• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer
Risorgimento Firenze

Risorgimento Firenze

Il sito del Comitato Fiorentino per il Risorgimento.

  • Home
  • Focus
  • Tribuna
  • I luoghi
  • Mostre
  • Rassegna stampa
  • Pubblicazioni
  • Editoriale

Ernesto Rossi e l’Europa

30/07/2020

«Non merita i fichi secchi». Nell’archivio Imi ritrovate le lettere del leader federalista al presidente dell’ Abi, Stefano Siglienti

 Nicola Saldutti  Corriere della Sera  27 luglio 2020 

Sono documenti, tasselli di una storia che ha portato fino all’Europa che siamo (e che non siamo ancora). Lettere, l’appello con le firme che ricordano la nostra storia, Benedetto Croce, Carlo Levi, Maria Montessori, Donato Menichella, Alberto Moravia, Adriano Olivetti, Ferruccio Parri, Gaetano Salvemini, Ignazio Silone, Altiero Spinelli, Luigi Sturzo… Tutto settant’anni fa, quando la Comunità europea del carbone e dell’acciaio non era ancora nata, con lo scambio carbone-energia-uomini-miniere. Ed Ernesto Rossi, vissuto al confino perché condannato da un tribunale fascista, è l’instancabile promotore del Movimento federalista europeo. Il grande sogno della federazione tra gli Stati.

Scrive a Stefano Siglienti, che in quel momento è presidente dell’Istituto mobiliare italiano e presidente dell’Abi, l’Associazione bancaria italiana.

Stefano Siglienti e la moglie Ines

Chiede, Rossi, che il banchiere, liberato solo sei anni prima rocambolescamente dalla prigione di Regina Coeli per il coraggioso intervento della moglie Ines Berlinguer, aderisca a quel progetto. Lo appoggi. Sia tra i firmatari. È l’Italia che ancora ha tutte le ferite della guerra e l’Imi sta gestendo i fondi del piano Marshall per la ricostruzione. Ma Rossi guarda più lontano: è necessario prendere ogni iniziativa per mobilitare l’opinione pubblica, renderla europea quando molti dei Paesi che poi nel marzo del 1957 daranno vita alla Comunità economica europea, si sentono ancora degli ex nemici. E il banchiere, come si può leggere nei documenti estratti dall’archivio storico dell’Imi, un patrimonio di 5 chilometri lineari di documenti, pratiche (anche quelle respinte), missive, risponde sì: un contributo di un milione di lire per l’Europa. Per le iniziative che Rossi intende attivare per mobilitare l’opinione pubblica.

Con una delibera del 20 marzo 1950 l’Imi rende disponibile un altro milione di lire. «I rapporti tra Siglienti e Rossi risalgono a Giustizia e Libertà e poi al Partito d’Azione. Entrambi nel ’43, anche se in tempi diversi, sono in carcere per la loro militanza antifascista. La vocazione europeista di Rossi, che individua nell’Europa l’unica possibilità per l’Italia di uscire dalla guerra. Ma questo progetto deve essere perseguito su due livelli: coinvolgere le personalità del tempo ma soprattutto i cittadini, l’opinione pubblica. Una pratica che abbiamo ritrovato nell’archivio Imi che racconta un pezzo della nostra storia europea», spiega Barbara Costa, responsabile dell’Archivio storico Intesa Sanpaolo.

Da quelle macerie può nascere un progetto. Ecco l’appello di Rossi: «Per sommuovere veramente l’opinione pubblica in tutto il Paese con la campagna ora progettata, occorrono, però, mezzi molto superiori a quelli di cui il Mfe (Movimento federalista europeo, ndr) può disporre, anche se richiede un contributo straordinario a tutti i suoi aderenti ed amici. Il successo dell’iniziativa in gran parte dipenderà dell’entità dei fondi che potranno essere dedicati all’organizzazione centrale, ai viaggi di collegamento all’estero, alla preparazione e all’affissione dei manifesti, alla stampa delle schede, alle manifestazioni nei pubblici locali, alla posta, ecc.». Un’Europa di coinvolgimento, dunque.

