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Si deve vigilare sulle grandi opere, ma non vagheggiare un ideale ritorno al Medioevo!

Caro Direttore,

un breve commento sull’editoriale di settembre sul sito del Comitato Fiorentino per il Risorgimento La Paura della Modernità. (http://www.risorgimentofirenze.it/paura-della-modernita-2/)

Hai perfettamente ragione. I giganteschi passi del gambero che cercano di far fare alla società italiana, vedi l’incredibile vicenda dei vaccini che ha costituito perfino una base elettorale vincente, sono in linea con quanto dici. Quando fu costruita la prima ferrovia in Toscana, la Leopolda tra Firenze e Pisa, i contadini sparavano sulle locomotive convinti che il fumo fosse responsabile dei danni all’uva causati invece dalla peronospera.

Stando a quei cervelli anche la costruzione di una mulattiera sarebbe distruzione dell’ambiente. L’uomo ha modificato il paesaggio per migliorare la vita. Ciò non vuol dire che non si debba vigilare sulle distruzioni reali delle risorse vitali, ma neppure vivere in un continuo ideale ritorno al medio evo mentre gli altri paesi hanno già costruito da tempo infrastrutture.

C’è anche il risvolto della corruzione, è vero ed è reale, ma questo attiene anche al vuoto di democrazia che fa sparire i controlli. In più la foia delle privatizzazioni -all’inseguimento della deregulation reaganiana – ha fatto sì che lo Stato perdesse il controllo dei settori strategici e cioè facesse il contrario di quando il centro-sinistra nazionalizzò l’energia elettrica. Fosse stata in mano ai privati, per qualche decennio ci sarebbero state zone del paese senza luce perché alle società non conveniva cablare.

 Per darsi un’idea è come la perdita del calcio avvenuta in questi giorni (per inciso, ho disdetto il pacchetto Sky in segni di protesta e seguirò il mio Livorno alla radio).

Cari saluti,

Fabio Bertini

 

Fiorentino, è laureato in architettura. Militante nei gruppi della sinistra rivoluzionaria (Potere Operaio), nei primi anni 70 inizia l’attività di insegnamento, prima nelle scuole medie e successivamente, abilitatosi in Storia dell’Arte, nelle scuole di indirizzo artistico. Con l’insegnamento prende progressivamente coscienza del suo ruolo professionale fuori da ogni logica ideologica, per cui si allontana dalle posizioni estremistiche di sinistra degli anni giovanili e si avvicina sempre di più a posizioni liberal-democratiche. E’ tra i fondatori, negli anni 80, della Gilda degli Insegnanti, associazione che cerca di tutelare la valenza professionale dei docenti e, nel dicembre 2005, del Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità. E’ rappresentante legale del Comitato Fiorentino per il Risorgimento, del cui sito è direttore.