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Scrivere bene

copertinaLa scuola italiana se vuole essere al passo dei tempi deve essere fornita di strumentazioni digitali, avere buoni docenti ed autorevoli presidi, una chiara e qualificata articolazione di corsi di studi, da quelli umanistici a quelli professionali, ma deve anche salvaguardare una sua forte identità culturale e nazionale e quindi è fondamentale che in qualsiasi curricolo di studi non manchi la conoscenza della storia patria ed il possesso della lingua madre, quando invece i nostri giovani, perennemente interconessi ed appiattiti sul presente, com’è dimostrato dai rilevamenti dell’Invalsi, non sanno comunicare né tantomeno scrivere correttamente in italiano.

Opportunamente giunge in libreria una pubblicazione di Bianca Barattelli, insegnante di italiano e latino nei licei,  Scrivere bene, dieci regole e qualche consiglio   (pag. 216, € 14,00, il Mulino) per dare agli studenti un utile strumento al fine di rafforzare le loro fragili competenze linguistiche.

Nella vita scrivere bene è un ottimo biglietto da visita, ancora di più da quando l’era digitale ha moltiplicato i nuovi usi della scrittura. Il libro fornisce una cassetta degli attrezzi utili per gestire al meglio l’espressione scritta. Si troveranno numerosi precetti e consigli pratici alla portata di tutti: come organizzare e presentare al meglio un testo, quali regole seguire per rendere più efficace e personale la scrittura, come arricchire il proprio vocabolario, come usare con successo gli strumenti della retorica.

Una versione aggiornata dell’Abbecedario come ai tempi di Pinocchio!

Fiorentino, è laureato in architettura. Militante nei gruppi della sinistra rivoluzionaria (Potere Operaio), nei primi anni 70 inizia l’attività di insegnamento, prima nelle scuole medie e successivamente, abilitatosi in Storia dell’Arte, nelle scuole di indirizzo artistico. Con l’insegnamento prende progressivamente coscienza del suo ruolo professionale fuori da ogni logica ideologica, per cui si allontana dalle posizioni estremistiche di sinistra degli anni giovanili e si avvicina sempre di più a posizioni liberal-democratiche. E’ tra i fondatori, negli anni 80, della Gilda degli Insegnanti, associazione che cerca di tutelare la valenza professionale dei docenti e, nel dicembre 2005, del Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità. E’ Presidente del Comitato Fiorentino per il Risorgimento, del cui sito è direttore.