• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer
Risorgimento Firenze

Risorgimento Firenze

Il sito del Comitato Fiorentino per il Risorgimento.

  • Home
  • Focus
  • Tribuna
  • I luoghi
  • Mostre
  • Rassegna stampa
  • Pubblicazioni
  • Editoriale

Galli della Loggia, nel nuovo libro speranze e ideologie d’Italia

12/03/2018

Progetti falliti e illusioni tramontate sotto la lente dell’editorialista del «Corriere» che mette a fuoco problemi irrisolti della vita nazionale in una raccolta di saggi

Michele Salvati Corriere della Sera  8 marzo

 

L’ultimo libro di Ernesto Galli della Loggia si intitola Speranze d’Italia, come quello scritto nel 1844 da Cesare Balbo, torinese, patriota e politico liberale che morì prima di vedere le sue speranze in parte realizzate.

L’identità del titolo è intenzionale, ci dice Galli della Loggia, «è una scelta che allude alla necessità, oggi come un tempo, di ridisegnare un domani per il Paese». Peccato che i saggi raccolti in questo libro di speranze ne lascino assai poche. Sono sedici scritti già pubblicati tra il 1980 e il 2010 (il grosso negli anni Novanta) e gli unici due inediti riguardano vecchie vicende. E così anche i due scritti dopo il 2000: l’esperienza della cosiddetta «Seconda Repubblica» è largamente fuori dal raggio di interesse della raccolta. Perché questa scelta? La «speranza» non deve forse agganciarsi alla situazione attuale del nostro Paese? Un Paese senza un progetto condiviso, che le recenti elezioni consegnano alla confusione e all’incertezza.

Galli della Loggia poteva forse aggiungere altri saggi — e molti editoriali che ha scritto per il «Corriere della Sera» — i quali testimoniano il suo interesse per le vicende politiche e ideologiche a noi più vicine: quelli che di recente ha ripubblicato con Marsilio, nel volume Il tramonto di una nazione, non mi sembra lascino aperte grandi speranze per il futuro. Non l’ha fatto in questo libro — sottopongo all’autore la mia interpretazione — perché probabilmente egli considera conclusa la fase di ricerca storica di cui i saggi ripresentati in Speranze d’Italia disegnano il decorso.

Traggo questo giudizio dalla stessa introduzione al volume. Una introduzione relativamente breve, in cui Galli della Loggia non aggiunge altri materiali interpretativi, ma si limita a una sintesi delle principali conclusioni a cui i diversi saggi pervengono. E però, con molte cautele, avanza una pretesa di originalità — specie per il passaggio dalla ricerca a una diffusione ideologica più ampia — piuttosto chiara. Afferma infatti: «Gli scritti presenti nel libro rappresentano una prima messa a fuoco dei temi indicati» (sono quelli di cui i singoli saggi trattano: «Il Risorgimento e dopo: il ruolo negativo dello scontro tra liberalismo e cattolicesimo»; «Una Resistenza tradita?»; «Patologie italiane: il fascismo sempre in agguato e l’antifascismo perenne»; «Perché fu sconfitta la cultura liberal-democratica in Italia»; «L’azionismo immaginario, ovvero il partito democratico mancato»…). E aggiunge: «Ma pur con tale riserva mi sembra che nel loro insieme essi disegnino in modo abbastanza compiuto un primo abbozzo di quella visione del nostro Paese di cui abbiamo bisogno»

Se questa pretesa sia sostenibile lo diranno gli storici. Come economista — da molto tempo convinto che lo sviluppo economico non si possa spiegare senza un’analisi comparata delle istituzioni e delle idee politiche dominanti — posso solo ricordare con piacere la ventata di novità che colpì il «Corriere della Sera», ancora immerso nella visione storica di Giovanni Spadolini, con l’arrivo alla direzione di Paolo Mieli, allievo di Renzo De Felice, e con lui di Galli della Loggia, anch’egli influenzato dalla grande opera sul fascismo. E più tardi si unirà a loro Pierluigi Battista. Colpivano la sicurezza e il coraggio delle loro analisi, la mancanza di esitazione nell’attaccare mostri sacri per la vulgata di sinistra come Piero Gobetti, Antonio Gramsci e Norberto Bobbio. Tutti caratteri che il lettore ritrova nei saggi raccolti in questo libro, in modo più disteso e argomentato.

