• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer
Risorgimento Firenze

Risorgimento Firenze

Il sito del Comitato Fiorentino per il Risorgimento.

  • Home
  • Focus
  • Tribuna
  • I luoghi
  • Mostre
  • Rassegna stampa
  • Pubblicazioni
  • Editoriale

Carlo Cattaneo Indietro, Savoia!

14/06/2011

Articolo di Walter Barberis da La Stampa di  Lunedì 13 Giugno.

Chi avesse osservato Carlo Cattaneo fra il 20 e il 22 marzo 1848 in casa Taverna, a Milano, sede del quartier generale della insurrezione contro gli Austriaci, nel cuore delle fatidiche Cinque Giornate, avrebbe ben potuto supporre di trovarsi di fronte a un patriota deciso all’azione: certamente, al cospetto di uno dei rappresentanti di quella élite di intellettuali e di coraggiosi volontari che in ogni modo si battevano per la causa dell’unità nazionale italiana. Anche senza avere informazioni di dettaglio sulla sua biografia politica, si sarebbe detto che Cattaneo apparteneva a quella genìa di generosi combattenti che mettevano a repentaglio la loro stessa esistenza per dare all’Italia un futuro di indipendenza e di libertà.

Pur senza avere ancora elementi per dire di una adesione convinta ai principi repubblicani oppure di una calorosa inclinazione per le idee democratiche, si sarebbe detto che con Cattaneo si era nel vivo di gesti politici che avevano alle spalle sia una probabile milizia settaria, sia una verosimile vocazione rivoluzionaria. Senza che gli fossero fisicamente vicini, avrebbero potuto campeggiare al suo fianco, nell’immaginazione di un eventuale spettatore, le figure di Mazzini e di Garibaldi, rappresentate fra le barricate di Milano da uomini come Bertani, Cernuschi e Manara. Sarebbe stato difficile sfuggire a quella impressione, vedendo Cattaneo discutere animatamente con i suoi interlocutori, criticare aspramente le esitazioni del podestà Casati, decidere la costituzione di un consiglio di guerra, assumere la guida delle operazioni militari, invocando armi per il popolo e diffidando le autorità municipali dal sottoscrivere un qualche armistizio con Radetzky. I toni accesi dell’eloquio, l’intransigenza dei principi, la radicalità delle scelte, nel cuore di una azione insurrezionale niente di meno contro l’autorità politica e la forza militare dell’Austria avrebbero corroborato queste apparenze.

Ma è bene dire che si sarebbe trattato di una illusione ottica. Cattaneo era una personalità assai più complessa di come lo connotassero quei momenti, quelle poche ore in cui la inflessibilità del suo carattere e delle sue idee si manifestavano fra le barricate, fra gli scoppi delle fucilate e le urla dei giovani che animavano la sollevazione dei Milanesi contro il dominio di Vienna.

Egli non era affatto un cospiratore di lungo corso, né un agitatore impegnato da tempo nella preparazione di piani insurrezionali, e tanto meno un avventuriero in cerca di emozioni. Non era neppure un idealista romantico, un generico assertore di una virtuale unità italiana, catturato dagli avvenimenti nel loro precipitare rapido e inevitabile. Aveva, viceversa, convinzioni precise e già lungamente messe alla prova dell’opinione pubblica mediante una assidua attività pubblicistica; aveva idee per molti versi eccentriche, per quanto ambiguamente assimilabili a molte delle parole d’ordine che connotavano i discorsi dei repubblicani e dei democratici. […]

Il Piemonte rappresentava tutto ciò contro cui egli riteneva ci si dovesse battere. E se anche fosse stato un elemento decisivo per la realizzazione del disegno unitario, sempre avrebbe costituito un ostacolo per la conquista di una piena libertà dei popoli. A somiglianza della monarchia francese, lo Stato sabaudo rappresentava quell’elemento aristocratico feudale che storicamente aveva costituito un freno a ogni prospettiva di progresso civile, economico e costituzionale; ed era approdato alla forma dello Stato centralizzato, burocratico, assoluto e patrimoniale, nel quale i sudditi non godevano alcuna libertà se non quella di ubbidire come elementi basilari di una piramide gerarchica. In una parola, l’idea di società e di governo comunitario che Cattaneo si era andato formando negli anni della sua giovinezza e della prima maturità era in netto contrasto con tutto ciò che il Piemonte e le sue tradizioni gli suggerivano […]

Non solo: aggiungeva Cattaneo, il Piemonte aveva fatto perdere la partita agli insorti con piena consapevolezza, pur di non lasciare spazio all’iniziativa popolare e alle formazioni volontarie. Torino preferiva di gran lunga l’ordine di Vienna al seme di anarchia gettato dalla insurrezione di Milano. Ma quel seme era ormai destinato a germogliare: prima o poi l’ordine della vecchia Europa si sarebbe decomposto, popoli liberi si sarebbero dati governi autonomi e avrebbero trovato nuove forme di accordo reciproco, «una federazione» radicata su un impianto liberale. Concludeva, dicendo: «Avremo la pace, e potremo goderne, quando avremo gli Stati Uniti d’Europa». Erano le parole chiave della sua utopia.

 

 

Pubblicato in: Rassegna stampa
Post precedente:Vita militare nella grafica di Giovanni Fattori
Post successivo:Esistono gli italiani?

