• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer
Risorgimento Firenze

Risorgimento Firenze

Il sito del Comitato Fiorentino per il Risorgimento.

  • Home
  • Focus
  • Tribuna
  • I luoghi
  • Mostre
  • Rassegna stampa
  • Pubblicazioni
  • Editoriale

10 febbraio giorno del ricordo

14/02/2014

giornoricordoAlberto Abrami – Pensalibero.it del 9 Febbraio

Il 10 febbraio è il giorno del ricordo della tragedia dell’esodo degli esuli istriani e dalmati. Una data certamente scomoda sotto qualsiasi profilo la si voglia considerare, poiché coincide con la fine ufficiale di una guerra perduta e con il diktat del Trattato di Parigi che, per l’Italia, significò la forzata rinunzia ai territori italiani situati a ridosso del confine orientale. Per i giuliani e per i dalmati significò molto di più: lo strappo tremendo dal suolo natio ,l’abbandono  delle case e degli averi per affrontare il destino del campo profughi nelle diverse regioni d’Italia, o l’emigrazione verso i paesi esteri in particolare nel Sud-America e in Australia. Rimanere nelle terre di appartenenza significava, infatti, allora, subire un regime totalitario e discriminatorio nei loro confronti oppure, se si intendeva opporsi, finire ammazzati nelle foibe carsiche. Pochissimi decisero di rimanere, gli altri, con la dignità e la fierezza che hanno sempre distinto quelle popolazioni generose, affrontarono un futuro tutto da costruire fra incognite, incertezze e difficoltà di ogni natura.

Che significato ha oggi la giornata del 10 febbraio ? Ne ha uno solo, ma importantissimo, far sentire agli esuli nel mondo, la solidarietà dell’Italia e degli italiani e dire loro che il Paese non è immemore della loro tragedia perché essa rimane una ferita per l’intera Nazione.

Occorre riandare, dunque, agli anni dell’immediato dopo- guerra, quando il Maresciallo Tito, mettendo in atto una sistematica strategia del terrore, costringe la popolazione italiana a fuggire dalla penisola istriana, antica propaggine della Repubblica di Venezia.

E’ questo Il fine dell’operazione: mettere gli italiani nella condizione di dovere abbandonare i territori dove vivevano da secoli e secoli, in particolare lungo la costa, tant’è il che il verso di Dante poteva esclamare: ”là dove è Pola presso del Quarnaro dove Italia chiude e i suoi termini bagna.” L’abbandono degli italiani avrebbe così giustificato le pretese iugoslave, come, di fatti, avverrà di lì a poco col Trattato di pace che legittimerà l’usurpazione titina. Eppure su questa tragedia, che vide gettati nelle foibe migliaia di cittadini italiani e terrorizzare i rimanenti, costretti a lasciare case, terreni ed ogni altro bene di fronte ad un ‘ Italia indifferente e a loro matrigna, la classe politica italiana ha taciuto per cinquanta anni per riguardo verso il dittatore iugoslavo, ignorando completamente le ferite e il dolore degli esuli.

Oggi la Iugoslavia d’allora non esiste più, la Croazia e la Slovenia sono nell’Unione Europea partecipi del medesimo destino dell’ Italia : costruire l’Europa. E di ciò tutti dobbiamo essere consapevoli. Ma non per questo non dobbiamo conservare la memoria del nostro passato, senza peraltro rimanerne prigionieri, perché un popolo è tale se si riconosce non solo nel presente, ma sente vivo il proprio passato e riesce a proiettarsi verso il futuro attraverso un legame che unisce le generazioni presenti con le passate e con quelle che verranno.

Proprio in nome dell’Europa le due giovani Repubbliche di Slovenia e, particolarmente, di Croazia che estende la propria sovranità sulla maggior parte del territorio istriano, non possono permanere in una situazione di illegalità internazionale mantenendo verso i beni abbandonati dagli esuli una condizione di confisca. Prima ancora di una situazione di antigiuridicità, si tratta di un principio etico sul quale riposa la convivenza dei popoli e la fiducia verso le comuni Istituzioni europee altrimenti minate nelle loro fondamenta. Certo la diplomazia e la politica italiana devono mostrare quella autorevolezza che fino ad oggi è apparsa, in ogni occasione decisamente modesta e debole a fronte della durezza altrui. Occorre, insomma, che il nostro Governo si impegni finalmente: oppure per risolvere questa “annosa quaestio”  è necessario nuovamente ricorrere alla risorsa Renzi?