Se però sono credibili le dissacrazioni delle principali ideologie del Novecento (di tutte, e in particolare di quella che Galli della Loggia chiama «l’ideologia italiana»: il saggio su Alfredo Oriani, un autore oggi dimenticato di cui sia Gramsci che Gobetti avevano stima, è a mio giudizio il più bello di tutto il libro), si pone un problema: dove appoggiarsi per nutrire qualche speranza per il futuro? Quale visione, attraente per i comuni cittadini, ma sostenuta anche dai ceti dirigenti e compatibile con i caratteri attuali del capitalismo, ha in mente Galli della Loggia per giustificare il titolo del suo libro?

Non erano solo le parrocchie e la Chiesa, salvo per i primi anni del dopoguerra, a sostenere il grande consenso alla Democrazia cristiana, ma il travolgente sviluppo economico che ne seguì e l’avversione degli italiani per cambiamenti radicali. Poi la storia del nostro Paese, con tutte le sue peculiarità ideologiche, entra nel solco della grande storia europea e internazionale, che ne scandisce i ritmi e ne determina i possibili sviluppi: le peculiarità ideologiche italiane — quelle di cui tratta Galli della Loggia — sono soprattutto importanti per comprendere occasioni di sviluppo e modernizzazione che l’Italia non colse e stanno alla radice dell’attuale ristagno. Di esse ho fatto di recente un breve riassunto in un commento incluso nell’ultimo «Annale» della Fondazione Feltrinelli (L’approdo mancato, a cura di Franco Amatori) e a questo devo rinviare, sottolineando che una vera storia è fatta certamente da idee e ideologie, ma mischiate sapientemente con i fatti — economici, sociali, politici e istituzionali — che vi devono aggiungere una dose sufficiente di credibilità ed efficacia mobilitante.

Oggi, in parte anche per effetto dell’attacco dissacratore di Galli della Loggia, le mistificazioni sulle quali quelle ideologie si reggevano sono state svelate ed esse sono morte. Che cosa le ha sostituite? L’abbiamo visto nella campagna elettorale che si è appena conclusa: il grido qualunquista di «onestà, onestà» dei Cinque Stelle? Il rozzo appello xenofobo della Lega? Il semplice richiamo alla competenza e a un’Unione Europea sempre in crisi?

Insomma, verrebbe quasi da rimpiangere le vecchie ideologie e le false interpretazioni della storia italiana che Galli della Loggia critica in questo libro. Criticarle è stato però un passo importante e meritorio, preliminare a quello di fondare la speranza su basi nuove.

Pubblicato in: Rassegna stampa
Post precedente:Il Monumento a Michelangelo
Post successivo:Ma l’Italia è nata con il Risorgimento

Sidebar

il Comitato Fiorentino per il Risorgimento
è associato al Coordinamento nazionale Associazioni Risorgimentali FERRUCCIO

Sostieni

Sostieni liberamente le nostre attività con un bonifico bancario sul seguente conto corrente
Chianti Banca-Credito Cooperativo S.C.
IBAN IT81R0867302802000000909083

L’editoriale del direttore

La Storia agli esami di Maturità

Video

VIDEO del convegno “La Repubblica una e indivisibile”

Prossimi appuntamenti

LA REPUBBLICA UNA E INDIVISIBILE (art. 5 della Costituzione). L’eredità del Risorgimento nella Repubblica italiana. 

15/03/2026

Storia versus Barbarie

19/11/2025

1865 – 1870 FIRENZE CAPITALE. La Certosa e l’eversione dell’asse ecclesiastico

29/09/2025

Lettere al Direttore

Il sindacato oggi dovrebbe uscire dagli uffici e cercare e unire invece i dispersi del mondo attuale del lavoro.

