• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer
Risorgimento Firenze

Risorgimento Firenze

Il sito del Comitato Fiorentino per il Risorgimento.

  • Home
  • Focus
  • Tribuna
  • I luoghi
  • Mostre
  • Rassegna stampa
  • Pubblicazioni
  • Editoriale

PIACCIA O NO, SENZA I SAVOIA L’ITALIA NON ESISTEREBBE

07/02/2024

Domenica del Corriere 20 maggio1915 Italia entra in guerra

LETTERE al Corriere della Sera 6 febbraio 2024

Caro Aldo, se approfittassimo della morte di Vittorio Emanuele di Savoia, ultimo «testimone» di un’altra Italia, per chiudere definitivamente una pagina di storia?  Nico Wet

In occasione del lutto della famiglia Savoia trovo penosa la ricostruzione della persona in termini negativi. Figura discussa, ma quasi sempre assolto. La cronaca non può essere un manganello addosso a una persona defunta. Franco Sarto

È morto Vittorio Emanuele di Savoia. La sua scomparsa non mi suscita altro sentimento, se non il rispetto che rivolgo a qualsiasi salma. Massimo Marnetto

Cari lettori, quando muore un personaggio pubblico, è un dovere morale non scrivere cose false e insincere. Ma lo è anche non accanirsi. Vittorio Emanuele non è stato all’altezza di una storia tragica. Esule fin da bambino, ha vissuto in un jet-set frivolo e superficiale, in un mondo di aristocratici decaduti e miliardari apolidi, che non l’ha aiutato a compiere l’unica missione che gli restava: difendere la storia della dinastia, riconoscere gli errori dei propri avi e nel contempo rivendicarne i meriti. Le rare volte in cui interveniva nel dibattito pubblico, si muoveva in modo improvvido e rancoroso, come chi ritiene di aver subìto un torto. (Imperdonabile, ad esempio, che abbia minimizzato la gravità delle leggi razziali). Così non ha creato neppure un’empatia umana con la parte dell’opinione pubblica che non gli era pregiudizialmente ostile, com’è invece riuscito a suo figlio Emanuele Filiberto.

I Savoia non hanno difensori. La sinistra non perdona loro di aver avallato il fascismo; la destra di aver fatto cadere e arrestare il Duce. È difficile in effetti negare le responsabilità di Vittorio Emanuele III nell’avvento di Mussolini — oggi peraltro molto rimpianto —, e anche la pessima gestione dell’armistizio. Prima del 1922, tuttavia, il re ebbe anche dei meriti: non era un reazionario come il padre, in politica il suo uomo fu sempre il liberale riformista Giovanni Giolitti, e dopo il disastro di Caporetto fece il suo dovere per salvare, certo non da solo, la nazione.

Se poi il discorso diventa storico, suo nonno Vittorio Emanuele II non era solo un cacciatore di stambecchi e di donne, com’è stato scritto; è il re che ha fatto l’Italia (certo pure lui non da solo). Piaccia o no, senza i Savoia l’Italia non esisterebbe. Questo non cancella né gli errori di Vittorio Emanuele III né la modestia di suo nipote, ma è così. So che molti italiani preferirebbero avere a Milano e a Venezia gli austriaci che impiccavano i patrioti, a Roma il Papa Re con i ghetti, le forche e il tribunale ecclesiastico, al Sud Franceschiello o magari direttamente fra Diavolo e Ninco Nanco. Però la storia è andata diversamente.

Ultimo dettaglio. Il 2 giugno 1946 quasi undici milioni di elettori, pari al 45,7%, votarono per la monarchia. Non per un istituto astratto; per i Savoia. Erano tutti conservatori e reazionari? Ma no, votarono monarchia Benedetto Croce, il più importante intellettuale italiano, e Luigi Einaudi, futuro presidente della Repubblica. A Roma e al Sud i Savoia stravinsero. Diciamo che i nostri nonni avevano della storia italiana un’idea diversa dalla nostra. Aldo Cazzullo

Pubblicato in: Focus
Post precedente:GLI UCRAINI NON VOGLIONO CEDERE: IN GIOCO LA LIBERTÀ E LA DEMOCRAZIA
Post successivo:Ponti di pietra

Sidebar

il Comitato Fiorentino per il Risorgimento
è associato al Coordinamento nazionale Associazioni Risorgimentali FERRUCCIO

Sostieni

Sostieni liberamente le nostre attività con un bonifico bancario sul seguente conto corrente
Chianti Banca-Credito Cooperativo S.C.
IBAN IT81R0867302802000000909083

L’editoriale del direttore

La Festa del Primo Maggio

Video

VIDEO del convegno “La Repubblica una e indivisibile”

Prossimi appuntamenti

LA REPUBBLICA UNA E INDIVISIBILE (art. 5 della Costituzione). L’eredità del Risorgimento nella Repubblica italiana. 

