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Tregua di Natale

24/12/2014

Della Grande Guerra alcuni storici ricordano soprattutto il tragico costo di vite umane, gli orrori delle trincee, la crudeltà degli ordini degli ufficiali, altri invece le ragioni ideali per cui migliaia di giovani in nome della libertà e della Patria andarono volontari a combattere e perire, tutti gli storici sono comunque concordi nel definire la prima guerra mondiale, diversa da tutti i conflitti del passato, fatti di singole battaglie,  come invece uno stato costante di scontro i cui risultati erano affidati all’organizzazione e alla capacità di produzione industriale dei Paesi coinvolti. Per la prima volta furono utilizzati strumenti che cambiarono radicalmente il modo di combattere, dall’equipaggiamento dei soldati con elmetti in acciaio e maschere antigas all’impiego di armi chimiche, aerei, carri armati, corazzate e sommergibili.

Solo un episodio al primo anno di guerra può far ricordare lo spirito cavalleresco di una volta, con cui si affrontavano gli eserciti pur sempre nella violenza dei combattimenti. E’ la “tregua di Natale“, una serie di “cessate il fuoco” non ufficiali avvenuti nei giorni attorno al Natale del 1914 in varie zone del fronte occidentale  della prima guerra mondiale.

Già nella settimana precedente il Natale, membri delle truppe tedesche e britanniche schierate sui lati opposti del fronte presero a scambiarsi auguri e canzoni dalle rispettive trincee, e occasionalmente singoli individui attraversarono le linee per portare doni ai soldati schierati dall’altro lato; nel corso della vigilia diNatale e del giorno stesso di Natale, un gran numero di soldati provenienti da unità tedesche e britanniche (nonché, in misura minore, da unità francesi) lasciarono spontaneamente le trincee per incontrasi nella terra di nessuno per fraternizzare, scambiarsi cibo e souvenir. Oltre a celebrare comuni cerimonie religiose e di sepoltura dei caduti, i soldati dei due schieramenti intrattennero rapporti amichevoli tra di loro al punto di organizzare improvvisate partite di calcio.

La tregua non fu un fatto organizzato, né universalmente diffuso: in diverse zone del fronte i combattimenti proseguirono per tutto il giorno di Natale, mentre in altri i due schieramenti negoziarono solo tregue momentanee per seppellire i caduti. Gli episodi di fraternizzazione con il nemico furono giudicati negativamente dagli alti comandi e severamente proibiti per il futuro: già l’anno successivo alcune unità organizzarono cessate il fuoco per il giorno di Natale, ma le tregue non raggiunsero il grado di intensità e di fraternizzazione di quelle del 1914; per il Natale del 1916, dopo le traumatiche esperienze delle sanguinose battaglie  di Verdun e della Somme e la diffusione dell’impiego di armi chimiche, nessuna tregua venne organizzata.

Già prima le mitragliatrici e carri armati avevano dettato le nuove regole del conflitto: la guerra tecnologica aveva preso ormai il soppravvento su quella cavalleresca del passato!

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Pubblicato in: Focus
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