della tutela dei monumenti, dei siti archeologici e dei beni culturali, sfruttandone invece le possibilità di ulteriore valorizzazione in senso commerciale, come fossero solo una risorsa economica, ( le nostre bellezze artistiche alla stregua del petrolio degli arabi!).

Il potere politico a sua volta denuncia il troppo potere delle soprintendenze accusate di essere organizzazioni ancora ottocentesche, corporazioni monocratiche che decidono sulla vita dei cittadini senza alcun controllo democratico.

In questa disputa tra conservatori e rottamatori sul governo delle istituzioni museali si sottace invece su una questione di maggior importanza e cioè sul ruolo e sul significato dei beni culturali in una Nazione.

Antonio Paolucci, già ministro dei Beni Culturali e soprintendente a Firenze, attualmente direttore dei Musei Vaticani in un’intervista all’Avvenire se da una parte si schiera con gli storici dell’arte contro le logiche manageriali, insite nella riforma Franceschini, rivela sia la sua soddisfazione ed anche la sua preoccupazione per l’alto numero dei visitatori nell’ultimo anno ai Musei Vaticani ( ben 6 milioni!), una pressione antropica però eccessiva, che potrebbe mettere a rischio nel tempo la conservazione del museo.

D’altronde se il turismo di massa è quel feticcio economico che tutti cercano sia chi vuole conservare sia chi vuole valorizzare queste non possono che essere le conseguenze.

Eppure Paolucci, dismessi i panni di manager del suo museo, nella stessa intervista in maniera concisa ed efficace aveva colto il valore ed il forte significato dei beni artistici, affermando che il nostro patrimonio culturale prima che a produrre ricchezza serviva a creare dei cittadini, a fare degli Italiani un popolo con la propria identità e specifiche caratteristiche culturali… e che questa era la nostra vera forza!

Attualmente è proprio cosi?

Quanti fiorentini, in particolare i giovani, conoscono gli Uffizi? E certo non sono sufficienti le visite scolastiche che nella maggior parte sono fatte con lo stesso criterio del mordi e fuggi del turismo di massa.

Prima una fuggevole visione della Primavera del Botticelli e poi a zonzo per le vie cittadine, non accorgendosi gli studenti in questa loro pacifica invasione di quante altre bellezze, sia pure minori, la città possiede.

Il problema quindi è quello sì di fare i conti con i fenomeni di globalizzazione del mercato e della cultura, ma di ricordarsi anche che le finalità sia della tutela che della valorizzazione dei beni culturali sono soprattutto la salvaguardia e la trasmissione di una memoria storica, costitutiva dell’identità politico- culturale di un popolo. Infatti la formazione della coscienza nazionale dei cittadini nasce oltre che nella scuola nel riconoscersi in maniera consapevole in tutto quel materiale, stratificato nel tempo, (monumenti, opere, oggetti, paesaggio), che rende peculiare e bella l’Italia.

Altrimenti si trova il nostro petrolio, ma si perde sicuramente il nostro popolo!

Pubblicato in: EditorialeTag: Turismo
Post precedente:Cultura senza Capitale Storia e tradimento di un’idea italiana
Post successivo:Museo Novecento

Sidebar

il Comitato Fiorentino per il Risorgimento
è associato al Coordinamento nazionale Associazioni Risorgimentali FERRUCCIO

Sostieni

Sostieni liberamente le nostre attività con un bonifico bancario sul seguente conto corrente
Chianti Banca-Credito Cooperativo S.C.
IBAN IT81R0867302802000000909083

L’editoriale del direttore

Il 2 giugno 2026 la Repubblica italiana compie 80 anni. Auguri Italia!

Video

VIDEO del convegno “La Repubblica una e indivisibile”

Prossimi appuntamenti

LA REPUBBLICA UNA E INDIVISIBILE (art. 5 della Costituzione). L’eredità del Risorgimento nella Repubblica italiana. 

15/03/2026

Storia versus Barbarie

19/11/2025

1865 – 1870 FIRENZE CAPITALE. La Certosa e l’eversione dell’asse ecclesiastico

29/09/2025

Lettere al Direttore

Il sindacato oggi dovrebbe uscire dagli uffici e cercare e unire invece i dispersi del mondo attuale del lavoro.

