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Il salvataggio di Garibaldi a Cala Martina

07/09/2011

di Piero Simonetti (Comitato Maremmano di Tutela dei Valori Risorgimentali).

Gavorrano – Angelo Guelfi, possidente agrario dell’allora territorio di Gavorrano, può definirsi il “Bonnet Maremmano”, l’abile stratega della parte finale dell’impresa di salvataggio del Generale, quella che portò Garibaldi da San Dalmazio di Pomarance (Pi) all’imbarco salvifico di Cala Martina, sulla costa del mare gavorranese nei pressi di Follonica.

Il Guelfi in pochissimo tempo preparò un piano perfetto. Predispose una catena di contatti e comunicazioni talmente efficiente, visti i fitti controlli della polizia, da far invidia ai più sofisticati servizi segreti governativi. Inoltre seppe muoversi con abile maestria, riuscendo con la necessaria freddezza a controllare le proprie emozioni di uomo e di patriota (in alto un dipinto che riproduce la figura di Giuseppe Garibaldi).

Basti pensare che, sapendo di essere controllato dalla polizia granducale, si recò a Pisa per distogliere i controlli della Polizia dai territori di Massa Marittima e Gavorrano, proprio nel momento in cui il Generale sarebbe transitato. In sintesi, quelle che seguono sono le azioni del Guelfi, nel periodo dal 28 agosto al 2 settembre 1849.

28 agosto: Il Guelfi è alla fiera di Pomarance, in provincia di Pisa. Viene avvisato della presenza di Garibaldi in casa del Serafini a San Dalmazio, nel Comune di Pomarance. In serata vi si reca e parla con il generale.
29 agosto: E’a Massa Marittima al mattino presto, ove incontra i fratelli Giulio e Riccardo Lapini, patrioti e combattenti massetani. Verso le 10 parte da Massa verso Follonica ed incontra Pietro Gaggioli sul ponte del Pecora. Dopo un breve colloquio, da lì va a Scarlino, ove poco dopo mezzogiorno incontra Olivo Pina. Alle tre del pomeriggio va con Pina a Follonica ed alle sei della sera è di nuovo a Massa Marittima.
30 agosto: In mattinata parte per recarsi a Bagno a Morba, un centro termale nel Comune di Castelnuovo Val di Cecina.
31 agosto: trascorre l’intera giornata ai bagni termali come un semplice villeggiante
1 settembre: in serata riceve notizia che il piano preparato è pronto, si reca quindi da Garibaldi nella vicina frazione di San Dalmazio per informarlo e prepararlo alla partenza.
2 settembre: appena riceve notizia che Garibaldi è giunto alla sua casa nel piano di Scarlino, muove per Pisa.
3 settembre: lascia Pisa e torna a san Dalmazio.
4 settembre: insieme al Serafini si reca alla fiera del Palazzo di Travale per incontrare Olivo Pina, il quale lo mette a conoscenza di tutto quanto avvenuto e del lieto fine dell’impresa.

L’imbarco salvifico di Garibaldi dallo scoglio di Cala Martina consentì che – 11 anni dopo – si realizzasse l’altro storico imbarco dallo scoglio di Quarto, quando i Mille di Garibaldi partirono per fare l’Unità d’Italia. Evidentemente, senza il primo, non ci sarebbe stato il secondo.

Pubblicato in: Tribuna
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