• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer
Risorgimento Firenze

Risorgimento Firenze

Il sito del Comitato Fiorentino per il Risorgimento.

  • Home
  • Focus
  • Tribuna
  • I luoghi
  • Mostre
  • Rassegna stampa
  • Pubblicazioni
  • Editoriale

Stefano Feltri confuta il sovranismo, ma la democrazia vive di sovranità.

18/04/2018

Nel saggio (Einaudi) il giornalista critica il populismo ma non considera i suoi punti di forza: chi esalta la dimensione nazionale ha delle ragioni da non sottovalutare

Ernesto Galli Della Loggia Corriere della Sera 12  aprile

Chissà se Stefano Feltri — il giovane e valente vicedirettore del «Fatto Quotidiano», autore del libro Populismo sovrano appena uscito da Einaudi — ha considerato una tipica manifestazione di sovranismo anche la protesta che il governo italiano ha inoltrato qualche giorno fa a quello francese per quanto i suoi gendarmi avevano appena combinato a Bardonecchia-

Sovranismo, come è noto, è il termine carico di significato negativo che le élite occidentali — avvalendosi della loro egemonia culturale e del potere che gliene deriva di dare il nome alle cose — hanno dato alla difesa del «potere di decidere a livello nazionale o regionale il proprio destino», fatta ostinatamente propria in genere da chi dell’élite non fa parte. Una difesa che Feltri giudica essere diventata ormai un’«ossessione» e alla quale egli attribuisce un ruolo centrale in quell’altro e maggiore morbo ideologico diffusosi di recente nelle democrazie occidentali, che è il «populismo».

Feltri perlustra accuratamente l’universo populista. In modo particolare, i mille casi in cui la mentalità complottista tipica del populismo stesso è spinta a scorgere ogni volta, dietro i conti in disordine e i fallimenti delle politiche dei governi nazionali, soltanto le presunte macchinazioni dei circoli finanziari internazionali oppure le malefatte delle potenti burocrazie «senza patria» al servizio dell’Unione Europea, del Fondo monetario, del Wto o di chi sia.

Ad un’analoga, impietosa, radiografia egli sottopone gli argomenti che vengono adoperati per solito dai fissati della sovranità nazionale contro la loro seconda bestia nera, la globalizzazione. A questo universo non privo di tratti talvolta paranoici Feltri, avvalendosi della propria notevole cultura economica, contrappone da un lato l’analisi dettagliata dei molti benefici economici della cooperazione internazionale, e dall’altra la vacuità fallimentare di ogni soluzione alternativa proposta, di ogni illusoria autoreclusione nello spazio nazionale. E i suoi argomenti risultano quasi sempre convincenti. Così come convincenti sono pure le sue considerazioni sui molti motivi alla base della crisi nelle nostre società del rapporto tra le élite e il resto della popolazione.

Anche chi non ha ragione tuttavia può avere delle ragioni. Ciò vale anche per il sovranismo populista, che a mio giudizio ha delle ragioni forti che però in queste pagine non sono affatto considerate. Sono proprio le ragioni che specialmente muovono l’animo e l’emotività dell’opinione pubblica, nutrendo la sua profonda avversione nei confronti di tutto ciò che le sembra ledere l’autonomia dello Stato nazionale. E che saranno pure ragioni spessissimo manipolate per servire a una sgangherata polemica politica, ma che non per questo cessano di tirare in ballo altrettanti ambiti cruciali per tutti i regimi democratici.

Il primo di tali ambiti è quello simboleggiato dal suffragio universale. Mi spiego. Il «potere di decidere il proprio destino», l’idea di essere titolari di un tale potere «a livello nazionale e regionale», come dice Feltri, non è certo una bizzarra pretesa dei populisti. Direi che rappresenta puramente e semplicemente il cuore del suffragio universale: il quale a sua volta è, come si sa, l’espressione più compiuta della sovranità popolare. Feltri sostiene che il sovranismo populista fa di tale potere di decisione una vera e propria «ossessione». Può essere che in più di un caso sia vero: ma al di fuori dei limiti indicati in Italia dalla nostra Costituzione chi decide quando la volontà di esercitare quel potere è fondata e quando no, quando diventa un’«ossessione»?

Ciò che l’antisovranismo fatica ad accettare è il fatto che la sovranità popolare quale si esprime nel suffragio universale — ambedue pietre angolari della democrazia — sia in realtà tutt’uno precisamente con la sovranità nazionale. Cioè sia tutt’uno con uno spazio storico-culturale (quello rappresentato dalla nazione appunto) che, tranne casi rarissimi, s’identifica anche con uno spazio geografico.

L’esistenza di questo legame inscindibile è testimoniata innanzi tutto dalla storia: non è mai esistito, infatti, un regime democratico che non si sia affermato in uno spazio nazionale e rivendicando alla nazione-popolo la sovranità su di esso. Il che vuol dire che non è facile mettere sotto accusa la sovranità e considerarla quasi alla stregua di una reliquia del passato, come in sostanza mi sembra faccia questo libro, senza per ciò stesso mettere una pericolosa ipoteca sul suffragio universale e cioè sul cuore stesso della democrazia. Chi si muove in questa prospettiva deve saperlo.

Vengo alla seconda delle due principali ragioni forti del sovranismo trascurate da Feltri. Quella a cui allude la Costituzione stessa quando afferma che l’Italia consente alle limitazioni della sua sovranità, ma «in condizioni di parità con gli altri Stati». Ora è per l’appunto dal vedere come di fatto questa condizione di parità sia venuta progressivamente meno — in particolare nell’ambito di quella che è la più importante istituzione limitatrice della sovranità italiana, l’Unione Europea — è precisamente da ciò che in molta parte dell’opinione pubblica è nato un crescente, comprensibile, sentimento a sfondo diciamo così «sovranista».

