• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer
Risorgimento Firenze

Risorgimento Firenze

Il sito del Comitato Fiorentino per il Risorgimento.

  • Home
  • Focus
  • Tribuna
  • I luoghi
  • Mostre
  • Rassegna stampa
  • Pubblicazioni
  • Editoriale

Ma la Repubblica è nata rossa?

26/03/2018

Franco Camarlinghi  Corriere Fiorentino  22 marzo

Può darsi che abbia ragione Tomaso Montanari quando, nella recensione sulla mostra Nascita di una Nazione (Venerdì di Repubblica), scrive che parlare degli anni cinquanta e sessanta significa parlare della giovinezza della maggior parte di coloro che visiteranno Palazzo Strozzi.

Faccio parte della categoria e, appena posso, mi presento alla biglietteria. La mostra è bella, così come l’allestimento, e il rosso che via via diventa dominante nelle opere esposte dà la sensazione di un bel colore che avvolge il visitatore: sul momento non mi passa per la testa nient’altro. Torno indietro e ricomincio da Renato Guttuso e da La battaglia di Ponte dell’Ammiraglio, quella delle Frattocchie, la scuola del Pci, il luogo dove abitava Palmiro Togliatti. All’inizio degli anni settanta mi capitò di andare a trovare in Piazza del Grillo il Maestro, insieme a Fernando Farulli, per chiedergli di fare da tramite per realizzare a Firenze un’esposizione di Picasso. Fu chiaro che Guttuso avrebbe voluto essere lui richiesto per un’iniziativa del genere, battezzò Farulli come il Guttuso fiorentino e tutto finì in quel momento. Chissà perché mi torna in mente quell’episodio, poi lo capisco: nel Pci veniva al dunque lo scontro culturale fra il sostegno a linguaggi dell’arte che erano appartenuti a un’epoca passata e tutto ciò che era avvenuto anche in Italia dal dopoguerra in poi e che la mostra di palazzo Strozzi rende evidente. Le nuove generazioni identificavano Guttuso nel realismo d’antan della Battaglia di Ponte di Ponte Ammiraglio.

A Firenze per ricostruire quella storia bastava incontrare Vinicio Berti e fargli raccontare, con toni inconsolabili, la stroncatura di Togliatti dell‘Astrattismo classico.

Faticosamente lo spazio per le tendenze che ormai erano dominanti all’esterno del Pci, si sarebbe imposto anche nell’iniziativa pubblica che dopo il’75 avrebbe visto i comunisti protagonisti nelle maggiori città italiane. Giulio Carlo Argan sindaco di Roma, nel’76, ne fu il riconoscimento più evidente.
Riprendo il cammino da Turcato, Burri, Fontana, Vedova fino al trionfo del rosso di Mario Schifano e di Franco Angeli. Un po’ mi commuovo di fronte a Fausto Melotti: avevamo pensato a una sua mostra al Forte di Belvedere che poi fu fatta e fu bellissima, come ovvio. La fecero terminare prima del tempo e lui ci rimase male, ma non protestò. Quando morì riuscimmo a ottenere una deroga per la sua sepoltura nel cimitero di San Felice a Ema: voleva stare accanto al suo grande amico Montale.

Ancora ricordi: fra questi, Burri e la mostra in Orsanmichele, l’amicizia con Franco Angeli nell’ultima parte della sua vita, quando lavorava a Firenze per una importante
Galleria e per le scene di un balletto al Teatro Comunale. Certo: potrebbero essercene altri di artisti di quei due decenni e fra loro anche fiorentini, ma l’insieme è di sicuro significativo. Però: significativo di che, a parte il valore artistico? Viene reso chiaro, per il fatto che la maggioranza degli artisti presenti nella mostra era vicina o addirittura militante nel Pci, quanto lunga e faticosa fu la battaglia per cambiare il punto di vista conservatore che caratterizzava la classe dirigente di quel partito. Ma ciò concerneva la ricerca di nuovi linguaggi dell’arte nel rapporto con la realtà, o che altro?
Questi artisti, al di là di quanto detto sopra, lavoravano incontro alla Nascita di una Nazione, come recita il titolo della mostra? Si può identificare nel rosso delle bandiere o delle falci e martelli di Franco Angeli o nello sfondo di Compagni compagni di Mario Schifano l’idea di nazione? La relazione con il Pci o la sinistra italiana costituiva la sponda giusta per un discorso del genere?

L’incipit delle lezioni milanesi del `43/44 di Federico Chabod ci può guidare nell’affrontare una tale questione. «Dire senso di nazionalità, significa dire senso di individualità storica».
L’individualità di una nazione, la sua unicità, al di là delle divisioni di classe, di ceto e di condizione sociale, la distanza da appartenenze diverse in nome dell’internazionalismo. L’Italia si è data uno stato nazionale nel 1861, ma le divisioni territoriali e sociali hanno costantemente messo in dubbio (guardare la situazione attuale, per capire) l’esistenza di caratteristiche nazionali unificanti.


Non era il Pci e la sinistra il contenitore giusto per una tale ambizione e del resto nessuno che militasse in tale contesto, negli anni a cui si riferisce la mostra, aveva al centro dei propri pensieri il problema della nazione, casomai della rivoluzione, come anche si può supporre da molte opere che sto vedendo.

La nazione è per definizione «una» e di nessun colore e il clima politico nella sinistra a cui guardavano gli artisti di cui abbiamo parlato era fra i più divisivi, per cui fare una nazione di bandiere rosse era allora e lo resta oggi non poco contraddittorio.
Pensieri di un giovane di allora: resta il fatto che quei pittori e scultori che tanto dispiacevano a Togliatti, col passare del tempo, sono diventati protagonisti della scena artistica internazionale
.

