• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer
Risorgimento Firenze

Risorgimento Firenze

Il sito del Comitato Fiorentino per il Risorgimento.

  • Home
  • Focus
  • Tribuna
  • I luoghi
  • Mostre
  • Rassegna stampa
  • Pubblicazioni
  • Editoriale

E A SETTEMBRE TORNA A SUONARE LA CAMPANELLA DELLA SCUOLA

01/09/2021

Suona la campanella;
scopa, scopa la bidella;
viene il bidello ad aprire il portone;
viene il maestro dalla stazione;
viene la mamma, o scolaretto,
a tirarti giù dal letto…

Viene il sole nella stanza:
su, è finita la vacanza.
Metti la penna nell’astuccio,
l’assorbente nel quadernuccio,
fa la punta alla matita
e corri a scrivere la tua vita.

Scrivi bene, senza fretta
ogni giorno una paginetta.
Scrivi parole diritte e chiare:
Amore, lottare, lavorare
.

Gianni Rodari, Il primo giorno di scuola

 

Tra le priorità programmatiche del governo Draghi c’era l’esigenza di tornare prima possibile alla normalità nella scuola: in termini di orari, di programmi, di esami, ma soprattutto di presenza di allievi e docenti in carne e ossa nelle classi, visti i pessimi risultati della didattica a distanza, confermati tra l’altro dai recenti dati dell’Invalsi.

Sarà possibile iniziare un regolare anno scolastico come negli anni pre-Covid, grazie a un alto numero di vaccinati tra i docenti, l’introduzione del Green Pass, le fasce d’ingresso diversificate e le mascherine per gli allievi. Resta il problema della sicurezza dei trasporti pubblici per gli studenti pendolari e della presenza ancora in alcune regioni di scuole con classi numerose.

Il dibattito e le polemiche degli ultimi mesi sul rientro in sicurezza nelle aule e sul ritorno alla normalità delle scuole hanno però nascosto i problemi che da lungo tempo caratterizzano l’istruzione in Italia. La scarsa preparazione dei nostri giovani non è dovuta solo a questi due anni di lockdown e di didattica a distanza. Nasce molto prima, da quando i fondamenti del fare scuola sono venuti meno, a partire dagli anni ’60, con il proposito delle classi dirigenti di allora, in sé corretto, di cancellare le chiusure e i privilegi classisti di cui era imbevuto l’ordinamento scolastico tradizionale. Ideologicamente, però, si è pensato che il classismo della scuola consistesse essenzialmente nei suoi contenuti e nei relativi modi di insegnamento e di apprendimento. Cioè nella cosiddetta cultura «borghese» e nel «nozionismo»; e dunque che, modificati o aboliti l’una e l’altro, cancellati il latino, il riassunto e le poesie «a memoria», sarebbe stata possibile un’istruzione finalmente per tutti. Da qui progressivamente sono stati intaccati i contenuti epistemologici di ogni disciplina, anche per la ricerca di una trasversalità tra i diversi insegnamenti, al punto che alcune materie come l’italiano e la storia, fondamentali per la formazione di una cittadinanza consapevole e della coscienza nazionale, rischiano di non essere più patrimonio comune del nostro Paese.

Inoltre, il tentativo dei politici e dei pedagogisti di quegli anni di rinnovare il tradizionale modello di istruzione con il fine democratico di annullare gli svantaggi di partenza di molti allievi ha portato di fatto a una scuola programmaticamente, ma anche illusoriamente, «inclusiva» con la proclamazione del “diritto al successo formativo”. Con l’inevitabile conseguenza di addossare alla sola scuola il conseguimento di questo successo e di far sparire il tema della volontà e dell’impegno da parte degli allievi. Si è proceduto inoltre a un graduale appiattimento dei corsi di studi, invece di dare il giusto valore alla diversità e alla ricchezza dei diversi percorsi scolastici, tanto che si è potuto imputare alla classe politica la “licealizzazione” degli istituti tecnici e professionali. Ancora nella linea di un’illusoria “inclusione”, si è soprattutto delegittimata qualsiasi forma di selezione insieme ai suoi strumenti di valutazione del merito, al contrario di quanto chiede l’art. 34 della nostra Costituzione (I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.)

Infine le istituzioni scolastiche, con la loro politica permissiva, hanno pervicacemente cercato il consenso dei genitori e degli studenti, dando molto più peso ai loro diritti che alle loro responsabilità, non imponendo le giuste regole dello stare a scuola e pregiudicando l’autorevolezza del corpo insegnante nello svolgimento del suo compito.

1866 Illustrazione dal libro Cuore

Nel lungo processo storico della formazione dello Stato italiano la classe politica risorgimentale e gli uomini di cultura, che fossero o no ministri della Pubblica Istruzione, da De Sanctis a Villari, da Croce a Gentile, da Salvemini a Gobetti hanno visto la scuola non in maniera ideologica o come terreno di avventurose sperimentazioni pedagogistiche, ma come spazio reale di emancipazione culturale e democratica e di formazione di un’autentica coscienza nazionale.

La scuola deve giustamente stare al passo con i tempi e accettare le sfide della modernità, senza però perdere il rigore culturale e i veri fini educativi insiti nel suo Dna, altrimenti si accentuerà ancora lo smarrimento delle nuove generazioni, già provate da due anni di pandemia e di confinamenti, con il rischio che i continui richiami di Draghi e di Mattarella alle responsabilità e ai doveri civici dei cittadini cadano nel vuoto soprattutto per chi è più fragile per età e per formazione.

