• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer
Risorgimento Firenze

Risorgimento Firenze

Il sito del Comitato Fiorentino per il Risorgimento.

  • Home
  • Focus
  • Tribuna
  • I luoghi
  • Mostre
  • Rassegna stampa
  • Pubblicazioni
  • Editoriale

L’Indiano e la battaglia tra scienza e tradizione

30/11/2020

Nel novembre di 150 anni fa a Firenze fu cremato il corpo del marajà di Kolhapur, dove oggi c’è il monumento dell’Indiano. E quel evento accelerò il dibattito scientifico sulla moderna cremazione. Quindici anni dopo, nel 1885, fu inaugurato il tempio crematorio di Trespiano. 

Fulvio Conti Corriere Fiorentino 29 Novembre 2020

I fiorentini lo chiamano familiarmente «l’Indiano»: è l’estrema propaggine occidentale del parco delle Cascine, meta di passeggiate romantiche o di più prosaiche merende nel punto di ristoro che fino a qualche anno fa era aperto nella palazzina delle guardie campestri. Deriva il suo nome da una storia curiosa, quella del giovane principe indiano Rajaram Chuttraputti, maharaja di Kolhapur, che morì improvvisamente a Firenze il 30 novembre del 1870, centocinquant’anni fa, e qui fu cremato alla confluenza di due corsi d’acqua, l’Arno e il Mugnone, come da tradizione induista. È una storia che molti conoscono anche perché nel 1874 il governo di Bombay volle eternarne il ricordo facendo erigere un monumento funebre di gusto orientaleggiante, che ancora oggi si conserva, lì dove fu arso il marajà.  Il monumento ha la forma di un baldacchino a volta sorretto da quattro colonnine, sotto il quale è presente il busto scolpito del defunto principe indiano con un’iscrizione in quattro lingue: italiano, inglese, hindi e punjab e  fu realizzato dallo scultore inglese Carlo Francesco Fuller.

Meno nota è l’eco che quella singolare cerimonia ebbe nel mondo scientifico italiano. Seguita da decine persone che accorsero incuriosite alle Cascine, essa richiamò l’attenzione sul movimento che si batteva per legalizzare la cremazione e mettere fine all’inumazione e alla tumulazione. Due pratiche ritenute nocive dal punto di vista igienico-sanitario e nel lungo periodo insostenibili, perché la moltiplicazione dei cimiteri, dicevano i cremazionisti, avrebbe finito col soffocare la crescita delle città. Proprio a Firenze, fra l’altro, si era tenuto nel 1869 un grande congresso medico internazionale che per la prima volta aveva perorato in modo esplicito la causa della cremazione. La soluzione però non poteva essere quel rito arcaico che si era visto alle Cascine e aveva suscitato orrore persino nel medico milanese Gaetano Pini, strenuo sostenitore della cremazione, che così lo descrisse: «V’era legna a cataste, v’erano aromi d’ogni specie, e materie resinose, e foglie di betel, e profumi, e legno di sandalo polverizzato; ma con tutto questo il puzzo non faceva difetto, il friggere delle carni e dei grassi non mancava, ed il cadavere si contorceva come un serpente sotto l’azione del fuoco». Perché la cremazione potesse affermarsi su larga scala servivano tecniche e strumenti moderni, come quelli che stavano progettando scienziati e ingegneri, fra i quali il tedesco Siemens, che lo inserì fra i prodotti industriali dell’omonima azienda. La strada però era tracciata. Quindici anni dopo, nel 1885, fu inaugurato il tempio crematorio di Trespiano con l’incenerimento del corpo di una vecchia donna, morta nell’Arcispedale di Santa Maria Nuova, il cui cadavere non era stato reclamato da nessuno.

Alla cerimonia presenziarono il sindaco, il principe Tommaso Corsini, e l’assessore all’Igiene del Comune di Firenze, i quali ebbero modo di constatare il «modo perfetto» con cui funzionava l’impianto. Di tutt’altro avviso gli abitanti del vicino borgo di Santa Maria a Trespiano, che per anni inondarono il Comune di reclami e petizioni per far chiudere il forno crematorio, causa a loro dire di esalazioni orrende e di fumi e ceneri che entravano nelle case. In realtà, quella che si giocò intorno al tempio crematorio di Trespiano fu una battaglia ideologica tra fautori della e del progresso da una parte, e conservatori e tradizionalisti dall’altra. Lo rivelano bene i nomi dei cremati che si possono leggere, sbiaditi e corrosi dal tempo, nelle lapidi delle tombe più antiche: ex garibaldini e repubblicani come il deputato Ettore Socci; il potente gran maestro della massoneria Adriano Lemmi e il figlio Silvano, che fu consigliere comunale a Firenze; il pistoiese Pompeo Ciotti, che fu segretario nazionale del Partito socialista, e Sebastiano Del Buono, anche lui socialista e segretario della Camera del Lavoro; l’insigne scienziato Ugo Schiff, corrispondente di Marx, a cui è intitolato il dipartimento di Chimica dell’Università di Firenze. Fra le donne la scrittrice Dora d’Istria e Jessie White Mario, la pasionaria del Risorgimento, amica di Mazzini e Garibaldi.

E ancora decine di liberi pensatori, anarchici, ebrei ed evangelici, dal momento che la Chiesa cattolica condannò la cremazione e solo in tempi recenti, quando essa si è spogliata dell’originaria valenza anticlericale, l’ha riconosciuta come pratica legittima.

Da vari anni la cremazione è in forte crescita, soprattutto nell’Italia centro-settentrionale, e nel 2019 l’incidenza sul totale delle sepolture è stata di oltre il 30%. Anche in Toscana e a Firenze, dove nell’ottobre 2019 è stato inaugurato il nuovo tempio crematorio di Trespiano, si registra un’analoga tendenza.

