• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer
Risorgimento Firenze

Risorgimento Firenze

Il sito del Comitato Fiorentino per il Risorgimento.

  • Home
  • Focus
  • Tribuna
  • I luoghi
  • Mostre
  • Rassegna stampa
  • Pubblicazioni
  • Editoriale

Come terminare la guerra: il caso di Vittorio Veneto

10/11/2015

Lettere a Sergio Romano  Corriere della Sera 4 novembre

13_-Plinio-Nomellini-Allegoria-della-Vittoria-sull’esercito-in-marcia-s_d_-olio-su-tela-510x510-mm

Nella sua risposta a un lettore su Caporetto e le sue conseguenze, lei afferma che è giusto parlare delle molte verità su Caporetto, ma non è giusto che questo offuschi quella di Vittorio Veneto. Se lei intende che le più belle vittorie dell’esercito italiano nella Prima guerra mondiale furono le battaglie sul Piave e sul Grappa che inchiodarono l’invasore e in definitiva lo portarono al collasso, sono d’accordo. Se invece intende l’evento bellico della «battaglia di Vittorio Veneto», qui mi pare che di gloria ve ne è ben poca. Sin dal 29 ottobre gli austriaci avevano chiesto l’apertura immediata per la cessazione delle ostilità. Subito, dall’inizio delle trattative a Villa Giusti, gli austriaci si dissero disponibili alla resa incondizionata. Il 3 novembre il generale austriaco Viktor Weber von Webenau annunciò che il suo esercito aveva deposto le armi, ma Badoglio, che capeggiava la delegazione italiana, fu irremovibile: la firma della cessazione delle ostilità sarebbe avvenuta solo il 4 novembre. Webenau scrive: «Le operazioni militari non possono essere arrestate da alcuna nostra offerta e, quindi, neppure da una resa incondizionata, l’esercito italiano vuole entrare a Trento e Trieste come vincitore di una battaglia finale». Così accadde. Gli italiani assalirono l’esercito austroungarico oramai in fuga, e quella fu la «battaglia di Vittorio Veneto», località, che non a caso, prima non esisteva. Esistevano Ceneda e Serravalle che furono unite con un nuovo nome, appunto Vittorio Veneto e, a distanza di quasi 100 anni anche se fanno parte di uno stesso comune, è come che non lo fossero, anche questo non è casuale. Quindi, a mio sommesso parere, la gloria italiana nella Prima guerra mondiale fu al Piave e al Grappa, la battaglia di Vittorio Veneto, dubito che fu «vera gloria». Infine le confesso che io sono fra quelli che ritiene che aveva ragione Giovanni Giolitti e torto Salvemini, Albertini, Mussolini , ma questa è un’altra storia.

Angelo Rambaldi

Caro Rambaldi,

Al numero di coloro che erano contrari alla guerra lei potrebbe aggiungere il nome di Benedetto Croce. In un libro pubblicato dopo la fine del conflitto (L’Italia dal 1914 al 1918. Pagine sulla guerra), il filosofo spiegò la sua posizione e aggiunse le ragioni patriottiche per cui, dopo l’intervento, aveva deciso di tacere. In realtà il numero dei «non interventisti» fu più alto di quanto si creda. Ma i monarchici tacquero per un sentimento di lealtà verso il sovrano e i pacifisti, allora, rappresentavano una componente alquanto minoritaria della società italiana. Particolarmente imbarazzati furono i neutralisti cattolici. Le simpatie filoaustriache di Pio X erano note e impopolari anche negli ambienti contrari alla guerra. Quanto alle trattative sull’armistizio, caro Rambaldi, devo ricordare che la guerra non è un torneo di scherma o di tennis dove il comportamento degli atleti è formalmente impeccabile e signorile. È una combinazione di passioni e interessi. Quando chiesero l’armistizio, gli austriaci occupavano ancora il territorio conquistato dopo la rotta di Caporetto. All’Italia, in quel momento, la vittoria non bastava. Occorreva renderla palese e tangibile con un evento che avrebbe riscattato l’umiliazione di Caporetto. Se avesse potuto, l’esercito italiano si sarebbe spinto sino a Vienna. Ma non poteva almeno rinunciare ad apparire conquistatore delle due maggiori città irredente. Il 3 novembre le truppe italiane entrarono a Trento e un distaccamento di bersaglieri sbarcò a Trieste. L’armistizio fu firmato il giorno dopo e la cessazione delle ostilità fu fissata per le 3 del pomeriggio.

Sergio Romano

Pubblicato in: Rassegna stampa
Post precedente:Il Museo della Specola
Post successivo:L’Arno dà di fòri, 4 novembre 1966

Sidebar

il Comitato Fiorentino per il Risorgimento
è associato al Coordinamento nazionale Associazioni Risorgimentali FERRUCCIO

Sostieni

Sostieni liberamente le nostre attività con un bonifico bancario sul seguente conto corrente
Chianti Banca-Credito Cooperativo S.C.
IBAN IT81R0867302802000000909083

L’editoriale del direttore

Il 2 giugno 2026 la Repubblica italiana compie 80 anni. Auguri Italia!

