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L’artista bambino. Infanzia e primitivismi nell’arte italiana del primo Novecento

Complesso monumentale di San Micheletto, via San Micheletto 3, Lucca

17 marzo 2019 / 2 giugno 2019

 

Carlo Ludovico Ragghianti, il noto studioso di storia dell’arte, segnalava già nel 1969 la necessità di approfondire il legame fra il disegno infantile, l’arte medievale e la produzione figurativa dei primi tre decenni del Novecento, un argomento del quale era stato pionieristico indagatore nel suo Bologna cruciale 1914, testo fondamentale per le future ricerche sull’arte italiana del Novecento. E’ una lacuna che la Fondazione Ragghianti, diretta da Paolo Bolpagni, intende contribuire a colmare con questa mostra, curata da Nadia Marchioni, che affronta il tema indagandone anche gli antefatti.
Gli esempi di “regressione” verso il disegno infantile da parte di artisti italiani fra il secondo e terzo decennio del Novecento documentati da Ragghianti nel suo saggio raccontavano, fra le altre, le esperienze di Alberto Magri, Ottone Rosai, Tullio Garbari, Gigiotti Zanini, Carlo Carrà, Riccardo Francalancia e Alberto Salietti. La mostra ricerca inoltre gli espliciti arcaismi tratti dallo studio dei maestri del Duecento e del Trecento, che vede fra i precursori Alberto Magri, accompagnato dagli amici “apuani” Lorenzo Viani e Adolfo Balduini.

L’esposizione si articola in sei sezioni a partire dall’interesse di fine Ottocento verso il fenomeno dell’arte infantile: la prima sezione è dedicata a Adriano Cecioni e il mondo dell’infanzia, la seconda a Corrado Ricci e le prime incursioni del disegno infantile nell’arte fra Otto e Novecento, la terza illustra il Disegno infantile e Medioevo: alle sorgenti della figurazione e Il caso pioneristico di Alberto Magri e del cenacolo tosco-apuano, la quarta racconta L’immagine del bambino e la diffusione del primitivismo infantile in Italia negli anni della Grande Guerra, la quinta tratta di Soffici e Carrà fra arte infantile e popolare, la sesta propone Esempi di primitivismo infantile in Italia negli anni Venti e Trenta del Novecento.
Un percorso che, partendo dalla fine dell’Ottocento, percorre i primi decenni del XX secolo, mostrando opere di artisti affascinati dall’universo infantile, di cui prendono in varie forme e stili l’essenza: la semplicità, la poesia, la soavità dei colori e dei soggetti rappresentati.

Luogo: Complesso monumentale di San Micheletto, via San Micheletto 3

Telefono: 0583/467205

Orari di apertura: 10-13; 15-19. Lunedì chiuso

Costo: 5 euro; ridotto 3 euro

 

Fiorentino, è laureato in architettura. Militante nei gruppi della sinistra rivoluzionaria (Potere Operaio), nei primi anni 70 inizia l’attività di insegnamento, prima nelle scuole medie e successivamente, abilitatosi in Storia dell’Arte, nelle scuole di indirizzo artistico. Con l’insegnamento prende progressivamente coscienza del suo ruolo professionale fuori da ogni logica ideologica, per cui si allontana dalle posizioni estremistiche di sinistra degli anni giovanili e si avvicina sempre di più a posizioni liberal-democratiche. E’ tra i fondatori, negli anni 80, della Gilda degli Insegnanti, associazione che cerca di tutelare la valenza professionale dei docenti e, nel dicembre 2005, del Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità. E’ Presidente del Comitato Fiorentino per il Risorgimento, del cui sito è direttore.