15/03/2026

Storia versus Barbarie

19/11/2025

1865 – 1870 FIRENZE CAPITALE. La Certosa e l’eversione dell’asse ecclesiastico

29/09/2025

Lettere al Direttore

Il sindacato oggi dovrebbe uscire dagli uffici e cercare e unire invece i dispersi del mondo attuale del lavoro.

03/05/2026

Focus

Il mito del generale che difese Firenze

05/05/2026

Tribuna

La foto simbolo della nuova Italia nel discorso di fine anno del presidente Mattarella

02/01/2026

Luoghi

La locomotiva nello stemma di Palazzo Fenzi-Marucelli a Firenze

29/12/2025

Mostre

La memoria viva della città in trent’anni di Foto Locchi

07/05/2026

Rassegna stampa

LA POLITICA DI ISRAELE IN MANO AGLI ESTREMISTI

09/04/2026

Pubblicazioni

La crisi delle democrazie tra crisi interne e pressioni globali

22/04/2026

BUONA PASQUA

02/04/2026

BUONA PASQUA Comitato Fiorentino per il Risorgimento …

IL 27 APRILE, FESTA DELL’INDIPENDENZA TOSCANA

01/04/2026

Enrico Fanfani Il 27 aprile 1859 1860 Nel pomeriggio del 27 aprile 1859 il Granduca Leopoldo II di Lorena lasciò Firenze e si insediò il Governo provvisorio della Toscana con Ubaldino Peruzzi, Vincenzo Malenchini …

GARIBALDI, AGRONOMO ALL’AVANGUARDIA

15/03/2026

L'isola di Caprera Agricoltori rivoluzionari. I diari indagati da Virman Cusenza riportano un eroe che, passati i fremiti bellici (ma senza dimenticarne le istanze) si ferma a Caprera, rivaluta il lavoro agricolo …

Libertà è partecipazione

01/03/2026

Ambrogio Lorenzetti La giustizia nella Allegoria del buon governo, Palazzo pubblico, Siena, 1338-39 In "Libertà è partecipazione”, nota canzone di Giorgio Gaber, la libertà viene definita non come un isolato …

Politica e dignità. L’esempio di Amendola

25/02/2026

Ho letto L’uomo che sfidò Mussolini. Giovanni Amendola, antifascista liberale di Antonio Carioti (Laterza): testo di storia contemporanea sobrio, formicolante di dati che determinano il racconto come tessere in un …

GAETANO SALVEMINI.  L’impegno intellettuale e la lotta politica

22/02/2026

Se dovessimo scegliere un personaggio italiano del Novecento a cui applicare l’ormai frusta definizione di intellettuale, diremmo Gaetano Salvemini (1873-1957). È questa la prima considerazione che ci suggerisce la …

A CENTO ANNI DALLA MORTE. Salvate Gobetti da gobettiani e anti-gobettiani

15/02/2026

Piero Gobetti (Torino, 19 giugno 1901- Parigi, 15 febbraio 1926) è stato un giornalista, filosofo, editore, traduttore e antifascista italiano  "Il pensiero di Piero Gobetti è contraddittorio, non poche sono …

QUEI SETTANTA PROFUGHI DALLA VENEZIA GIULIA ACCOLTI AI VANCHETONI

08/02/2026

Tra il 1947 e il 1948 l’Oratorio fiorentino fu il rifugio di 70 esuli della Venezia Giulia che sfuggirono alla pulizia etnica del regime di Tito. Per l’appassionato di arte barocca, come per il turista desideroso …

COSI’ L’IDEA LIBERALE DIVENNE ANTIFASCISTA

03/02/2026

Antonio Carioti con il libro L’uomo che sfidò Mussolini. Giovanni Amendola antifascista liberale (Laterza) dedica una biografia al deputato vittima delle aggressioni squadriste di cui ricorre quest’anno il …

GLI IDEALI DELLA SOCIETA’ SI DANNO ALLA MACCHIA

02/02/2026

 Giovanni Fattori Silvestro Lega che dipinge sugli scogli 1866 Pittura e storia. La mostra a Palazzo Reale analizza il rinnovamento portato dai Macchiaioli nei generi, dal paesaggio al ritratto, alle scene di …

Comitato Fiorentino per il Risorgimento

Direttore Sergio Casprini
Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi Webmaster Claudio Tirinnanzi

STATUTO
REDAZIONE
CONTATTI
LINK
PRIVACY

Newsletter

Rimani sempre aggiornato sulle nostre attività iscrivendoti alla nostra mailing list

Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione

  • Facebook

Direttore Sergio Casprini | Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi | Webmaster Claudio Tirinnanzi