Sergio Casprini

 

 

Pubblicato in: Editoriale
Post precedente:L’OSPEDALE MEYER
Post successivo:LE PROTAGONISTE. L’emancipazione femminile attraverso lo sport

Sidebar

il Comitato Fiorentino per il Risorgimento
è associato al Coordinamento nazionale Associazioni Risorgimentali FERRUCCIO

Sostieni

Sostieni liberamente le nostre attività con un bonifico bancario sul seguente conto corrente
Chianti Banca-Credito Cooperativo S.C.
IBAN IT81R0867302802000000909083

L’editoriale del direttore

IL 27 APRILE, FESTA DELL’INDIPENDENZA TOSCANA

Video

VIDEO del convegno “La Repubblica una e indivisibile”

Prossimi appuntamenti

LA REPUBBLICA UNA E INDIVISIBILE (art. 5 della Costituzione). L’eredità del Risorgimento nella Repubblica italiana. 

15/03/2026

Storia versus Barbarie

19/11/2025

1865 – 1870 FIRENZE CAPITALE. La Certosa e l’eversione dell’asse ecclesiastico

29/09/2025

Lettere al Direttore

L’11 AGOSTO 1944, la Liberazione di Firenze, va sempre  celebrata per ricordare il sacrificio dei tanti partigiani che morirono  per la liberazione dell’Italia dal regime nazifascista.

12/08/2025

Focus

GARIBALDI, AGRONOMO ALL’AVANGUARDIA

15/03/2026

Tribuna

La foto simbolo della nuova Italia nel discorso di fine anno del presidente Mattarella

02/01/2026

Luoghi

La locomotiva nello stemma di Palazzo Fenzi-Marucelli a Firenze

29/12/2025

Mostre

GLI IDEALI DELLA SOCIETA’ SI DANNO ALLA MACCHIA

02/02/2026

Rassegna stampa

LA POLITICA DI ISRAELE IN MANO AGLI ESTREMISTI

09/04/2026

Pubblicazioni

La crisi delle democrazie tra crisi interne e pressioni globali

22/04/2026

BUONA PASQUA

02/04/2026

BUONA PASQUA Comitato Fiorentino per il Risorgimento …

Libertà è partecipazione

01/03/2026

Ambrogio Lorenzetti La giustizia nella Allegoria del buon governo, Palazzo pubblico, Siena, 1338-39 In "Libertà è partecipazione”, nota canzone di Giorgio Gaber, la libertà viene definita non come un isolato …

Politica e dignità. L’esempio di Amendola

25/02/2026

Ho letto L’uomo che sfidò Mussolini. Giovanni Amendola, antifascista liberale di Antonio Carioti (Laterza): testo di storia contemporanea sobrio, formicolante di dati che determinano il racconto come tessere in un …

GAETANO SALVEMINI.  L’impegno intellettuale e la lotta politica

22/02/2026

Se dovessimo scegliere un personaggio italiano del Novecento a cui applicare l’ormai frusta definizione di intellettuale, diremmo Gaetano Salvemini (1873-1957). È questa la prima considerazione che ci suggerisce la …

A CENTO ANNI DALLA MORTE. Salvate Gobetti da gobettiani e anti-gobettiani

15/02/2026

Piero Gobetti (Torino, 19 giugno 1901- Parigi, 15 febbraio 1926) è stato un giornalista, filosofo, editore, traduttore e antifascista italiano  "Il pensiero di Piero Gobetti è contraddittorio, non poche sono …

QUEI SETTANTA PROFUGHI DALLA VENEZIA GIULIA ACCOLTI AI VANCHETONI

08/02/2026

Tra il 1947 e il 1948 l’Oratorio fiorentino fu il rifugio di 70 esuli della Venezia Giulia che sfuggirono alla pulizia etnica del regime di Tito. Per l’appassionato di arte barocca, come per il turista desideroso …

COSI’ L’IDEA LIBERALE DIVENNE ANTIFASCISTA

03/02/2026

Antonio Carioti con il libro L’uomo che sfidò Mussolini. Giovanni Amendola antifascista liberale (Laterza) dedica una biografia al deputato vittima delle aggressioni squadriste di cui ricorre quest’anno il …

SORVEGLIARE E PUNIRE. La cruenta repressione del dissenso in Iran

01/02/2026

"Saluterò di nuovo il sole, e il torrente che mi scorreva nel petto, e saluterò le nuvole dei miei lunghi pensieri e la crescita dolorosa dei pioppi in giardino che con me hanno percorso le secche …

La scoperta delle radici ebraiche: una memoria familiare, e di tutti

26/01/2026

Mimmo Paladino Dormienti   Görlitz - Stalag VIII  Memoriale della Shoah Milano L’incipit è da romanzo, diciamo da fiction. Invece è l’inizio di una reale riscrittura della propria autobiografia e di una intera …

MARIA MADDALENA ROSSI. Donna d’azione per la democrazia e il bene comune

18/01/2026

Ci avviamo a celebrare l’ottantesimo anniversario della Repubblica e dell’Assemblea costituente con una maggiore conoscenza, rispetto a pochissimi anni fa, sulle Madri della Costituzione. Le 21 donne elette il 2 …

Comitato Fiorentino per il Risorgimento

Direttore Sergio Casprini
Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi Webmaster Claudio Tirinnanzi

STATUTO
REDAZIONE
CONTATTI
LINK
PRIVACY

Newsletter

Rimani sempre aggiornato sulle nostre attività iscrivendoti alla nostra mailing list

Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione

  • Facebook

Direttore Sergio Casprini | Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi | Webmaster Claudio Tirinnanzi