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Il patrio suolo e lo Jus soli

01/01/2018

…Pietà vi stringa, o popoli, del duolo
Ond’è sacra l’Italia e de la speme
Che le disperse sue genti nutrica:
Non invidiate che su ’l patrio suolo,
Suolo che ancor del nostro sangue geme…

Iuvenilia  Giosue Carducci

 

Uno Stato nazionale è costituito da una comune e omogenea entità  culturale o etnica: i suoi  cittadini condividono, o almeno dovrebbero condividere, linguaggio, cultura e valori in un territorio. il patrio suolo, definito da confini naturali o formatisi storicamente. Il concetto di Stato nazionale  si sviluppò soprattutto nell’Ottocento col diffondersi di alcuni movimenti culturali come il  Romanticismo oppure con l’affermarsi di movimenti patriottici ed indipendentistici come è stato  in Italia con il Risorgimento

La cittadinanza indica il rapporto tra un individuo e lo Stato, ed è in particolare uno status, denominato civitatis, al quale l’ordinamento giuridico ricollega la pienezza dei diritti civili e politici. In Italia il moderno concetto di cittadinanza è nato al momento della costituzione dello Stato unitario e si diventa attualmente cittadini italiani, iure sanguinis, se si nasce o si è adottati da cittadini italiani.

Questo sul piano burocratico formale, sul piano  invece sostanziale di una reale integrazione del cittadino nella comunità nazionale, della sua appartenenza ad una specifica cultura e soprattutto della  consapevolezza dei diritti e  dei doveri rispetto alle istituzioni della nazione in cui vive, occorre invece un processo di formazione alla cittadinanza, affidata in primis alla scuola, ove nei primi anni di studio  è prioritario conoscere bene la lingua e la storia del Paese di cui  si è cittadini.

Questo stretto legame tra nascita e formazione culturale per una reale cittadinanza vien meno nella proposta di legge per i minori nati in Italia da genitori stranieri o arrivati in Italia da bambini, legge approvata a Giugno alla Camera e poi arenatisi al Senato negli ultimi mesi del 2017.

Infatti la legge in questione, il cosidetto Jus soli/ Jus culturae, prevede due diverse possibilità:

1)può diventare cittadino italiano chi è nato in Italia da genitori stranieri, se almeno uno dei due genitori si trova legalmente in Italia da almeno 5 anni o potranno chiedere la cittadinanza italiana i minori stranieri nati in Italia

2) può diventare cittadino italiano   chi è arrivato in Italia  entro i 12 anni  e che abbia frequentato le scuole italiane per almeno cinque anni e superato almeno un ciclo scolastico (scuole elementari o medie).

Su una questione di carattere giuridico-istituzionale invece , in maniera pretestuosa,  negli ultimi tempi è nata una gazzarra politica, dove gli interessi di fazione e di bottega elettorale hanno prevalso sugli interessi nazionali; da una parte si teme che con lo Jus soli arrivino in Italia masse ingenti di clandestini con il rischio di cancellare l’identità nazionale, di alimentare il terrorismo islamista e di stravolgere il nostro patrimonio antropologico, dall’altra parte, invece, si dà del razzista a chi si oppone alla legge, a chi dà credito alle paure dei cittadini, soprattutto tra le zone più deboli e disagiate della società, a chi ritiene demagogico ed ideologico il diritto all’accoglienza di tutti gli stranieri senza se e senza ma.

Non si tratta di pesare  o il cinismo della real-politik o le ragioni dell’umanitarismo, si tratta per uno Stato che abbia a cuore l’identità nazionale, la sicurezza dei suoi cittadini e dei suoi confini, di non avere remore a formare nuovi cittadini di origini non italiane, individuando  precisi strumenti giuridici e culturali per una reale integrazione nella nostra comunità di tutti coloro che nascono e vivono in Italia al di là del colore della loro pelle.

Sarà per tutti, italiani e stranieri, una Patria comune a condizione  appunto del rispetto della legge e dei principi sanciti dalla nostra Costituzione Repubblicana, della conoscenza della nostra lingua  e della nostra storia,  della partecipazione alla vita politica e culturale del nostro Paese.

Sergio Casprini

Pubblicato in: Editoriale
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