La lettera di Siglienti con la donazione di un milione di lire porta la data dell’8 marzo 1950. Poche righe con la notizia del vaglia presso la Banca d’Italia. Rossi ringrazia anche a nome di altri esponenti del Movimento federalista: «Ormai siamo in ballo e bisogna ballare. Non si può fare le nozze con i fichi secchi. Dobbiamo assumere personale, ordinare manifesti, schede, cortometraggio, volantini, e non abbiamo ancora in cassa neppure i fondi sufficienti per organizzare una fiera di beneficienza. Promesse molte e quattrini pochissimi. (…) È inutile avere delle buone idee, se non ci sono i mezzi per realizzarle. Siamo già in ritardo, in gravissimo ritardo, dato che la campagna deve avere inizio ai primi di aprile…». C’è tutta la sua energia, in queste parole.

«Si percepisce la consapevolezza che quelli siano tempi maturi per spingere l’idea di Europa, per renderla condivisa dai cittadini. In qualche modo Rossi chiama a raccolta le figure di spicco della società politica e civile italiana e allo stesso tempo si rivolge alla popolazione», sottolinea Costa. Siglienti scrive al Credito Italiano: «Questa organizzazione, considerato l’elevato scopo e la portata storica del Movimento — che è al di sopra di ogni particolarismo politico — ed in presenza delle vive sollecitazioni che le vengono rivolte, ritiene doveroso sottoporre all’esame di codesto Istituto l’opportunità di accogliere l’appello che per il tramite della scrivente viene rivolto». Si fa lui stesso portavoce. Il comitato d’onore dell’Mfe, composto da 36 personalità, è una specie di antologia della storia recente, da Luigi Einaudi, don Luigi Sturzo, Gaetano Salvemini.

Siamo nel 1951, anno decisivo nel quale si discute della difesa europea. Rossi insiste e scrive ancora a Siglienti. È il 5 novembre: «Carissimo Stefano ti invito a sostenere la propaganda federalista nell’anno prossimo, che dovrebbe essere l’anno decisivo per la costituente europea». Un’energia alla quale si fa fatica a dire di no: «Fai di tutto per venirci in aiuto; se non puoi sottoscrivere tu personalmente, guarda di far sottoscrivere l’impegno a persone che sono nella cerchia delle tue conoscenze». Energia che anche la moglie, Ada, qualche anno dopo rivolgerà a Siglienti per finanziare una grande mostra su Gaetano Salvemini. A Firenze. È il 1969.

Firenze 1923: da sinistra  Gaetano Salvemini, Marion Cave con il marito Carlo Rosselli. Il penultimo a destra è Ernesto Rossi.

 

Pubblicato in: Rassegna stampa
Post precedente:La memoria, i traumi, la storia.
Post successivo:Essere europei tra “Ragione e sentimento”

Sidebar

il Comitato Fiorentino per il Risorgimento
è associato al Coordinamento nazionale Associazioni Risorgimentali FERRUCCIO

Sostieni

Sostieni liberamente le nostre attività con un bonifico bancario sul seguente conto corrente
Chianti Banca-Credito Cooperativo S.C.
IBAN IT81R0867302802000000909083

L’editoriale del direttore

IL 27 APRILE, FESTA DELL’INDIPENDENZA TOSCANA

Video

VIDEO del convegno “La Repubblica una e indivisibile”

Prossimi appuntamenti

LA REPUBBLICA UNA E INDIVISIBILE (art. 5 della Costituzione). L’eredità del Risorgimento nella Repubblica italiana. 

15/03/2026

Storia versus Barbarie

19/11/2025

1865 – 1870 FIRENZE CAPITALE. La Certosa e l’eversione dell’asse ecclesiastico

29/09/2025

Lettere al Direttore

L’11 AGOSTO 1944, la Liberazione di Firenze, va sempre  celebrata per ricordare il sacrificio dei tanti partigiani che morirono  per la liberazione dell’Italia dal regime nazifascista.