Il nuovo Forno Crematorio di Trespiano

Com’è noto, la legge consente la dispersione delle ceneri purché a debita distanza dalle abitazioni.   Ebbene, nella nostra città uno dei luoghi deputati è proprio l’Indiano, dove il Mugnone confluisce nell’Arno, a pochi passi dal monumento che ricorda il giovane principe che vi fu arso nel 1870.

 

Pubblicato in: Rassegna stampa
Post precedente:Villino Coppini
Post successivo:Celebrare il Natale ai tempi del Covid

Sidebar

il Comitato Fiorentino per il Risorgimento
è associato al Coordinamento nazionale Associazioni Risorgimentali FERRUCCIO

Sostieni

Sostieni liberamente le nostre attività con un bonifico bancario sul seguente conto corrente
Chianti Banca-Credito Cooperativo S.C.
IBAN IT81R0867302802000000909083

L’editoriale del direttore

Il 2 giugno 2026 la Repubblica italiana compie 80 anni. Auguri Italia!

Video

VIDEO del convegno “La Repubblica una e indivisibile”

Prossimi appuntamenti

LA REPUBBLICA UNA E INDIVISIBILE (art. 5 della Costituzione). L’eredità del Risorgimento nella Repubblica italiana. 

15/03/2026

Storia versus Barbarie

19/11/2025

1865 – 1870 FIRENZE CAPITALE. La Certosa e l’eversione dell’asse ecclesiastico

29/09/2025

Lettere al Direttore

Il sindacato oggi dovrebbe uscire dagli uffici e cercare e unire invece i dispersi del mondo attuale del lavoro.

03/05/2026

Focus

IL VOTO DI IERI E LE SPINE DI OGGI

09/06/2026

Tribuna

La foto simbolo della nuova Italia nel discorso di fine anno del presidente Mattarella

02/01/2026

Luoghi

La locomotiva nello stemma di Palazzo Fenzi-Marucelli a Firenze

29/12/2025

Mostre

La memoria viva della città in trent’anni di Foto Locchi

07/05/2026

Rassegna stampa

RICORDIAMO LE «MADRI» DELLA PATRIA

01/06/2026

Pubblicazioni

LA COSTITUZIONE E’ DI TUTTI

05/06/2026

Zanardelli, il nemico del trasformismo

20/05/2026

Patriota, uomo di governo, autore di svolte decisive. Cadde nell’oblio perché avverso ai compromessi C’è un patriota risorgimentale bresciano che ancor oggi non è considerato come meriterebbe. A dispetto dei …

Il mito del generale che difese Firenze

05/05/2026

Sebastiano De Albertis La morte di Francesco Ferrucci a Gavinana 1852 «Vile, tu uccidi un uomo morto» disse (secondo la leggenda) Francesco Ferrucci a Fabrizio Maramaldo il 3 agosto del 1530 mentre stava per …

La Festa del Primo Maggio

01/05/2026

Il lavoro non come condanna, ma come realizzazione personale. “Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l'amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) …

FESTA DELL’INDIPENDENZA TOSCANA

24/04/2026

Il 27 APRILE rappresenta una data simbolica nella storia della Toscana: in quel giorno del 1859 il Granduca Leopoldo II di Lorena lasciò Firenze, aprendo la strada alla costituzione di un Governo provvisorio che …

La crisi delle democrazie tra crisi interne e pressioni globali

22/04/2026

CERBERO, il cane mitologico con tre teste, Parco di Bomarzo Viterbo AUTORITARISMO, POPULISMO, NAZIONALISMO Viviamo una fase di trasformazioni profonde che investono società, istituzioni e politica. Le …

Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti

12/04/2026

2 aprile – 25 agosto 2026 Firenze Palazzo Medici Riccardi  Gioielli, arredi, ceramiche, abiti, tessuti, manifesti pubblicitari: sono solo alcuni dei manufatti che compongono la mostra Firenze Déco. …

LA POLITICA DI ISRAELE IN MANO AGLI ESTREMISTI

09/04/2026

Fondazione Bereshit Lashalom – Un inizio per la pace. LETTERE AL CORRIERE DELLA SERA 7 aprile 2026 Caro Aldo, scrive un amico israeliano: «Siamo in guerra e qui le leggi le rispettano tutti. Venisse anche il …

BUONA PASQUA

02/04/2026

BUONA PASQUA Comitato Fiorentino per il Risorgimento …

IL 27 APRILE, FESTA DELL’INDIPENDENZA TOSCANA

01/04/2026

Enrico Fanfani Il 27 aprile 1859 1860 Nel pomeriggio del 27 aprile 1859 il Granduca Leopoldo II di Lorena lasciò Firenze e si insediò il Governo provvisorio della Toscana con Ubaldino Peruzzi, Vincenzo Malenchini …

GARIBALDI, AGRONOMO ALL’AVANGUARDIA

15/03/2026

L'isola di Caprera Agricoltori rivoluzionari. I diari indagati da Virman Cusenza riportano un eroe che, passati i fremiti bellici (ma senza dimenticarne le istanze) si ferma a Caprera, rivaluta il lavoro agricolo …

Comitato Fiorentino per il Risorgimento

Direttore Sergio Casprini
Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi Webmaster Claudio Tirinnanzi

STATUTO
REDAZIONE
CONTATTI
LINK
PRIVACY

Newsletter

Rimani sempre aggiornato sulle nostre attività iscrivendoti alla nostra mailing list

Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione

  • Facebook

Direttore Sergio Casprini | Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi | Webmaster Claudio Tirinnanzi