Pubblicato in: Tribuna
Post precedente:I giornali di trincea raccontano la Grande Guerra
Post successivo:La Trottola e il Robot. Tra Balla, Casorati e Capogrossi

Sidebar

il Comitato Fiorentino per il Risorgimento
è associato al Coordinamento nazionale Associazioni Risorgimentali FERRUCCIO

Sostieni

Sostieni liberamente le nostre attività con un bonifico bancario sul seguente conto corrente
Chianti Banca-Credito Cooperativo S.C.
IBAN IT81R0867302802000000909083

L’editoriale del direttore

ORIANA FALLACI, una fiorentina, un’italiana

Video

VIDEO del convegno “La Repubblica una e indivisibile”

Prossimi appuntamenti

Società e cultura in Toscana dal Congresso di Vienna alla prima Guerra d’Indipendenza (1815/1848) 

20/09/2025

XX SETTEMBRE 2025

16/09/2025

1875: inaugurazione del monumento a Michelangelo al Piazzale Michelangelo

03/06/2025

Lettere al Direttore

Il sindacato oggi dovrebbe uscire dagli uffici e cercare e unire invece i dispersi del mondo attuale del lavoro.

03/05/2026

Focus

ORIANA LA DONNA MULTIFORME

30/08/2026

Tribuna

La foto simbolo della nuova Italia nel discorso di fine anno del presidente Mattarella

02/01/2026

Luoghi

La locomotiva nello stemma di Palazzo Fenzi-Marucelli a Firenze

29/12/2025

Mostre

La memoria viva della città in trent’anni di Foto Locchi

07/05/2026

Rassegna stampa

L’eterna ossessione per l’odissea

09/08/2026

Pubblicazioni

MAI STANCA DI VIVERE

08/07/2026

GIORGIO SOREL. Il teorico della violenza

02/08/2026

GIAN BIAGIO FURIOZZI: Giorgio Sorel. Il teorico della violenza, Morlacchi Editore, Perugia, 2026, pp. 218, € 16 GIAN BIAGIO FURIOZZI, professore ordinario di Storia contemporanea presso l’Università di Perugia, è …

NOSTOS. Ritorno alla terra dei padri

01/08/2026

FRANCESCO HAYEZ I profughi di Parga 1931 Né più mai toccherò le sacre sponde ove il mio corpo fanciulletto giacque,  Zacinto mia, che te specchi nell’onde  del greco mar da cui vergine nacque …

QUANDO CAVOUR DOPO VILLAFRANCA LITIGO’ CON IL RE IN PIEMONTESE

14/07/2026

LETTERE Corriere della Sera 14 luglio 2026 CARO ALDO, l’11 luglio è la data del famoso armistizio di Villafranca nel 1859, tra Napoleone III e Francesco Giuseppe, senza che i piemontesi ne fossero informati, di …

La nascita dell’istituzione regionale tra continuità politica e specificità territoriale: il caso della TOSCANA

12/07/2026

L’insediamento dei Consigli regionali nel luglio del 1970 ha rappresentato uno dei passaggi più significativi della storia istituzionale della Repubblica italiana. Con l’avvio delle Regioni a statuto ordinario …

La Storia agli esami di Maturità

01/07/2026

Il discorso d'insediamento di GIUSEPPE SARAGAT come presidente dell’Assemblea costituente. 26 giugno 1946 La storia del mondo non è altro che il progresso della …

IL VOTO DI IERI E LE SPINE DI OGGI

09/06/2026

80 ANNI DELLA REPUBBLICA. Tre saggi raccontano la conquista del voto delle donne, sin dalle radici precedenti al ’46, e il cammino che porta ai giorni nostri: il bilancio è dolce amaro e risente delle mancate …

LA COSTITUZIONE E’ DI TUTTI

05/06/2026

Ieri la Repubblica italiana ha compiuto ottant’anni. E come ogni anno, puntuale come il caldo e ugualmente prevedibile, risuona nell’aria il lamento rituale: teniamocela stretta questa Repubblica, perché c’è chi …

CORRADO OCONE: Politica e cultura. Percorsi di pensiero nell’Italia del Novecento

04/06/2026

Recensione di MASSIMO RAGAZZINI Rivista Libro Aperto volume 125 giugno 2026 CORRADO OCONE: Politica e cultura. Percorsi di pensiero nell’Italia del Novecento, …

RICORDIAMO LE «MADRI» DELLA PATRIA

01/06/2026

IL 2 GIUGNO NON FESTEGGIAMO SOLO L’OTTANTESIMO ANNIVERSARIO DELLA REPUBBLICA. Nata da un Paese stremato dagli errori del ventennio fascista e dai suoi orrori sfociati in una guerra devastante che causò oltre 400 …

Il 2 giugno 2026 la Repubblica italiana compie 80 anni. Auguri Italia!

01/06/2026

PAOLA CORTELLESI nel film “C’è ancora domani” La sequenza clou del film del 2023 C'è ancora domani, di cui Paola Cortellesi è co-sceneggiatrice, regista e interprete, è quella finale, in cui una folla di donne si …

Comitato Fiorentino per il Risorgimento

Direttore Sergio Casprini
Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi Webmaster Claudio Tirinnanzi

STATUTO
REDAZIONE
CONTATTI
LINK
PRIVACY

Newsletter

Rimani sempre aggiornato sulle nostre attività iscrivendoti alla nostra mailing list

Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione

  • Facebook

Direttore Sergio Casprini | Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi | Webmaster Claudio Tirinnanzi