• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer
Risorgimento Firenze

Risorgimento Firenze

Il sito del Comitato Fiorentino per il Risorgimento.

  • Home
  • Focus
  • Tribuna
  • I luoghi
  • Mostre
  • Rassegna stampa
  • Pubblicazioni
  • Editoriale

Il revival neoborbonico: la parola agli storici

16/10/2017

Fulvio Cammarano   Mente Politica 7 ottobre *

 

La questione del ritorno di nostalgie neoborboniche in alcune regioni del sud quest’estate, in Puglia ha preso le sembianze di una proposta di legge regionale per una giornata della memoria delle vittime meridionali dell’unificazione italiana.

Si tratta di un progetto che va ben aldilà dei consueti e periodici revival destinati a riempire l’ozio estivo e poi a spegnersi con la chiusura degli ombrelloni. La stessa contingenza storica internazionale in cui ci troviamo, caratterizzata da tensioni nazionali centrifughe, ci costringe a guardare con molta attenzione ai numerosi risvolti di questo “ritorno ai Borbone”. Il versante storico, da cui  ha preso le mosse, è in fondo l’aspetto più semplice. Poiché per sostenere una causa risulta utile inventarsi dei nemici, i laudatores del Regno delle Due Sicilie hanno vita facile, in un Paese ormai assuefatto all’idea del dibattito pubblico come gara o duello, a presentare il vasto problema di quella che un tempo si chiamava questione meridionale, come il risultato dell’azione vessatoria dei Savoia. La violenta occupazione piemontese avrebbe cioè distrutto un sistema economico e sociale funzionante e competitivo a livello internazionale e sottomesso definitivamente il Meridione agli interessi del  “Nord”. E’ evidente che utilizzare un borbonismo mitologico come chiave di lettura introduttiva agli squilibri nel rapporto tra settentrione e meridione risulta una forzatura che non serve alla comprensione dei fatti. Nuove generazioni di studiosi da anni stanno lavorando al tema della situazione del Regno delle Due Sicilie, dell’unificazione italiana e dell’annessione delle regioni meridionali, seguendo ipotesi di ricerca e percorsi interpretativi lontani anni luce dall’impostazione “colpevoli e innocenti” nella nascita del Regno d’Italia. Se non si contestualizza ciò che è avvenuto nella nostra penisola nella prima metà del XIX secolo all’interno della più vasta ed epocale trasformazione introdotta a livello planetario dalle grandi rivoluzioni di fine ‘700, si rischia di leggere molte di quelle tragiche e sanguinose vicende come un evento più vicino al gioco del risiko che a quello dei movimenti reali che caratterizzarono davvero quei decenni. Le ovvie e indiscusse brame degli ambiziosi Savoia debbono però essere declinate, in quel contesto geopolitico e ideale, all’interno di una logica propulsiva che introduceva un nuovo modo d’intendere la modernità e la partecipazione alla vita pubblica. Una logica che i Savoia, o meglio la mediazione tra la Casa regnante e la loro classe politica, hanno saputo cavalcare, anche in virtù di una Costituzione – la stessa stracciata dai Borbone pochi anni prima – che stava lentamente trasformando un Regno in una nazione. Quindi chi affronta la storia di quegli anni non può non collocare quelle dinamiche, violente e sanguinose, all’interno delle profonde correnti culturali del costituzionalismo che solcavano l’intera Europa cercando di dare forma politica all’irrefrenabile bisogno di rifondare il modo d’intendere la vita pubblica. Dentro questa nuova, indomabile, cultura si accalcavano in ordine sparso aspirazioni ideali e materiali di élite emergenti, l’impeto delle nuove generazioni, la crisi delle dinastie obbligate a scegliere tra l’opportunismo della contaminazione con il “popolo” e la resistenza al cambiamento. Una logica costituzionale, questa, che trasformando le relazioni tra i poteri e introducendo i cittadini nel sistema, finisce non solo per rendere audaci piccole e poco gloriose dinastie, come i Savoia, o per mettere a nudo debolezze e fragilità di altre, a partire dai Borbone, ma comporterà anche l’inizio di una nuova forma di legittimazione internazionale. Nefandezze ed eroismi, fuori da questo contesto, diventano solo occasione di polemica finalizzata ad altro. Mettere l’accento unicamente sulle violenze e gli inganni che stanno alla base della nascita o del consolidamento di quasi tutte le nazioni moderne, serve solo ad alimentare quei processi di semplificazione – perfetti incubatori della massa di fake news che assedia la “rete” – a cui gli storici, per forma mentis, a prescindere dalle diverse collocazioni politico-culturali, dovrebbero sempre sottrarsi. Un rifiuto che tuttavia non significa rinunciare al confronto pubblico. Informazioni e dati storici erronei o senza contesto richiedono pronte contro-argomentazioni per impedire la loro tramutazione in luoghi comuni che spesso influenzano più o meno inconsapevolmente la decisione politica. Fondamentale sarebbe quindi un più dinamico rapporto di confronto e scambio della storiografia con il giornalismo culturale, e più in generale con i media vecchi e nuovi. Allo stesso modo, la rappresentanza politica, a qualunque livello esercitata, ha il diritto di scegliere in piena libertà, ma andrebbe sostenuta nell’indispensabile processo di acquisizione informativa che, fino a prova contraria, dovrebbe sempre precedere quello deliberativo. In questo senso, dunque, sarebbe opportuno che il legislatore, ogniqualvolta prende una decisione che coinvolge direttamente le vicende del nostro passato, sia agevolato nell’accesso ad una pluralità di dati e interpretazioni che le società storiche e i centri studi sono sicuramente pronti a mettere a disposizione. La ricostruzione storica è una delle operazioni più delicate e complesse che si possano immaginare perché ci mette a contatto con ingredienti instabili, gli esseri umani, che operano in ambienti mutevoli ed è per questo che nel laboratorio dello storico, come in quello del chimico, dovrebbe sempre campeggiare la scritta “maneggiare con cura”.