03/05/2026

Focus

IL VOTO DI IERI E LE SPINE DI OGGI

09/06/2026

Tribuna

La foto simbolo della nuova Italia nel discorso di fine anno del presidente Mattarella

02/01/2026

Luoghi

La locomotiva nello stemma di Palazzo Fenzi-Marucelli a Firenze

29/12/2025

Mostre

La memoria viva della città in trent’anni di Foto Locchi

07/05/2026

Rassegna stampa

RICORDIAMO LE «MADRI» DELLA PATRIA

01/06/2026

Pubblicazioni

LA COSTITUZIONE E’ DI TUTTI

05/06/2026

Zanardelli, il nemico del trasformismo

20/05/2026

Patriota, uomo di governo, autore di svolte decisive. Cadde nell’oblio perché avverso ai compromessi C’è un patriota risorgimentale bresciano che ancor oggi non è considerato come meriterebbe. A dispetto dei …

Il mito del generale che difese Firenze

05/05/2026

Sebastiano De Albertis La morte di Francesco Ferrucci a Gavinana 1852 «Vile, tu uccidi un uomo morto» disse (secondo la leggenda) Francesco Ferrucci a Fabrizio Maramaldo il 3 agosto del 1530 mentre stava per …

La Festa del Primo Maggio

01/05/2026

Il lavoro non come condanna, ma come realizzazione personale. “Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l'amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) …

FESTA DELL’INDIPENDENZA TOSCANA

24/04/2026

Il 27 APRILE rappresenta una data simbolica nella storia della Toscana: in quel giorno del 1859 il Granduca Leopoldo II di Lorena lasciò Firenze, aprendo la strada alla costituzione di un Governo provvisorio che …

La crisi delle democrazie tra crisi interne e pressioni globali

22/04/2026

CERBERO, il cane mitologico con tre teste, Parco di Bomarzo Viterbo AUTORITARISMO, POPULISMO, NAZIONALISMO Viviamo una fase di trasformazioni profonde che investono società, istituzioni e politica. Le …

Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti

12/04/2026

2 aprile – 25 agosto 2026 Firenze Palazzo Medici Riccardi  Gioielli, arredi, ceramiche, abiti, tessuti, manifesti pubblicitari: sono solo alcuni dei manufatti che compongono la mostra Firenze Déco. …

LA POLITICA DI ISRAELE IN MANO AGLI ESTREMISTI

09/04/2026

Fondazione Bereshit Lashalom – Un inizio per la pace. LETTERE AL CORRIERE DELLA SERA 7 aprile 2026 Caro Aldo, scrive un amico israeliano: «Siamo in guerra e qui le leggi le rispettano tutti. Venisse anche il …

BUONA PASQUA

02/04/2026

BUONA PASQUA Comitato Fiorentino per il Risorgimento …

IL 27 APRILE, FESTA DELL’INDIPENDENZA TOSCANA

01/04/2026

Enrico Fanfani Il 27 aprile 1859 1860 Nel pomeriggio del 27 aprile 1859 il Granduca Leopoldo II di Lorena lasciò Firenze e si insediò il Governo provvisorio della Toscana con Ubaldino Peruzzi, Vincenzo Malenchini …

GARIBALDI, AGRONOMO ALL’AVANGUARDIA

15/03/2026

L'isola di Caprera Agricoltori rivoluzionari. I diari indagati da Virman Cusenza riportano un eroe che, passati i fremiti bellici (ma senza dimenticarne le istanze) si ferma a Caprera, rivaluta il lavoro agricolo …

Comitato Fiorentino per il Risorgimento

Direttore Sergio Casprini
Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi Webmaster Claudio Tirinnanzi

STATUTO
REDAZIONE
CONTATTI
LINK
PRIVACY

Newsletter

Rimani sempre aggiornato sulle nostre attività iscrivendoti alla nostra mailing list

Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione

  • Facebook

Direttore Sergio Casprini | Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi | Webmaster Claudio Tirinnanzi