Video

VIDEO del convegno “La Repubblica una e indivisibile”

Prossimi appuntamenti

LA REPUBBLICA UNA E INDIVISIBILE (art. 5 della Costituzione). L’eredità del Risorgimento nella Repubblica italiana. 

15/03/2026

Storia versus Barbarie

19/11/2025

1865 – 1870 FIRENZE CAPITALE. La Certosa e l’eversione dell’asse ecclesiastico

29/09/2025

Lettere al Direttore

Il sindacato oggi dovrebbe uscire dagli uffici e cercare e unire invece i dispersi del mondo attuale del lavoro.

03/05/2026

Focus

IL VOTO DI IERI E LE SPINE DI OGGI

09/06/2026

Tribuna

La foto simbolo della nuova Italia nel discorso di fine anno del presidente Mattarella

02/01/2026

Luoghi

La locomotiva nello stemma di Palazzo Fenzi-Marucelli a Firenze

29/12/2025

Mostre

La memoria viva della città in trent’anni di Foto Locchi

07/05/2026

Rassegna stampa

RICORDIAMO LE «MADRI» DELLA PATRIA

01/06/2026

Pubblicazioni

LA COSTITUZIONE E’ DI TUTTI

05/06/2026

Zanardelli, il nemico del trasformismo

20/05/2026

Patriota, uomo di governo, autore di svolte decisive. Cadde nell’oblio perché avverso ai compromessi C’è un patriota risorgimentale bresciano che ancor oggi non è considerato come meriterebbe. A dispetto dei …

Il mito del generale che difese Firenze

05/05/2026

Sebastiano De Albertis La morte di Francesco Ferrucci a Gavinana 1852 «Vile, tu uccidi un uomo morto» disse (secondo la leggenda) Francesco Ferrucci a Fabrizio Maramaldo il 3 agosto del 1530 mentre stava per …

La Festa del Primo Maggio

01/05/2026

Il lavoro non come condanna, ma come realizzazione personale. “Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l'amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) …

FESTA DELL’INDIPENDENZA TOSCANA

24/04/2026

Il 27 APRILE rappresenta una data simbolica nella storia della Toscana: in quel giorno del 1859 il Granduca Leopoldo II di Lorena lasciò Firenze, aprendo la strada alla costituzione di un Governo provvisorio che …

La crisi delle democrazie tra crisi interne e pressioni globali

22/04/2026

CERBERO, il cane mitologico con tre teste, Parco di Bomarzo Viterbo AUTORITARISMO, POPULISMO, NAZIONALISMO Viviamo una fase di trasformazioni profonde che investono società, istituzioni e politica. Le …

Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti

12/04/2026

2 aprile – 25 agosto 2026 Firenze Palazzo Medici Riccardi  Gioielli, arredi, ceramiche, abiti, tessuti, manifesti pubblicitari: sono solo alcuni dei manufatti che compongono la mostra Firenze Déco. …

LA POLITICA DI ISRAELE IN MANO AGLI ESTREMISTI

09/04/2026

Fondazione Bereshit Lashalom – Un inizio per la pace. LETTERE AL CORRIERE DELLA SERA 7 aprile 2026 Caro Aldo, scrive un amico israeliano: «Siamo in guerra e qui le leggi le rispettano tutti. Venisse anche il …

BUONA PASQUA

02/04/2026

BUONA PASQUA Comitato Fiorentino per il Risorgimento …

IL 27 APRILE, FESTA DELL’INDIPENDENZA TOSCANA

01/04/2026

Enrico Fanfani Il 27 aprile 1859 1860 Nel pomeriggio del 27 aprile 1859 il Granduca Leopoldo II di Lorena lasciò Firenze e si insediò il Governo provvisorio della Toscana con Ubaldino Peruzzi, Vincenzo Malenchini …

GARIBALDI, AGRONOMO ALL’AVANGUARDIA

15/03/2026

L'isola di Caprera Agricoltori rivoluzionari. I diari indagati da Virman Cusenza riportano un eroe che, passati i fremiti bellici (ma senza dimenticarne le istanze) si ferma a Caprera, rivaluta il lavoro agricolo …

Comitato Fiorentino per il Risorgimento

Direttore Sergio Casprini
Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi Webmaster Claudio Tirinnanzi

STATUTO
REDAZIONE
CONTATTI
LINK
PRIVACY

Newsletter

Rimani sempre aggiornato sulle nostre attività iscrivendoti alla nostra mailing list

Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione

  • Facebook

Direttore Sergio Casprini | Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi | Webmaster Claudio Tirinnanzi