Sidebar

il Comitato Fiorentino per il Risorgimento
è associato al Coordinamento nazionale Associazioni Risorgimentali FERRUCCIO

Sostieni

Sostieni liberamente le nostre attività con un bonifico bancario sul seguente conto corrente
Chianti Banca-Credito Cooperativo S.C.
IBAN IT81R0867302802000000909083

L’editoriale del direttore

IL 27 APRILE, FESTA DELL’INDIPENDENZA TOSCANA

Video

VIDEO del convegno “La Repubblica una e indivisibile”

Prossimi appuntamenti

LA REPUBBLICA UNA E INDIVISIBILE (art. 5 della Costituzione). L’eredità del Risorgimento nella Repubblica italiana. 

15/03/2026

Storia versus Barbarie

19/11/2025

1865 – 1870 FIRENZE CAPITALE. La Certosa e l’eversione dell’asse ecclesiastico

29/09/2025

Lettere al Direttore

L’11 AGOSTO 1944, la Liberazione di Firenze, va sempre  celebrata per ricordare il sacrificio dei tanti partigiani che morirono  per la liberazione dell’Italia dal regime nazifascista.

12/08/2025

Focus

GARIBALDI, AGRONOMO ALL’AVANGUARDIA

15/03/2026

Tribuna

La foto simbolo della nuova Italia nel discorso di fine anno del presidente Mattarella

02/01/2026

Luoghi

La locomotiva nello stemma di Palazzo Fenzi-Marucelli a Firenze

29/12/2025

Mostre

GLI IDEALI DELLA SOCIETA’ SI DANNO ALLA MACCHIA

02/02/2026

Rassegna stampa

LA POLITICA DI ISRAELE IN MANO AGLI ESTREMISTI

09/04/2026

Pubblicazioni

La crisi delle democrazie tra crisi interne e pressioni globali

22/04/2026

BUONA PASQUA

02/04/2026

BUONA PASQUA Comitato Fiorentino per il Risorgimento …

Libertà è partecipazione

01/03/2026

Ambrogio Lorenzetti La giustizia nella Allegoria del buon governo, Palazzo pubblico, Siena, 1338-39 In "Libertà è partecipazione”, nota canzone di Giorgio Gaber, la libertà viene definita non come un isolato …

Politica e dignità. L’esempio di Amendola

25/02/2026

Ho letto L’uomo che sfidò Mussolini. Giovanni Amendola, antifascista liberale di Antonio Carioti (Laterza): testo di storia contemporanea sobrio, formicolante di dati che determinano il racconto come tessere in un …

GAETANO SALVEMINI.  L’impegno intellettuale e la lotta politica

22/02/2026

Se dovessimo scegliere un personaggio italiano del Novecento a cui applicare l’ormai frusta definizione di intellettuale, diremmo Gaetano Salvemini (1873-1957). È questa la prima considerazione che ci suggerisce la …

A CENTO ANNI DALLA MORTE. Salvate Gobetti da gobettiani e anti-gobettiani

15/02/2026

Piero Gobetti (Torino, 19 giugno 1901- Parigi, 15 febbraio 1926) è stato un giornalista, filosofo, editore, traduttore e antifascista italiano  "Il pensiero di Piero Gobetti è contraddittorio, non poche sono …

QUEI SETTANTA PROFUGHI DALLA VENEZIA GIULIA ACCOLTI AI VANCHETONI

08/02/2026

Tra il 1947 e il 1948 l’Oratorio fiorentino fu il rifugio di 70 esuli della Venezia Giulia che sfuggirono alla pulizia etnica del regime di Tito. Per l’appassionato di arte barocca, come per il turista desideroso …

COSI’ L’IDEA LIBERALE DIVENNE ANTIFASCISTA

03/02/2026

Antonio Carioti con il libro L’uomo che sfidò Mussolini. Giovanni Amendola antifascista liberale (Laterza) dedica una biografia al deputato vittima delle aggressioni squadriste di cui ricorre quest’anno il …

SORVEGLIARE E PUNIRE. La cruenta repressione del dissenso in Iran

01/02/2026

"Saluterò di nuovo il sole, e il torrente che mi scorreva nel petto, e saluterò le nuvole dei miei lunghi pensieri e la crescita dolorosa dei pioppi in giardino che con me hanno percorso le secche …

La scoperta delle radici ebraiche: una memoria familiare, e di tutti

26/01/2026

Mimmo Paladino Dormienti   Görlitz - Stalag VIII  Memoriale della Shoah Milano L’incipit è da romanzo, diciamo da fiction. Invece è l’inizio di una reale riscrittura della propria autobiografia e di una intera …

MARIA MADDALENA ROSSI. Donna d’azione per la democrazia e il bene comune

18/01/2026

Ci avviamo a celebrare l’ottantesimo anniversario della Repubblica e dell’Assemblea costituente con una maggiore conoscenza, rispetto a pochissimi anni fa, sulle Madri della Costituzione. Le 21 donne elette il 2 …

Comitato Fiorentino per il Risorgimento

Direttore Sergio Casprini
Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi Webmaster Claudio Tirinnanzi

STATUTO
REDAZIONE
CONTATTI
LINK
PRIVACY

Newsletter

Rimani sempre aggiornato sulle nostre attività iscrivendoti alla nostra mailing list

Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione

  • Facebook

Direttore Sergio Casprini | Responsabile della Comunicazione Irene Foraboschi | Webmaster Claudio Tirinnanzi