12/08/2025

Focus

GARIBALDI, AGRONOMO ALL’AVANGUARDIA

15/03/2026

Tribuna

La foto simbolo della nuova Italia nel discorso di fine anno del presidente Mattarella

02/01/2026

Luoghi

La locomotiva nello stemma di Palazzo Fenzi-Marucelli a Firenze

29/12/2025

Mostre

GLI IDEALI DELLA SOCIETA’ SI DANNO ALLA MACCHIA

02/02/2026

Rassegna stampa

LA POLITICA DI ISRAELE IN MANO AGLI ESTREMISTI

09/04/2026

Pubblicazioni

La crisi delle democrazie tra crisi interne e pressioni globali

22/04/2026

BUONA PASQUA

02/04/2026

BUONA PASQUA Comitato Fiorentino per il Risorgimento …

Libertà è partecipazione

01/03/2026

Ambrogio Lorenzetti La giustizia nella Allegoria del buon governo, Palazzo pubblico, Siena, 1338-39 In "Libertà è partecipazione”, nota canzone di Giorgio Gaber, la libertà viene definita non come un isolato …

Politica e dignità. L’esempio di Amendola

25/02/2026

Ho letto L’uomo che sfidò Mussolini. Giovanni Amendola, antifascista liberale di Antonio Carioti (Laterza): testo di storia contemporanea sobrio, formicolante di dati che determinano il racconto come tessere in un …

GAETANO SALVEMINI.  L’impegno intellettuale e la lotta politica

22/02/2026

Se dovessimo scegliere un personaggio italiano del Novecento a cui applicare l’ormai frusta definizione di intellettuale, diremmo Gaetano Salvemini (1873-1957). È questa la prima considerazione che ci suggerisce la …

A CENTO ANNI DALLA MORTE. Salvate Gobetti da gobettiani e anti-gobettiani

15/02/2026

Piero Gobetti (Torino, 19 giugno 1901- Parigi, 15 febbraio 1926) è stato un giornalista, filosofo, editore, traduttore e antifascista italiano  "Il pensiero di Piero Gobetti è contraddittorio, non poche sono …

QUEI SETTANTA PROFUGHI DALLA VENEZIA GIULIA ACCOLTI AI VANCHETONI

08/02/2026

Tra il 1947 e il 1948 l’Oratorio fiorentino fu il rifugio di 70 esuli della Venezia Giulia che sfuggirono alla pulizia etnica del regime di Tito. Per l’appassionato di arte barocca, come per il turista desideroso …

COSI’ L’IDEA LIBERALE DIVENNE ANTIFASCISTA

03/02/2026

Antonio Carioti con il libro L’uomo che sfidò Mussolini. Giovanni Amendola antifascista liberale (Laterza) dedica una biografia al deputato vittima delle aggressioni squadriste di cui ricorre quest’anno il …

SORVEGLIARE E PUNIRE. La cruenta repressione del dissenso in Iran

01/02/2026

"Saluterò di nuovo il sole, e il torrente che mi scorreva nel petto, e saluterò le nuvole dei miei lunghi pensieri e la crescita dolorosa dei pioppi in giardino che con me hanno percorso le secche …

La scoperta delle radici ebraiche: una memoria familiare, e di tutti

26/01/2026

Mimmo Paladino Dormienti   Görlitz - Stalag VIII  Memoriale della Shoah Milano L’incipit è da romanzo, diciamo da fiction. Invece è l’inizio di una reale riscrittura della propria autobiografia e di una intera …

MARIA MADDALENA ROSSI. Donna d’azione per la democrazia e il bene comune

18/01/2026

Ci avviamo a celebrare l’ottantesimo anniversario della Repubblica e dell’Assemblea costituente con una maggiore conoscenza, rispetto a pochissimi anni fa, sulle Madri della Costituzione. Le 21 donne elette il 2 …

Comitato Fiorentino per il Risorgimento

Direttore Sergio Casprini
Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi Webmaster Claudio Tirinnanzi

STATUTO
REDAZIONE
CONTATTI
LINK
PRIVACY

Newsletter

Rimani sempre aggiornato sulle nostre attività iscrivendoti alla nostra mailing list

Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione

  • Facebook

Direttore Sergio Casprini | Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi | Webmaster Claudio Tirinnanzi