03/05/2026

Focus

La nascita dell’istituzione regionale tra continuità politica e specificità territoriale: il caso della TOSCANA

12/07/2026

Tribuna

La foto simbolo della nuova Italia nel discorso di fine anno del presidente Mattarella

02/01/2026

Luoghi

La locomotiva nello stemma di Palazzo Fenzi-Marucelli a Firenze

29/12/2025

Mostre

La memoria viva della città in trent’anni di Foto Locchi

07/05/2026

Rassegna stampa

QUANDO CAVOUR DOPO VILLAFRANCA LITIGO’ CON IL RE IN PIEMONTESE

14/07/2026

Pubblicazioni

MAI STANCA DI VIVERE

08/07/2026

CORRADO OCONE: Politica e cultura. Percorsi di pensiero nell’Italia del Novecento

04/06/2026

Recensione di MASSIMO RAGAZZINI Rivista Libro Aperto volume 125 giugno 2026 CORRADO OCONE: Politica e cultura. Percorsi di pensiero nell’Italia del Novecento, …

RICORDIAMO LE «MADRI» DELLA PATRIA

01/06/2026

IL 2 GIUGNO NON FESTEGGIAMO SOLO L’OTTANTESIMO ANNIVERSARIO DELLA REPUBBLICA. Nata da un Paese stremato dagli errori del ventennio fascista e dai suoi orrori sfociati in una guerra devastante che causò oltre 400 …

Il 2 giugno 2026 la Repubblica italiana compie 80 anni. Auguri Italia!

01/06/2026

PAOLA CORTELLESI nel film “C’è ancora domani” La sequenza clou del film del 2023 C'è ancora domani, di cui Paola Cortellesi è co-sceneggiatrice, regista e interprete, è quella finale, in cui una folla di donne si …

Gino Capponi. Patriota, pedagogista e uomo di cultura nella Toscana dell’Ottocento

27/05/2026

Antonio Bortone GINO CAPPONI 1876 Sala Firenze Capitale Palazzo Vecchio 29 MAGGIO 2026 26 Maggio 2026. RICORRENZA DI CURTATONE E MONTANARA Nel Cinquantenario della morte di Gino Capponi Venerdì 29 …

Zanardelli, il nemico del trasformismo

20/05/2026

Patriota, uomo di governo, autore di svolte decisive. Cadde nell’oblio perché avverso ai compromessi C’è un patriota risorgimentale bresciano che ancor oggi non è considerato come meriterebbe. A dispetto dei …

Il mito del generale che difese Firenze

05/05/2026

Sebastiano De Albertis La morte di Francesco Ferrucci a Gavinana 1852 «Vile, tu uccidi un uomo morto» disse (secondo la leggenda) Francesco Ferrucci a Fabrizio Maramaldo il 3 agosto del 1530 mentre stava per …

La Festa del Primo Maggio

01/05/2026

Il lavoro non come condanna, ma come realizzazione personale. “Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l'amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) …

FESTA DELL’INDIPENDENZA TOSCANA

24/04/2026

Il 27 APRILE rappresenta una data simbolica nella storia della Toscana: in quel giorno del 1859 il Granduca Leopoldo II di Lorena lasciò Firenze, aprendo la strada alla costituzione di un Governo provvisorio che …

La crisi delle democrazie tra crisi interne e pressioni globali

22/04/2026

CERBERO, il cane mitologico con tre teste, Parco di Bomarzo Viterbo AUTORITARISMO, POPULISMO, NAZIONALISMO Viviamo una fase di trasformazioni profonde che investono società, istituzioni e politica. Le …

Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti

12/04/2026

2 aprile – 25 agosto 2026 Firenze Palazzo Medici Riccardi  Gioielli, arredi, ceramiche, abiti, tessuti, manifesti pubblicitari: sono solo alcuni dei manufatti che compongono la mostra Firenze Déco. …

Comitato Fiorentino per il Risorgimento

Direttore Sergio Casprini
Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi Webmaster Claudio Tirinnanzi

STATUTO
REDAZIONE
CONTATTI
LINK
PRIVACY

Newsletter

Rimani sempre aggiornato sulle nostre attività iscrivendoti alla nostra mailing list

Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione

  • Facebook

Direttore Sergio Casprini | Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi | Webmaster Claudio Tirinnanzi