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Le giornate della Memoria come quella del Ricordo dovrebbero essere parte di una perenne mobilitazione contro le barbarie delle discriminazioni

Caro Direttore,

ho letto con molto interesse e condivisione l’editoriale di febbraio. Giusto ricordare che il Risorgimento fu anche acquisizione della cittadinanza per chi non l’aveva mai avuta piena (e qualche volta per niente) a causa dei fondamentalismi religiosi che aleggiano sempre purtroppo sulla testa dell’umanità e che sono duri ad essere superati, oltre che per gli usi sociali che Cattaneo descrisse molto bene nelle “Interdizioni israelitiche”. È dunque opportuno ricordare il fenomeno delle leggi razziali che furono in Italia anche sottrazione della cittadinanza a una parte del paese che aveva contribuito al Risorgimento e, in Europa, negazione della stessa anima umana gettata nell’abisso della barbarie cui purtroppo molti nostri contemporanei – soprattutto per ignoranza o per mala fede – sembrano guardare con qualche interesse.

Queste giornate di rievocazione, della memoria come quella del ricordo a proposito delle foibe, dovrebbero non esaurirsi nelle 24 ore mediatiche che le consegnano a discorsi di circostanza, ma essere parte di una perenne mobilitazione liberata dagli interessi di parte a sostegno della civiltà che le barbarie delle discriminazioni come tutti gli eccidi e le persecuzioni irragionevoli hanno violato e, purtroppo, continuano a violare.

Grazie dello scritto. Cari saluti,

Fabio Bertini

 

Fiorentino, è laureato in architettura. Militante nei gruppi della sinistra rivoluzionaria (Potere Operaio), nei primi anni 70 inizia l’attività di insegnamento, prima nelle scuole medie e successivamente, abilitatosi in Storia dell’Arte, nelle scuole di indirizzo artistico. Con l’insegnamento prende progressivamente coscienza del suo ruolo professionale fuori da ogni logica ideologica, per cui si allontana dalle posizioni estremistiche di sinistra degli anni giovanili e si avvicina sempre di più a posizioni liberal-democratiche. E’ tra i fondatori, negli anni 80, della Gilda degli Insegnanti, associazione che cerca di tutelare la valenza professionale dei docenti e, nel dicembre 2005, del Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità. E’ Presidente del Comitato Fiorentino per il Risorgimento, del cui sito è direttore.