*Fulvio Cammarano  Professore ordinario di Storia Contemporanea all’Università di Bologna

Mente Politica, un giornale on line  che esce il mercoledì ed  il sabato.

Pubblicato in: Tribuna
Post precedente:il mito del Grande Uomo
Post successivo:Il museo delle Porcellane a Firenze

Sidebar

il Comitato Fiorentino per il Risorgimento
è associato al Coordinamento nazionale Associazioni Risorgimentali FERRUCCIO

Sostieni

Sostieni liberamente le nostre attività con un bonifico bancario sul seguente conto corrente
Chianti Banca-Credito Cooperativo S.C.
IBAN IT81R0867302802000000909083

L’editoriale del direttore

Il 2 giugno 2026 la Repubblica italiana compie 80 anni. Auguri Italia!

Video

VIDEO del convegno “La Repubblica una e indivisibile”

Prossimi appuntamenti

LA REPUBBLICA UNA E INDIVISIBILE (art. 5 della Costituzione). L’eredità del Risorgimento nella Repubblica italiana. 

15/03/2026

Storia versus Barbarie

19/11/2025

1865 – 1870 FIRENZE CAPITALE. La Certosa e l’eversione dell’asse ecclesiastico

29/09/2025

Lettere al Direttore

Il sindacato oggi dovrebbe uscire dagli uffici e cercare e unire invece i dispersi del mondo attuale del lavoro.

03/05/2026

Focus

IL VOTO DI IERI E LE SPINE DI OGGI

09/06/2026

Tribuna

La foto simbolo della nuova Italia nel discorso di fine anno del presidente Mattarella

02/01/2026

Luoghi

La locomotiva nello stemma di Palazzo Fenzi-Marucelli a Firenze

29/12/2025

Mostre

La memoria viva della città in trent’anni di Foto Locchi

07/05/2026

Rassegna stampa

RICORDIAMO LE «MADRI» DELLA PATRIA

01/06/2026

Pubblicazioni

LA COSTITUZIONE E’ DI TUTTI

05/06/2026

Zanardelli, il nemico del trasformismo

20/05/2026

Patriota, uomo di governo, autore di svolte decisive. Cadde nell’oblio perché avverso ai compromessi C’è un patriota risorgimentale bresciano che ancor oggi non è considerato come meriterebbe. A dispetto dei …

Il mito del generale che difese Firenze

05/05/2026

Sebastiano De Albertis La morte di Francesco Ferrucci a Gavinana 1852 «Vile, tu uccidi un uomo morto» disse (secondo la leggenda) Francesco Ferrucci a Fabrizio Maramaldo il 3 agosto del 1530 mentre stava per …

La Festa del Primo Maggio

01/05/2026

Il lavoro non come condanna, ma come realizzazione personale. “Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l'amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) …

FESTA DELL’INDIPENDENZA TOSCANA

24/04/2026

Il 27 APRILE rappresenta una data simbolica nella storia della Toscana: in quel giorno del 1859 il Granduca Leopoldo II di Lorena lasciò Firenze, aprendo la strada alla costituzione di un Governo provvisorio che …

La crisi delle democrazie tra crisi interne e pressioni globali

22/04/2026

CERBERO, il cane mitologico con tre teste, Parco di Bomarzo Viterbo AUTORITARISMO, POPULISMO, NAZIONALISMO Viviamo una fase di trasformazioni profonde che investono società, istituzioni e politica. Le …

Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti

12/04/2026

2 aprile – 25 agosto 2026 Firenze Palazzo Medici Riccardi  Gioielli, arredi, ceramiche, abiti, tessuti, manifesti pubblicitari: sono solo alcuni dei manufatti che compongono la mostra Firenze Déco. …

LA POLITICA DI ISRAELE IN MANO AGLI ESTREMISTI

09/04/2026

Fondazione Bereshit Lashalom – Un inizio per la pace. LETTERE AL CORRIERE DELLA SERA 7 aprile 2026 Caro Aldo, scrive un amico israeliano: «Siamo in guerra e qui le leggi le rispettano tutti. Venisse anche il …

BUONA PASQUA

02/04/2026

BUONA PASQUA Comitato Fiorentino per il Risorgimento …

IL 27 APRILE, FESTA DELL’INDIPENDENZA TOSCANA

01/04/2026

Enrico Fanfani Il 27 aprile 1859 1860 Nel pomeriggio del 27 aprile 1859 il Granduca Leopoldo II di Lorena lasciò Firenze e si insediò il Governo provvisorio della Toscana con Ubaldino Peruzzi, Vincenzo Malenchini …

GARIBALDI, AGRONOMO ALL’AVANGUARDIA

15/03/2026

L'isola di Caprera Agricoltori rivoluzionari. I diari indagati da Virman Cusenza riportano un eroe che, passati i fremiti bellici (ma senza dimenticarne le istanze) si ferma a Caprera, rivaluta il lavoro agricolo …

Comitato Fiorentino per il Risorgimento

Direttore Sergio Casprini
Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi Webmaster Claudio Tirinnanzi

STATUTO
REDAZIONE
CONTATTI
LINK
PRIVACY

Newsletter

Rimani sempre aggiornato sulle nostre attività iscrivendoti alla nostra mailing list

Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione

  • Facebook

Direttore Sergio Casprini | Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi | Webmaster Claudio Tirinnanzi