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STORIA DI RAMELLI E DANTE DI NANNI

25/03/2023

LETTERE al Corriere della Sera 25 marzo 2023

Caro Aldo, non crede che stia emergendo sempre più una deriva violenta in quello che non voglio chiamare antifascismo ma utile idiotismo? La plateale contestazione alla sottosegretaria del ministero dell’Istruzione e del merito a Milano mentre commemorava l’assassino di Sergio Ramelli non ne è forse la conferma? «Utile idiota», d’altronde, è una definizione storicamente nata all’interno della sinistra e che quindi ben si adatta a questo genere di contestatori. Ricordando sempre che se «tutti i democratici sono antifascisti non tutti gli antifascisti sono democratici». Mario Taliani, Noceto

Caro Mario, Sergio Ramelli fu ammazzato quando non aveva ancora 19 anni e non aveva fatto nulla di male. Non c’è niente di antifascista in quell’orrendo delitto. Non c’è niente di antifascista nel contestare chi giustamente tiene viva la memoria di quel ragazzo e la condanna dei suoi assassini. L’antifascismo è il colonnello Montezemolo che tace sotto le torture e prima di essere ucciso dai nazisti con un colpo alla nuca grida «Viva l’Italia». L’antifascismo è il tenente dei carabinieri Genserico Fontana che alle Fosse Ardeatine conforta la moglie che le SS obbligano ad assistere all’eccidio: «Coraggio cara, siamo uomini e siamo italiani, dobbiamo affrontare il destino da uomini e da italiani». L’antifascismo è don Pietro Pappagallo cui viene offerto di avere salva la vita ma sceglie di morire con gli altri 334 martiri, tentando con le mani legate di impartire loro l’estrema unzione. L’antifascismo però è anche Dante Di Nanni, il gappista comunista che asserragliato in una casa di Torino resiste fino all’ultima cartuccia, poi per non essere preso vivo si getta nel vuoto dopo aver salutato la folla con il pugno chiuso e gridato, anche lui, «Viva l’Italia». Per questo, gentile signor Taliani, dire «tutti i democratici sono antifascisti ma non tutti gli antifascisti sono democratici» è una brillante formula perfetta per discutere oggi nei talk show, ma uno scioglilingua privo di spessore umano e significato politico quando c’era da decidere da quale parte stare: se con quelli che portavano gli ebrei ad Auschwitz, o contro quelli che portavano gli ebrei ad Auschwitz.

Aldo Cazzullo

Giardino Sergio Ramelli a Milano
Pubblicato in: Focus
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