Pubblicato in: TribunaTag: mondo
Post precedente:Se tutta l’Italia diventa Mezzogiorno. La minaccia di una deriva dall’Europa
Post successivo:Un’ idea di laicità

Sidebar

il Comitato Fiorentino per il Risorgimento
è associato al Coordinamento nazionale Associazioni Risorgimentali FERRUCCIO

Sostieni

Sostieni liberamente le nostre attività con un bonifico bancario sul seguente conto corrente
Chianti Banca-Credito Cooperativo S.C.
IBAN IT81R0867302802000000909083

L’editoriale del direttore

NOSTOS. Ritorno alla terra dei padri

Video

VIDEO del convegno “La Repubblica una e indivisibile”

Prossimi appuntamenti

Società e cultura in Toscana dal Congresso di Vienna alla prima Guerra d’Indipendenza (1815/1848) 

20/09/2025

XX SETTEMBRE 2025

16/09/2025

1875: inaugurazione del monumento a Michelangelo al Piazzale Michelangelo

03/06/2025

Lettere al Direttore

Il sindacato oggi dovrebbe uscire dagli uffici e cercare e unire invece i dispersi del mondo attuale del lavoro.

03/05/2026

Focus

La nascita dell’istituzione regionale tra continuità politica e specificità territoriale: il caso della TOSCANA

12/07/2026

Tribuna

La foto simbolo della nuova Italia nel discorso di fine anno del presidente Mattarella

02/01/2026

Luoghi

La locomotiva nello stemma di Palazzo Fenzi-Marucelli a Firenze

29/12/2025

Mostre

La memoria viva della città in trent’anni di Foto Locchi

07/05/2026

Rassegna stampa

QUANDO CAVOUR DOPO VILLAFRANCA LITIGO’ CON IL RE IN PIEMONTESE

14/07/2026

Pubblicazioni

MAI STANCA DI VIVERE

08/07/2026

LA COSTITUZIONE E’ DI TUTTI

05/06/2026

Ieri la Repubblica italiana ha compiuto ottant’anni. E come ogni anno, puntuale come il caldo e ugualmente prevedibile, risuona nell’aria il lamento rituale: teniamocela stretta questa Repubblica, perché c’è chi …

CORRADO OCONE: Politica e cultura. Percorsi di pensiero nell’Italia del Novecento

04/06/2026

Recensione di MASSIMO RAGAZZINI Rivista Libro Aperto volume 125 giugno 2026 CORRADO OCONE: Politica e cultura. Percorsi di pensiero nell’Italia del Novecento, …

RICORDIAMO LE «MADRI» DELLA PATRIA

01/06/2026

IL 2 GIUGNO NON FESTEGGIAMO SOLO L’OTTANTESIMO ANNIVERSARIO DELLA REPUBBLICA. Nata da un Paese stremato dagli errori del ventennio fascista e dai suoi orrori sfociati in una guerra devastante che causò oltre 400 …

Il 2 giugno 2026 la Repubblica italiana compie 80 anni. Auguri Italia!

01/06/2026

PAOLA CORTELLESI nel film “C’è ancora domani” La sequenza clou del film del 2023 C'è ancora domani, di cui Paola Cortellesi è co-sceneggiatrice, regista e interprete, è quella finale, in cui una folla di donne si …

Gino Capponi. Patriota, pedagogista e uomo di cultura nella Toscana dell’Ottocento

27/05/2026

Antonio Bortone GINO CAPPONI 1876 Sala Firenze Capitale Palazzo Vecchio 29 MAGGIO 2026 26 Maggio 2026. RICORRENZA DI CURTATONE E MONTANARA Nel Cinquantenario della morte di Gino Capponi Venerdì 29 …

Zanardelli, il nemico del trasformismo

20/05/2026

Patriota, uomo di governo, autore di svolte decisive. Cadde nell’oblio perché avverso ai compromessi C’è un patriota risorgimentale bresciano che ancor oggi non è considerato come meriterebbe. A dispetto dei …

Il mito del generale che difese Firenze

05/05/2026

Sebastiano De Albertis La morte di Francesco Ferrucci a Gavinana 1852 «Vile, tu uccidi un uomo morto» disse (secondo la leggenda) Francesco Ferrucci a Fabrizio Maramaldo il 3 agosto del 1530 mentre stava per …

La Festa del Primo Maggio

01/05/2026

Il lavoro non come condanna, ma come realizzazione personale. “Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l'amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) …

FESTA DELL’INDIPENDENZA TOSCANA

24/04/2026

Il 27 APRILE rappresenta una data simbolica nella storia della Toscana: in quel giorno del 1859 il Granduca Leopoldo II di Lorena lasciò Firenze, aprendo la strada alla costituzione di un Governo provvisorio che …

La crisi delle democrazie tra crisi interne e pressioni globali

22/04/2026

CERBERO, il cane mitologico con tre teste, Parco di Bomarzo Viterbo AUTORITARISMO, POPULISMO, NAZIONALISMO Viviamo una fase di trasformazioni profonde che investono società, istituzioni e politica. Le …

Comitato Fiorentino per il Risorgimento

Direttore Sergio Casprini
Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi Webmaster Claudio Tirinnanzi

STATUTO
REDAZIONE
CONTATTI
LINK
PRIVACY

Newsletter

Rimani sempre aggiornato sulle nostre attività iscrivendoti alla nostra mailing list

Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione

  • Facebook

Direttore Sergio Casprini | Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi | Webmaster Claudio Tirinnanzi