Che poi tutto ciò sia avvenuto per colpa soprattutto delle inadeguatezze e delle incapacità della nostra classe politica e di governo, è vero: ma lungi dall’essere un’attenuante non ha fatto e non fa altro che alimentare ancora di più l’avversione per le élite del Paese.

Pubblicato in: Tribuna
Post precedente:Il risorgimento del Sud condannato all’oblio
Post successivo:Sul Piave vittoria italiana. La Rai dovrebbe raccontarla.

Sidebar

il Comitato Fiorentino per il Risorgimento
è associato al Coordinamento nazionale Associazioni Risorgimentali FERRUCCIO

Sostieni

Sostieni liberamente le nostre attività con un bonifico bancario sul seguente conto corrente
Chianti Banca-Credito Cooperativo S.C.
IBAN IT81R0867302802000000909083

L’editoriale del direttore

Il 2 giugno 2026 la Repubblica italiana compie 80 anni. Auguri Italia!

Video

VIDEO del convegno “La Repubblica una e indivisibile”

Prossimi appuntamenti

LA REPUBBLICA UNA E INDIVISIBILE (art. 5 della Costituzione). L’eredità del Risorgimento nella Repubblica italiana. 

15/03/2026

Storia versus Barbarie

19/11/2025

1865 – 1870 FIRENZE CAPITALE. La Certosa e l’eversione dell’asse ecclesiastico

29/09/2025

Lettere al Direttore

Il sindacato oggi dovrebbe uscire dagli uffici e cercare e unire invece i dispersi del mondo attuale del lavoro.

03/05/2026

Focus

IL VOTO DI IERI E LE SPINE DI OGGI

09/06/2026

Tribuna

La foto simbolo della nuova Italia nel discorso di fine anno del presidente Mattarella

02/01/2026

Luoghi

La locomotiva nello stemma di Palazzo Fenzi-Marucelli a Firenze

29/12/2025

Mostre

La memoria viva della città in trent’anni di Foto Locchi

07/05/2026

Rassegna stampa

RICORDIAMO LE «MADRI» DELLA PATRIA

01/06/2026

Pubblicazioni

LA COSTITUZIONE E’ DI TUTTI

05/06/2026

Zanardelli, il nemico del trasformismo

20/05/2026

Patriota, uomo di governo, autore di svolte decisive. Cadde nell’oblio perché avverso ai compromessi C’è un patriota risorgimentale bresciano che ancor oggi non è considerato come meriterebbe. A dispetto dei …

Il mito del generale che difese Firenze

05/05/2026

Sebastiano De Albertis La morte di Francesco Ferrucci a Gavinana 1852 «Vile, tu uccidi un uomo morto» disse (secondo la leggenda) Francesco Ferrucci a Fabrizio Maramaldo il 3 agosto del 1530 mentre stava per …

La Festa del Primo Maggio

01/05/2026

Il lavoro non come condanna, ma come realizzazione personale. “Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l'amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) …

FESTA DELL’INDIPENDENZA TOSCANA

24/04/2026

Il 27 APRILE rappresenta una data simbolica nella storia della Toscana: in quel giorno del 1859 il Granduca Leopoldo II di Lorena lasciò Firenze, aprendo la strada alla costituzione di un Governo provvisorio che …

La crisi delle democrazie tra crisi interne e pressioni globali

22/04/2026

CERBERO, il cane mitologico con tre teste, Parco di Bomarzo Viterbo AUTORITARISMO, POPULISMO, NAZIONALISMO Viviamo una fase di trasformazioni profonde che investono società, istituzioni e politica. Le …

Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti

12/04/2026

2 aprile – 25 agosto 2026 Firenze Palazzo Medici Riccardi  Gioielli, arredi, ceramiche, abiti, tessuti, manifesti pubblicitari: sono solo alcuni dei manufatti che compongono la mostra Firenze Déco. …

LA POLITICA DI ISRAELE IN MANO AGLI ESTREMISTI

09/04/2026

Fondazione Bereshit Lashalom – Un inizio per la pace. LETTERE AL CORRIERE DELLA SERA 7 aprile 2026 Caro Aldo, scrive un amico israeliano: «Siamo in guerra e qui le leggi le rispettano tutti. Venisse anche il …

BUONA PASQUA

02/04/2026

BUONA PASQUA Comitato Fiorentino per il Risorgimento …

IL 27 APRILE, FESTA DELL’INDIPENDENZA TOSCANA

01/04/2026

Enrico Fanfani Il 27 aprile 1859 1860 Nel pomeriggio del 27 aprile 1859 il Granduca Leopoldo II di Lorena lasciò Firenze e si insediò il Governo provvisorio della Toscana con Ubaldino Peruzzi, Vincenzo Malenchini …

GARIBALDI, AGRONOMO ALL’AVANGUARDIA

15/03/2026

L'isola di Caprera Agricoltori rivoluzionari. I diari indagati da Virman Cusenza riportano un eroe che, passati i fremiti bellici (ma senza dimenticarne le istanze) si ferma a Caprera, rivaluta il lavoro agricolo …

Comitato Fiorentino per il Risorgimento

Direttore Sergio Casprini
Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi Webmaster Claudio Tirinnanzi

STATUTO
REDAZIONE
CONTATTI
LINK
PRIVACY

Newsletter

Rimani sempre aggiornato sulle nostre attività iscrivendoti alla nostra mailing list

Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione

  • Facebook

Direttore Sergio Casprini | Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi | Webmaster Claudio Tirinnanzi